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ANNO XVII


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12.09.2019
"The Giant of Kandahar", statistiche
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Sasquatch - Un Walk-In?

Tra le dimensioni...

Sasquatch--Un-Walk-In
Diego Antolini

Avvistamenti di creature a metà tra l’uomo e la scimmia sono parte della storia dell’uomo fin dall’inizio dei tempi. Con la venuta dell’uomo moderno, tali avvistamenti hanno acquisito una prospettiva diversa in quanto le differenze tra le due razze si sono fatte molto più marcate. Mentre infatti poteva passare inosservato un Meh-Teh o un Kangmi dell’Asia Centrale in tempi remoti, non tanto per le sembianze quanto per gli usi e i mezzi di sostentamento, con l’evoluzione di industria e tecnologia creature bipedi coperte di pelo che passeggiano a piedi nudi tra le vette ghiacciate dell’Himalaya, nelle impenetrabili foreste del nord America e del Canada, o tra le paludi del Mato Grosso, creano quantomeno curiosità.

I primi resoconti di enormi tracce trovate sul terreno provengono dalle vette dell’Himalaya, dove un certo colonnello Waddell dell’Impero Britannico si trovava per una battuta di caccia. Si era nel 1887. Nel 1902 un gruppo di dodici uomini scomparve senza lasciare traccia al confine tra il Tibet e il Sikkim. Militari indiani inviati alla loro ricerca trovarono e uccisero una creatura semi-umana che fu inviata all’ufficiale dell’Impero più vicino, Sir Charles Bell. Quello che accadde poi non è mai giunto negli archivi ufficiali, o comunque non ne è rimasta traccia.
Nel 1920 la spedizone sulla parete settentrionale del Monte Everest, guidata dal colonnello C.K. Howard-Bury, si trovò ad osservare al binocolo un gruppo di figure che si muovevano lungo le cime innevate sopra di loro. Una volta arrivati sul posto, dopo considerevoli sforzi, gli uomini poterono solo notare varie impronte gigantesche (“tre volte quelle di un normale essere umano”, disse il colonnello). Gli sherpa presenti fecero immediatamente il nome del
Metoh-Kangmi o, tradotto approssimativamente dal Tibetano, la “Creatura umana” (Kangmi) o la “Cosa vivente” (Meh-Teh) che venne elaborata dai linguisti come “Una cosa vivente simile all’uomo che non è un essere umano”. Ma a quel tempo il termine Metoh associato a “Kangmi” che non era una parola di origine tibetana ma cinese, veniva usato colloquialmente per indicare una “creatura delle nevi”. Durante la trascrizione del messaggio telegrafico dal Tibet all’India, però, la parola Metoh venne storpiata in “Metch”. Un certo Herny Newman, esperto giornalista di grido per il Calcutta Statesman, venne consultato per avere una traduzione inglese delle parole “Metch Kangmi”. Newman non perse l’occasione e coniò il termine che ancora oggi nell’immaginario collettivo rappresenta l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia: l’Abominevole Uomo delle Nevi, o Yeti.

In Nordamerica una simile creatura era conosciuta già dalle tribù indigene occidentali della British Columbia: Quebec, Northwest Territories, Yukon (Canada), Idaho, Washington, Oregon e California settentrionale (USA) con i nomi di
Sasquatch e Oh-Mah (o “Bigfoot”). I primi resoconti si hanno già nel 1860, ma è del 1884 la testimonianza che ha sollevato nella popolazione bianca la consapevolezza dell’esistenza di qualcosa di diverso dalle tribù dei nativi americani che fino a quel momento si pensava fossero gli unici abitanti delle foreste: un gruppo di uomini dei boschi cattura una creatura in tutto e per tutto umana se non fosse per il folto pelame che la ricopriva dalla testa ai piedi, per la forza sovrumana e per le braccia sproporzionatamente lunghe. L’essere venne soprannominato “Jacko” e la cattura avvenne nei territori inesplorati della British Columbia, tra le cittadine di Yale e Lytton. Jacko rimase in cattività per qualche tempo (nel 1946 un giornalista intervistò un vecchio abitante di Lytton che confermò di ricordare la creatura). Ad oggi Jacko sembra essere l’unico Sasquatch ad essere stato catturato da uomini bianchi di cui si ha notizia documentata. Altri avvistamenti di “Wildmen” si susseguirono nel 1901, 1904 e 1907.


