www.theXplan.net OLTRE LA VERITA' UFFICIALE

Non vi chiediamo di credere, ma di riflettere

ANNO XVII


Live Channel
12.09.2019
"The Giant of Kandahar", statistiche
L'articolo "The Giant of Kandahar" ha raggiunto le 30000 letture e i numeri sono in continuo aumento. Il Gruppo The X-Plan ringrazia tutti gli utenti che da ogni parte del mondo hanno contribuito a raggiungere questo traguardo

La Commissione



X-ZONE/X-plan

Sanificazione digitale I

Virus e Finanza #6

Sanificazione-digitale-I
Diego Antolini
Con l’avvento della tecnologia Smart e l’esplosione dei Social Media, due elementi interdipendenti che rappresentano il simbolo della società attuale, la percezione della realtà è cambiata radicalmente rispetto anche solo a pochi anni prima. In particolare la gestione del tempo, l’idea di “socializzazione”, la consapevolezza di avere il mondo in una mano senza praticamente spostarsi, oppure di viaggiare in funzione della creazione di contenuti digitali che possano raggiungere il proprio ambiente locale.

Questo interscambio tra tempo e spazio velocizzato, allargato orizzontalmente ma ridotto verticalmente ha creato una generazione di utenti che cercano nella spettacolarizzazione dell’esperienza consensi, “clicks & hits”, sentendosi appagati non tanto dall’acquisizione di conoscenza, quanto dall’approvazione – di riflesso – della rete.

Sul piano economico le piattaforme digitali hanno rimodellato le relazioni tra clienti, lavoratori e datori di lavoro in un contesto dove praticamente ogni cosa può essere eseguita online. La tecnologia digitale è una delle rare tecnologie in grado di trasformare continuamente se stessa, reinventarsi nelle diverse industrie e settori, come lo erano state il motore a vapore, il generatore elettrico e la carta stampata.

Rivoluzioni tecnologiche “per scopi generici”, come vengono definite dagli analisti di mercato, sono anche estremamente dirompenti per via della loro elevata flessibilità e pervasività. La questione diventa quindi non tanto l’adozione della tecnologia quanto l’adattamento alla stessa. E se non si ha una conoscenza precisa dello strumento, l’adattamento avviene in modo passivo. Subire la tecnologia rende l’individuo erroneamente convinto di un potere che non possiede e questa illusione aumenta la sua vulnerabilità verso chi, invece, la tecnologia la conosce e sa come utilizzarla.

E non è un caso che un componente fondamentale di una tecnologia dirompente è che essa debba essere adottata in modo esteso prima che la società si adatti ad essa. Quindi l’uso passivo e inconsapevole della stessa è necessario per fa sì che la società la accetti – sulla base del potere illusorio di cui sopra – e si ristrutturi in funzione di essa. Questo meccanismo, come è ovvio, non significa automaticamente che la società si evolva e migliori, ma più spesso che venga rimodellata su un appiattimento intellettuale e culturale che lasci sempre più incombenze e responsabilità alla tecnologia accettata. E’ il paradosso della digitalizzazione, che espande la realtà sul piano virtuale ma la restringe in modo esponenziale sul piano fisico.

Nonostante questo la tecnologia digitale è in continua espansione e non solo ha trasformato il campo de lavoro e delle competenze, ma è anche penetrata nelle industrie delle vendite al consumo e delle pubblicazioni. La tecnologia del IoT (Internet of Things) ha rivoluzionato soprattutto i trasporti e la cosiddetta “Industria 4.0”, mentre la cryptocurrency o valuta virtuale, già adottate in Cina e molto usate anche in Corea e Giappone, stanno prepotentemente incrinando il sistema bancario tradizionale tanto da allarmare addirittura la Federal Bank e l’egemonia del dollaro sui mercati internazionali.
Il sistema digitale su cui si basa la valuta virtuale, cioè il
Blockchain, è attualmente uno dei cavalli di battaglia di chi è convinto nell’integrità finanziaria, nell’efficienza e nell’innovazione, mentre a mio avviso è solo l’ennesima dimostrazione del livello di ignoranza in materia tecnologica che ha la maggior parte delle persone, che non riesce a vedere come, ad esempio, transazioni anonime tecnicamente inattaccabili facilitano enormemente attività illegali come quelle dei black markets, cioè droghe, armi, traffico di organi e composti chimici tossici. Questi ultimi possono essere usati come armi batteriologiche e transitare virtualmente da una nazione all’altra senza la possibilità di essere tracciate. Se, ad esempio, un virus venisse trasferito da un paese occidentale ad uno orientale, sarebbe molto complicato per entrambi i governi ricostruire una tale transazione effettuata con moneta virtuale.

