L'ENIGMA DEI CERCHI NEL GRANO - PARTE II
Diego Antolini
09/03/2016 18:22:31
ANALISI SCIENTIFICHE
Peraltro dal punto di vista scientifico le analisi dei cerchi hanno mostrato delle caratteristiche costanti che possono permettere di riconoscere quando il fenomeno è autentico (la stampa mondiale e i mass media da sempre sottovalutano o denigrano il mistero dei Crop Circles, definendolo una burla, ma senza riuscire a fornire nessuna prova decisiva).
Gli steli del grano, ad esempio, non sono pressati al suolo mediante schiacciamento, ma la loro nuova posizione sembra essere derivata dall'azione di un campo energetico che agisce sulla struttura del cereale, modificandolo dall'interno, provocando un rigonfiamento sul primo nodulo del gambo. Questa deformazione provoca la piegatura della spiga (ma non ne arresta la crescita, che prosegue fino a maturazione). Gli steli sono intrecciati tra loro verso una direzione circolare oraria e/o antioraria.
Gli scienziati hanno confermato che le spighe presentano i segni di un intenso irraggiamento; sono state rilevate poi, a livello microscopico, delle 'cavità di espulsione' nei noduli delle spighe, con i rigonfiamenti dovuti appunto al passaggio di un campo energetico anomalo e molto potente.
L'acqua all'interno dei cerchi risulta sempre completamente evaporata, anche se la sera prima era piovuto. Sono state inoltre riscontrate alterazioni genetiche, oltre che nei noduli, anche nei chicchi di cereali (alterazioni rilevate per primo dal biofisico americano W.C.Levengood).
All'interno di alcuni Crop Circles sono state trovate tracce di una sottilissima polverina bianca, che al microscopio elettronico è risultata essere composta da piccolissimi granuli sferici e cristallini. Una sostanza simile si è trovata nei casi di abduction, anche italiani (rapimenti da parte di intelligenze extraterrestri), e perciò si ipotizza che tale materiale sia il prodotto di scarto di un sistema in grado di materializzare, da altre dimensioni, oggetti, materia organica e inorganica, e altro. Alle analisi chimiche la sostanza è risultata essere MICA, un minerale impiegato oggi nell'industria elettronica come isolante.
Gli ambiti scientifici coinvolti in questo enigmatico fenomeno non si fermano alla fisica, chimica, biologia, elettronica, ma giungono fino a scienze recenti come la cibernetica e la cimatica.
Quest'ultima, scoperta dallo scienziato svizzero Hans Jenny nel 1967, è la scienza che studia le forme d'onda, illustrando il rapporto che sussiste tra forma e frequenza, rapporto che sta alla base di qualsiasi forma esistente.
Minerali, vegetali, animali, sarebbero il risultato di legami energetici, i quali assumono una determinata forma attraverso la predisposizione di un 'ordine armonico' generato dalla frequenza dell'energia di base. Più si tende all'infinitamente grande, più questa energia si manifesta mediante i legami armonici, divenendo materia solida percepibile ai sensi.
Ogni materiale, sottoposto a vibrazione specifica, assume una sua forma caratteristica a seconda della frequenza d'onda a cui è stato esposto. L'ingegnere inglese Colin Andrews ha rilevato che nel 97% dei Crop Circles, le formazioni sono apparse in corrispondenza di depositi idrici sotterranei. La presenza d'acqua sembra rivestire un'importanza fondamentale nell'apparizione dei cerchi, si pone come requisito essenziale per far sì che un'energia proveniente dall'alto trovi la giusta 'risonanza' sul terreno dove poi compariranno i Crop Circles.
Fotografie di esperimenti tenuti presso il CCCS (Crop Circle Center Studies) dimostrano che l'acqua, a livello molecolare, assume la medesima forma del disegno sul grano (quando le stesse frequenze presenti sulla formazione vengono 'sparate' su di essa).
Il fenomeno dei Crop Circles si è manifestato finora, oltre che in Inghilterra (dove ormai appaiono circa 300-400 cerchi ogni anno) in Belgio, Austria, Italia, Russia, Germania, Spagna, Olanda, USA, Canada, Messico, Nuova Zelanda, Giappone, a conferma della portata mondiale di questi straordinari e affascinanti disegni.
