www.theXplan.net OLTRE LA VERITA' UFFICIALE

Non vi chiediamo di credere, ma di riflettere

ANNO XVII


Live Channel
31.10.2020
thexgates.com
E' un nuovo progetto del Gruppo The X-Plan

La Commissione



X-ZONE/X-plan

La "cura" del Piano-K (I)

Virus e Finanza #8

La-cura-del-Piano-K-(I)
Diego Antolini

Per capire la portata degli eventi che stanno caratterizzando il 2020 e per tentare di anticipare lo scenario dell’immediato futuro del mondo, è mia profonda convinzione che un’analisi dei movimenti migratori dalle nazioni al di sotto del quarantesimo parallelo verso l’Europa sia fondamentale.
La questione dell’immigrazione di massa è iniziata con le crisi dei paesi nordafricani, in particolare la con la guerra civile in Siria (dal 2010 tutt’ora in corso) e con la caduta del regime di Gheddafi in Libia (2011, poi 2014 con la seconda guerra civile tutt’ora in corso). Gli attacchi da parte dei paesi NATO a questi due paesi hanno innescato una reazione a catena che ha portato al collasso del sistema Europa, dividendo l’opinione pubblica e indebolendo la struttura, in verità piuttosto fragile, su cui gli Stati membri poggiavano. Non è un caso che la percentuale dei cittadini dell’Unione che pensano che questo “esperimento multiculturale” sia un fallimento sia in continuo aumento.

Il fatto che da Brussels continuino ad uscire risoluzioni e dichiarazioni ambigue che sostengono l’immigrazione di massa dietro al paravento degli “aiuti umanitari” ha solo alimentato i sospetti che dietro ci siano interessi personali dell’
élite politico-finanziaria che di umanitario hanno molto poco. Il paravento è crollato prima con gli scandali delle NGO, che nel 2016-2017 sono risultate essere parte di un piano di collusione con i trafficanti di uomini per portare i migranti in Europa su scala industriale (più di 500000 immigrati in Europa dal nord Africa nel biennio 2014-2016) e poi, con l’esplosione della “pandemia”, si è completamente polverizzato.

Attualmente si assiste a manovre politiche che usano da un lato le misure restrittive del Covid-19 per impedire l’accesso dei migranti in Europa, dall’altro si tenta goffamente di mantenere aperti i canali di accoglienza visto che il “virus” non sembra aver minimamente scoraggiato chi dal flusso migratorio può trarre profitto. La domanda tuttavia rimane, oggi sempre più pressante anche se il terrore del virus ha offuscato le menti di molti che, distratti dalla paura della morte e senza più certezze, galleggiano in un limbo asettico decorato da mascherine, guanti in lattice e isolamento. Chi segue questa via, o ne fa addirittura un trend, non solo caracolla sulla strada illusoria della salvezza, ma perde progressivamente contatto con una realtà nuova che si sta creando.
La domanda, dicevo, per chi ancora se la pone, è: quali sono gli interessi nascosti dell’
élite Europea a sostenere in un modo che rasenta il fanatismo l’immigrazione di massa da Africa e Medio Oriente?



Una possibile risposta è nel “Piano Kalergi”, che in realtà era una precisa visione sociologica e politico-economica dell’Europa del futuro da parte di una ristretta cerchia di nobili raccolti attorno alla figura del Conte Richard von Coudenhove-Kalergi. Kalergi è considerato il fondatore del concetto di Unione Europea e una figura chiave della sua attuazione. Nonostante ciò, egli viene sistematicamente tenuto lontano dal grande pubblico. Perchè i leader europei dovrebbero vergognarsi di Kalergi?

Richard von Coudenhove-Kalergi è stato uno dei primi proponenti dell’integrazione europea e il fondatore dell’Unione Paneuropea. E’ considerato il padre ideologico dell’Unione Europea ed è dietro suo suggerimento che l’
Ode alla Gioia della 9a Sinfonia di Ludwig van Beethoven divenne l’inno dell’Europa. Egli lavorò inoltre con coloro che hanno disegnato la bandiera europea. Ma la sua influenza va ben oltre a inni e bandiere e ben più in profondità che al mero livello ideologico. Con il suo lavoro incessante e ben pianificato Kalergi pose le fondamenta dell’Unione Europea in ogni suo aspetto, sostenendo innanzitutto l’unificazione degli stati europei in un’unica entità, la Paneuropa.

La-cura-del-Piano-K-(I)
La-cura-del-Piano-K-(I)
Kalergi era di sangue misto, per metà austriaco e per metà giapponese. Nato a Tokyo nel 1894, suo padre era l’ambasciatore dell’impero Austro-Ungarico in giappone. Passò la maggior parte della sua giovinezza nella tenuta di famiglia in cecoslovacchia. Nel 1908 si trasferì a Vienna per studio, e poi vi rimase per lavoro. Divenne massone nel 1921 nella preminente Gran Loggia Humanitas e, l’anno successivo, fondò il suo movimento “Unione Paneuropea”. Il principio base era quello dell’integrazione europea che doveva realizzarsi con la creazione degli Stati Uniti d’Europa con un unico mercato, un’unica valuta e la libertà della popolazione europea di spostarsi senza restrizioni.

