OLTRE LA VERITA' UFFICIALE
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ANNO XIV
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Non vi chiediamo di credere, ma di riflettere La Commissione


GHOST FILE DAM2017 - LA CASA DEI CUORI 11/11/2017 01:03:47


La Commissione


INTRODUZIONE

Durante una delle nostre indagini in terra marchigiana siamo entrati in contatto con una famiglia di Roma che ci ha segnalato alcune anomalie ricorrenti di cui loro sarebbero i catalizzatori. I fenomeni in particolare sarebbero concentrati nella loro abitazione. Dopo una serie di colloqui per capire la natura di tali anomalie abbiamo decisio di indagare il fenomeno.
L’indagine e’ durata dal Novembre del 2016 all’Aprile del 2017, con due visite all’interno della casa. Il presente articolo riguarda pertanto quell’arco di tempo in cui siamo stati attivamente coinvolti nella raccolta e nell’interpretazione dei dati (in parte fornitici dalla famiglia, in parte registrati direttamente da noi).
L’abitazione e’ una villa costruita agli inizi del Novecento su un terreno collinoso alle porte di Roma. Ha una superficie di circa mille metri quadri con un terreno attorno. E’ composta di un seminterrato, un piano terra e un secondo piano. Possiede una forma peculiare a conchiglia.

FASE ISTRUTTORIA

20 Novembre 2016 ore 17:00, Roma, inizio indagine.
Dopo aver espletato la formalita’ dei documenti (Permesso di accesso alla proprieta’, Permesso ad eseguire le indagini, Modulo per la Privacy, ecc) siamo passati alla fase istruttoria della raccolta di informazioni personali e del background relativo all’oggetto dell’indagine, secondo un nostro modulo prestabilito (i nostri commenti sono in parentesi quadre, se non diversamente specificato, chi risponde alle domande e' Rossana Damiani):

- Rossana Damiani e’ nata a Roma nel 1967
- Serena Damiani vede, Rossana sente, Chiara percepisce.
- Nomi dei testimoni Serena, Chiara, Rossana
- Nomi occupanti 3
- Animali domestici, un gatto di grandi dimensioni
- Nome ed eta’ degli occupanti: Rossana 49, Serena 82, Chiara, 16
- Occupazioni dei testimoni: Rossana libera professionista in attesa occupazione, Serena pensionata, Chiara studentessa di lingue
- Credenze religiose: Cristiana Cattolica per tutte e tre
- Da quanto vivono nella casa: da sempre (1970), e’ stata costruita dal padre Salvatore Damiani.
- Eta’ della casa: 46 anni
- Altri precedenti proprietari: nessuno, e’ stata costruita dai Damiani su un terreno “vergine”.
- Storia dell’area: Al padre di Rossana piaceva tantissimo il colle dove avrebbe voluto costruire la sua casa. Scelse il numero civico 333 (non esistevano altre case quindi poteva scegliere). Vi era solo, al tempo, una scuola di suore al civico 301 che aveva preceduto la costruzione della casa. Nessun altro edificio si trovava nell’area.
Al padre piaceva molto il numero 333 perche’ gli ricordava un motivetto [non possiamo fare a meno di annotare l’importanza alchemica ed esoterica del triplo 3, specialmente se si guarda la pianta spiraleggiante della casa che ricorda molto i rapporti della sezione aurea.].
- Tragedie, morti o decessi nella casa: non ce ne sono stati, anche se in tempo di guerra, ci dice Rossana, la zona era occupata dai tedeschi, quindi e’ probabile che vi siano stati decessi attorno alla proprieta’. La casa rossa nelle vicinanze era una base tedesca. Ci sono delle case matte attorno. Dal 1970 ad oggi solo il padre Salvatore e’ morto (nel 1986) ma in ospedale.
- Numero delle stanze: tre al piano superiore e un bagno, quattro al piano terra e un bagno, otto stanze nel primo seminterrato, sette nel secondo seminterrato.
- Benedite la casa regolarmente come da consuetudine cristiano cattolica? Si
- Ricostruzioni o ristrutturazioni nel corso del tempo? Tutte le stanze hanno la stessa eta’ tranne il garage che e’ stato portato alla luce dopo. Era interrato e poi e’ stato scoperto, ma ha la stessa eta’ delle altre stanze.
[13:59:00/14:18:00 - Le radio impazziscono; era appena stato nominato Salvatore e la sua auto, con Rossana che racconta di un’esperienza avuta mentre era nell’auto: una forma bianca sarebbe entrata nel veicolo e lei sapeva che era il padre.]
[14:24:00/14:33:00 - Le interferenze si ripetono, causando una certa eccitazione tra le tre donne. Rossana afferma che “sono arrivati, arrivano”.]
- Nessuna e’ sotto medicazione per ansia, depressione, dolori
- Nessuna fa uso di droghe
- Nessuna abusa di alcolici
- Nessun gioco ouija, ne’ sedute spiritiche, ne’ incantesimi sono stati eseguiti all’interno della casa, mentre Serena ci dice che lei e le sue sorelle (ne ha nove piu’ grandi di lei) da piccole facevano il gioco con il bicchiere nella loro casa natale (in Sardegna).
- Nessuna e’ attualmente in terapia psichiatrica.
- Nessuna comparsa di macchie, eritemi, bolle improvvise o segni di prese o strette e’ stata mai rilevata.
- Avete parlato con un sacerdote o prete di queste presenze? Si e ha confermato che le presenze ci sono, esistono. Rossana parlo’ anni fa con Padre Amorth e “lui mi disse ‘fai fare delle messe al centro della casa, fanne fare tre’. Le abbiamo fatte fare nell’arco degli anni, perche’ noi stiamo cercando di vendere la casa da anni e io sono convinta che questa casa non si vendera’ mai perche’ c’e’ “qualcuno” che non la vuole vendere. Ma anche con le messe, non riusciamo a venderla.”.
- Non sono mai stati coinvolti i media ne’ la cosa e’ stata pubblicizzata (il Gruppo The X-Plan e’ stato il primo ad essere stato contattato), “anche perche’“, dice Rossana, “dovendo venderla non possiamo dire che abbiamo la casa piena di fantasmi.”
- Altri testimoni oltre alle occupanti di questi eventi? Si, un prete, un’angelologa e un idraulico. E anche un poliziotto. Un’Angelologa e’ venuta a visitare la casa e lo ha visto (Salvatore). Quando venne l'Angelologa ci mettemmo in giardino a riposare dopo pranzo e prendere un po' di sole, successe quello che succede a Medjugorie o posti simili: il sole ha cambiato aspetto, la luce e' diventata completamente diversa, tant'e' che Chiara e' diventata bianchissima, io ho visto il sole tranquillamente senza occhiali senza problemi. Era come se fosse offuscato ma  la giornata era meravigliosa una colomba bianca che lei ha definito "spirito santo" e' comparsa sull'albero. Tutto questo e' durato un minuto e lei [l'Angelologa] nel frangente ha visto anche Papa', per cui ci fu una doppia apparizione, molto particolare quel pomeriggio.