Altri ricercatori si sono impegnati nello studio del fenomeno dei Cerchi nel Grano, analizzando scientificamente le aree interne ai cerchi e la zona circostante. Alcuni di questi studiosi hanno elaborato delle teorie molto interessanti:
1) Suzanne Taylor ha intrapreso un’approfondita ricerca del fenomeno Crop Circles, dimostrando come la maggior parte di essi non possano essere opera dell’uomo.
Innanzitutto la Taylor pone l’accento sulla modificazione degli steli dei vegetali (grano, frumento, ravizzone, orzo, mais, ma anche fagiolo, patata, fragola, canna da zucchero, girasole, riso, avena, cavolo, lino, rapa, soia, erba, fino a ghiaccio, sabbia, asfalto.

Questi risultano infatti piegati ma non spezzati, operazione impossibile da effettuare manualmente, vista l’estrema fragilità dei gambi.
Inoltre i noduli degli steli, all’interno delle formazioni, presentano un buco che non appare nelle piante all’esterno del disegno. Questo secondo Taylor, a sostegno della tesi dell’attivazione di un’energia molto simile a quella delle microonde.
Ancora, quando si forma un Crop Circle in un campo “giovane”, cioè dove le spighe non sono ancora perfettamente formate, gli steli piegati continuano a crescere fino a maturare. La produzione di semi, tuttavia, diminuisce drasticamente all’interno del cerchio.
Sempre entro la zona “sensibile” di alcuni Crop sono state rinvenute microscopiche sfere ferrose, e all’interno del suolo e sulle spighe.
Il ferro avrebbe dovuto essere fuso per formare le sfere, a una temperatura che doveva incenerire le piante.
Riguardo ai moduli geometrici, Suzanne Taylor sostiene che molti Cerchi possiedono così tanti e diversi strati (ciascuno dei quali contiene più di un modulo) che sarebbe impossibile per un uomo tracciarli manualmente e per l’estensione di metri e metri di diametro, in una sola notte e al buio.

In molti casi di “falsi”, all’interno dei cerchi alcuni steli rimangono sollevati e non piegati come gli altri, soprattutto piante di genere diverso, che crescono assieme ai cereali. Questo non accade mai nei Crop Circles più complessi.
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2) Nancy Talbott in un articolo molto interessante rileva come il 90%
dei cerchi testati scientificamente avrebbero dato dei risultati molto
complessi e più ampi di quelli di fatto assunti come prodotti
manualmente dall’uomo. Il suo team di ricerca (BLT Research Team), che
comprende studiosi della portata di John Burke e William Levengood,
hanno studiato sistematicamente le piante e il suolo di Crop Circle in
USA, Canada, UK sin dal 1989, e poi hanno confrontato i dati raccolti,
cercando di trovare elementi comuni del misterioso fenomeno.
I
risultati delle loro ricerche sono stati pubblicati in due riviste
scientifiche nel 1994 e nel 1995. Nella prima venivano trattate le
anomalie delle piante “piegate” per formare i Cerchi; nella seconda
pubblicazione veniva invece analizzata la presenza di ferro nell’erba e
nel suolo.
William Levengood, in particolare, ha portato avanti le
analisi scientifiche dal punto di vista fisico, matematico e biofisico
(egli possiede numerose specializzazioni in queste materie).
Il BLT
ha rilevato in particolare che la anomalie presenti sul suolo e nei
vegetali all’interno dei Crop Circle, presentano delle somiglianze con
alterazioni rinvenute nelle zone di presunti atterraggi Ufo e in quelle
dove sono stati trovati animali mutilati.
In dettaglio queste sono le alterazioni più significative che piante e terreno hanno subito:
-
I noduli degli steli compressi all’interno dei cerchi rivelano una
cavità “di espulsione”, un effetto che indica una pressione interna così
improvvisa e potente da aver fatto letteralmente esplodere le pareti
dei noduli, nel momento in cui il liquido interno della pianta si
espandeva
- Anche nei germogli delle piante
si sono annotate alterazioni significative: all’interno delle
formazioni circolari l’altezza dei germogli risulta diminuita del 35%
circa. Questo sembra essere causato dal rapido innalzamento della
temperatura, dovuta all’esposizione a radiazioni di microonde, oppure
alla presenza di campi elettrici anomali
- I noduli delle piante “piegate” sembra abbiano subito anche un allungamento, oltre che un’esplosione interna
L’ipotesi
principale di Levengood è quella di una radiazione che si diparte dal
centro del cerchio e si allarga ai suoi confini, radiazione che
assomiglierebbe a quella delle microonde.