Le colonie che alcuni dei paesi europei possedevano a quel tempo sarebbero state incorporate in questo super stato, così da avviare le migrazioni di massa degli africani sul continente europeo. Kalergi affermava che si sarebbe potuta raggiungere una pace duratura solo con l’abolizione degli stati nazionali la cui rivalità continua era alla base dei conflitti europei. Tali principi vennero enunciati nel Manifesto della Paneuropa pubblicato nel 1923.

Molti ideali, che magari hanno anche un intento costruttivo e pacifico, spesso rimangono tali. Ma nel caso di Kalergi, forse per la sua nobile origine, forse per ragioni economiche, accesero l’interesse di molti: la politica imperialista delle nazioni europee era al tramonto e c’era il bisogno di accentrare risorse per orientare i grandi movimenti di massa che erano esplosi. Inoltre la prima guerra mondiale aveva devastato le casse delle nazioni, mentre i banchieri che avevano prestato il denaro non avevano alcuna certezza di riaverlo indietro in tempi brevi. Vi erano pertanto due soluzioni: un maggiore ingresso di “forza lavoro” a basso costo, oppure un nuovo conflitto bellico. Quello che accadde nei decenni successivi appartiene alla storia.

Ma in quel momento le idee di Kalergi potevano rappresentare la soluzione (o la distrazione) ai mali d’Europa, e vennero accolte con favore da molti importanti politici, quali Ignaz Seipel, due volte cancelliere d’Austria; Karl Renner, ministro austriaco degli Affari Esteri; Toma
š Masaryk, primo presidente della Cecoslovacchia e il suo primo ministro degli Affari Esteri (e poi secondo presidente) Edvard Beneš; Aristide Briand, presidente francese e premio Nobel; Leon Blum che fu presidente francese per tre mandati, e Konrad Adenauer, politico austriaco che poi divenne cancelliere della Germania Ovest.

Il supporto politico era condizione necessaria per aprire le porte di un altro settore, m
a non sufficiente senza l’interesse concreto di quest’ultimo. Non è una sorpresa, quindi, che attraverso i sostenitori politici Kalergi venne introdotto nell’ambiente della “nuova” finanza. Nel 1925 fu pubblicato Practical Idealism, in cui veniva descritta la futura Europa in passaggi significativi come:

...L’uomo del futuro sarà un bastardo. Le razze e le classi di oggi scompariranno a causa della scomparsa di spazio, tempo e pregiudizi...

...Il cristianesimo, preparato eticamente dai saggi ebraici (Giovanni) e spiritualmente dagli ebrei allessandrini (Filone) è ebraismo rigenerato. Per quanto l’Europa sia cristiana, è ebraica in senso spirituale. Per quanto sia moralmente cristiana, è ebrea...

A quel punto il movimento paneuropeo ricevette una donazione di 60.000 marchi tedeschi dal banchiere Max Warburg, con cui Kalergi era entrato in contatto per tramite del barone Louis Rothschild, uno dei più importanti membri della famiglia dei banchieri Rothschild. I Rothschild erano naturalmente grandi sostenitori della creazione di un super-stato europeo che avrebbe unito le singole nazioni in un’unica entità. Con l’aiuto di Warburg e dei Rothschild, Kalergi entrò sempre più nelle grazie della finanza internazionale, ricevendo il sostegno anche di Paul Warburg, fratello di Max, di Jacob Schiff e Bernard Baruch, tutti provenienti dagli ambienti di Wall Street. Paul Warburg e Jacob Schiff erano già conosciuti per aver contribuito alla creazione dell’American Federal Reserve Bank, la struttura di accentramento delle riserve aurifere (provenienti dalle sostanziose casse del Terzo Reich dopo la sua caduta) che ha permesso agli Stati Uniti di piazzare il dollaro come moneta di scambio globale. In qualità di banca centrale della nazione, infatti, la Federal Reserve ricopre diversi ruoli nell’arena internazionale, influenzando i tassi di interesse e il valore degli scambi esteri contro il dollaro. Quando le autorità monetarie USA decidono di intervenire sui mercati esteri, è la Federal Reserve che esegue materialmente le azioni.

Ancora più interessante è il fatto che lo stesso Jacob Schiff, risaputo capitalista, finanziò la rivoluzione russa e i bolscevichi. Fu sempre Schilf che diede a Trotsky, fuggito a Londra dopo essersi diviso da Lenin, i mezzi finanziari per il suo ritorno in Russia all’alba della rivoluzione del 1905.
Erano in molti a vedere gli sforzi di Kalergi nella promozione dell’integrazione europea come una nobile causa. Si credeva che l’obiettivo principale era quello di migliorare gli standard di vita e raggiungere una pace duratura, anche perché questi erano i concetti che egli ripeteva continuamente. Kalergi affermava di star lottando per la prosperità dell’intero genere umano.