La prima volta lei venne al cambio d’orario del 2015, [tra il 28 e il 29 marzo] e ci fu una cosa strana perche’ i nostri orologi si fermarono e siamo andati a messa pensando di essere in orario e invece non lo eravamo.
[Siamo riusciti a sentire solo due dei quattro testimoni indicatici da Rossana, ed entrambi non hanno voluto rilasciare alcun commento sull’argomento].
- Odori particolari e ricorrenti? camomilla, per Rossana la presenza inizio’ con il profumo di camomilla (che lei collega alla presenza degli angeli). Non solo nella casa ma anche in treno.
- Suoni? Passi o colpi? Si, fischi (Salvatore Damiani amava fischiettare), ci siamo sentite chiamare con voce d’uomo. L’idraulico ha sentito bussare tre volte di sotto. Le prime apparizioni nel bagno di Serena, stavamo pregando con il prete, si e’ vista una sagoma bianca correre, scontrarsi con una busta e si e’ sentito chiaramente il fruscio. Ha anche scaricato l’acqua del bagno.
- Voci, sussurri, urla, pianti? La sua voce che chiama, o fischi.
- Movimenti di oggetti? La poltrona si gira spesso in varie direzioni. Lasciamo la stanza e poi torniamo e la troviamo spostata. Non l’abbiamo mai vista. Il poliziotto invece ha visto la tenda che si e’ spostata. Con le finestre chiuse.
- Apparizioni? Serena lo ha visto uscire dall’armadio e andare verso il bagno (nella camera di Serena). La prima volta in assoluto e’ stata dopo la sua morte, Serena ha trovato la sagoma calda nel suo letto.
- Ci sono stati dei cambiamenti di temperatura improvvisi, caldo o freddo? Mai riscontrato.
- Ci sono stati problemi con apparecchi elettrici? Accende la tv, alza il volume. Altri casi no [ma le nostre radio hanno sempre subito interferenze durante il tempo passato nella casa].
- Tubature: allagamenti? E’ sparito il sifone della cucina. Mentre lo vado a rimontare manca un pezzo. Viene il poliziotto e riscontra che il pezzo non c’e’. Ma lo avevo smontato. L’idraulico e’ venuto e ha visto che mancava un pezzo. Ma quel pezzo mancante non e’ mai stato ritrovato. E’ successo un anno fa.
- Gli occupanti hanno avuto problemi di sonno o brutti sogni ricorrenti da collegarsi alla presenza? No. Dormiamo tranquillamente.
- Ci sono stati contatti fisici con questa presenza? (Chiara) sentirsi abbracciare e baciare. Anche mentre guardavo la tv. Mi stavo addormentando e mi sono svegliata. Una volta ero sveglia e la seconda volta mi stavo addormentando e ho sentito dei baci. l'abbraccio solo una volta, ed ero sveglia, distesa sul letto. Dopo l’abbraccio mi sono addormentata.
- Animali domestici sentono le presenze? Il gatto le vede, reagisce. Si chiama Macchia ed e’ con noi da 8 anni. E’ l’incarnazione di Plinio il Vecchio. Pesa quasi 12 Kg.
Per parecchio tempo spalmava dentifricio sulla spazzola e sui capelli di Serena.
Macchia e’ arrivato per caso.
- L’origine di tutto, la prima volta che avete avvertito la presenza? L’impronta del letto. Nel 2010 il dentifricio. Serena e’ ipovedente e magari appoggiando la spazzola vicino al dentifricio si puo’ sporcare. Serena pensava a uno scherzo ma poi e’ stato molto ricorrente. C’era l’impronta del dito di lui. Ce ne siamo accorte al ritorno delle vacanze. E’ iniziato verso Luglio, andate in Tunisia in vacanza e l’ultima volta e’ successo parecchio tempo fa.
Il primo evento e’ l’impronta sul letto. La prima testimonianza e’ stata di Serena. L’orario era di mattina, 8:30-9:00, Serena si era svegliata, forse sabato o domenica. Io e mio fratello stavamo dormendo. Serena chiama per la colazione, poi torna in camera e dice “chi si e’ messo sul mio letto?”, “C’e’ l’impronta, ho appena fatto il letto. L’impronta e’ calda, non fate stupidi scherzi”. E io ho risposto:“ma chi si e’ alzato?”, poi mi alzo e vado a vedere e vedo l’impronta lunga sul letto, ancora calda, di qualcuno che era rimasto disteso sul letto.
La reazione e’ stata di sorpresa, Serena pensava ad uno scherzo.
Chi altri e’ stato testimone? Io e mio fratello. Poi Serena ha rimesso a posto il letto.
- Che cosa pensate che stia succedendo? Qual e’ la vostra opinione? (Serena) che lui non ci vuole lasciare, che vuole stare ancora con noi (Rossana) che non vuole vendere questa casa. Pero’ che senso ha?
Avete mai pensato che lui sia qui perche’ stia cercando qualcosa? Lui e’ morto di tumore. Malattia lunga, cosciente fino alla morte.
Non ha lasciato nessun messaggio? No, a meno che non ha lasciato nascosto qualcosa e spera che noi lo troviamo.
(Chiara): Abbiamo fatto fare la scrittura automantica (Rossana) con una ragazza e gli ha parlato, gli ha detto delle cose, che questa casa non va venduta ma va conservata. Questo, cinque o sei anni fa. Gli abbiamo chiesto il motivo ma lui ha dato delle indicazioni che non riusciamo a comprendere, non sappiamo chi sono le persone che lui indica.
(TXP): Se si tratta di una presenza benevola, di solito non fa qualcosa che va contro il desiderio dei familiari.
- Cosa vi aspettate dalla nostra indagine? Che ci aiutate a capire che cosa Salvatore vuol dirci, non a far cessare la presenza.
[41:05:00 - Serena afferma di vedere una persona in mezzo busto di fronte a lei, sul tavolo, che dopo 10-15 secondi svanisce. Noi non abbiamo visto niente a occhio nudo, abbiamo fotografato il punto ma dalle fotografie non e' risultato alcun volto.
Serena dice di avere la pelle d’oca perche’ il volto “si sta alzando”. In effetti appare piuttosto agitata. Ci dice: “Era il volto di un uomo, era il volto di un uomo, poteva anche essere quello di mio marito [Salvatore]”. Dopo due minuti e mezzo Serena afferma di vederlo ancora. “Un volto cosi’ strano non lo avevo mai visto” commenta. “Strano in che senso?” chiediamo. “Perche’ a vederlo cosi’, per tanto tempo...”].
Dopo 45 min di colloquio istruttorio, iniziamo il sopralluogo e la prima indagine.


