ORIGINI

L'URLO DELLA SIBILLA

21/09/2017 09:38:24
La Commissione
http://www.thexplan.net/Articoli.aspx?idArt=170
"Tutto e' numero" diceva Pitagora, e attraverso la simbologia dei numeri e la loro interpretazione e' possibile leggere la natura e i suoi messaggi, tanto nel macrocosmo (livello Cosmico) che nel microcosmo (livello Quantico).
Alcuni giorni prima della spedizione sui Sibillini abbiamo studiato i numeri che ci avrebbero accompagnato durante la nostra esplorazione. Pubblichiamo qui i dettagli piu' significativi e pertinenti alla visione della Sibilla di cui siamo stati testimoni. C'e' stato molto di piu', altri segni lungo la strada che ci hanno in qualche maniera "preparato" a quello che dovevamo vedere. Segni che apparivano solo per chi ha occhi per vedere.
La scelta di partire dalla base dell'Infernaccio il 3 Luglio per arrivare alla cresta della Sibilla nella notte non e' stata casuale:
Il 3 Luglio 2015 e' un 1+8 teosofico o 9, che simboleggia il misticismo e corrisponde alla XVIII lama dei Tarocchi, la Luna. Quella notte era la seconda notte di plenilunio (93% visibilita') e un Venerdi'. In quei giorni Venere e Giove si trovavano al loro punto piu' vicino e allineati (la loro distanza era pari al diametro della nostra Luna), formando ancora un triangolo Venere-Giove-Terra con la Luna quale mediatrice.
Venere e Luna hanno una forte connessione con l'energia femminile della Terra (Venerdi' e' consacrato a Venere, all'elemento acqua e al metallo "conduttore" Rame, mentre la Luna e' simbolo per eccellenza del femminile con il trittico mitologico Ishtar-Iside-Venere), e una guida necessaria per permetterci di ascendere al Monte Sibilla. Questo monte e' stato associato in vari momenti storici al Monte Venus (Venere) della leggenda del Tannhauser, e ospita nel suo grembo la leggenda di un'altra Vergine, la misteriosa profetessa Sibilla.
Il mese di Luglio e' stato scelto, tra le altre cose, seguendo la leggenda del Guerrin Meschino che, racconta Andrea de Barberino, permette di entrare nel regno della Sibilla solo con il Sole in Gemelli, Cancro, Leone (Maggio - Agosto); ma anche perche' la luna di Luglio nella tradizione Celtica e' chiamata "Blessing Moon" o Luna della Benedizione, e catalizza forza, gli aspetti magici della natura e in generale favorisce le imprese positive. In questo mese del 2015, poi, i pleniluni saranno due, il che rafforza l'influenza lunare verso il pianeta.
Cabalisticamente l'Estate e' connessa allo stato ATZILUTH = Emanazione, mentre la Sephira corrispondente e' la settima, NETZACH, simbolo di vittoria e raggiungimento di obiettivi.
Gli animali-simbolo del mese sono il Dragone, il Leone e la Fenice secondo la tradizione mistica Orientale: simboli, questi, di forza, saggezza e rigenerazione.

Ma veniamo al giorno della visione vera e propria e cerchiamo di analizzare i simboli che ci hanno permesso di assistere all'evento: siamo scesi lungo la parete Nord del monte Sibilla ed abbiamo sostato al limitare del bosco e a meta' circa della valle che ci avrebbe portato, il giorno seguente, alle sorgenti del Tenna.
La valle, simbolo ancestrale del grembo materno e "culla" della natura, identificata con la Coppa che racchiude il liquido vitale dell'esistenza nei miti preistorici della Magna Mater, concetto che poi sarebbe stato romanzato in epoca medievale nel mito del Santo Graal.
Il Sabato 4 Luglio 2015 e' un 1+9 teosofico o 1, che simboleggia l'unita', l'inizio, l'Unum e corrisponde alla XIX lama dei Tarocchi, il Sole.
In quel giorno la Terra passava esattamente tra il Sole (simbolo di luce) e Plutone (simbolo ctonio), due simboli opposti che attendevano solo di entrare in contatto per generare la Terza Risultante.
Sabato e' consacrato a Saturno il cui elemento e' la terra e il metallo "fissante" Piombo.
Cabalisticamente la Sephira corrispondente e' la terza, BINAH, simbolo ionico della Grande Madre (simbolo della terra per eccellenza), significante comprensione e associato all'ermetica "radice d'acqua".
Per dare un'idea delle geometrie esoteriche esistenti all'interno dei Sibillini, ci soffermiamo sulle rette che intersecano la zona da noi esplorata:

1. Lago di Pilato, Grotta della Sibilla e Infernaccio sono perfettamente allineati lungo la direttrice Nord-Sud
2. Prendendo il segmento Grotta-Lago e tirando la sua perpendicolare si puo' formare un triangolo isoscele con il vertice a Ovest. Al centro del triangolo vi e' il Monte della Croce
3. Prendendo il segmento della perpendicolare dal centro del triangolo alla base, esso diviene la base di un nuovo triangolo, i cui lati convergono in corrispondenza del Pizzo della Regina (Monte Priora) formando un triangolo isoscele.

