GHOST FILE HK2017-1 – I BAMBINI MAI NATI
Hong Kong Files - Parte Prima
Diego Antolini
03/01/2018 22:48:00
PREMESSA
Il Gruppo The X-Plan e SZ-X iniziano la loro collaborazione con una notte di indagini intorno a Hong Kong.
Il 9 settembre 2017 TXP ha incontrato il leader di SZ-X, Jeff, alla stazione "Sheung Tsui" della metropolitana di Hong Kong. Da lì Jeff ci guida fino a un furgone parcheggiato su una strada vicina, che è stato messo a disposizione per tutto il corso dell'investigazione. L'autista e il suo aiutante, TXP (2) e SZ-X (3) compongono la squadra per quella notte.
Il programma prevede la visita di almeno tre posti, il primo dei quali è uno dei più controversi nella nostra lista di luoghi infestati: si tratta dell'Hong Kong Central Hospital, situato all' 1B di Lower Albert Road, Central Hong Kong. Ci arriviamo sotto una pioggia torrenziale.
HONG KONG CENTRAL HOSPITAL
Wikipedia contiene solo poche righe sull' Hong Kong Central Hospital (in Cinese港中醫院):
"Era un ospedale privato generale non-profit, situato nella zona centrale dell'isola di Hong Kong.
I servizi offerti dall'ospedale includevano un grande numero di specialità che coprivano un'ampia area di medicina generale.
L'HKCH è stato membro dell'Hong Kong Private Hospitals Association. Veniva ispezionato ogni due anni dal Trent Accreditation Scheme, una struttura medica internazionale con sede in UK, ma attualmente non è più accreditato presso alcun programma di accreditamento indipendente.
L'ospedale ha cessato l'attività il 1 settembre 2012."
Tuttavia una ricerca più approfondita nelle fonti locali ha permesso di raccogliere maggiori dettagli sull'ospedale, sulla sua storia e sul suo declino. La ragione ufficiale per la sua chiusura è una generica "controversia sull'affitto."
Il South China Morning Post, edizione cartacea del settembre 2012, è stato il primo a dare l'annuncio della chiusura con un titolo risonante: "Addio in lacrime mentre l'ospedale cittadino chiude i battenti."
Secondo l'articolo, l'HKCH è diventato il primo ospedale privato in città a chiudere dopo che un'ordinanza del tribunale ha disposto l'immediata evacuazione della struttura.
L'amministrazione dell'ospedale ha inoltrato richiesta urgente al proprietario (la Chiesa Anglicana) di autorizzare il mantenimento dell'attività fino alla fine di ottobre, ma senza risultato.
Il Central Hospital era conosciuto da tutta l'isola in particolare per essere la clinica che praticava il più alto numero di aborti, in quanto era in grado di offire un servizio economico a quei pazienti che non potevano permettersi assistenza medica nelle cliniche private.
Il dott. Cheng Chun-Ho, sovrintendente dell'HKCH ha detto:
"Anche se l'ospedale è vecchio e piccolo, ha avuto un ruolo importante nel sistema privato della salute...noi forniamo un servizio relativamente economico a quei pazienti di base che non possono permettersi altri istituti privati, e che non vogliono rimanere in attesa per lungo tempo negli ospedali pubblici."
Tre mesi prima che il caso diventasse di pubblico dominio il tribunale di primo grado aveva ordinato che l'ospedale doveva lasciare l'edificio in Lower Albert Road dopo che il contratto di affitto era scaduto nel giugno dell'anno precedente, e non era stato rinnovato per ragioni che non sono mai state spiegate. Cheng ha detto che la maggior parte dell'attrezzatura medica era stata venduta, e che lui aveva aiutato il personale a trovare lavoro in altri istituti.
Tutti i servizi medici sono stati chiusi quello stesso giorno anche se, secondo Cheng, l'ufficio contabilità dovrebbe rimanere operativo per un'altra settimana.
