www.theXplan.net OLTRE LA VERITA' UFFICIALE

Non vi chiediamo di credere, ma di riflettere

ANNO XVII


Live Channel
31.10.2020
thexgates.com
E' un nuovo progetto del Gruppo The X-Plan

La Commissione



X-ZONE/X-plan

La "cura" del Piano-K (II)

Virus e Finanza #8

La-cura-del-Piano-K-(II)
Diego Antolini

Nessuno che, a livello istituzionale, abbia il coraggio di parlare di educazione individuale, della forza del pensiero positivo, o della semplice inefficacia di antibiotici e vaccini. Quest’ultimo, in particolare, rappresenta il “Marchio della Bestia” che inoculerà negli individui (specialmente bambini) il Codice di Massa, genetico o psicologico, per la definitiva cancellazione delle identità individuale e di popolo.

Nessuno ha questo coraggio perché chiunque lo faccia verrà accusato di negazionismo, di disfattismo o, peggio, di crimini contro l’umanità, quell’umanità che oggi ammette i
transgender e insegna ai bambini che l’amore tra lo stesso sesso è una ricchezza. Mentre opporsi ai vaccini è un crimine.

Nel Piano-K le colonie africane possedute a quel tempo da alcuni paesi europei erano incluse nella Paneuropa, cioè le popolazioni del continente africano avrebbero il diritto di muoversi liberamente in Europa. Le conseguenze erano solo teoriche al tempo, ma non era difficile capire che un continente con una popolazione più del doppio di quella europea e con condizioni di vita al limite della sopravvivenza avrebbero letteralmente invaso il continente di chi aveva contribuito, in passato a suddetta povertà. Oggi, a quasi un secolo di distanza, i risultati concreti sono sotto gli occhi di tutti. Ma già allora si pianificava una nuova razza imbastardita nei geni e nelle azioni, senza una precisa identità, un senso di appartenenza o lealtà verso una particolare cultura o nazione.



Questo profilo rappresentava l’uomo perfetto per le élite finanziarie che miravano al controllo e allo sfruttamento delle masse. Solo troncando le radici di un popolo, questo può essere rimodellato e dominato con un totalitarismo nuovo, mascherato dalla tutela dei diritti umani. Ecco perché all’alba del Covid i politici creavano regole restrittive per i cittadini europei ma gli immigrati continuavano ad arrivare, addirittura arrivando a dichiarare che gli africani non erano affetti da Covid. E’ vero, inizialmente i paesi più colpiti sono stati quelli al di sopra del 40mo parallelo, ma poi è stato impossibile discriminare, o sarebbe crollata la credibilità della “pandemia”, necessaria per manovre finanziarie globali quali l’implementazione dell’I.A., la vaccinazione di massa, l’abolizione della moneta contante, la riscossione dei CAT-Bond e così via. Oggi si sta cercando di instaurare un sistema medico-totalitario basato sul terrore. Niente di nuovo, lo schema è sempre lo stesso da almeno duecento anni.

In tempi recenti il militante di estrema destra Gerd Honsik ha sviluppato, attraverso un lavoro di selezione e decontestualizzazione, il Piano-K nel suo libro
Kalergi Plan (2005). Honsik, deceduto nel 2017, era stato condannato per ben due volte dal tribunale europeo per aver negato pubblicamente la verità storica dell’olocausto. Honsik riprese i concetti contenuti nel Practical Idealism dell’ “uomo rustico” (figlio dell’endogamia, con volontà forte ma povero di spirito) e dell’ “uomo urbano” (risultato della mescolanza razziale o Blutmischtung, privo di volontà ma con grande spirito) nel tentativo di nullificare le identità nazionali così da imporre la mescolanza etnica (con le genti asiatiche e africane) e il genocidio dei popoli europei per creare spazio alla nuova razza ibrida di consumatori passivi, controllati da élite politiche, intellettuali, scientifiche ed economiche di matrice giudaico-massonica.