SOPRALLUOGO E INDAGINE #1 - NOVEMBRE 2016

Decidiamo, d'accordo con Rossana, di partire dallo studio di Salvatore, che dovrebbe trovarsi proprio al centro della “conchiglia” o spirale [in realta' non al centro assoluto, bensi' nell'area del rettangolo aureo piu' piccolo].
45:00:00 - Per prima cosa ispezioniamo ogni livello, stanza per stanza, per avere una visione d’insieme dei fatti raccontatici e collegarli concretamente al singolo ambiente.
Rossana ha fotografato nei pressi di un albero una luce blu (luce che si sarebbe poi ripetuta in un’altra delle foto scattate in un’altra localita’ delle Marche e presenti nel nostro archivio). Serena nel frattempo mostra sempre segni di nervosismo e agitazione. Continua a ripetere di avere la pelle d’oca, di aver visto il volto del marito, piu’ florido di quanto fosse stato in vita, con espressione rilassata.
Saliamo le scale che portano allo studio che fu di Salvatore Damiani, “il suo regno” come lo definisce Rossana. Prima pero’, la donna ci mostra l’immagine di un cuore comparsa dal nulla circa un anno fa sulla superficie di uno specchio. Il cuore sara' il segno ricorrente della presenza di Salvatore Damiani secondo i familiari.
Continuiamo a salire.
Lo studio e’ una piccola stanza quadrata con il soffitto basso e scaffali alle pareti. Un grande specchio poggia contro la base della scrivania dove Salvatore lavorava. Ci colpisce un tagliacarte in legno di foggia esotica e piuttosto grande, appoggiato sul ripiano del tavolo. Rossana ci conferma che qui Salvatore e’ stato visto. Lo studio si presenta immacolato, nulla e’ stato toccato sin dalla sua morte.
53:53:00 - (ore 17:55) il nostro rilevatore EMF registra un innalzamento nei valori elettromagnetici (2.9-3.4) nei pressi della scrivania, dove Serena aveva detto che “lui ci passava ore e ore”. Fotografiamo l’area interessata e continuiamo a monitorare i valori. Stacchiamo la lampada per evitare interferenze con il circuito elettrico ma il nostro apparecchio continua a segnalare la variazione di campo sulla scrivania. A questo punto Rossana ci parla per la prima volta dei cuori che Salvatore usava disegnare costantemente. Cuori dalla forma particolare, “mezzo tondi e mezzo dritti”, ci dice. Fotografiamo lo specchio nella stanza e annotiamo la presenza del tagliacarte in legno. Lo studio viene marcato come Zona #1.
Ci troviamo nella pancia della chiocciola in realta’, mentre il centro e’ leggermente spostato rispetto allo studio, in corrispondenza della stanza centrale.
Sebbene Rossana e Serena dicono di non sapere se Salvatore avesse praticato studi di alchimia, la forma della casa e la scelta del numero civico suggerisce che l'uomo poteva possedere conoscenze esoteriche di natura alchemica [La “chiocciola”, infatti, sembra essere stata costruita secondo le costanti matematiche della sezione aurea o rapporto aureo, un numero irrazionale che, se dal punto di vista matematico si ottiene effettuando il rapporto fra due lunghezze disuguali delle quali la maggiore e' medio proporzionale tra la minore e la somma delle due, da un punto di vista esoterico e' l'essenza primaria del legame innegabile tra macrocosmo e microcosmo, tra cosmo e natura, tra umano e divino. Per questo tale rapporto e' chiamato anche proporzione divina.].
Avvicinando la strumentazione EMF alle varie prese di corrente annotiamo un picco di 11-12 non compatibile con i valori molto ridotti che sono stati rilevati sopra la scrivania dello studio, dove non c’erano prese ne' corrente.
Ci spostiamo su altre stanze del terzo piano e ci vengono mostrati ulteriori segni che sarebbero stati lasciati dalla “presenza” di Salvatore: ci sono lettere e un simbolo (doppio cuore o un carattere ebraico, suggerisce Rossana).
Ci vengono mostrate delle foto di numerosi cuori che Rossana e Chiara trovano continuamente in casa, creati con i materiali piu’ vari: buste di plastica, scontrini, roccia, aghi di pino, liquidi.
Entriamo nella stanza di Serena. La parte del letto dove e’ stata trovata l’impronta del corpo e’ quella piu’ vicina alla porta. In un triangolo immaginario, il letto e’ il vertice tra l’armadio (a sinitra) e il bagno (a destra). Tra l’armadio e il bagno si trova una porta-finestra che da' all'esterno.
I cuori sembrano essere il simbolo principale con cui la Salvatore comunica agli occupanti della casa. Ma non un cuore particolare. Il cuore che egli disegnava in vita.
Ci viene mostrata una foto dove si vede un disegno e una parola “nonna = noi = nada”. Rossana ci dice che, prima, questo disegno era apparso a grandi dimensioni su un vetro, che poi e’ stato cancellato. Successivamente lo stesso disegno e’ tornato e Rossana non ha piu’ lavato i vetri.
Prima del natale (2015) apparve un altro disegno con lo smalto, che ci viene mostrato.
Dalla serie di fotografie possiamo vedere come effettivamente una serie di immagini siano apparse nel corso del tempo in varie parti della casa, soprattutto su vetro (finestre, specchi) e pareti. Alcune di queste immagini erano ancora visibili al momento della nostra prima indagine e le abbiamo fotografate.
Dopo aver esplorato ogni ambiente della casa e aver mappato le zone di maggior interesse, procediamo alla prima indagine.
Ci fermiamo in ogni stanza, a luci spente, per circa 8-10min, in ascolto. Mentre discutevamo sulla sequenza delle zone da monitorare, le nostre radio hanno nuovamente subito un’interferenza, ma in momenti diversi: prima una sola radio (erano tutte sintonizzate su uno stesso canale), poi l’interferenza e’ rimbalzata sulle altre, sempre in modo discontinuo e individuale.
Poi, abbiamo udito le voci di due bambine provenire da una delle nostre radio, che hanno pronunciato le parole: “...ate...piscina”, che era appunto una delle zone da noi marcate per l’osservazione. Nel primo seminterrato la casa possiede un ampio locale con una piscina. La terza parola e’ arrivata circa due minuti e mezzo dopo, mentre stavamo cercando di capire la sequenza di interferenze che andavano da una radio all’altra, ed e’ stata: “poltrona” (sempre le stesse bambine). Subito colleghiamo la poltrona del piano terra, che viene trovata spesso completamente girata su se stessa. Infine, una delle bambine dice “guardate”. Le anomalie sono diverse, a cominciare dal fatto che le voci si udivano solo da una singola radio anche se tutte (ne avevamo quattro) erano sintonizzate sullo stesso canale. Per non parlare dell’orario serale (18:55-19:00 nel mese di Novembre) che renderebbe quantomeno improbabile (anche se non impossibile) la presenza di bambine di dieci anni che giocano con walkie-talkie.



Abbiamo naturalmente provato a cercare un dialogo con loro, ma ogni nostro tentativo non ha avuto risposta.
Poi una delle bambine ha parlato di nuovo: “dove sei?” sono state le parole, chiaramente udibili attraverso una delle radio. Una nuova voce e’ intervenuta ripetendo la parola “piscina”, una voce adulta. Abbiamo chiesto alle voci di identificarsi ma, ancora, senza ottenere risposta. Mentre prendevamo le attrezzature per scendere nel seminterrato la voce delle bambine si e' sentita per l'ultima volta, con la parola: “dai”. Abbiamo cercato di fare piu’ in fretta possibile, siamo arrivati nella zona di osservazione (Zona #2): la piscina e’ posta nell’angolo piu’ lontano rispetto all’ingresso del seminterrato, non ha acqua ed e’ profonda circa 3 metri. Per accedervi e’ stato necessario spostare alcuni pannelli di legno e strisciare sotto un bancone. Una volta giunti a ridosso del perimetro, ci siamo calati dentro e abbiamo atteso. Siamo rimasti nella piscina per diversi minuti, ne abbiamo percorso l'intera superficie, abbiamo fotografato varie parti della stessa, annotato gli oggetti che vi si trovavano (non molti, per la verita’: una palla di gomma e alcuni fogli di carta) e poi siamo risaliti.
13:33:00 - Rossana ha uno dei suoi momenti “intensi”: afferma che qualcuno ha disceso le scale. Sembra subire un intenso stress psichico ed emotivo. Uno di noi era vicino alle donne e ha immediatamente interrogato Rossana. Abbiamo sentito qualcosa anche noi, prima un suono attutito dal piano superiore (come qualcosa di pesante che cadeva su un tappeto), poi una presa che pendeva dal muro ha cominciato a oscillare. Viste le condizioni di Rossana e della madre (in palese ansia) abbiamo deciso di accendere le luci e prepararci per lasciare il seminterrato.
Ci siamo presi una pausa di debriefing per assicurarci che le donne stessero bene e per capire quello che era successo nel seminterrato.
Abbiamo parlato del tonfo sordo udito da due di noi (quelli che erano nella piscina); riguardo all'oscillazione del filo: lo avevamo urtato (ma la presa non aveva toccato il muro), poi ci siamo avvicinati al bancone, poi da Rossana (15 secondi circa). Il filo si muoveva e abbiamo sentito che la presa sbatteva contro il muro a un ritmo costante. L'oscillazione impressa al filo era quindi prodotta da una forza opposta al nostro movimento (che era stato rasente al muro, non verso il muro).
Rossana ci ha detto della sua esperienza nel seminterrato: ha sentito un dolore allo stomaco e al fegato; mancanza d’aria, accelerazione battiti cardiaci per Serena (probabilmente influenzata dall’agitazione della figlia). Rossana dice che chi “e’ sceso giu’ “ era una donna. Non l’ha vista ma l’ha sentita. La voce che ha detto “...ate” sembrava la voce di una donna. Le bambine si esprimevano in italiano corrente e senza particolare accento “Venite, stiamo arrivando...ora” la frase che abbiamo sentito mentre scendevamo nel seminterrato.
Abbiamo ripreso a monitorare le varie stanze.
Serena ci dice che e’ la prima volta che le capita di sentire questo “peso” che la rende ansiosa.
La Zona #3 e’ la stanza di Serena. Ci siamo divisi, prendendo posizione vicino all’armadio, nel bagno e accanto al letto. Abbiamo lasciato il registratore audio sul letto e siamo rimasti in attesa. Niente di rilevante e' stato registrato.
Poi e’ venuto il momento di tornare nella Zona #1, lo studio di Salvatore. Uno di noi si e’ sistemato sulla poltrona dietro la scrivania, un altro vicino alla porta, un terzo al centro della stanza. Siamo rimasti immobili ad ascoltare.
Rossana ha avuto un altro momento di “crisi”
[Segue trascrizione del dialogo tra noi (TXP) e Rossana (R)]:
R: “Non ce la fate, non ce la fate, non mi trovate. Non ce la fate, no. Mi sposto io, vi spostate anche voi. No. Dall’altra parte...”
TXP: “Perche’ non ti vuoi far trovare?”
R: “E senno’ che gusto c’e’?” [Risata].
TXP: Perche’ pensi che ti vogliamo trovare?”
R: “E provaci a indovinare” [risata]. Provateci. No. No. [risata].
TXP: ” Eri tu al walkie talkie?”
R: “Ero io. E quanti sono? Non posso essere l’unico. Se vi dico cerca, cerca. C’e’ chi cerca e c’e’ chi trova. E’ quello il mistero”
TXP: “Cercare dove?” [due tonfi al 27:57:00]
R: “Se dico gatto mettilo nel sacco. Provaci. Mordino”.
Terminato il tempo di osservazione, rilevazione, registrazione, lasciamo lo studio e torniamo al piano terra per archiviare i dati di questa prima indagine.


