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ANNO XVI


05.03.2019
Progetto X-COVER
Il Gruppo The X-Plan ha avviato da qualche mese un progetto di grafica collegato a indagini, conferenze, articoli e altre attività. I progetti di lunga durata o di particolare importanza verranno annunciati con una cover che ne rappresenta il contenuto. Le cover potranno essere visualizzate sulla Home Page del sito alla sezione PROGETTI.

La Commissione



X-ZONE/X-plan

PROGETTO SERPO #30.4

POST #30 - Parte Quinta

PROGETTO-SERPO-304
Diego Antolini
Fonte: Serpo.org
Anno: 2008

Fonte: Victor Martinez

IL RISCALDAMENTO GLOBALE POTREBBE SPAZZARE VIA LA META’ DI TUTTE LE SPECIE LADDOVE INCONTREREBBERO UN DESTINO SIMILE A QUELLO DEI DINOSAURI...ESTINZIONE! / LE CONDIZIONI DI “GHIACCIAIA” PROMUOVONO LA BIODIVERSITA’ CON TUTTE LE FORME DI VITA MENTRE LE CONDIZIONI DI “SERRA” DANNO INIZIO AD UN AUMENTO DEL TASSO DI ESTINZIONE! –  
di Alok Jha, The Guardian, mercoledì 24 ottobre 2007

L’aumento delle temperature globali causato dal cambiamento climatico potrebbe innescare un’enorme estinzione di piante e animali secondo uno studio. Sebbene gli esseri umani probabilmente sopravviverebbero a un tale evento, la metà delle specie nel mondo potrebbe essere spazzata via.
Gli scienziati della University of York e della University of Leeds hanno esaminato la relazione tra il clima e la biodiversità negli ultimi 520 milioni di anni – quasi l’interno patrimonio fossile – scoprendo per la prima volta un’associazione tra i due. Quando le temperature della Terra sono in una fase climatica “serra”, essi hanno osservato che il tasso delle estinzioni era relativamente alto. Di contro, durante le più fredde condizioni di “ghiacciaia” la biodiversità aumentava.

Peter Mayhew, un ecologista della popolazione presso la University of York e uno degli autori della ricerca, ha detto:”I nostri risultati forniscono la prima chiara evidenza che il clima globale può spiegare la variazione sostanziale nei fossili in modo semplice e consistente. Se i nostri risultati restano validi anche per l’attuale riscaldamento – la cui magnitudine è comparabile alle fluttuazioni nel lungo periodo del clima terrestre – essi suggeriscono che LE ESTINZIONI AUMENTERANNO”.

Secondo la Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico, le temperature globali potrebbero aumentare fino a 6C° alla fine del secolo. Il Prof. Mayhew ha scoperto che dei cinque eventi di estinzione di massa nella storia della Terra, quattro erano collegati a climi “serra” dove la Terra era avvolta in una cappa di diossido di carbonio o gas metano.

Questo include l’ESTINZIONE dei DINOSAURI 65 milioni di anni fa, che si pensava fosse stata causata dall’impatto di un enorme asteroide caduto nella penisola dello Yucatan e nel Golfo del Messico.
La più grande estinzione avvenne 251 milioni di anni fa, quando il 95% delle specie animali e vegetali furono uccise. La causa più probabile fu le ondate di lava che eruttarono dalla regione dell’Atlantico centrale – un evento che scatenò la comparsa dell’oceano Atlantico.

Il Prof. Mayhew ha detto che un’estinzione causata dal riscaldamento globale si pensava dovesse accadere per via di incongruenze tra i climi ai quali gli organismi si erano adattati, e la futura distribuzione di tali climi.
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I SEGRETI DELL’UMANITA’ CONSERVATI IN UN’ARCA LUNARE NEL CASO LA TERRA SIA DEVASTATA DA UN ASTEROIDE O COMETA ERRANTE, O DA UNA GUERRA MONDIALE TERMONUCLEARE! – di Maurice Chittenden, The Sunday Times, domenica 9 marzo 2008

http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/science/article3511818.ece

Se la civiltà venisse spazzata via dalla Terra, la salvezza potrebbe arrivare dallo spazio. Sono stati approntati piani per un’ “Arca del Giorno del Giudizio” sulla luna che contiene gli elementi essenziali per la vita e la civiltà, che potranno essere attivate in caso la Terra fosse devastata da un gigantesco ASTEROIDE o dalla guerra nucleare. La costruzione di un database lunare, discusso il mese scorso in una conferenza a Strasburgo, fornirebbe ai sopravvissuti sulla Terra un set di strumenti a distanza per ricostruire la razza umana.