Chan Chun-Man, 50 anni, fattorino e portiere all'ospedale per più di un decennio, ha detto che il governo non è stato d'aiuto nel risolvere la controversia sull'affitto, e nemmeno nel fornire un sito alternativo dove mantenere l'ospedale operativo.
Il terreno era stato dato dalla Chiesa Anglicana nel 1966 nel tentativo di aiutare i dottori che fuggivano dalla Cina continentale a continuare il loro lavoro. L'ospedale era gestito da una fiduciaria ed era rinomato per i servizi di aborto economici e sicuri. L'ospedale praticava con successo circa 6000 aborti l'anno, cioè il 60% degli aborti totali effettuati in città.
Cheng ha affermato che la forza dell'unità aborti non stava nella decisione consapevole dell'amministrazione, ma piuttosto nel fatto che "i pazienti ci sceglievano per la qualità del nostro servizio". Cheng ha detto che l'ospedale aveva esposto l'inadeguatezza dei servizi di aborto e di educazione sessuale della città.
Solo donne fino a 10 settimane di gravidanza erano ammesse, mentre è illegale terminare una gravidanza di più di 24 settimane senza il permesso di due medici.
La Chiesa Anglicana ha negato ogni illazione sul fatto che fosse il servizio di aborto la ragione principale per la sua decisione di non rinnovare l'affitto all'ospdale, attuando un piano di sviluppo finanziario in altri settori.
La controversia sull'affitto è esplosa nel 2009 quando all'amministrazione dell'ospedale era stato comunicato che l'edificio avrebbe dovuto lasciare spazio a un nuovo piano edilizio di 800 milioni di dollari di Hong Kong per la costruzione di un museo e di una galleria d'arte.
Ad oggi, la struttura rimane abbandonata e senza segni di lavori di riedificazione.
Subito dopo la chiusura dell'ospedale nel 2012, la gente che si trovava a passare davanti all'entrata ha cominciato a raccontare di aver sentito strani rumori, e di aver provato sensazioni disturbanti di "qualcosa" che sembrava spiarli da dietro le finestre scure e abbandonate.
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INVESTIGAZIONE
Il nostro primo obiettivo, appena arrivati sul
posto, è stato quello di esplorare il perimetro dell'area oggetto
d'indagine (nella procedura del Gruppo The X-Plan questo è chiamato
“perimetrazione”). L'ospedale è posto alla base di un dislivello, con
almeno due lati che fronteggiano il terrapieno, in cima al quale corre
un'altra strada. Abbiamo usato scale di pietra che collegano la strada
bassa con il livello superiore e, a circa metà del percorso, abbiamo
localizzato uno degli ingressi laterali della proprietà. Il cancello era
chiuso e l'intero perimetro sembrava recintato da una rete metallica.
Abbiamo raggiunto la strada superiore ma solo per annotare che un'altra
proprietà era stata costruita di fronte all'ospedale, quindi entrare da
quella parte era fuori questione.
Il cancello laterale è sembrata
l'opzione più realizzabile e SZ-X ha cominciato a preparare gli oggetti
necessari a celebrare il rituale chiamato Dana. Si tratta di un atto
caritatevole eseguito per aiutare un sattva (cioè un essere vivente, una
persona o una creatura senziente secondo la filosofia buddista)
bruciando candele, incenso e lingotti di carta nella speranza di aprire
le porte che separano il mondo dei vivi dal regno dei morti. Alla fine
della cerimonia vengono bruciate banconote di carta e fogli contenenti
preghiere per onorare il sattva; del riso viene sparso intorno mentre si
leggono Sutra (brevi frasi o aforismi nella letteratura Hindu) per
favorire il passaggio del sattva nel mondo spirituale in modo completo e
pacifico.
Il termine Dana è una parola di origine sanskrita
collegata alle virtù di generosità, carità, e compassione. Il Dana è una
pratica molto considerata e comune a filosofie orientali quali
Induismo, Buddismo, Giainismo e Sikismo.
Il Dana può prendere molte
forme, dall'aiutare un individuo bisognoso ai progetti filantropici,
preghiere, e favorire il passaggio delle anime. La pratica di questo
rituale ha origini molto antiche nella tradizione Indiana, essendo
descritta nei testi sacri dei Veda.
