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ANNO XVII


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12.09.2019
"The Giant of Kandahar", statistiche
L'articolo "The Giant of Kandahar" ha raggiunto le 30000 letture e i numeri sono in continuo aumento. Il Gruppo The X-Plan ringrazia tutti gli utenti che da ogni parte del mondo hanno contribuito a raggiungere questo traguardo

La Commissione



X-ZONE/X-plan

Sanificazione digitale II

Virus e Finanza #6

Sanificazione-digitale-II
Diego Antolini

Mentre la rivoluzione digitale è un fenomeno globale, il ritmo di adattamento e le reazioni dei governi alla stesso non procedono necessariamente in sincrono. E’ accaduto per l’adozione della tecnologia Smart, è accaduto per l’industria 4.0 e accadrà sia per l’Intelligenza Artificiale che per l’implementazione del 5G, una tecnologia che fino allo scoppio della “pandemia” era visto come catastrofica, mortale e da combattere per vari motivi, soprattutto politici. Basti infatti ricordare come un ex dirigente di spicco di Google e oggi impiegato alla difesa USA abbia rivelato che la guerra che gli USA hanno giurato contro il gigante tecnologico cinese Huawei non è tanto basato sulle accuse di spionaggio tecnologico da parte del governo cinese (che utilizzerebbe gli apparecchi e il network Huawei per raccogliere informazioni sensibili sui paesi dell’Occidente), accuse che, fatte da quella che dovrebbe essere la nazione più potente del mondo, fanno quantomeno sorridere; ma, piuttosto, dal fatto che un’azienda cinese possieda una tecnologia superiore a quella americana, e le risorse per implementarla a livello globale senza il sostegno di Washington.

Sempre sul piano digitale la Cina ha anche stabilito un altro primato: l’adozione della valuta virtuale ormai in atto da qualche anno, sta di fatto minacciando il sistema bancario internazionale che si basa sulla centralizzazione delle banche e sul dollaro americano. Entrambi i fattori potrebbero saltare senza che i colossi finanziari occidentali possano impedirlo.

Adesso che la panfobia ha trovato il suo sfogo sul piano sanitario, il 5G e la finanza sembrano essere passati in secondo piano, ma non è così. Fa comodo a molti che sia così, perché il castello di carte su cui una ristretta cerchia di individui si è sistemata sta vacillando, incrinata da più parti che nemmeno i loro sforzi congiunti riusciranno a ripristinare.

In questo momento così delicato serve esclusivamente una cooperazione tra stati che possa bilanciare l’inarrestabile penetrazione della tecnologia con una progressiva e prioritaria educazione della popolazione alla comprensione e all’uso della stessa. Educazione e competizione che possano costruire un nuovo, solido piedistallo per le generazioni future che oggi subiscono, senza capire, i deliri di leader disorientati, incompetenti o completamente corrotti. Ma la conoscenza rende l’uomo consapevole e se si conosce non si ha paura. Senza la paura che paralizza, tutta la farsa e la scenografia create a tavolino cessano di avere importanza e semplicemente svaniscono, lasciando ad ogni individuo la responsabilità di ripartire in modo produttivo e positivo.

Anche senza il “Circo Corona” come lo ho definito in uno dei miei video, i segnali per un massiccio e totale
reset dell’economia globale era nell’aria sin dalla crisi del 2008, mascherata nell’ultimo decennio dal tentativo di automatizzare e digitalizzare prodotti e servizi il più possibile, ma dimenticando l’economia reale che in tutto questo processo non poteva sostenere una tale pressione finanziaria. Lo ha accennato l’economista Nouriel Roubani quando ha scritto che l’improvviso shock della “pandemia” di Coronavirus ha accelerato un collasso economico che sarà più grave di quello del 2008 e della Grande Depressione degli anni ‘30.