Nel 1994 il BLT ha
rinvenuto in Israele, per la prima volta, una sostanza biancastra al
centro del cerchio, e un rivestimento di colore rosso sugli steli e
sulle foglie delle piante analizzate con la tecnologia EDS (Energy
Dispersive Spectroscopy).
L’analisi rivelò la sostanza essere
cristalli di silicone, anche se senza le caratteristiche “linee di
crescita” che si ottengono quando il silicone viene termochimicamente
accresciuto.
Sul materiale rossastro non si è invece giunti a un’identificazione precisa.
Successivamente
altri cristalli silicati sono stati rinvenuti – con le stesse anomalie
del 1994 – in Olanda nel 1997 e sempre in Israele nel 1998.
3)
Marshall Dudley (Tennesse) e Michael Chorost (Duke University, North
Carolina) hanno presentato una relazione in merito alla scoperta di
tredici radionuclidi “passeggeri” (cioè di vita breve) in un campione di
terreno prelevato all’interno di un Crop Circle inglese.
L’intento
di questi due ricercatori è quello di dimostrare che i Cerchi non sono
creati dall’uomo, non sono “burle” di artistoidi, ma fanno parte di un
fenomeno reale e unico nel suo genere.
I Crop Circle si formerebbero
per mezzo del “bombardamento” di nuclei di Deuterio (chiamati anche
“Deuteroni”) sul terreno. L’analisi effettuata ha anche considerato
remota la probabilità che tali radionuclidi (semplici atomi il cui
nucleo è instabile e pertanto radioattivo) siano pericolosi per l’uomo.
L’analisi
è stata condotta su due campioni prelevati da una formazione apparsa la
notte tra il 31 e il 1 agosto 1991 a Backhampton (UK). Il 5 Agosto
Dudley e Chorost si sono recati sul posto e hanno estratto due campioni
di suolo dal cerchio, e un campione di verifica dal campo, in un punto a
diversi metri di distanza dal Crop Circle.
Con un rilevatore di
emissione di gas è stata misurata l’emissione di particelle alpha e beta
(il 18 agosto). Ebbene, i campioni di suolo “interno” al cerchio davano
un’attività percentuale molto superiore a quella del campione di suolo
prelevato all’esterno.
Attività anomala che i ricercatori hanno escluso essere ascrivibile alla normale emissione del terreno.
Il
26 agosto un laboratorio di analisi spettroscopia analizzò ai raggi
gamma i campioni di suolo, individuando tredici radionuclidi anomali e
poco longevi. Tre di questi erano presenti in tutti e tre i campioni,
mentre undici soltanto nelle porzioni di terreno prelevate dal cerchio.
Gli
undici radionuclidi hanno inoltre un’altra caratteristica anomala: la
loro “vita media” (il tempo cioè entro il quale rimangono integri, prima
di decadere in altre sostanze) è molto breve, oscillando tra i 4 ai 32
giorni (tranne due che toccano i 100 e 200 giorni – un tempo comunque
irrisorio se si pensa che l’Uranio-238 ha una vita media di oltre 4
bilioni di anni, prima di decadere).
I radionuclidi presenti invece in tutti e tre i campioni erano l’Uranio, il Rodio e il Cesio, tutti di lunga durata.
Per
studiare radionuclidi a vita breve gli scienziati devono sintetizzarli
in ciclotroni o per mezzo di metodi nucleari sperimentali.
E’ perciò sorprendente che ben undici di questi si siano trovati “naturalmente” nel suolo inglese.
Nonostante
la loro emissione di radiazioni, i ricercatori assicurano che queste
sono ben al di sotto del livello di pericolosità per l’uomo. I
radionuclidi infatti si sono potuti rilevare solo per mezzo di strumenti
molto sensibili, e la loro bassa concentrazione è tale da rassicurare
sulla sicurezza nel trovarsi all’interno del Cerchio nel grano.
In
ogni caso non tutti i Crop Circle sono caratterizzati dalla presenza di
radionuclidi ma solo alcuni di essi, mentre gli altri esaminati
emettevano o poche radiazioni, o nessuna.