La-cura-del-Piano-K-(I)
La-cura-del-Piano-K-(I)
Ma dietro la retorica nobile e umanitaria si celavano gli interessi personali e molto meno nobili dei sostenitori finanziari. La crisi europea che oggi ha decretato la fine dell’UE e della globalizzazione in genere è la diretta conseguenza di tali manovre finanziarie, oggi sempre più chiare.
I piani di Kalergi non si limitavano alla sola abolizione degli stati nazionali. Egli intendeva eliminare le nazionalità d’Europa per sostituirle con una nuova, unica razza, più adattabile al futuro super-stato.
In
Practical Idealism Kalergi scrive:

L’uomo del futuro sarà di razza mista. Le razze e le classi di oggi scompariranno a poco a poco a causa dell’eliminazione di spazio, tempo e pregiudizio. La razza euroasiatico-negroide del futuro, simile in apparenza agli antichi egizi, sostituirà l’attuale diversità etnica e degli individui

Fu proprio questa “visione” dei futuri cittadini europei che deliziò l’
élite finanziaria internazionale nonché gli esponenti della massoneria e altri uomini d’affari influenti, spingendoli a finanziare l’Unione Paneuropea subito dopo la pubblicazione del Practical Idealism.
A mio parere sono state due le chiavi fondamentali di questo enorme interesse: la prima, di natura simbolico-esoterica, riguarda l’annullamento delle forze che strutturano una nazione. Uno scenario in cui lo spazio e il tempo venivano portati agli estremi, riducendo il primo e dilatando il secondo (immigrazione di massa) per poi capovolgerne la prospettiva (con la globalizzazione, allargando lo spazio e riducendo il tempo) avrebbe causato l’annullamento di ogni punto di riferimento e, da questo disorientamento generale, manipolazione e controllo delle nuove masse sarebbe bastato per destabilizzare ogni sistema, giocando sulla paura e sull’ignoranza. Il principio degli inversi, per chi ha conoscenza della simbologia massonica, è uno strumento antichissimo e la ragione che sta dietro allo strumento dei conflitti.

La seconda, di natura principalmente finanziaria, intendeva speculare sull’appiattimento culturale e sull’allargamento della base numerica della forza lavoro e forza di consumo.
Non ha caso il Terzo Reich parlava di “spazio vitale” per giustificare la sua
blitzkrieg. Era, quello di Adolf Hitler, un tentativo di opporsi al Piano Kalergi utilizzando poteri occulti e tecnologia. La scienza che ne risultò fu talmente avanzata da sorprendere la stessa élite che aveva finanziato l’ascesa nazista.
Invece il Piano-K potè continuare con il trasferimento del Reich negli Stati Uniti (
Project Paperclip) e con il Piano Marshall che aprì la strada alla disgregazione economica degli Stati e alla creazione dell’UE.

Prima della Seconda Guerra Mondiale, l’
élite finanziaria che sosteneva Kalergi lo aiutò ad emigrare negli Stati Uniti da dove egli potè continuare a lavorare per l’integrazione europea. Negli USA Kalergi ottenne il sostegno delle maggiori testate nazionali tra cui il New York Times che pubblicava i suoi articoli regolarmente. Lo stesso presidente Harry Truman rimase positivamente impressionato dalle idee di Kalergi dopo aver letto uno dei suoi articoli.

Alla fine della guerra Kalergi si trasferì in Francia per proseguire con l’attuazione del Piano. A quel punto però la Paneuropa diventava solo un tassello per la creazione di quel Nuovo Ordine Mondiale in cui ogni nazione scomparirà a favore di un’unica razza mista, una massa senza specifica identità sotto il controllo dell’élite internazionale della finanza. Il 2020 è un punto di svolta storico, un quarto conflitto mondiale in cui si deciderà se questo Piano può interamente realizzarsi o se crollerà in un grande Reset socio-economico. Dopo la paura della guerra tra nazioni, e dopo la paura del terrorismo fondamentalista nelle nazioni, oggi viviamo la paura della malattia al di là delle nazioni, in cui un virus silenzioso e invisibile può interrompere le nostre vite in ogni momento. Questo scenario, mai esplicitamente dichiarato perché inesistente, viene invece alimentato in modo subliminale dai media di massa, dalle azioni dei governi che non hanno più alcuna indipendenza nelle decisioni interne, e di quegli “esperti” scientisti che seminano concetti grossolani di salute a buon mercato, salvo poi contraddirsi e rettificare.

La-cura-del-Piano-K-(I)
17/10/2020 21:48:25

https://www.thexplan.net/article/606/La-cura-del-Piano-K-(I)/It
ARTICOLI CORRELATI
La-cura-del-Piano-K-(II)
La "cura" del Piano-K (II)
(X-ZONE / X-PLAN)
Fake-social-manipolazione-virale
Fake social, manipolazione virale
(X-ZONE / X-PLAN)
Sanificazione-digitale-II
Sanificazione digitale II
(X-ZONE / X-PLAN)
Commenti
Nome
E-Mail
Testo