INDAGINE #2 - APRILE 2017

Dopo diversi mesi (durante i quali abbiamo continuato a ricevere fotografie di cuori che comparivano in vari parti della casa e nei materiali piu' vari) abbiamo preparato la seconda indagine. Poco prima della data stabilita (Aprile 2017), Rossana ci invia un video molto particolare: lei tiene in mano un termometro la cui temperatura scende in maniera molto veloce dai 38 gradi ai 36.7-37, e li’ si attesta.



A detta della testimone, questo sarebbe un messaggio del padre per confermare la sua costante presenza nella casa. Abbiamo mostrato il video ad esperti di farmacologia e di chimica i quali hanno potuto solo ipotizzare una disfunzione del termometro (peraltro nuovo), o “strozzatura (che ha lo scopo di non far scendere la temperatura velocemente) piu' larga della media. Il Gallio scende un po' di piu'.”. Avendo esaminato il termometro personalmente, non abbiamo riscontrato, almeno durante il tempo che e' stato testato, alcuna diversita' nel comportamento del termometro. Rossana ne possiede tre identici e tutti hanno evidenziavano, ci dice Rossana, una misurazione della temperatura nei modi ordinari.
Avevamo pianificato questa indagine in modo diverso rispetto alla prima, e cioe’ dopo un giro generale della casa, avremmo piazzato le nostre telecamere nelle zone di osservazione, mentre noi saremmo stati piu’ mobili rispetto alla prima volta, spostandoci da un piano all’altro con una maggiore frequenza. Rossana ci parla nuovamente dei cuori che vengono trovati nelle borse e nelle scatole, nei luoghi piu’ diversi. Caratterstica del cuore e’ sempre quella di avere la parte sinistra sollevata e tagliata a squadra, mentre la parte destra conserva la caratteristica curva del cuore.
L’elevato numero di immagini che mostrano sempre la stessa forma peculiare non puo’ essere riconducibile a mera casualita’. Se in alcuni casi il cuore non e’ cosi’ definito, in molti altri la sagoma e’ praticamente identica indipendentemente dal materiale usato. Altra particolarita’ e’ che ne’ Rossana, ne’ Serena, ne’ Chiara hanno mai assistito alla formazione del cuore. Pertanto il nostro focus non dovrebbe restare sull’oggetto in se’, ma piuttosto spostarsi alla radice del fenomeno: chi li produce? E’ davvero lo spirito di Salvatore Damiani o siamo di fronte ad un altro fenomeno particolare (non frequente, ma dimostrato anche dalla fisica quantistica) di proiezione collettiva di una forma-pensiero?
Le zone da noi marcate nel corso della prima indagine, a parte quella della piscina che ci era stata “indicata” via radio, erano il salone centrale (con particolare attenzione sulla poltrona), lo studio di Salvatore (con attenzione sulla scrivania) e la stanza di Serena (dove sono avvenuti gli episodi dell'impronta di un corpo sul letto e del dentifricio in testa a Serena).
Adesso la presenza piu’ forte sembra essere concentrata al piano terra, nel salone centrale.
Prima del nostro arrivo Chiara e Rossana hanno detto di aver avvertito la presenza di una figura che le osservava da dietro la porta della loro stanza da letto, mentre Chiara ha visualizzato (non visto) l’immagine di questa presenza come un'ombra che picchiettava il piede sul pavimento e stava a braccia conserte a osservarle. Ci viene mostrata la stanza da letto e ricostruiamo la dinamica del fenomeno in base al loro racconto:
C: “Eravamo sul letto e c’era questa presenza.” [Rossana l’ha percepita attraverso Chiara]. “Mamma c’e’ qualcuno che ci osserva.”.
R: “Si, ha le braccia conserte”.
C: “Mamma non te l’ho detto che aveva le braccia conserte.”
Entrambe avevano percepito la stessa posizione e la stessa azione della figura. La mattina dopo Rossana ha vissuto la morte dello schiavo (menzionato nel libro scritto da Chiara, 'La rosa dell'ammiraglio', che abbiamo letto), lo schiavo Corvo che andava contro Rectina. Nello scappare e’ caduto ed e’ stato lasciato la’.
R: “Io ho rivissuto la caduta, il colpo, il terrore del suo viso, la chiamata di aiuto e fino alla morte. Lo schiavo Corvo era lo schiavo di Rectina e Tasco. Campano, attendente di Tasco.” Jagar e’ invece lo schiavo germanico che sembra utilizzare il cellulare di Rossana aprendo apps, intervenendo mentre scrive sms e scrivendo con parole apparentemente senza senso, ma che potrebbero essere riconducibili a un latino germanico. [Non abbiamo ancora avuto riscontro di cio'. Effettivamente alcune parole potrebbero essere una lingua pre-romanza o latino volgarizzato, frammisto con altre che appaiono prive di senso compiuto.].
Rossana lo ha fatto controllare 5 volte. In una di queste il cellulare e' rimasto per un’intera giornata in osservazione, e alla fine i tecnici hanno detto l'apparecchio non presentava alcun problema.
Ad esempio le parole “Je...Uls...Ulis...” sono entrate nella sua chat tra Rossana e i suoi contatti. Parole che provengono da una terza parte che non dovrebbero esserci.
Mentre il termine “Je” puo' essere di facile riconoscimento, per le altre due parole abbiamo dovuto consultare gli archivi della Philological Society del Regno Unito che spiega:
“...le preposizioni cis e uls hanno anch'esse una sibilante che necessita una spiegazione.Suggerirei allora con un certo grado di confidenza che esse siano contrazioni di citis e ultis o ulis, due termini che io collego come una forma alternativa di citer e ulter, le quali hanno dato origine a citra, ultra, ecc...” [cfr. Transactions of the Philological Society, Vol.20]
Quindi non si tratta di termini propriamente privi di senso.
Rossana ci mostra il suo cellulare che mettiamo sotto osservazione per tutta la durata dell’investigazione. Chiara ci dice che dopo la morte di Jagar, quello che lei ha visualizzato in sogno sono stati i suoi occhi e la sua risata (sul cellulare di Rossana era apparsa anche la macro emoji di due occhi che non siamo riusciti a trovare su nessun pacchetto di emoticon scaricabile online). Jagar sarebbe stato ucciso da Corvo dopo che, in fuga, era stato ripreso e riportato alla domus di Tasco (cfr. La rosa dell'ammiraglio, di Chiara Damiani).
Interroghiamo Chiara sul suo libro. Lei ci dice di aver scritto le 308 pagine del romanzo “La rosa dell’ammiraglio” con scrittura semi automatica; cioe’ le informazioni sull’Antica Roma al tempo di Plinio, Rectina, Tasco, Corvo e Jager lei non avrebbe potuto averle, ma le sarebbero state “dettate” in momenti di profonda ispirazione, attraverso immagini-ricordi (di una vita passata) o “visioni” (a volte e’ un’idea, a volte un’immagine). Chiara ha scritto sempre in modo cosciente ma, una volta recepite determinate informazioni, “scrivevo di getto”, per usare le sue parole. Nel corso di un anno (tanto le ci e' voluto per terminare il lavoro) le idee le sono arrivate frammentate. Chiara poi e’ riuscita a collegarle insieme. Questi blocchi di idee tuttavia seguivano sempre in qualche modo il filo di una trama, anche se arrivavano a distanza di mesi.
[0:40:00 Rossana menziona nuovamente l'auto di Salvatore che e' ancora parcheggiata nel garage seminterrato. Rammentando l'esperienza da lei avuta, ci dice di aver visto “una cosa correre fuori”, mentre lo scorso Novembre aveva detto che la “cosa” bianca era entrata mentre lei si trovava all'interno della vettura a cercare. Annotiamo questa discrepanza per dovere di cronaca.].
Nell’entrare nello studio per piazzare la telecamera Rossana si e’ sorpresa di trovare la finestra aperta. La stanza era chiusa a chiave e le donne ci dicono che nessuno entra mai nello studio. Ma Rossana gia’ in un’altra occasione aveva trovato la finestra aperta.
Mentre stavamo sistemando la telecamera il cellulare di Rossana e’ impazzito e abbiamo avuto modo di vedere cosa intendeva quando ci raccontava del suo problema con il telefono. Abbiamo pensato a un difetto nel touch screen anche se Rossana ci ricorda che nessun tecnico ha riscontrato malfunzionamenti nel telefono nelle 5 volte che lei lo ha portato a controllare. Quindi annotiamo questo fenomeno come “anomalo”.
Dopo aver piazzato le telecamere nelle zone selezionate ci siamo divisi il resto della casa per un’osservazione individuale.
0:33:00 - Rossana ha un momento di forte “espressivita' emotiva” (file TXPA4). Non riscontriamo gli elementi propri della condizione di “Trance”.
Dalle registrazioni video acquisite (circa 90min di filmati) non e’ risultato alcuna anomalia ascrivibile a fenomeni paranormali in alcuna delle zone selezionate per il monitoraggio A/V.
I nostri strumenti di rilevazione mobili non hanno riscontrato alcuna anomalia ascrivibile a fenomeni paranormali in nessuna delle stanze che le nostre squadre hanno monitorato.