E' vicino tale perpendicolare che ci siamo trovati quando ci e' apparsa l'ombra gigantesca della Sibilla contro la parete del Monte Priora/Pizzo della Regina.
Avendo "letto" la struttura numerica e geomantica di quei giorni, sapevamo quindi che, una volta purificato lo spirito nel viaggio ("conduttore") preparatorio sotto la luce di Venere, quella del Sole avrebbe poi "parlato" con la Terra per lasciare il suo messaggio impresso ("fissato") sul terreno, come infatti e' avvenuto. Ovviamente non potevamo immaginare il modo in cui tale messaggio si sarebbe rivelato a noi, ne' se saremmo stati nelle condizioni adatte a "riceverlo".
La visione della Sibilla e' apparsa improvvisamente, maestosa e ineffabile nel suo canto silenzioso. In quel momento ci e' sembrato che tutta la natura intorno si fosse fermata ad ascoltare, dalle piante alle rocce agli insetti agli astri del cielo. Noi eravamo solo una piccolissima componente degli incredibili meccanismi che, in quel momento, si stavano adoperando per rendere il messaggio intelligibile ai nostri occhi.
La certezza dell'avvenimento imminente non ha tolto niente alla meraviglia e al fascino che quel volto ha prodotto in noi durante i molti minuti in cui esso e' stato visibile.
Noi crediamo che la Sibilla, o quello che essa rappresenta, abbia voluto inviare un messaggio ai nostri tempi, nominandoci araldi per un giorno, cosi' che potessimo affermare la sua presenza sulle vette dell'Appennino, nei recessi piu' profondi della roccia, nei boschi oscuri, nell'acqua dei laghi e dei fiumi e lungo i pascoli che coprono con il loro mantello d'erba le pareti piu' scoscese delle valli. La Sibilla e' presente in ogni elemento perche' ne e' la protettrice e la pitonessa, maga e madre, custode e segreto millenario che non e' mai scomparso.
Quello che e' cambiato e' l'uomo e le sue credenze, che si sono allontanate via via dalla purezza della natura, dimenticandone il linguaggio e l'importanza.
Quello che abbiamo definito "Canto" e' in realta' un grido, l'urlo di chi intende riaffermare la propria esistenza e importanza, anche a discapito delle numerose violenze che il Monte Sibilla ha subito negli anni [utilizzo di esplosivi per "ripristinare" l'accesso alla Grotta della Sibilla, la strada bianca scavata selvaggiamente sul fianco del monte, rifiuti abbandonati da chi si professa amante della natura e invece la deturpa n.d.r.].
"...al tramonto di un sabato d'estate, mentre consumavamo la cena e il sole lentamente si avvicinava alle cime dei Sibillini per lasciare il posto alla notte, sulla parete del monte di fronte a noi compare l'immagine gigantesca e inequivocabile di un volto, il profilo nitido di una donna dai lunghi capelli (o forse coperta da un velo) nell'atto di pronunciare parole, o gridare, o cantare, in un silenzio magico, surreale. Tutti i nostri sensi si focalizzano su quell'ombra, le nostre coscienze impreparate alla maestosita' dello spettacolo di un'intera parete montuosa che aveva alzato il sipario in modo improvviso sul fantastico; ci siamo sentiti scaraventati indietro di millenni, quando uomini vestiti di pelli adoravano le stelle all'interno dei cerchi di pietre megalitiche, o quando cantavano inni alla natura alla presenza di esseri semidivini.
Passato il primo lungo attimo di sorpresa, la nostra mente moderna si e' adoperata per trovare la logica dietro il fenomeno, analizzando le cime che il sole colpiva con i suoi raggi, calcolandone la proiezione sulla parete, vagliandone i profili nel tentativo di trovare riscontro razionale che potesse giustificare quella sagoma appoggiata sulla montagna. Senza successo.
Quel volto e' stato il risultato della rifrazione del sole sulle rocce attraverso una combinazione di angoli impossibile e irripetibile; poi, abbandonata la logica, ci siamo trovati ad ammirare l'estetica, affascinati dalla bellezza dell'immagine che nulla toglieva all'armonia complessiva del paesaggio, quasi fosse, essa stessa, un suo elemento naturale.
Dopo diversi minuti abbiamo visto il volto lentamente modificarsi fino ad assumere i contorni indistinti delle ombre proiettate dalle singole rocce al calar del sole. La visione era terminata, il messaggio era stato dato.
Toccava a noi, ora, raccoglierlo e trasmetterlo...
"
[Dagli appunti stesi immediatamente dopo la visione]

Renzo Roiati nel suo libro "La Sibilla Appenninica e le Nove Stelle Maggiori della Vergine" ha condotto uno studio basato sull'allineamento delle Chiese dislocate sul territorio dei Sibillini, dimostrando la loro struttura speculare alla costellazione della Vergine, a dimostrazione del fatto che non solo in epoca ancestrale ma anche in tempi non troppo lontani si era a conoscenza del culto della Magna Mater ai quali i Sibillini erano consacrati: la Grande Madre, che in seguito divenne Venere, poi la "vergine" Sibilla (ma senza dimenticare una possibile sovrapposizione con la Dea Cupra dei Piceni) e, infine, si tento' con il Cristianesimo di cancellarne la memoria condannando la profetessa al mondo sotterraneo e innalzando la "Vergine" Maria al suo posto, in quello che sembra essere stato un eterno conflitto tra i due poli femminili, quello pagano e quello cristiano.
A riprova della presenza di questo vi e' l'ormai scomparsa Chiesa di S. Maria (di stile gotico) della quale Vittori, nel suo libro "Montemonaco, nel Regno della Regina Sibilla", scrive:

"...che i monaci, avendo trovato lassu' rimasugli di paganesimo costruissero quel tempio alla Vergine Maria cosi' da presso alla Grotta della Sibilla perche' le popolazioni sentissero meno amaro il distacco dalle antiche pratiche di culto pagano esercitato in quell'antro di antica rinomanza..."

L'immagine da noi vista sulla costa del Monte Priora/Pizzo della Regina da' forza alla tradizione Orientale che descriveva la dea femminile (impersonata da Ishtar prima, e da Iside poi) come "coperta da un velo", simbolo del cammino di iniziazione necessario per poter acquisire le chiavi della Conoscenza. La visione della Sibilla presenta anche un'interessante similitudine con la Madonna Nera (tutt'ora adorata in varie parti d'Europa) che affonda le sue radici in epoche ancestrali e ormai dimenticate, perche' entrambe figure ctonie e "Vergini sotterranee".
Tornando alla numerologia sacra di cui i Sibillini sono permeati, le tradizioni del luogo parlano di sette chiese che sarebbero state costruite in onore della Vergine Maria e tutte sul versante Nord Orientale dell'Anello.
Roiati invece ne individua nove:

"...di cui tre, compresa Santa Maria di Foce da tempo scomparsa, non sono presenti nella memoria delle poche...persone amiche di un tempo lontano...Sorgono intorno al monte della Sibilla, e di regola sugli accessi che segnano i percorsi verso lo speco dei vaticini [la Grotta della Sibilla] e il lago demoniaco [Lago di Pilato]...sul Monte Vettore, Monte Torrone, Cima del Redentore, Monte Rotondo, Argentella, Forca Viola, Palazzo Borghese...Cima Vallelunga, Sibilla..."

Le Nove Chiese della Vergine sono state cosi' identificate: S. Maria dell'Ambro, S. Maria in Casalicchio, S. Maria della Corona, S. Maria in Gallo (scomparsa), S. Maria in Lapide, S. Maria della Cona, S. Maria in Pantano, S. Maria di Foce (scomparsa), S. Maria della Maina.
Collegando tali chiese tra loro si nota una corrispondenza molto interessante con le nove stelle visibili della Costellazione della Vergine, della quale Spica (Alpha Virginis) e' la stella piu' luminosa (e viene da Roiati identificata con la chiesa di S. Maria in Lapide).
Esempi di rispondenze tra opere architettoniche e costellazioni del cielo sono innumerevoli, basti citare le tre Piramidi di Giza (Cintura di Orione), il tempio di Angkor Wat in Cambodia (Costellazione del Draco), ma anche la disposizione delle cattedrali sorte in Francia intorno a Notre Dame (Costellazione della Vergine), e cosi' via.
Ma la disposizione delle chiese sui Sibillini sarebbe anteriore a quella francese di almeno quattro secoli.
Su chi abbia costruito le chiese aleggia il mistero di una storia priva di fonti certe; dai Benedettini ai Templari, senza trascurare l'esistenza di templi pagani in epoca antecedente, siamo di fronte all'ennesimo enigma che circonda questa zona dell'Appennino Centrale.
Di certo non possiamo fare a meno di notare, ancora, il simbolo della Vergine che accompagna la figura della Sibilla, che nella sua disposizione terrena sembra abbracciare il monte, proteggendolo tra le sue "braccia cosmiche" (nella mappa disegnata da Roiati possiamo vedere come il Monte Sibilla si trovi tra S. Maria di Foce e S. Maria dell'Ambro e ne taglia la direttrice in modo quasi perfetto.
BIBLIOGRAFIA
Per leggere l'articolo completo: http://www.thexplan.net/Articoli.aspx?idArt=170