Dopo una breve pausa la
pioggia era ricominciata a cadere rendendo difficoltosa la ricerca di un
punto d'ingresso, in aggiunta alla già debole illuminazione all'interno
degli alberi. Dal cancello laterale siamo scesi nuovamente al livello
della strada e poi ci siamo inoltrati ancora di più nel piccolo bosco
che circonda la proprietà, fino ad arrivare alla rete metallica.
L'abbiamo seguita salendo lungo il dislivello fangoso e, finalmente,
abbiamo individuato un'apertura dove la rete era stata tagliata.
L'apertura, situata alla destra del cancello laterale, era larga
abbastanza per permettere l'ingresso verso il lato posteriore
dell'ospedale; una volta oltrepassata la recinzione ci siamo dovuti
tenere rasenti al muro e attaccati al corrimano per evitare una caduta
di diversi metri sulla strada sottostante. Poi, scavalcato il corrimano,
siamo saltati sulla pedana di cemento che dal cancello portava
all'edificio. Seguendo il passaggio tra gli alberi siamo arrivati alle
scale di emergenza dell'ospedale, che sembravano in condizioni decenti
nonostante la ruggine e l'acqua. Le abbiamo usate per scendere fino al
livello della strada e, da lì, cercare un possibile ingresso per entrare
nell'edificio. Dopo pochi minuti è stata trovata una finestra che
poteva essere aperta e, attraverso di essa, siamo entrati in una delle
stanze. L'oscurità era assoluta così come il silenzio. I nostri passi
echeggiavano attraverso le varie stanze, mentre lentamente cercavamo di
arrivare alle scale interne. Pezzi di vetro, plastica, carta, legno e
metallo si spezzavano e scricchiolavano sotto di noi anche se tentavamo
di usare la massima cautela evitando di fare troppo rumore. Osservavamo
gli ambienti vuoti, senza vita, con quel senso di desolazione e
malinconia che i posti abbandonati spesso provocano. In una delle stanze
abbiamo trovato un manichino di plastica delle dimensioni di un
ragazzino, gettato in un angolo in una posa scomposta. Questo ci ha
ricordato i molti bambini le cui vite sono state soppresse dagli aborti
praticati nel 46 anni di attività dell'HKCH (4+6 anni o un 1+0, simbolo
di inizio e di unità secondo la Kabbalah).
Cinque anni sono passati
dall'anno della chiusura, e qualunque energia fosse rimasta impressa
sulle mura e nella struttura dell'ospedale ha avuto il tempo per
stabilizzarsi in una direzione o in un'altra: libertà o prigionia. Se il
luogo aveva bisogno di essere “ripulito”, il Dana eseguito da SZ-X
dovrebbe aver aiutato gli spiriti ancora intrappolati nella dimensione
terrena a liberarsi e tornare alla Fonte.
Siamo andati avanti e alla
fine dell'esplorazione avremmo coperto due livelli seminterrati e sei
piani superiori. Alcuni di questi davano sensazioni di pace, mentre
altri – almeno un paio – sembravano permeati di dolore, freddo, e un
senso grave di attesa.
Mentre esploravamo uno di questi piani ci
siamo trovati di fronte a vari graffiti disegnati sul muro; alcuni erano
i soliti segni “urbani” a sfondo sessuale o volgare. Ma altri
simboleggiavano qualcos'altro. In particolare la figura di una bocca
ghignante con un occhio solo era ripetutamente presente in vari punti
del piano, sui muri, sulle porte, sui pannelli di vetro e sulle colonne.
Al di sotto del volto in alcuni casi era stata tracciata la
stilizzazione di una chiave di violino attraversata da una freccia
verticale che puntava in basso, e un'apparente asta di Mercurio che era
stata raddoppiata a formare una triangolo distorto. Questi simboli,
anche se non hanno trovato riscontro in alcuna delle icone rituali del
Voodoo o della Santeria, sembrano essere stati posti in quei punti per
una ragione, forse nel tentativo di eseguire una cerimonia di magia nera
(per intrappolare o evocare gli spiriti che ancora rimanevano in
quell'ambiente, ad esempio), e in ogni caso non si tratta di simboli
disegnati per proteggere o purificare l'area.