INTERVISTE INDIVIDUALI AI TESTIMONI

[Abbiamo interrogato Chiara e Rossana separatamente su alcune delle esperienze da loro vissute. Questo ci e' servito per comparare le due versioni ed osservare similitudini e differenze nell'approccio psicologico ai fenomeni dichiarati. Qui di seguito la trascrizione fedele delle registrazioni audio, che abbiamo volutamente omesso di correggere per mantenere il ritmo “naturale” della conversazione.].

D: Ci racconti gli ultimi tre episodi che sono capitati e che hanno una certa importanza?
Chiara: Corvo nell’angolo, in camera. Qualche settimana fa, stavamo a letto e ho avvertito la presenza nell’angolo tra la porta e il muro, non so se l’ho vista ma non credo perche’ di solito non vedo. Ho avvertito che era con le braccia incrociate e con una gamba davanti all’altra che stava battendo il piede. Poi e’ finita li’, l’abbiamo vista o sentita sia io che mamma.
D: Pero’ vi siete scambiati dei commenti?
Chiara: Si, mamma all’inizio pensava che
D: Chi e’ delle due che per prima ha commentato?
Chiara: Io ho detto “c’e’ qualcuno vicino alla porta” pero’ non le ho detto niente e poi lei ha continuato esattamente come l’ho visto o percepito io. All’inizio lei pensava fosse un altro, perche’ ricordava piu’ la posizione della statua di Leopardi, di quella che aveva visto qualche giorno prima. Io l’idea che fosse Corvo ce l’avevo. Pero' dico puo' anche essere lui, Giacomino che c'era da tanto tempo. Poi nelle curve in macchina...
D: Giangiacomo?
Chiara: Leopardi. Poi nelle curve in macchina ha avuto le sensazioni che ha sempre quando qualcuno viene in contatto e ho scoperto che poi era Corvo.
D: Quindi quasi un giorno dopo, qualche giorno dopo?
Chiara: No il giorno dopo
D: Che sensazione avete avuto, eravate tranquille oppure avere una presenza, cosi' che batte il piede e aspetta vi ha...
Chiara: Messo un po' d'ansia
D: Un po' inquietante
Chiara: Si
D: E quanto e' durato?
Chiara: Io finche' non mi sono addormentata quindi per me e' rimasto li'
D: Quindi era sera, notte
Chiara: Si, era notte, poi mi sono addormentata subito.
D: Corvo e poi?
Chiara: Corvo il giorno dopo con mia mamma, e poi il ragazzo sempre legato a lui, quello germanico che era stato ucciso da Corvo. Pero' l'ha percepito mamma, che si e' sentita come sempre...
D: Tu pero' non lo hai percepito?
Chiara: No ha iniziato lei. Si e' sentita male come...le solite sue reazioni. E ha iniziato a raccontare di quando era piccolo, di quando era stato catturato, delle sue sensazioni. Poi ha smesso perche' lei si e' spaventata.
D: Tu quando tua mamma va in “trance” riesci ad essere in qualche modo empatica, cioe' parte delle sensazioni che lei sente, riesci a sentire quello che sente lei o in quel momento ascolti solo?
Chiara: In quel caso solo osservatrice
D: anche in macchina. Quindi che tu proprio hai sentito questa presenza, poi?
Chiara: il week-end prima di Corvo, forse la notte prima. a casa di mio padre non riuscivo a dormire perche' mi sentivo osservata, come se ci fosse qualcuno, pero' non ho detto niente che mio padre ha paura.
D: Quindi anche a casa di tuo padre senti
Chiara: si mi sentivo osservata, stavo a letto e sentivo una presenza ai piedi del letto che mi osservava. Sono rimasta sveglia un po' di tempo perche' la' non mi era mai successo. Mio padre ha paura, la compagna non so se ci crede, quindi non ci ho mai pensato la'.
D: In assoluto, da quando tu riesci a sentire queste cose, i tre episodi piu' significativi tuoi che metteresti in fila dal piu' [intenso] al meno.
Chiara: Questa sensazione sicuramente una di quelle. La persona li' e quella a casa di mio padre che pero' non sono riuscita a identificare perche' avevo paura. Quindi sentivo soltanto la presenza. E, probabilmente una specie di visione pero' era sempre su di lui ma molto tempo prima, cioe' un mese prima piu' o meno. Era brutta. Non mi fa paura, ma io non riesco a capire se le osservo...stavo camminando quando e' arrivata all'improvviso.
D: Dov'eri?
Chiara: A casa, stavo riportando a posto il computer dopo aver finito di scrivere, non stavo neanche pensando a niente. Posso piu' o meno descrivere quello che ho visto.
Allora: doveva essere Corvo, pero' lo vedo sempre di spalle, una mano che lo tiene per i capelli da dietro, vedo solo le spalle. Il padrone che sta alle spalle gli dice di stare zitto. Lui trema e piange, non voglio andare oltre.
D: Sicura?
Chiara: Quello che succede e' che lo costringe a stare con lui. E non so come finisce, non e' andato oltre.
D: La prima volta che ti e' successo o hai visto tua mamma che e' andata in questo stato?
Chiara: Ad Alghero, quando ha visto il bambino, quello che poi e' stato ucciso dalla madre. Questa estate.
D: Prima non le era mai successo?
Chiara: Cosi', no.
D: Ti senti minacciata o protetta dalla casa, se devi bilanciare gli episodi
Chiara: In generale protetta. Minacciata no, solo questa visione un po' inquietante
D: Se tu dovessi immaginare te stessa da qui a due anni, dove e come ti vedresti?
Chiara: Da qui a due anni probabilmente non in questa casa, contando che dovrei spero finire la scuola, trasferita in Irlanda, universita' probabilmente.
D: Ti piace l'Irlanda eh?
Chiara: Molto
D: L'ultima e': la notte quando ti addormenti, hai detto che riesci a dormire in ogni situazione ma in alcuni momenti fatichi, senti certe presenze...
Chiara: Ma in realta' solo una volta
D: Qundi anche se senti certe presenze riesci ad addormentarti tranquillamente, non hai incubi, solo sogni. Ma tanto hai detto che non te li ricordi mai
Chiara: Si
D: Quindi la mattina sei riposata?
Chiara: si, quando dormo si.
D: La tua amica quando parli di queste cose ti crede oppure...
Chiara: Mi crede perche' ha avuto qualche esperienza simile quindi ci crede
D: Quindi tu senti una persona vicino a te oltre alla mamma
Chiara: Si
D: Queste erano le domande che poi adesso faremo anche a Rossana. Su questo libro come, cioe' e' stato un anno immagino intenso che hai avuto nello scrivere praticamente hai detto quasi a scrittura automatica nel senso tramite visioni e idee che poi hai messo insieme. Poi tu lo hai riletto dall'inizio alla fine?
Chiara: Si, anche per controllare piu' o meno errori
D: E come ti senti? Come se avessi concluso qualcosa, svuotata di energia o con piu' energia?
Chiara: All'inizio un po' svuotata ma adesso sto riprendendo a scrivere.
D: Sarebbe interessante vedere la differenza di stile, di velocita' nello scrivere, l'argomento.
Chiara: Questo l'ho iniziato a scrivere da poco, con un mio amico che mi da' delle idee. Non sono piu' da sola.
D: Grazie Chiara.
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D: Dicci gli ultimi tre episodi di una certa importanza legati alla casa che ti sono capitati che ti ricordi
Rossana: Quello li' dello schiavo dietro alla porta che ho detto prima.
D: Ce lo racconti?