La-cura-del-Piano-K-(II)
La-cura-del-Piano-K-(II)
I deliri estremisti di Honsik sono serviti da un lato a ridicolizzare il vero intento del Piano-K relegandolo nell’incerto calderone delle teorie cospirazioniste; dall’altro però hanno acceso gli animi di coloro che vedevano l’immigrazione incontrollata come un pericolo per la stabilità sociale ed economica dell’Europa.
Sembra peraltro che Kalergi originariamente avesse ipotizzato solo una confederazione di Stati tra le diverse potenze europee che potesse garantire la sovranità individuale e il rispetto delle diverse culture europee, in contrasto con gli ideali imperialisti e totalitari del tempo, specialmente la mistica nazionalista del superuomo di Nietzsche.

Ma questa versione “light” del
Practical Idealism non spiega come mai così tanti movimenti negli anni si siano ispirati all’idea della Paneuropa e non in termini pacifici. A cominciare dal Terzo Reich, che personalizzò le idee di Kalergi in chiave anti-tedesca quando, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, era in agenda l’applicazione del Piano Morgenthau (ufficialmente mai eseguito ma, come vedremo in un prossimo articolo, in effetti molto attuale) per l’occupazione della Germania da parte delle forze alleate. Ebbene nella versione del Reich, l’attacco alla Germania era il risultato dell’ostilità dell’élite finanziaria giudaico-massonica che mirava alla distruzione della Germania anche attraverso il suo indebolimento etnico e culturale.

Negli anni ‘70 e ‘80 una simile visione prese piede in Francia, dove l’intellettuale Alain de Benoist scrisse la
Nouvelle Droite (il nuovo diritto) rivoluzionando la struttura politica ed ideologica dell’estrema destra. Benoist introdusse il concetto di “globalismo” che teorizzava un piano di americanizzazione del mondo a spese delle identità nazionali, per standardizzare la popolazione del mondo. Fenomeno che si è puntualmente verificato con i media tradizionali prima (specialmente i blockbuster di Hollywood) e con i Social Media poi.

L’esportazione della cultura americana è in effetti un enorme e sottovalutato paradosso. Gli Stati Uniti sono relativamente giovani, con solo qualche secolo di vita come nazione, ma non hanno mai creato una precisa identità visto che sono figli, culturalmente, di immigrati, di cui gli ebrei -
non è un mistero - rappresentano la colonna finanziaria principale. L’unica identità che si può ascrivere all’America è la sua capacità di spettacolarizzazione, auto-celebrazione ed estremo capitalismo, che oggi è diventato soprattutto speculazione finanziaria e consumismo di massa. Non certo la profondità culturali con millenni di storia come i popoli del Mediterraneo, la Persia, l’India e la Cina, tanto per citarne alcuni.

La scelta della nazione americana come “regia” per l’esecuzione del Piano-K è perfettamente in linea con il principio dell’integrazione multiculturale dell’Europa e del mondo. E il suo potenziamento bellico e tecnologico avvenuto incredibilmente in soli vent’anni (1930-1950 circa) è direttamente collegato al suddetto Piano.
Lo storico contemporaneo Elia Rosati afferma che si è trattata di una ben strana alleanza di forze quella tra due opposti ideali, capitalismo e comunismo, per formare un’
élite occulta che agisce attraverso le multinazionali da un lato e le attività delle sinistre liberali dall’altra, per uno scopo comune che è quello della “Grande Sostituzione” con la complicità della Chiesa. Quando si è trattato di aprire le porte d’Europa all’immigrazione, infatti, nessuno schieramento ha opposto una vera resistenza. D’altra parte oggi il prodotto più remunerativo è quello umano, bene di consumo assoluto sotto tutti i punti di vista, che mette d’accordo linee politiche e religiose sotto il comune denominatore della manipolazione di massa.
La-cura-del-Piano-K-(II)
La-cura-del-Piano-K-(II)
Arriviamo al XXI secolo, l’era che stiamo vivendo, in cui i Social hanno velocizzato il tempo e la “Pandemia” ha ristretto lo spazio Entrambi i fenomeni hanno come base un virus, entrambi sono cavalli di Troia giganteschi, spettacolari, emotivamente destabilizzanti, che nascondono al loro interno i veri motivi della loro comparsa. Motivi che riconducono sempre di più all’inizio del XX secolo, al tempo di Kalergi.