Sulle ragioni della
presenza di radionuclidi, la tesi di Dudley e Chorost è quella
dell’attivazione, cioè del bombardamento di nuclei atomici con
particelle subatomiche di energia.
I nuclei delle sostanze bombardate
catturano le particelle e si trasformano: se cambia il numero dei
neutroni, i nuclei diventano isotopi differenti di uno stesso elemento;
se cambiano i protoni, cambia l’elemento stesso.
Questo complesso
procedimento chimico servirebbe a spiegare l’esistenza di un’energia, in
questo caso proveniente dai Deuteroni (nuclei di Deuterio, che è un
isotopo dell’Idrogeno), che in questo caso si sono dimostrati essere
altamente energetici.
Ora si tratta di stabilire una connessione tra
il fascio di Deuteroni e i Crop Circle, ma qui, per stessa ammissione
dei ricercatori, si entra nel campo delle pure supposizioni.
Cosa
genera un Crop Circle? Un “vortice di plasma” (come hanno affermato
alcuni meteorologi)? Se si, è in grado un tale fenomeno di generare i
requisiti numerici e di densità dei Deuteroni, con energia sufficiente
ad attivare i nuclei atomici? E sarebbe in grado, il plasma, di formare
figure e simboli complessi e praticamente perfetti?
Il fascio di
Deuteroni sembrerebbe non essere in grado di piegare le piante, perché
la forza che esercita su di esse è troppo debole. Se l’energia fosse
ancora maggiore, le piante verrebbero carbonizzate.
In sostanza
quella a cui si è arrivati è una conclusione parziale. C’è un’energia
che colpisce il terreno alterando la struttura atomica di certe
sostanze. Ma il problema della formazione dei cerchi resta aperto.
4)
E’ forse il suono il segreto dei Cerchi nel Grano? Questa è l’ipotesi
di altri studiosi che, alle numerose anomalie dei Crop Circle autentici
(piegatura del grano, modificazione dei cromosomi, scomparsa del liquido
interno delle piante, alterazione degli elementi del suono e attività
anomala di radiazioni e campi magnetici) aggiunge anche il mistero dei
simboli e delle forme che compaiono in pochissimo tempo sui campi di
tutto il mondo (Inghilterra in particolare).
A partire dalla scoperta
del Prof. Hawkins (il quale, usando la geometria euclidea, notò che
quattro teoremi potevano essere derivati mettendo in relazione vari
simboli all’interno dei Crop. Da questo, Hawkins derivò pure un quinto
teorema, che Euclide stesso aveva solo accennato), si è notato che i
teoremi euclidei di Hawkins producevano dei rapporti diatonici. Per la
prima volta i Cerchi venivano collegati alla musica, contenendo essi
delle vere e proprie note musicali, esse stesse prodotto delle leggi
universali della frequenza sonora.
A questo proposito, fondamentali
sono stati gli studi dello svizzero Hans Jenny sull’incidenza
vibrazionale delle frequenze su mezzi fisici quali acqua, olio, sabbia,
gesso (1967). La disciplina da lui analizzata è la Cimatica,
Trasmettendo il suono ad una certa frequenza, tramite i materiali
suindicati Jenny è stato in grado di filmare l’esatto modulo geometrico
che quel suono produce quando la sua vibrazione passa attraverso detti
elementi.
Più la frequenza veniva innalzata, più da semplici figure
geometriche quali il cerchio, si potevano osservare mandala e geometrie
pitagoriche. Jenny non solo è riuscito a solidificare il suono, ma ha
permesso all’umanità di osservare la musica.
Ma c’è di più. Così come
dimostrato da Jenny nei suoi esperimenti, la Cimatica sembra potersi
applicare anche al fenomeno dei Crop Circle. Innanzitutto per la
coincidenza delle forme prodotte, e poi per l’evoluzione che i cerchi
hanno manifestato nel corso degli anni. A partire da semplici cerchi
negli anni ’70, all’aggiunta di linee e curve negli anni ’80, fino agli
agroglifi complessi dei giorni nostri, i disegni sono “cresciuti” in
complessità, così come evidenziato da Jenny nel parlare dell’aumentare
della frequenza vibrazionale.