Siamo rimasti
all'interno dell'ospedale per più di un'ora scattando fotografie,
facendo video, annotando osservazioni. Poi siamo ritornati al punto di
ingresso e da lì ci siamo riuniti con il resto del nostro team.
DEBRIEFING
Tornati al furgone, completamente bagnati e coperti di fango, siamo passati al controllo di foto e video. L'esplorazione dell'edificio è andata liscia, niente di strano è accaduto a parte la sensazione pressante di disturbo e solitudine che stagnava in alcune delle stanze. Tuttavia nelle indagini di Ghost Hunting tali impressioni da sole non possono essere considerate come “prove”, a meno che vi siano fenomeni audio o visivi registrati a sostengno delle percezioni sensoriali. Poi, il fermo immagine di uno dei video presi all'interno dell'ospedale ha catturato la nostra attenzione.
Il frame mostrava quella che sembrava la sagoma di una maglietta azzurra – i contorni del collo a V e le maniche lunghe erano chiaramente visibili – che stava sospesa dietro il vetro di un divisorio. Dobbiamo dire “sospesa” perchè era ad un'alttezza tale che faceva supporre dovesse essere indossata da un adolescente o un ragazzo al momento della registrazione video. Inutile dire che nessuno si trovava lì mentre stavamo esploando quella parte di edificio. Infatti, nessuno si trovava nell'ospedale; nel silenzio assoluto qualsiasi suono o rumore sarebbe stato ingrandito dall'eco delle porte aperte e delle stanze vuote, e non ci sarebbe potuto sfuggire.
L'unico dubbio che avevamo nel guardare l'immagine era she la maglietta non fosse stata semplicemente una macchia sul vetro, magari disegnata da qualcuno che conosceva della fama dell'Unità Aborti dell'HKCH. Un'ipotesi abbastanza azzardata ma buona come un'altra quando si tratta di considerare tutte le spiegazioni razionali, come da metodo d'indagine TXP.
Quindi abbiamo eseguito una prima serie di analisi del fermo immagine.
Più tardi SZ-X ci ha confermato che il video era stato preso al piano numero 4.
ANALISI FOTOGRAFICA DEL FERMO IMMAGINE DELLA “MAGLIETTA BLU”
Il dato più rilevante di questa investigazione – cioè la prova più concreta – è sicuramente il fermo immagine della maglietta blu, che mostra una T-shirt della taglia di un bambino ma posizionata a un'altezza che dovrebbe combaciare con quella di un ragazzo. L'analisi fotografica iniziale mostra che l'oggetto era reale, fisico, anche se nessuno dei presenti in quella stanza sembra notarlo (come si può vedere dal filmato). Abbiamo comparato il fermo immagine della maglietta blu con un'altra foto presa su un divisorio di vetro e abbiamo rilevato alcune differenze nella risoluzione e nei valori della segmentazione.
La maglietta blu risulta nettamente separata dagli oggetti circostanti, mentre l' “occhio ghignante” è sembrato integrarsi maggiormente nel vetro; i filtri che abbiamo applicato per equalizzare e migliorare l'area d'indagine indicano un oggetto che sembra avere uno spessore tridimensionale al centro, specialmente quando confrontato con i graffiti in 2D spruzzati sullo stesso materiale. Abbiamo operato una prima segmentazione nel tentativo di determinare se l'oggetto potesse trovarsi in primo piano o sullo sfondo rispetto al vetro, ma da questa analisi preliminare non è stato possibile accertarlo al 100%. Abbiamo solo potuto confermare che l'oggetto non era frutto di un malfunzionamento della registrazione video. Era lì nella stanza e nessuno di noi lo ha visto.
Analisi più approfondite sul fermo immagine della “maglietta blu” sono ancora in corso.

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