Rossana: Allora e' iniziato prima in macchina, sulle curve. Stavamo scendendo dalle curve dall'ospedale verso qua, saranno piu' o meno 7 Km da qua. Mentre stavo in curva mi sento...vado in trance, comincio a piangere e sento la presenza di uno dei due, era l'altro, lo schiavo. Questo schiavo e li' finisce. Dico calma non ora perche' giustamente guidando in curva con le lacrime agli occhi non vedendo sinceramente non era il massimo. Torno a casa, stavamo a letto. A un certo punto ricomincio a piangere e vivo la presa di questo schiavo bambino, di questo tedesco, chiamato poi il giorno dopo, perche' il giorno dopo la mattina ho rivissuto sono andata in trance ho rivissuto altre cose, praticamente la seconda parte dell'inizio della sua storia.
D: Dentro casa
Rossana: Sotto in camera
D: Anche il giorno dopo?
Rossana: Si. Quindi la sera prima vivo questo bambino di circa 4-5 anni e abbiamo trovato con Chiara il luogo esatto dove e' stato catturato perche' l'ho visto nella cartina, viene preso, praticamente entrano questi Romani in questa tribu', viene preso questo ragazzino, strappato ai genitori e lui era tenuto da due Legionari romani per le braccia, uno da una parte e uno dall'altra, questo ragazzino che si districava piangendo e chiamava mamma, papa', mamma, pero' e' stato preso e portato via. Quindi la paura di questo bambino, la presa di questo bambino messo dentro questo carro e portato lontano. Per cui questo bambino non ha piu' visto la sua famiglia. Dopodiche' la mattina dopo questo bambino lo vedo in un cubicolo buio appoggiato lungo, qui c'e' la porta, appoggiato a meta' della parete, seduto per terra cosi', che piangeva e chiamava mamma e papa', ma ovviamente non se lo filava nessuno.
E da li' e' stato preso e portato a vendere, venduto. E li' la sofferenza, la paura, le persone. Lui sta sul palco.
D: E viene venduto, oppure no? Viene venduto a una famiglia romana.
Rossana: Comunque si. e' stato venduto. Quello che stavo soffrendo era la paura, le persone sotto, il non sapere che fine avrei fatto e poi l'essere preso e portato via da un'altra parte.
D: Abbiamo Corvo, questo schiavo
Rossana: Jagar
D: Jagar, che sono le due cose che ti hanno colpito molto ultimamente, gli ultimi due episodi che, me lo hai detto anche per telefono infatti, appena ti e' successo, che hai avuto questa esperienza.
Rossana: Il termometro
D: Il termometro. Ce l'hai da qualche parte
Rossana: Si
D: Dopo lo prendiamo.
Rossana: Quello e' stato particolare. Quattro volte.
D: Quello il termometro e' nuovo?
Rossana: Io ne ho tre. Quello e' il mio affezionato perche' e' sempre quello che utilizzo, no? E ce ne ho due uguali, identici, infatti sono riuscita a recuperare la scatola perche' ho quell'altro nuovo. La cosa strana e' che misuro la temperatura: 37.5 e poi trrrrrrr [scende velocissima]. Non e' possibile. L'ho rimesso. 37.5 e 37.5 e' rimasto. Si, poi rimane, rimaneva. Ri-misuro una seconda volta. Vado a vedere: 38.2 e zzzzzzzzzzz [scende velocissima]. Chiara, io ci vedo male, dico, non e' possibile, perche' il termometro mi scende da solo. Lo rimisuro, 38.2. La sera, dico adesso, per la quarta volta se risuccede. Eravamo sul divano sedute a guardare la televisione. Chiara stava davanti al telefono mi sembra, allora lo riprovo. Chiara sei pronta a vedere? 38.1 zuuuuuuuuuuuuuuuu [scende velocissima].
D: Quindi lo ha visto anche lei
Rossana: Lo ha visto anche lei. Come e' possibile, dico allora dico non sono matta dico perche' e' la terza volta che lo vedo dico almeno una volta lo hai visto anche te. Lho rimisurata e l'ha e' ristata, la stessa misura, con la stessa misurazione.
D: Quindi uno e uno, uno e uno
Rossana: Vado a letto e mi sento con lui. E volevo che lui [Diego] lo vedesse e mi hanno detto "metti il termometro, vedrai che lo vedra'". Ho detto Chiara, sii pronta col cellulare a fare le riprese. Anche perche' riprendere non e' facile. Difficilissimo, con la luce, ecc. Vai Chiara pronta? Grazie. E lo stavo scrivendo sull'agenda quello che mi era appena successo. E poi infatti ho scritto grazieee perche' era quello che io volevo che voi vedeste, perche' non sono l'unica pazza.
D: in assoluto, da quando ti si e' aperto questo mondo. Quanto tempo fa?
Rossana: Probabilmente dall' '87
D: E con continuita'?
Rossana: Da Alghero dall'estate scorsa a Alghero quando si e' aperta quella porta e ho visto che non volevo... Allora in nave io stavo leggendo il libro sull'aura e riuscivo a vederla. Ho fatto tutti gli esercizi quindi riuscivo a vederla. E fissavo le persone per cercavo di capire se riuscivo a vedere i colori e quant'altro. E mi avevano detto "stai tranquilla che vedrai". Continuano a dirmelo che vedro' molto di piu' rispetto a quello che ho visto e che sto vedendo. Che mi si apriranno porte completamente diverse. E io ero convinta di vedere l'aura, per questo fissavo tutti quanti. Pero' non e' successo niente. Quando poi e' capitato quell'episodio di parlare con quel negoziante prima di quel bambino.
D: L'antiquario?
Rossana: No era un gioielliere. Quello che aveva uno sguardo cattivo, strano, che mi aveva rubato l'energia al braccio.
Parlavo con questo ragazzo, cercavo dei gioiellini delle cose da portare a Roma e parlando questo dice, non so come e' uscito fuori il discorso dei fantasmi. Questo dice da bambino era stato in camera sua, ha visto la porta aprirsi, risate, era da solo, non c'era nessuno, era terrorizzato, dice non voglio saperle, un mio amico mi ha mandato un video, una foto di una barca che sta rimettendo a posto, gli ha fatto una foto e c'era un teschio dietro. Ma dentro non c'era nessuno. Ho detto ce l'hai? Me la fai vedere? E guarda io non ce l'ho, me la faccio mandare. Alle 10:30 di sera questo non risponde, strano dice questo sta sempre sveglio fino alle 2 del mattino. Torna domani. Andando via mi saluta, mi da' la mano e questo braccio pesante da morire. Mi ha risucchiato l'energia, infatti lo abbiamo chiamato vampiro energetico. Andando ieri la'. Ovviamente centro storico, passiamo per i bastioni, non so se ad Alghero ci siete mai stati, bellissimo, caotica ovviamente d'estate quindi tutti li' bancarelle, uccellini, un caos che non finiva piu. Io passo sotto gli alberi e faccio "shhh, basta!" silenzio. Io mi sento tirare su "no no vi siete accorti che silenzio innaturale? Mi sento portar via, andiamo via da qua non mi piace"
Passiamo una stradina che era sempre illuminata e va in salita, questa stradina aveva vicino al marciapiede il parcheggio macchine e una rientranza a sinistra. Arriviamo a questa rientranza, mamma [Serena] si gira e fa: "che ci fa quel bambino qua?" Io non ho mai visto niente di quello che vede lei. Mi giro e vedo questo bambino con i pantaloncini corti a righe. Ho fatto "piccolino, lo vedo anch'io" Finito di dire cosi', pianti. Mi piego in due, comincio a soffocare, a sentire freddo, freddo, cominciato a tremare a battere i denti come se fossi dentro una ghiacciaia. Una cosa assurda, non riuscivo a stare in piedi. Mi sono cominciata a piegare mi sento male. "no mamma no, no mamma no no mamma no no mamma no" e piu' lo dicevo piu' piangevo e piu' mi piegavo [risata]. Non mi era mai successo. Prendo il cellulare e comincio a fotografare tutto quello che c'e' intorno. E dopo analizziamo queste foto e vengono fuori queste cose.