Questo si può collegare con quanto
affermato da molti sensitivi in ogni angolo del pianeta: la Terra sta
modificando la propria frequenza, innalzandola (già i Maya lo avevano
preannunciato).
Che siano, i Crop Circle, le pagine di un immenso libro delle Leggi Universali?
5)
Nel giugno 1992, per 14 giorni, il Crop Circle di Barbury Castle venne
utilizzato dall’agenzia americana PSI TECH per un esperimento di RV, o
Remote Viewing.
La tecnica della teleosservazione, o visione a
distanza, fu impiegata per la prima volta dal Dipartimento della Difesa
statunitense nei settori dei servizi speciali di crisi e sicurezza.
(terrorismo, serial killer, guerra fredda, attentati,…).
La PSI TECH è stata l’agenzia che ha formato il primo team militare di Remote Viewers.
Il
team di esperti utilizzato per il Cerchio di Barbury Castle si è
focalizzato sulle cause della formazione, sulla sua funzione o scopo e
sul metodo usato per “disegnarlo”.
Nella nota ufficiale del rapporto
si legge che questo esperimento dovrebbe “servire ad assistere l’analisi
scientifica…e formare le basi per una discussione riguardante quello
che i teleosservatori hanno visto…”; anche se, conclude la nota, la
funzione dei Crop Circle contiene delle implicazioni che vanno molto al
di là della conoscenza scientifica e dell’evoluzione tecnologica
attualmente in nostro possesso.
Queste in sintesi le conclusioni dei Remote Viewers:
-
I Crop Circles sono appositamente creati da un insieme di razze aliene
che sembrano essere capaci di viaggiare nel tempo. Gli agroglifi servono
essenzialmente come punti di riferimento per l’orientamento “lineare”.
I
Cerchi nel Grano non sarebbero cioè “messaggi per l’umanità”, ma
semplici segni di riferimento prodotti da alieni che si spostano nel
tempo e nello spazio, e che stanno monitorando il corso degli eventi e
la loro “traiettoria” (nel senso di un’analisi spaziale) sulla Terra.
Almeno
dodici differenti specie di extraterrestri, provenienti da diversi
punti di origine, utilizzano e sanno leggere queste “firme” particolari.
Per
questi visitatori i cerchi rappresentano un riferimento importante, in
quanto i loro veicoli spesso cambiano direzione dopo una “virata”
circolare. Alcune macchine spaziali si arrestano nelle vicinanze dei
cerchi per quello che sembra essere un’operazione di controllo e
comunicazione. In certi casi la navicella rimane temporaneamente in fase
di stasi ed effettua test esplorativi nei pressi dei cerchi.
- I disegni sono deliberatamente inseriti in un mezzo deperibile e passeggero.
Il
mezzo appositamente scelto per la creazione dei Crop Circles, e cioè
terreni ricoperti di piante, è un mezzo deperibile e temporaneo. Inoltre
la natura transitoria dei disegni è connessa con l’idea che più
durature sono le forme, più queste possono attirare l’attenzione
dell’uomo in aree individuate. E non è questo lo scopo dei visitatori,
che ci tengono a mantenere il più possibile occulta la loro attività.
Anche
se il piano di realizzazione di ogni cerchio è predisposto in anticipo,
la fattibilità concreta di essi dipende di volta in volta dalle
circostanze pratiche del momento: e per ogni punto, tutti i dati (ora,
luogo, geometrie,…) sono conservati in un registro centrale.
La
produzione “aliena” di cerchi si è concentrata dapprima lungo delle
“cinture” geografiche innalzate a regioni “campione” per un cambiamento
culturale globale.
Uno o più simboli sono creati per registrare la
presenza di un’agenzia di osservazione attiva in un determinato periodo o
evento storico del nostro Pianeta. E oggi sono presenti più visitatori
che in ogni altra era terrestre.
Intimamente connesse alle missioni
di osservazione, sono le indicazioni che un’agenzia di intelligence sta
intervenendo negli affari umani nei momenti critici – certi eventi
chiave nella storia, infatti, sembrano essere stati manipolati.
Questo
piano sarebbe collegato all’idea dominante di “costruire una struttura
metaforica, la fondazione della quale possa attraversare il continuum
temporale”: una condizione, o condizioni, letteralmente “proiettate in
avanti”.