Immagine che riproduce l'articolo originale della cattura di Jacko, pubblicato sul Daily Colonist del luglio 1884

Sasquatch--Un-Walk-In
Sasquatch--Un-Walk-In
Nel 1920 J.W.Burns mise insieme ogni leggenda locale che era riuscito a raccogliere in una serie di articoli per i giornali canadesi. Ogni tribù, ogni dialetto aveva un nome diverso per queste creature dei boschi. Burns, nel tentativo di unificare il soggetto, coniò il termine Sasquatch, nome che deriva dal dialetto degli Halkomelem “Sasq’ets”. Gli articoli di Burns resero questo nome popolare prima in Canada e poi negli USA.
In seguito strane impronte gigantesche vennero trovate in vari punti delle foreste montane tra lo stato di Washington e la California settentrionale, man mano che le ruspe violavano quei territori tagliando alberi, aprendo strade, costruendo case.
Tali impronte diedero al
Sasquatch il nomignolo di "Bigfoot" (Oh-Mah nel dialetto delle tribù locali) e con esso nacquero i primi cacciatori della creatura (1958).
Il primo filmato che ritrarrebbe un
Sasquatch mentre si allontana nella foresta e' del 1967, quando Roger Patterson e Robert Gimlin registrano la creatura su pellicola nei pressi di Bluff Creek, California. Molti anni dopo, tuttavia, Bob Heironimus, un conoscente di Patterson, uscì allo scoperto dicendo di aver indossato il costume di un gorilla per produrre il filmato. Anche questa affermazione lascia perplessi in quanto centinaia di persone hanno affermato la stessa cosa.

Come spiegare l’esistenza di un essere che non è un uomo ma che non si comporta come una scimmia, né vive nelle regioni abituali dei Pongidi?
La comunità scientifica occidentale ha avuto la tendenza ad ignorare le testimonianze di queste creature provenienti da quasi ogni parte del mondo, attribuendole a falsi ben congegnati o a errori di identificazione con altri animali (specialmente lupi e orsi, oltre naturalmente alle scimmie).
Altri ricercatori assegnano invece poteri paranormali al
Sasquatch, al Bigfoot, allo Yeti, ecc...come la capacità di leggere nella mente, quella di spostarsi tra una dimensione e l’altra, o di mutare aspetto.
C’e’ da dire che inganni e falsi su questo fenomeno abbondano, e che non sempre è facile distinguere tra la mistificazione e la genuinità delle tracce. Eppure, come scrisse Ivan T. Sanderson nel suo studio sull’argomento (
Abominable Snowmen, [1961]) e che rimane tutt’ora, dopo le ricerche di Heuvelmans, a mio avviso il testo più completo in materia, non ci sarebbe nulla di così misterioso nell’esistenza del Sasquatch. Nel senso che, dopo aver appurato l’esistenza di sub-umani e sub-ominidi in certe remote aree del mondo (Neanderthaliani nell’Eurasia orientale, pigmei nelle foreste subtropicali, e grandi creature senza alcuna “cultura” nel senso umano del termine che ancora sopravvivono in Nord e Sud America, negli altipiani del Tibet e nella penisola indocinese), e che il nostro pianeta non è stato nè interamente mappato– a dispetto di quello che ci viene fatto credere – né tantomeno esplorato in ogni sua parte, come si può scartare l’esistenza di queste creature a metà tra l’uomo e la scimmia, ma che non hanno affinità né con l’uno né con l’altra?