D: Un paio ce ne hai fatte vedere. La piscina, la mamma dietro
Rossana: Nello stesso coso ci sono tre piscine, tre momenti della morte di questo ragazzino. Continuo a fotografare. Nelle fotografie poi ci sono anche delle cose strane, anche nelle altre foto attorno a questa qua. Andiamo via e io comincio a pregare San Michele Arcangelo, Maria, Giuseppe, tutti quanti, tutte le preghiere possibili, finche' arriviamo a casa. Stiamo per arrivare a casa, c'e' un parco con delle sbarre cosi'. Esce una donna da questo parco, dritta cosi', con i capelli lunghi, un fulmine. Noi stavamo qua, qui c'e' l'angolo. Questa donna fa cosi' zooom. Ma hai visto? Ma dove e' passata? Cioe', un conto e', per passare una sbarra cosi' devi far fatica e poi
D: Invece lei e' passata dritta per dritta
Rossana: Dritta per dritta e poi cra. Giriamo l'angolo, un gatto ci guarda cosi', cioe' ti passa un razzo tu gatto c'hai la pelle d'oca e stai sotto la macchina. Cioe' noi eravamo praticamente dietro l'angolo. Il gatto tranquillo e beato. Arriviamo a casa [risata] ci sistemiamo vado al bagno e vedo praticamente la porta del bagno e' qua, vasca, water, lavabo. Io faccio "hai freddo? vuoi farti un bagnetto caldo? Io ancora non sapevo niente, capito? Morto affogato, vuoi farti un bagnetto? [risata] tranquillo. Vado in camera, dormivo con Chiara, prendo il cuscino mio, lo sistemo bene, dico, dai cosi' se ti vuoi smettere io so che ci stai. Vieni.
D: Quindi diciamo la comunicazione con...lei sapeva per la prima volta che era una presenza non umana, non fisica
Rossana: si, me la son portata...
D: E tu pero' comunicavi ormai cosi' tranquillamente
Rossana: Si e me la son portata a casa, perche' aveva bisogno. "No mamma no" dico vieni, io sono una mamma, non ti faccio male. Mi suona il telefono, mi arriva un messaggio, tratto da uno che non ho mai conosciuto su FB. Mi giro e trovo il cuscino con la forma. Gli faccio "Chiara guarda il cuscino"
D: L'ha visto lei?
Rossana: Si si...ho detto oh che carino, lo facciamo dormire tra me e te almeno prende un po' di calore no? Chiara si addormenta e io finisco di chattare, ma poco perche' poi era tardi. Verso le 1:30 le 2:00 sento delle urla fuori "lasciami lasciamiiii no vieni qua lasciamiiii no vieni qua lasciamiii t'ammazzo maledetta". Io mi sono affacciata ma si sarebbe affacciato chiunque. Erano talmente forti, ma non c'era nessuno. Mi rimetto a letto. Questi continuano, parte una macchina, fa una frenata di quelle che almeno mezzo metro di copertone per la strada ci doveva essere
D: E invece non c'era niente
Rossana: Non c'era nemmeno nessuno affacciato. Non c'era nessuno. Quindi ho detto be' che bello [risata], s'e' conclusa la...quindi questa e' stata la piu'...poi da li' e' venuto tutto il resto. Poi con voi, perche' e' stata...no Ercolano, quando siamo andati con Chiara, e li' che poi Plinio. Li' siamo andati a Ercolano e abbiamo visto tutta la zona...purtroppo la casa non si puo' vedere, e' chiusa, e' sepolta. Pero' abbiamo fatto i giri e li' un po' di ansia, un po' di cosa c'era. Un po' forse per non lo so, una cosa non naturale o innaturale non te lo so dire, decidiamo di andare sul Vesuvio prima di andare a Casalpiano, alla casa di Rectina, abbiamo fatto il Vesuvio poi siamo andati giu' a Campobasso. Andiamo, lasciamo la macchina e comincia gghhh ghhh [suono strozzato] mi sentivo soffocare, mamma mia. Comincia. Chiara come stai? Io bene. No io proprio sto male, mi sento...comincio a non respirare piu' no? Arriviamo su poi non so se ci siete mai andati. Vi lasciano con il pullman di sotto poi devi fare tutta, devi salire su e diventi...ma col pullman io avevo tutte queste sensazioni, lei salendo su perche' poverina non ce la faceva era viola. Io invece andavo tranquilla. Arrivata su poi dopo c'e' molto buffa una specie di scultura di lava in un angolo, che ho fotografato che sembrano due persone che si baciano. Io ho detto, questo e' il dalla natura e' il coso per lui. E' come se fosse un ricordo, siamo noi due che siamo mol....cioe' la nostra storia e' finita per il Vesuvio. Ho detto andiamo a rendere omaggio al Vesuvio che ha distrutto la nostra vita ma e' la natura che ha fatto questo. E andiamo via di la'. Andiamo a Campobasso. Ah, partiamo da qua con la macchina carica di personaggi: Dante, non mi chiedere perche', Giacomo Leopardi che viene con me, infatti mi ha portato a Recanati, i pianti non ti dico.
D: Tutti ottimisti, tra Dante e Leopardi
Rossana: [risata] Ovviamente anche Plinio...ma la cosa bella e' che a Giacomo Leopardi piacciono molto le rotonde. Io non lo so perche'. Le rotonde, le girelle rotonde, allora nel non so se t'ha det..su Facebook c'e' una pagina che fa molto ridere dove prendono in giro tutti quanti. E spesso Giacomo Leopardi mangia la girella, gli piace. Io sai l'ho presa a ridere cioe'
D: Non sapevi come mai
Rossana: No, arriviamo a Campobasso, allora l'albergo era qua, la strada faceva cosi', ma il mio navigatore mi portava qua. Perche' qui era senza numero. Io ho fatto per 5 volte questa rotonda e come arrivavo alla rotonda era [cantando] "Alla rotonda ci dirigiamo, alla rotonda noi che ne andiamo" io non ho mai cantato una canzone cosi' cretina. Mi ritrovo talmente li' ho detto Giacomo basta, dobbiamo andare in albergo.
D: Lui voleva fare le rotonde
Rossana: si, gli piacciono da morire le rotonde. Al che ho collegato che forse forse la girella di cui tanto parlano li' e' una cosa reale, e' un'ispirazione perche' molto spesso chi scrive magari e' anche ispirato, non e' che dice cose a vanvera, no? Per cui cosi'. Aspetta non mi ricordo se siamo andati prima, si pero' prima di questo la sera. Siamo andati a casa al piano, alla casa di Rectina. Per trovarla un'inerpicata alluncinante, non so se Chiara ve lo ha raccontato eccetera, arriviamo li', questo prete che ci doveva aprire la porta perche' questa lapide di questa, che e' stata ritrovata Rectina che e' tornata, e che e' chiusa dentro questa struttura, questa chiesa, questo luogo. Quindi devi avere qualcuno che ti apre le porte altrimenti non la vedrai mai.
D: L'hai vista?
Rossana: si, eh certo, siamo partite apposta. E c'era questo...prima doveva essere una persona che lavorava al comune, che poi alla fine non vuol dire che non c'era, chiediamo informazioni a uno che stava li' "ma voi siete quelle due romane che dovevano..." ho fatto "si" Michele non dovevi esserci [risata]
D: E invece c'era