Nonostante Google lo scorso settembre 2019 abbia dichiarato di aver raggiunto la “supremazia quantica”, cioè di aver dimostrato che un apparecchio quantico programmabile è in grado di risolvere problemi non risolvibili dai computer tradizionali, sfugge ai più il fatto che la tecnologia attuale si poggia ancora sulle “scoperte” degli anni ‘50 e ‘60, e che a distanza di mezzo secolo molti aspetti di essa sono tutt’ora incompresi, nel senso che se ne conosce il funzionamento meccanico ma non quello logico.
Un altro effetto dirompente della tecnologia digitale è quello di spingere la scienza a gonfiare la teoria per nascondere tutti i limiti delle applicazioni pratiche.

Questa “inflazione” concettuale ha peraltro delle conseguenze sul piano reale poiché crea una società con aspettative diverse da quello che il mercato può offrire e quindi aumenta la distanza tra aspettative e risultati. Al crescere delle prime, sembrano allontanarsi i secondi. Se non si conosce la ragione a monte di questa relazione, la mente si frammenta e la personalità si isola. Ma l’essere sempre esposti dall’occhio onnipresente di Internet spinge a dover apparire sempre al meglio, senza difetti. E così rabbia e depressione prendono il sopravvento.

Sanificazione-digitale-I
Sanificazione-digitale-I
Diversi studi hanno dimostrato come la rivoluzione digitale avanzi ad un ritmo non regolare, ma esponenziale, cioè accelera ad un ritmo non prevedibile (quindi, quantico) e persino inconcepibile, ad esempio, per una persona del secolo scorso. E se oggi più di quattro miliardi di persone possiedono uno smart phone, che complessivamente ha più capacità computazionale di quanta è stata necessaria alla NASA per “inviare” due uomini sulla Luna, le potenzialità del digitale sulla realtà fisica sono enormi. Eppure, ad oggi lo smart phone viene utilizzato solo come un semplice telefono dalla maggior parte delle persone.

Max Tegmark, professore del MIT (
Masachusetts Institute of Technology) disse qualche anno fa che

La questione non è se si è pro o contro l’intelligenza artificiale, perché sarebbe come chiedere ai nostri antenati se erano pro o contro il fuoco”.

Questo commento apre ad un altro e più grande tema, quello dell’I.A. che ho già affrontato (vedi il mio articolo A.I. - Il futuro appartiene alle macchine?, Nexus N. 140, Vol. 5, novembre-dicembre 2019) ma che è ancora tutto da scoprire. Le rivoluzioni a carattere generico sono sempre avvenute o dopo una grande crisi o per un grande bisogno, soprattutto economico. Tra il 1830 e il 1840, ad esempio, quando la Prima Rivoluzione Industriale cominciò a farsi sentire, vi fu una recessione economica dovuta all’adozione delle prime macchine innovative e i mercati non si adattarono immediatamente.