Una versione base dell’arca conterrebbe hard disk con informazioni come le sequenze di DNA e le istruzioni per la lavorazione dei metalli o la coltivazione dei cereali. L’arca verrebbe messa in una cella sotterranea appena al di sotto della superficie lunare, e dei trasmettitori invierebbero i dati a ricevitori ad alta sicurezza sulla Terra. Se nessun ricevitore sopravvivesse, l’arca continuerebbe a trasmettere le informazioni fino alla costruzione di nuovi ricevitori. La cella sotterranea potrebbe essere estesa in seguito per contenere materiale naturale come microbi, embrioni animali e semi vegetali, ed anche reliquie culturali come oggetti in eccedenza presi dai magazzini dei musei.

[TXP – L’idea dell’Arca lunare solleva non pochi dubbi di fattibilità, a cominciare dal fatto che, nel caso la razza umana venisse spazzata via da un evento di estinzione di massa, con essa molto probabilmente verrebbe persa, oltre alla tecnologia, la conoscenza della stessa. Viene da chiedersi, pertanto, come un’arca che invia segnali a distanza sulla Terra potrebbe servire alla “ricostruzione della razza umana”, se non vi sarebbe modo per elaborare i segnali inviati, né tantomeno per comprenderli. Servirebbe pertanto un “intermediario” che, magari avendo lasciato la Terra prima della catastrofe, poi tornerebbe per distribuire nuovamente la conoscenza ai sopravvissuti. I “Terrestri” pre-catastrofe ovviamente verrebbero visti, dai sopravvissuti sulla Terra, come “Extraterrestri” o “Esseri Divini”. Questo scenario suona familiare?]

Come primo passo per scoprire se organismi viventi possono sopravvivere, gli scienziati della European Space Agency sperano di sperimentare la crescita dei tulipani sulla luna entro il prossimo decennio. Secondo Bernard Foing, scienziato responsabile al dipartimento di ricerca dell’agenzia, i primi fiori – tulipani o arabidopsis, una pianta ampiamente utilizzata nella ricerca – potrebbe essere piantata nel 2012 o nel 2015. I tulipani sono l’ideale perché possono essere congelati, trasportati a grandi distanze e piantati con un minimo nutrimento. Combinati con alghe, un’atmosfera artificiale e suolo lunare chimicamente impreziosito, essi potrebbero formare la base di un ecosistema.

[TXP – Ad oggi, 2018, niente di tutto questo è avvenuto, almeno a livello ufficiale. Se ne è parlato fino al 2010 e poi silenzio assoluto. Nel 2016 l’annuncio del primo fiore coltivato sulla ISS. Questo rafforza le ipotesi che agli esseri umani non viene permesso di operare al di fuori dell’atmosfera terrestre (la ISS stessa è praticamente poco al di fuori dell’atmosfera) e che ogni annuncio sulle “conquiste spaziali” porta solo ulteriore vergogna e umiliazione a chi li fa. E se un tale progetto come l’Arca o la costruzione di un ecosistema artificiale sulla luna non può essere reso pubblico oggi, allora come dovrebbe essere letto il video epocale di quasi cinquant’anni fa della “camminata sulla luna”?]

I primi esperimenti verrebbero condotti in biosfere trasparenti contenenti un mix di gas che possano replicare l’atmosfera della Terra. Il diossido di carbonio emesso dalle piante in decomposizione verrebbe assorbito dalle alghe, che genererebbero ossigeno attraverso la fotosintesi. La banca dati verrebbe inizialmente operata da robot e collegata alla Terra da trasmissioni radio. Gli scienziati sperano di inviare una stazione operata da esseri umani sulla luna prima della fine di questo secolo

La banca dati avrebbe bisogno di essere sepolta al di sotto della roccia per proteggerla da temperature estreme, dalla radiazione e dal vuoto presenti sulla luna. Essa verrebbe alimentata in parte da energia solare. Gli scienziati ipotizzano di portare la prima banca dati sperimentale sulla luna non più tardi del 2020, con una autonomia di 30 anni. L’archivio completo verrebbe lanciato entro il 2035. Le informazioni verrebbero scritte in Arabo, Cinese, Inglese, Francese, Russo e Spagnolo e verrebbero collegate tramite un trasmettitore a 4000 “depositi terrestri” che fornirebbero rifugio, cibo e acqua per i sopravvissuti.
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http://www.breitbart.com/article.php?id=D908GE800&show_article=1%20

RIFERIMENTO: http://serpo.org/release30k.php
PROGETTO-SERPO-304
PROGETTO-SERPO-304
STUDIO ESCLUSIVO: GLI ESSERI UMANI FURONO VICINI ALL’ESTINZIONE 71000 ANNI FA! / UN NUOVO STUDIO AFFERMA CHE LA QUASI ESTINZIONE MINACCIO’ TUTTA L’UMANITA’ A CAUSA DELL’ERUZIONE DEL VULCANO TOBA e I SUCCESSIVI, RAPIDI, DRAMMATICI CAMBIAMENTI CLIMATICI! –
di Randolph E Schmidap, scrittore scientifico, Breitbart.com, giovedì 24 aprile 18:15 Costa Orientale USA

WASHINGTON (AP) – Gli esseri umani possono avere sfiorato l’estinzione 71000 anni fa, come suggerisce uno studio genetico. La popolazione umana a quel tempo fu ridotta a piccoli gruppi isolati in Africa, apparentemente a causa di siccità secondo un’analisi pubblicata giovedì. Circa 3000 generazioni fa – un mero puntino nella scala temporale dell’evoluzione – la popolazione umana della Terra si era ridotta al punto dove OGNUNO sul pianeta sarebbe potuto entrare in un piccolo stadio di Football.