Non basta che le banche centrali attuino una strategia di QE (
Quantitative Easing), cioè di incrementare il gettito monetario acquistando bond e altre security, così da abbassare il costo della moneta, l’esatta dinamica di ogni prodotto immesso sul mercato. Non basta perché il COVID ha terrorizzato anche i mercati, ingolfando molte industrie e bloccando investimenti di capitale che ha portato danni sia in liquidità che in solvenza e, quindi, l’impatto sull’occupazione (e, logicamente, sui consumi) provocherà un collasso in tutti i paesi industrializzati.

Quello cui stiamo assistendo in questi mesi è una riconfigurazione completa dell’ordine economico globale (GEO – Global Economic Order) che potrebbe portare addirittura alla trasformazione della nostra attuale civiltà. Le novità di cui già si parla sono un reddito universale di base (UBI – Universal Basic Income) e l’aumento consistente di infrastrutture ad elevata produzione automatica. In altri termini, l’introduzione massiccia dell’Intelligenza Artificiale.

Come altre volte in passato, la combinazione tra crisi sanitaria ed economica provocherà una nuova era e un nuovo ordine globale in cui le società supereranno la dipendenza dal carbone fossile, utilizzeranno sempre più l’energia elettromagnetica, di cui avevo già parlato in un articolo del 2018, per attestarci su un nuovo “rinascimento digitale”.

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Con la crisi americana che è contemporaneamente epicentro sia di un’emergenza sanitaria (“pandemia”) che umanitaria (conflitti razziali) tutti i limiti strutturali della nazione sono stati esposti: una sanità for profit, un governo allo sbando e un vuoto di leadership a livello internazionale, gli Stati Uniti si trovano a dover gestire problematiche per le quali non sembrano avere la necessaria competenza. Siamo agli albori della “Caduta dell’Olimpo” già evidente qualche hanno fa (vedi articolo Lo Smart Grid cinese e la caduta dell’Olimpo americano, Punto Zero N.10, luglio-settembre 2018) ma che ha le sue radici nella generazione dei Baby Boomer, e le sue fratture in ciò che essi non hanno lasciato alle generazioni successive.

Nati dal successo della seconda guerra mondiale, i
Baby Boomer sono la generazione più florida della storia americana. Essi hanno sistematicamente favorito la propria autonomia personale e spirituale sul conformismo sociale. Così facendo, però, hanno saltato completamente i traumi della guerra e della Grande depressione, assistendo senza comprenderlo allo smantellamento delle istituzioni civiche americane. Non solo, essi hanno anche sfruttato fino in fondo i beni e gli investimenti pubblici delle generazioni precedenti. Gli Stati Uniti oggi, privi di una capacità produttiva autonoma e di competenze istituzionali adeguate, non riescono a gestire l’emergenza che sta frantumando la federazione dall’interno.

Questo evento è ben spiegato da Bruce Gibney nel suo libro A Generation of Sociopaths: How the Baby Boomers Betrayed America [Una generazione di sociopatici: come i Baby Boomer hanno tradito l’America]. Secondo Gibney i Boomer hanno ereditato una nazione ricca e dinamica per poi gradualmente assistere alla sua dissoluzione economica. Basti pensare che essi possiedono oggi quasi il 60% dell’intero patrimonio USA, mentre la Generazione X ne ha solo il 16% e i Millennial (3%) hanno ricevuto in eredità solo debiti per circa 2 trilioni di dollari.

E’ fin troppo ovvio che l’influenza americana nel mondo è al tramonto. Dopo decenni di aumento del debito pubblico causato soprattutto dai $6.4 trilioni di dollari spesi nelle varie guerre (vedi articolo conflitti endemici) e con l’espansione delle valute digitali (facilitate soprattutto dalla “pandemia” che impone un deleterio “distanziamento sociale”) il dollaro americano come valuta di scambio globale verrà rimpiazzato. Se il giornalista Chris Hedges ha sezionato le cause della “Caduta dell’Olimpo” nello strapotere delle multinazionali e nella cleptorazia delle lobby militari-industriali che hanno svuotato il concetto di democrazia di ogni significato sociale, William Strauss e Neil Howe descrivono (in
The Fourth Turning) il ripetersi ciclico delle crisi cui nessun sistema può sottrarsi.