- La produzione dei cerchi avviene attraverso due principali strumenti.
Uno
di questi si libra a circa 6 metri sopra il punto dove dovrà formarsi
il Crop Circle. Questo strumento possiede una forma appiattita, luminosa
e argentata, apparentemente metallica, e ha i bordi rugosi “come le
canne di un’armonica”.
L’oggetto è largo svariati metri. Chi si
trovasse al di sotto di esso, avrebbe l’impressione di trovarsi a corto
di ossigeno e respirerebbe a fatica. L’apparecchio si muove con un
andatura ritmica e graduale, ascendente/discendente, che coinvolge una
sorta di forza pulsante, insieme alla produzione di onde di calore e
pressione. Dette onde colpiscono il suolo e poi rimbalzano fuori.
Le
piante al di sotto dell’oggetto subiscono una rapida flessione e
riscaldamento in differenti direzioni. All’interno degli steli si
verifica una sorta di “bruciatura/scoppio”, stiramento in certe zone,
compressione in altre.
La pressione a livello cellulare raggiunge un
punto di rottura delle membrane e maggiore è il liquido contenuto nella
pianta, più evidente è l’effetto.
Alcune piante all’inizio sembrano
essere trascinate o risucchiate verso l’alto, ma la maggior parte di
esse poi “ricadono” giù, piuttosto che essere spinte verso il basso.
Tutto il processo solitamente causa sollevamento di polveri e residui di
vegetazione vengono soffiati via.
Un secondo oggetto che è stato
percepito è una o più luci che si muovono rapidamente da un punto
all’altro del campo, ma non casualmente. Questo effetto di luci è
prodotto da un oggetto (a volte due identici) che appare durante la
formazione del Crop Circle nella forma di una o più sfere di circa 40 cm
di diametro. La sagoma di questi oggetti è in realtà fluida o plastica.
Il globo si muove a grande velocità, cambiando geometrie e forme,
direzione e velocità istantaneamente.
Più spesso l’oggetto è percepito come occupante una delle sue tre fasi,
anche se sembra essere presente anche nelle altre, sebbene sotto diverse configurazioni.
Mentre
si trova nella forma sferica il globo si manifesta come grigio o
argentato, liscio, luminescente, perlaceo. Durante la fase transizionale
(elevata velocità rotazionale) il colore cambia e diviene iridescente.
Appena prima di svanire, l’oggetto sembra assumere una forma luminosa,
appiattita, quasi trasparente.
Lavorando molto vicino al suolo,
durante la formazione di un Crop Circle, il globo emana un raggio, che
si potrebbe paragonare a quello prodotto da un laser – ma non c’è
trasmissione di energia, solo effetti energetici sul punto colpito dal
raggio. Altre caratteristiche di quest’ultimo sono la sua alternata
visibilità/invisibilità, la sua posizione in un determinato spettro di
frequenza (che non può dirsi elettromagnetico nel senso comune del
termine).
Il raggio causa effetti importanti a livello atomico e molecolare della pianta.
Le
attuali attrezzature di rilevamento energetico e di frequenze non sono
in grado di codificare l’energia o la forza coinvolta in questo
processo.
Il raggio colpisce e rientra rapidamente avanti e indietro,
focalizzandosi sugli steli delle piante con precisione chirurgica e
attentamente programmata.
All’interno della pianta, nello stelo o
gambo, gli atomi di idrogeno si dissociano dalle molecole di H2O.
Vengono prodotti ultrasuoni e gas, che fuoriescono dalle piante, mentre
la temperatura interna aumenta.
La contemporanea perdita di pressione
interna negli steli, causa la famosa piegatura della pianta. Un fruscio
delicato accompagna la modificazione dei vegetali.
Il rapporto
si conclude con una provocazione suggestiva, e cioè la proposta di
formare un team di studio e rilevazione Crop Circle che, appostato nei
pressi di un Crop Circle appena formato (che indicherebbe l’arrivo
imminente di una navicella) tentino di modificare il disegno. Questo,
secondo la PSI TECH, avrebbe un duplice effetto: disorientare i
visitatori che non riconoscerebbero più le coordinate attese, e attirare
la loro attenzione su un fatto mai accaduto prima.
Ad oggi non sappiamo se questo esperimento è stato tentato e quali sono stati i risultati.