Testimonianze più moderne includono quasi solo truffe perpetrate ai danni di sedicenti ricercatori o entusiasti, come ad esempio la figura meschina rimediata da Tom Biscardi nel 2005 e il vero e proprio inganno perpetrato sempre ai suoi danni tre anni dopo da parte di Rick Dyer e Matthew Whitton, che dopo aver postato in rete il presunto video del cadavere di un Bigfoot, si sono visti inviare 50.000 dollari dalla società di Biscardi (Search for Bigfoot, Inc.). Ma, una volta trasportato il cadavere della creatura e aperta la cassa che lo conteneva, ogni parte del corpo si è rivelato fasullo.

Grover Krantz e Geoffrey Bourne credono che il Bigfoot possa essere un discendente o un ultimo ramo del Gigantopiteco, il cui habitat originario era la Cina ma che, attraverso lo stretto di Bering, avrebbe potuto migrare in Alaska e poi Canada e nord America (come fecero molte specie di animali e l’uomo). I detrattori di questa ipotesi argomentano che l’enorme massa del Gigantopiteco avrebbe reso impossibile una sua postura bipede, e che esso non era un ominide ma un Pongide.

Il primatologo John Napier e l’antropologo Gordon Strasenburg hanno suggerito che il
Bigfoot potrebbe essere una specie di Parantropo, anche se fossili di questa creatura sono stati rinvenuti solo in Africa. Altri ipotizzano che possa trattarsi di un Neantderthal o di Homo Erectus, ma in nord America nessun ritrovamento di queste due specie di ominidi è mai stato comunicato.

Sasquatch--Un-Walk-In
Sasquatch--Un-Walk-In
In generale la comunità scientifica nega l’esistenza del Bigfoot (e di altre creature simili) in quanto non vi sarebbero prove fisiche a supporto dell’esistenza di un essere bipede, preistorico, simile alla scimmia ma di enormi dimensioni.
La veridicità di questa affermazione non può essere negata, ma allora perché, come dice l’antropologo David Daegling, “...vediamo il
Bigfoot dove un tale animale non esiste?”
E’ questo certamente il più grande mistero, in quanto le culture più antiche di ogni continente possiedono leggende su tali creature ma sono molto restie a parlarne. Specialmente in Tibet, Himalaya e nel massiccio montuoso del Sichuan, Cina, le popolazioni locali conoscono da millenni l’esistenza dell’ “uomo che non è un uomo”, lo temono o lo venerano, custodendone il segreto gelosamente. Un’ipotesi che non è stata presa molto in considerazione in passato ma che, alla luce delle conoscenze attuali dovrebbe essere quantomeno esplorata, è che il
Sasquatch e i suoi simili vivano in “sacche dimensionali” a metà tra la nostra realtà e un’altra. Che, quindi abbiano la capacità di spostarsi nel tessuto dello spazio-tempo liberamente, rendendo praticamente impossibile la loro cattura.

L’esistenza di queste “sacche dimensionali” o
Stargate sulla Terra è una certezza. Esse si trovano in corrispondenza degli snodi tra le linee energetiche terrestri più importanti, le Ley Lines. Ora, come questi portali si attivino è ancora tutto da scoprire, ma che in quelle zone si verificano fenomeni come apparizioni di spirali nel cielo, eventi di missing time, torpore, fenomeni ESP, avvistamenti di strani oggetti, o forti sensazioni di depressione (Penso al Mount Shasta in California, al Ben McDhui in Scozia, ad alcune zone dei Monti Sibillini e del Gran Sasso, alla Valmalenco in Italia, ecc).
Perchè allora non considerare il fatto che questa creatura bipede sia in grado di adattare le proprie frequenze vibrazionali a più di una dimensione? L’uomo “razionale” d’occidente è venuto a conoscenza di questo criptide solo un secolo fa, ma le popolazioni che da millenni vivono e interagiscono con il
Sasquatch e il Big Foot/Oh Mah americani, il Me-Teh nepalese, lo Dzu-Teh tibetano o il Kangmi cinese, sanno di aver a che fare con qualcosa che sfugge alle leggi della nostra realtà fisica.
Sasquatch--Un-Walk-In
30/04/2020 10:40:53

https://www.thexplan.net/article/557/Sasquatch--Un-Walk-In/it
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