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La storia segue dei cicli di trasformazione che riflettono le dinamiche planetarie e universali, quindi è logico pensare che un evento accaduto nel passato, poi torni nuovamente nel suo futuro (secondo una percezione lineare). Da un punto di vista di geopolitica quantica, invece, l’evento non ha una fine ma si perde si contrae e si estende nello spazio cambiando continuamente coordinate e dato il continuum temporale in cui si trova (percezione a matrice).

Strass e Howe scrivono che ogni ciclo ha la durata di una vita media (80 anni) e si divide in 4 cambi generazionali di 20-25 anni ciascuno, un po’ come le stagioni. In ciascuno di questi quarti di ciclo le culture sorgono e cadono per poi rinnovarsi nuovamente durante un evento di crisi estrema. I cambi generazionali sarebbero 1. Risanamento 2. Risveglio 3. Risoluzione 4. Collasso.
Seguendo questa linea di pensiero, il ciclo generazionale precedente si sarebbe concluso con la Seconda guerra mondiale, per ricominciare con la generazione silenziosa (1925-1945), seguita dai
Baby Boomer (estate) e dalla Generazione X (autunno). I Millennial della generazione attuale rappresentano l’inverno del ciclo attuale, caratterizzato dal collasso di valori e ideali e, quindi, della società.

Naturalmente in un sistema dualistico come quello della realtà fisica in cui viviamo, l’inverno di un sistema è la primavera di un altro. Così la tradizione occidentale viene progressivamente sostituita dall’innovazione orientale, e l’imperialismo americano lascerà il posto alla tecnocrazia cinese.
Questo scenario era fino a pochi mesi fa logicamente prevedibile. Con l’introduzione della “pandemia” si ha un terzo elemento da gestire e cioè l’avvento di un regime medico-totalitario che pone al centro della nuova società non tanto la salute dell’individuo, quanto il suo inquadramento come soggetto da “sanificare”, con tutte le implicazioni che questo concetto implica.

Assisteremo quindi ad una società digitale che utilizza eco-tecnologia e
Smart Grid per distribuire e utilizzare energia nei vari punti della Terra; infrastrutture logistiche basate su veicoli elettromagnetici, intelligenza artificiale e IoT; individui integrati con strumenti bio-compatibili che possano implementare l’AHI (Augmented Human Intelligence); Computer quantici che possono rendere la realtà virtuale un’estensione di quella fisica. In tutto ciò, tuttavia, è essenziale capire l’impatto emotivo della nuova società.

Se cioè questo “secondo rinascimento”, come lo definisce il futurista Gerd Leonhard, che sostituirà i dogmi economici con una sorta di umanesimo digitale, verrà accettato in modo positivo dalle persone oppure verrà visto come una conseguenza necessaria della malattia.
Se passa il concetto che viviamo in un mondo malato, che virus invisibili e letali sono sempre in agguato e che le organizzazioni sovranazionali scelgono soluzioni deleterie e inutile come vaccinazioni, medicinali chimici, museruole e recinti di plexiglas per combatterli, allora è naturale che le persone vogliano rifugiarsi in una realtà artificiale, virtuale o digitale, dove non vi sono paure.

Oltre ad un sistema finanziario votato esclusivamente all’iper-consumismo, al culto dell’individuo (che il distanziamento sta solo estremizzando) e alla spettacolarizzazione senza sostanza, c’è la necessità come mai in passato di porre nuove fondamenta per una cultura basata su collettività coordinate attorno ad un progetto globale condiviso, collettività fatta di tanti individui con un’educazione appropriata e un senso della condivisione che permetta loro di non cadere nelle trappole della paura disseminate da pochi sociopatici disadattati e compulsivi che esercitano magari un potere politico ed economico su di noi, ma che non avranno mai alcun potere dentro di noi se non glie lo permettiamo.

Sanificazione-digitale-II
10/07/2020 08:29:21

https://www.thexplan.net/article/585/Sanificazione-digitale-II/It
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