Rossana: E invece c'era ma c'aveva paura evidentemente. E ci da' il nome di questo prete. Io avevo visualizzato il prima ancora prima di vederlo e sapevo che era lui. Per la strada un angelo nelle nuvole che ci indica la strada, cosi', fotografato eh? E va bene, arriviamo li', facciamo cose che vi raccontiamo a grandi linee sta cosa qui, rimaniamo dentro, io continuo a piangere, Chiara si fa ....sente tutte le vibrazioni, usciamo se volete rimanere rimanete perche' li' e' chiuso a chiave puoi fare quello che ti pare. Dietro ci sono c'e' la casa, ci sono gli scavi aperti, peccato, ci siamo fatti le nostre foto, le nostre cose, siamo entrati dentro Chiara e' aperto entriamo "Ma come?" Dico scusa era casa tua, non e' che facciamo niente. Peccato perche' pure i mosaici sono alla portata di tutti. E' andata li' abbiamo fatto le foto. Facciamo un giro dall'altra parte e ci sediamo sulla, non c'hanno aperto la chiesa, io volevo vedere la chiesa, perche' hanno costruito una chiesa sopra. E Chiara sente anche quando stavamo dentro dei rumori, era tutto disabitato. Sentiva porte, passi, anche quando stavamo noi due da sole, dentro sentiva rumori. Ho detto stanno sistemando la chiesa perche' stasera c'e' un matrimonio, faccio io.
[la voce di Serena dal piano inferiore]: Posso salire?
Rossana: Che poi il matrimonio c'e' stato fra Plinio e Rectina non si sono mai sposati perche' e' morto no? Insomma mi metto li' e a un certo punto chiudo gli occhi, entro in trance e vedo un rosso a bolla, ma non e' il rosso che fanno vedere la', un rosso che io non l'ho mai visto, forte, forte, bello, no? Piu' piangevo e piu' vedevo rosso. E a Chiara descrivevo tutte le cose. Apro gli occhi "Chiara, Chiara ma tu sei verde? Chiara io sono verde" Era tutto verde, tutto, tutto. Come se fosse stato, avessi avuto davanti una mascherina verde. "Mamma siamo normali, sei tu che vedi verde", boh. Richiudo gli occhi, io non te lo so dire, 'sto rosso vivace, forte, poi dopo vabbe' ricapita, risuccede la stessa cosa. Io mi ritrovo in borsa un marker nero. Che cosa ho fatto? Ho ritracciato siccome il coso santa maria di casalpiano scolpito, estinto, mi sono messa la', piano piano, ho riscritto la [risata]. Perche' cosi' qualcuno sapeva perche' altrimenti non si sapeva niente. E siamo andati via. Dopodiche' la sera, vabbe', c'e' stato 'sto matrimonio, abbiamo sognato la stessa identica cosa io e lei, e poi e' partito tutto questo.
D: A questo punto dai vari episodi, perche' tu sei molto emotiva, come personalita', e catalizzi nel tuo modo, nel senso c'e' chi catalizza...la tua mamma? Che ha acceso qualcosa e' passata. Vabbe'. E quindi tu pero' ti senti come sensazioni protetta, diciamo, o minacciata?
Rossana: No no sto bene, mi diverto, mi piace, si si, sono a mio agio perche' so che ci sono e non mi fanno male.
D: Perfetto. Noi il nostro ce lo abbiamo spento.
Rossana: Scusa accendetelo no.
[Chiara, che era al piano inferiore assieme a Serena, richiama la nostra attenzione dicendo di aver sentito nuovamente la voce delle bambine dalla radio che avevamo lasciato con loro.]
Chiara: Che faccio?
D: Stai ferma
Chiara: Non ho fatto in tempo a registrare le voci
D: Che dicevano?
Chiara: Non lo so, una donna o un bambino
[Suono statico, acuto e continuo, proviene da tutte le radio]
D: Non lo spegnere....Chiara, dicci se si interrompe dicci quando si interrompe
Rossana: Che diceva?
D: Ha detto che erano due donne o bambine
Rossana: e poi dopo di voi ho sentito tutto un discorso strano su una malattia di due donne, era sabato.
[I nostri Walkie Talkie che continuano a produrre il suono statico sul canale 8. Proviamo a parlare e la voce si sente bene, ma il rumore continua.
Chiara ha detto di aver sentito due persone, donne o bambine parlare, poi hanno smesso ed e' iniziato il suono acuto. Abbiamo provato a parlare in radio, invitando eventuali persone ad identificarsi, ma non abbiamo mai ricevuto risposta.].
D: Quindi ti senti protetta. E da qui a due anni, se tu devi immaginare il tuo futuro, come ti vedi, dove ti vedi, come ti descriveresti da qui a due anni?
Rossana: Secondo quello che loro mi dicono sono molto piu' avanti, perche' la cosa sta andando molto veloce, e quindi in grado di vedere, percepire, capire e aiutare. Io penso che questo sia il ruolo che mi e' stato dato, perche' adesso tutto quello che faccio non va [risata].
D: Quindi ti vedi qua o...?
Rossana: No, Dublino. Noi siamo andate a Dublino, abbiamo fatto il giro al castello
D: Questo natale
Rossana: Natale e Capodanno. E sento adesso non mi ricordo come si chiama, Sir Arthur forse? Non mi ricordo piu', l'ho scritto, prima di andare il mattino dopo avevamo questa visita e al castello c'e' un fantasma, ma lai, ma lalai, e mi dicono il nome. Dico, chissa' chi e', no? Macchina fotografica, come facciamo, fatto sta che arriviamo la', ci illustrano tutto quanto e su leggo il nome. Dico vedi Chiara ce ne sono due chissa' chi e' dei due che ha anticipato che sarebbe venuto? Facciamo il giro, ci portano a vedere tutto quanto, pero' era molto veloce, io pensavo ti facciamo fare il giro e poi vi diamo un'oretta, un quarto d'ora che lo visiti da sola. E invece no. Insomma dopo arriviamo in una stanza, parlano di come passavano le giornate...
[Serena e' nel frattempo salita]: Posso fermarmi qua?
D: Si si
Rossana: e vedo una. un busto dietro che era questo forse Sir Arthur, no non me lo ricordo e lui era li' mentre mi parlava. Io non ho riguardato bene le fotografie per cui non ti so dire.
Quando e' finita la presentazione e tutto ho detto volevo anche dirle che comunque....davvero? Si si, sono contentissimo, grazie. E hanno detto che una volta hanno sentito 11 battiti di mani, non c'era nessuno. Stavano festeggiando.
D: L'ultima domanda: la notte rispetto al giorno, adesso non so se c'e' per te differenza, ma per esempio se tu ti addormenti in modo sereno, tranquillo, oppure a volte ci sono delle difficolta', a volte semplicemente una carica di energia che ti tiene sveglia, nel senso se c'e' troppa energia non ti addormenti.
Rossana: Allora guarda, la carica di energia io ce l'ho purtroppo per la situazione qua quindi non ti so dire se...perche' per esempio l'altra volta il...ho dormito benissimo. Pero' lei [Serena] si alza in continuazione e ...la notte
Serena: Posso...stare? Qua?
D: si si
Rossana: Pero' ecco, non te lo posso dire.
D: Pero' sogni o incubi o visioni che poi ti ricordi ce li hai o no?
Rossana: Se poi capita si. Qualche volta mi ricordo e poi si avvera
[Serena]: Ti disturbo Rossana?
D: No, no tanto adesso abbiamo fatto scendiamo. Quindi facciamo questa prova di ipnosi e poi abbiamo fatto.


SEDUTA DI MEDITAZIONE GUIDATA

Finita l’invervista siamo scesi nel primo seminterrato dove Rossana e Chiara vivono e per richiesta di Rossana, abbiamo eseguito una semplice “meditazione guidata” (non vi erano le condizioni per mettere il soggetto in ipnosi).
D: Mi guardi, non chiudi gli occhi. Ti rilassi, ti devi concentrare soltanto sulla mia voce e faro' dei gesti con la mano e quindi ti chiedero' di seguire la mia mano. Poi ti concentri sulla mia voce. Qui non esiste niente, soltanto...Guardami negli occhi e rilassati, adesso segui il mio dito, ok? Mentre ascolti la mia voce, questo e' tutto il tuo mondo adesso. Esiste soltanto il dito e la mia voce. Seguilo, rilassati, inspira, espira, non ti far distrarre da nient'altro, ma esiste solo il movimento del dito e la mia voce. