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Non vi chiediamo di credere, ma di riflettere

ANNO XVI


05.03.2019
Progetto X-COVER
Il Gruppo The X-Plan ha avviato da qualche mese un progetto di grafica collegato a indagini, conferenze, articoli e altre attività. I progetti di lunga durata o di particolare importanza verranno annunciati con una cover che ne rappresenta il contenuto. Le cover potranno essere visualizzate sulla Home Page del sito alla sezione PROGETTI.

La Commissione



RUBRICHE/Interviste

INTERVISTA A ROBERTO PINOTTI, PRESIDENTE DEL CENTRO UFOLOGICO NAZIONALE (C.U.N.)

INTERVISTA-A-ROBERTO-PINOTTI-PRESIDENTE-DEL-CENTRO-UFOLOGICO-NAZIONALE-(CUN)
C.U.N. Umbria

1)      Come ti sei avvicinato all’Ufologia?

In maniera molto particolare, perché mi sono ritrovato a 13-14 anni ad avere interesse, grazie a mia nonna che me lo ha trasmesso, per l’insolito, il paranormale, i misteri dell’archeologia e persino per le prime segnalazioni di dischi volanti sui giornali. A 14 anni ho avuto la possibilità di avere una discreta conoscenza dell’inglese (i miei genitori addirittura mi compravano i comics originali americani); in queste condizioni mi sono ritrovato il primo libro tra le mani sul tema. In inglese, ovviamente. E da allora ho cominciato a corrispondere con numerose personalità e personaggi all’estero che seguivano la materia. Erano la prima generazione di studiosi del fenomeno ufologico; io ero solo un ragazzino però nessuno, trovandosi di fronte un corrispondente che scriveva in buon inglese, si è mai sognato di chiedermi l’età; e così fra i 13-14 anni e i 23, in un arco di tempo di 10 anni, ho riunito una documentazione importante (oggi infatti posso vantare l’archivio e la documentazione più completa esistente in Italia e sicuramente una delle più complete esistenti in Europa Occidentale, Inghilterra esclusa) grazie proprio al fatto che ho di fatto raccordato l’ufologia della prima generazione - cui pure non appartenevo - a quella delle generazioni successive. E’ stato un po’ un caso, poi nel 1965 si è gettata l’idea di fare un centro nazionale che seguisse il fenomeno e nel ’67 il centro è stato costituito e io sono stato uno dei soci fondatori. Avevo 23 anni, ero il più giovane e oggi sono con Angelo Brugnoli l’unico superstite.

2)      Come è cambiata l’Ufologia nel tempo?

E’ cambiata perchè una volta si parlava di dischi volanti, poi nel 1973 abbiamo imposto il termine UFO che era poco noto all’epoca, facendolo anteporre al termine dischi volanti che era troppo popolare e poco scientifico, e da allora si è cominciato a parlare di Ufologia in termini sempre più tecnici e sempre più scientifici e tutt’ora questa è la nostra posizione. Quindi è chiaro che la questione è scivolata dal vago, dall’aneddotico a qualcosa di sempre più tecnico, sempre più documentato, sempre più scientifico e sempre più in linea con quelli che sono i parametri della scienza moderna.

3)      La “classificazione Hynek” si può considerare ancora valida?

Si, si considera sicuramente ancora valida, Hynek come è noto concepì la classificazione in sei classi: luci notturne, dischi diurni, casi radar visuali, incontri ravvicinati di I, II, III tipo a seconda del fatto che il testimone veda soltanto a distanza ravvicinata l’oggetto, constati a livello fisico la sua presenza con tracce varie o che veda (nel caso del III tipo) addirittura entità animate in prossimità di un oggetto disceso al suolo. Questa classificazione è sicuramente valida. C’è chi, successivamente ad Hynek, ha coniato una settima voce, gli incontri ravvicinati del IV tipo che sostanzialmente corrisponderebbero alle Abductions, cioè ai sequestri da part di Ufo, o cosiddetti "rapimenti alieni". E’ una cosa che Hynek non contemplò perchè in effetti dovrebbe ricadere negli incontri ravvicinati del III tipo, ma diciamo che non è un concetto errato; peraltro resta da capire questa voce, questa classificazione dei fenomeni di Abduction, quanto poi realmente sia davvero inquadrabile nel discorso ufologico perché è certamente la più fumosa.

4)      Come definirebbe l’Ufologo?

L’Ufologo dovrebbe essere un curioso che con un’ottica multidisciplinare affronta il tema degli Ufo senza preclusioni, senza preconcetti in maniera aperta ma anche in base a certi canoni logici e anche tecnico-scientifici tali da poter quantizzare in qualche maniera il fenomeno che si trova di fronte

5)      La figura dell’Alieno: una questione sociale o un business?

Potrebbe essere tutte e due, perché è chiaro che è da tempo immemorabile l’uomo tende a guardare in alto e forse in ultima analisi si attende psicologicamente una sorta di Deus Ex Machina che gli viene  a risolvere tanti problemi; in tempi antichi si parlava di angeli. E tutto sommato potrebbe avere questa funzione e oggi si parla degli Alieni come di possibili "Angeli tecnologici".
Naturalmente potrebbe essere una questione sociale perché se domani noi dovessimo stabilire un contatto alla luce del sole con ipotetici alieni giunti qui da altrove, questo ci stravolgerebbe come cultura e come civiltà, nulla sarebbe più come prima, noi saremmo probabilmente tenuti a confrontarci con una realtà magari superiore in cui potremmo anche dover pagare un prezzo molto caro; però potrebbe anche essere uno stimolo alla crescita. Poi c’è il discorso del business: è chiaro che in tutto questo dal momento che il problema è altamente evocativo e molto importante per la gente di oggi, c’è anche chi tende un po’ a speculare sul concetto alieno e a portarlo avanti per finalità appunto di altra natura, commerciale, ad esempio.

6)      Interferenze aliene: Abductions e Contattismo

Sono due aspetti di un unico problema: se davvero ci si trova di fronte ad esseri extraterresti che sono qui in mezzo a noi c’è apparente contraddizione fra i soggetti che ci parlano di esseri superiori, in genere di tipo se non angelico quanto meno umano

- qualcuno li chiama "Nordici" perchè sarebbero esseri di alta statura, di carnagione chiara, capelli chiari, occhi chiari, i quali normalmente danno dei messaggi estremamente positivi e di crescita per l’umanità preoccupandosi molto del nostro futuro. Le Abductions invece sono riferite a esseri diversi, umanoidi, piccoli, glabri, macrocefali, con grandi occhi, esili, di bassa statura, i quali viceversa sequestrerebbero esseri umani con lo scopo di studiarli o addirittura, come qualcuno dice e paventa, per fare della ingegneria genetica o degli esperimenti di tipo genetico. In realtà c’è apparente contraddizione tra queste due categorie; del resto è da chiedersi se – e questo lo vorrei stigmatizzare – se lo stesso fenomeno delle Abductions, che sicuramente ha un fondamento, non vada enfatizzato "a tutti i costi" mentre a mio avviso non può essere necessariamente così diffuso come qualcuno vorrebbe far credere. C’è da chiedersi se parlare di "rapimenti alieni" non sia molto comodo per qualcuno e non possa essere strumentalizzato da qualcuno per avvalorare e tendere a imporre l’idea che eventualmente ci troviamo di fronte a esseri extraterresti brutti, cattivi, aggressivi, predatori, ostili, i quali ci causerebbero soltanto delle conseguenze negative. Da questi esseri le istituzioni, i Governi, il Governo Americano  dovrebbe evidentemente difenderci. Allora è chiaro che se le cose stanno così, tutto questo è molto sospetto perchè si potrebbe essere autorizzati a pensare che questo sia un mito creato a bella posta dall’Intelligence americana proprio con lo scopo di far passare gli Alieni proprio come qualche cosa di ostile in maniera da evitare che si guardi a loro in positivo con l’effetto di esautorare qualunque tipo di autorità istituzionale che in questo caso sarebbe abbattuta nel giro di cinque minuti (perchè tutti si attenderebbero dai nuovi venuti non ostili ma anzi ben disposti verso di noi, il massimo). E questo metterebbe in crisi il potere come noi lo conosciamo; l’ufologo è quindi autorizzato a delineare un tale scenario come plausibile, anche perchè del discorso delle Abductions tutto sommato si sa relativamente poco, è tutto ancora molto fumoso. Però, guarda caso, è molto comodo per un potere che sarebbe in crisi e che non vuole esserlo.

7)    I problemi dell’Ufologia: comunicazione, informazione, credibilità?  

Certamente. Prima di tutto c’è la comunicazione, bisogna comunicare all’esterno un’immagine autorevole, positiva, concreta, tecnica del fenomeno. Questa è la prima cosa da fare. L’informazione deve essere ovviamente scelta, deve essere selezionata, puntuale, ed è anche cambiata rispetto a un tempo, perchè una volta noi ufologi arrivavamo secondi rispetto a chi, i giornalisti, normalmente erano i primi a dare la notizia. Oggi la gente ha cambiato registro. Oggi la gente, con internet, tende addirittura a "bypassare" i mezzi di comunicazione tradizionale e a informare direttamente chi magari ha un sito internet che parli di queste cose come noi, che nel corso dell’ultimo anno abbiamo avuto un milione di visite; e dell’informazione tradizionale non si fida più come prima, perchè i giornalisti ti possono creare problemi, sbattono il mostro in prima pagina e quant’altro.
La credibilità è chiaro che più tu documenti quello che hai da dire più sei credibile. E questa è la "regola aurea" che noi dobbiamo perseguire perchè intanto l’unione fa la forza, è chiaro che più testimoni sono in grado di esprimere la loro esperienza in maniera più evidente rispetto al singolo. Spessissimo si è detto che solo un caso su otto raggiunge l’opinione pubblica perchè i primi a fare auto-censura siamo noi stessi dato che non sempre siamo nella disponibilità di raccontare i fatti che ci accadono. Temiamo di essere criticati o altro. In realtà la credibilità oggi è molto maggiore di un tempo e quindi c’è sicuramente da ben sperare.

8)      Le prospettive dell’Ufologia

Le prospettive dell’Ufologia probabilmente sono di tendere sempre di più verso il coinvolgimento degli enti istituzionali in merito al problema ufologico. E oggi effettivamente vediamo che quando governi di vari Paesi ammettono la realtà del fenomeno, mettono online i dati che hanno, questo evidentemente vuol dire che questo passo si sta attuando. Altre prospettive sono prendere atto non solo che il fenomeno esiste, ma che potrebbe avere una certa prospettiva e quando noi vediamo in Francia (come è stato qualche anno fa) un ente di altissimo livello istituzionale che ha prodotto un rapporto dettagliato in tema ufologico e che si chiede a che cosa ci dobbiamo preparare, bè, questo risponde alla domanda. E’ chiaro che bisogna non solo porci questo interrogativo noi come persone e come studiosi, non dico come sudditi, ma anche le autorità se lo devono porre; le autorità se lo stanno ponendo e stanno cercando in qualche maniera di dire la loro sempre più verso la gente senza allarmare nessuno ma pur ammettendo quello che si deve cominciare ad ammettere, proprio perchè altrimenti la situazione potrebbe solo scappare di mano, e invece è meglio tenerla sotto controllo, magari informando un po’ di più la gente.

9)      Le attività del C.U.N. ieri e oggi

Le attività del CUN chiaramente si pongono sempre di più nella direzione di un’informativa a 360° e quindi più abbiamo la possibilità di interagire attraverso la carta stampata, attraverso la televisione e la radio, attraverso internet, e più continueremo ad essere maggiormente credibili. E questo ormai si sta sviluppando a ritmo esponenziale. Poi soprattutto la cosa importante è che la gente sta cominciando a scoprire che ci siamo e che soprattutto siamo validi e seri, e questo è importantissimo, perchè significa praticamente un filo diretto fra il pubblico che si fida di noi e noi che acquisiamo dati. E' importante anche mettere a minimo comune denominatore i dati a livello di tutto il mondo perchè soltanto attraverso la mole di dati (si parla di un milione di segnalazioni in sessant'anni, di non meno di 150.000 dossier autorevolmente alla base di un database internazionale), tutto questo poi costituisce da sè uno "zoccolo duro" che qualunque scettico non potrà mai obiettare. Quindi, indubbiamente le attività sono queste, fare in maniera sempre di più che il fenomeno vada incontro alla gente e che noi si sia in grado di chiarirlo sempre di più.

10)  Il rapporto del C.U.N. con le Istituzioni a livello nazionale in Italia

Nel nostro Paese noi abbiamo un rapporto formalmente “buono” con il Reparto Generale Sicurezza dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana il quale, dal ’79, è istituzionalmente preposto a seguire il fenomeno Ufo; però loro seguono il fenomeno Ufo dal punto di vista della difesa aerea territoriale e quindi militare, non lo studiano. Questo crea il problema che non interpretano nulla, però è altrettanto chiaro che se loro hanno (come è certo) circa 400 dossier agli atti, questo di per se non è poco e se in futuro qualunque attività politica dovesse prendere atto della validità del fenomeno, è chiaro che questi dati sono lì e sono scomodamente alla portata di qualunque studio, nostro o di altri. Quindi è chiaro che il nostro rapporto nei confronti delle Autorità dovrebbe essere quello di un catalizzatore in una reazione chimica: noi in pratica dovremmo indurre dei processi irreversibili per cui la gente finisca con il dover sapere che cosa realmente ci si trova davanti.

11/03/2016 17:09:25

https://www.thexplan.net/article/63/INTERVISTA-A-ROBERTO-PINOTTI-PRESIDENTE-DEL-CENTRO-UFOLOGICO-NAZIONALE-(CUN)/it
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