Nella seconda decade degli anni 2000 le idee contenute nel
Practical Idealism hanno continuato ad avere un’enorme influenza, anche se non sono mai arrivate esplicitamente alla conoscenza delle masse. Le crisi economiche che hanno colpito ogni area del pianeta a cadenze regolari (le maggiori sono state: 1997 Asia, 2000 Europa, 2007-2009 USA e 2015-2016 in Cina), l’immigrazione di massa dal nord Africa e Medio Oriente degli ultimi cinque anni e, oggi, il blocco quasi totale delle economie dei paesi a causa del “circo pandemico” hanno spinto altri intellettuali a riprendere il discorso della “Grande Sostituzione”. Un esempio su tutti lo scrittore francese Renaud Camus che ha sostenuto il pericolo de le grand remplacement, della colonizzazione francese da parte dei migranti islamici provenienti da Medio Oriente e Africa i quali minacciano di

...cambiare permanentemente la nazione e la sua cultura portando il continente al genocidio dei bianchi…La Grande Sostituzione è molto semplice. Oggi ci sono delle persone, e nello spazio di una generazione ce ne saranno altre...

sostiene Camus.
Vi sono molti che considerano il Piano-K inconsistente sulla base del fatto che l’esistenza di un gruppo etnico come quello caucasico (la razza bianca) come vittima designata a favore della migrazione massiccia da Africa e Asia non sia più possibile visti gli incroci genetici che hanno caratterizzato le popolazioni occidentali da secoli. Ma la consistenza del Piano-K è a mio avviso sempre attuale, semplicemente si è spostata dalla genetica di razza alla psicologia di massa. Non sono tanto i geni che completano un individuo, quanto il sostrato sociale e culturale in cui egli cresce e sviluppa la propria percezione della realtà. L’Europa, a differenza di Asia e Africa, non ha mai vissuto un’imposizione coloniale da parte di altre culture, almeno negli ultimi secoli, conservando una cultura ben definita anche se “compressa” dalle spinte del “consumismo passivo” americano, del desiderio di competizione asiatico e della necessità di sopravvivenza africano-mediorientale (anche di matrice religiosa). Il fatto poi che la sovranità dei paesi Europei sia stata negli ultimi dieci anni messa in discussione e praticamente annullata dal debito dei governi verso l’UE, e che la stessa struttura dell’Unione sia stata ricucita alla meglio grazie all’assistenza della Banca Centrale Europea. Questa situazione definita “crisi del debito sovrano” o “crisi dell’eurozona” che si è protratta fino al 2019 ha di fatto confermato che, con la fine della globalizzazione, anche l’Unione Europea è giunta al capolinea.

Per queste ragioni non è più necessario che la razza bianca sia “pura” per essere vittima del Piano-K: sono i principi e l’identità dei paesi europei che devono essere cancellati per poter realizzare un unico sistema globale che possa essere facilmente controllato perché incapace di pensare al di là degli schemi tecnologico-scientisti innalzati per dare sostanza ai tre miraggi di sicurezza, salute e lunga vita.
La-cura-del-Piano-K-(II)
07/11/2020 18:47:23

https://www.thexplan.net/article/610/La-cura-del-Piano-K-(II)/it
ARTICOLI CORRELATI
La-cura-del-Piano-K-(I)
La "cura" del Piano-K (I)
(X-ZONE / X-PLAN)
Fake-social-manipolazione-virale
Fake social, manipolazione virale
(X-ZONE / X-PLAN)
Sanificazione-digitale-II
Sanificazione digitale II
(X-ZONE / X-PLAN)
Commenti
Nome
E-Mail
Testo