La Seconda Rivoluzione industriale che portò elettricità, l’impiego dell’acciaio e l’uso del petrolio, iniziò qualche decennio dopo, nel 1870. Nel breve spazio tra le due rivoluzioni vi fu un progressivo rallentamento delle invenzioni. La Terza Rivoluzione Industriale, quella dei transistor, dei computer e dell’elettronica, nata tra gli anni ‘30 e gli anni ‘40, cioè nel periodo chiave per la nostra attuale civiltà, ma ufficialmente fatta iniziare nei primi anni ‘50, ha posto le basi per la tecnologia digitale, per i sensori, per i
video games, insomma sia per la Realtà Virtuale e che l’Intelligenza Artificiale che oggi segna probabilmente una Quinta Rivoluzione (Industriale) o una Terza Rivoluzione Digitale.

La Quarta Rivoluzione Industriale o (Seconda Digitale) è nata per fornire alle persone lo strumento per creare una propria identità nei mondi digitale, virtuale e artificiale. Solo quando, dopo anni di espansione dei Social Media, la massa critica della popolazione mondiale ha raggiunto (e superato) qualsiasi tipo di limite nella realtà fisica, le aziende che detengono i brevetti per le applicazioni di V.R. e A.I. hanno potuto lanciare la fase dell’implementazione, inizialmente con Industria 4.0 e automazione delle industrie manifatturiere; poi con la connessione
Smart delle aree urbane (PAN, LAN, MAN, WAN) sotto il termine olistico Internet of Things o IoT; infine, con lo spingere le centinaia di migliaia di aziende marketing a competere per l’acquisizione e l’estrazione dei Big Data, che ad oggi è visto come l’ “oro digitale” in ogni livello di business. Ma questo non era sufficiente.

Serviva un altro passaggio che potesse permettere la penetrazione dell’Intelligenza Artificiale non solo tra gli individui del mondo, ma negli individui. Serviva un evento che potesse scatenare un terrore folle, una paura irrazionale, profonda, che dovesse paralizzare, confondere, e poi essere accettata come endemica. Serviva qualcosa che toccasse la paura che l’uomo ha della morte.
Serviva una “pandemia” che potesse attuare un controllo medico-totalitario sulla identità virtuale dei cittadini, che oggi è molto più sensibile rispetto a quella fisica, dato che quasi tutti i nostri dati, informazioni, operazioni e condivisioni avvengono attraverso uno strumento tecnologico.

Controllando l’identità virtuale, almeno all’inizio, non c’è rischio di ledere le libertà personali dato che ci si può sempre disconnettere dalla rete. Questo in teoria, ma in pratica è ormai quasi impossibile. E’ invece molto più plausibile che il controllo della nostra identità virtuale porti automaticamente ad un controllo della nostra vita sul piano reale. Fino a quando le due identità non verranno fuse insieme “per una maggiore sicurezza”, “per la nostra salute”, ecc ecc.
I cosiddetti apparecchi
Smart che portiamo ai polsi, intorno alla testa, che teniamo in mano, che usiamo per spostarci, diventeranno alla fine parte del nostro corpo, integrati come sono adesso integrate le macchine nell’industria. E’ questo lo scenario che vogliamo? Forse no, ma la panfobia che avvolge il mondo in una morsa sempre più stretta può portare ad accettare qualsiasi soluzione.

Anche perché l’Effetto Babel (
vedi articolo) si è riversato soprattutto sul piano economico, o meglio finanziario, dato che le borse rappresentano i “sentimenti” delle nazioni, e una pandemia è il mezzo migliore per distribuire incertezza e timori per un futuro che non si conosce. La politica internazionale è solo una conseguenza di questo fenomeno, mai la causa.

Sanificazione-digitale-I
Sanificazione-digitale-I
29/06/2020 12:02:28

https://www.thexplan.net/article/577/Sanificazione-digitale-I/it
ARTICOLI CORRELATI
La-cura-del-Piano-K-(I)
La "cura" del Piano-K (I)
(X-ZONE / X-PLAN)
Fake-social-manipolazione-virale
Fake social, manipolazione virale
(X-ZONE / X-PLAN)
Sanificazione-digitale-II
Sanificazione digitale II
(X-ZONE / X-PLAN)
Commenti
Nome
E-Mail
Testo