Prove del DNA sempre più solide indicano che la popolazione umana fu ridotta a forse meno di 10000 o persino 2000 individui. Uno studio suggerisce anche che il numero delle donne calò ad appena 500 individui! Per secoli ogni nuova generazione di Homo Sapiens Sapiens poteva essere facilmente l’ULTIMA.

Lo studio del Genographic Project e i suoi risultati furono pubblicati nell’American Journal of Human Genetics. Precedenti studi usando il DNA mitocondriale – che viene trasmesso attraverso le madri – ha rintracciato gli umani moderni a una singola “Eva mitocondriale”, che visse in Africa circa 200000 anni fa. La migrazione degli esseri umani dall’Africa per popolare il resto del mondo sembra essere iniziata circa 60000 anni fa, ma pochissimo si conosce degli umani tra Eva e quella migrazione.

[TXP – Per un progetto iniziato con una notizia incredibile come il viaggio interstellare del Team militare e conseguente soggiorno sul Pianeta Serpo, a questo punto assistiamo a una serie di post perfettamente allineati alla scienza mainstream. Qui addirittura viene pubblicato il “mito” dell’origine dell’uomo in Africa. La scelta di certi articoli da parte di Victor Martinez appare essere molto discutibile e contraddittoria nel contesto e nelle premesse del Project SERPO]

Il nuovo studio guarda al DNA mitocondriale delle genti Khoi e San del Sud Africa, che sembrano essersi staccati da altri ceppi tra i 90000 e i 150000 anni fa. Gli esseri umani si separarono in piccole popolazione prima dell’Età della Pietra, quando si riunirono ed iniziarono ad aumentare numericamente, per poi espandersi in altre aree.

Spencer Well, esploratore della National Geographic Society, ha affermato:”Piccole bande di umani, costretti a dividersi da condizioni ambientali infelici, tornano insieme per riunirsi e popolare il mondo. Davvero un DRAMMA EPICO, scritto nel nostro DNA”.

SUPERANDO LA TEMPESTA

L’Homo Sapiens sopravvive perché vi erano tre (3) aree tropicali con elevate precipitazioni nel mondo, dove la terra era in grado di sostenere un grande numero di persone. TUTTI erano in Afirca, dove vi sono prove archeologiche di un’espansione dell’uomo dopo la crisi climatica.

Il paleontologo Meave Leakey, un consulente genografico, ha commentato:”Chi avrebbe mai pensato che così recentemente come 71000 anni fa, climi estremi avessero ridotto la nostra popolazione a un tale piccolo numero di individui che si trovavano AL LIMITE DELL’ESTINZIONE”.

[TXP – Questo sembra il classico commento di uno scienziato che sa che la datazione storiografica ufficiale dell’uomo è parziale se non completamente falsata, ma grazie a questo “errore” indotto da ignoranza o da un disegno specifico, è possibile fare “scoperte sensazionali” di tanto in tanto]

Oggi, DOBBIAMO la nostra esistenza a queste piccole popolazioni che – per fortuna o ingegno – sono riuscite a sopravvivere al DISASTRO GEOLOGICO che uccise il resto della nostra specie.

CATASTROFE GLOBALE

In realtà la ragione del collasso della nostra specie era proprio sotto i nostri piedi. Depositi di cenere e frammenti hanno fornito le prove di uno dei PIU’ GRAVI DISASTRI NATURALI nella storia della vita sulla Terra. Paleontologi e geoscienziati lo hanno datato ESATTAMENTE e 71000 anni fa.

La CAUSA di questo disastro fu l’ERUZIONE del VULCANO TOBA nell’isola indonesiana di Sumatra. L’esplosione più grande dei precedenti 2 milioni di anni, i suoi effetti si ripercossero su tutta la Terra. Il cratere che ne risultò misurava 60 miglia di diametro [TXP – 96,56 chilometri]

Il GENOGRAPHIC PROJECT:

http://www.nationalgeographic.com/genographic

[CONTINUA]
PROGETTO-SERPO-304
PROGETTO-SERPO-304
PROGETTO-SERPO-304
25/11/2018 16:13:41

https://www.thexplan.net/article/443/PROGETTOSERPO-30.4/It
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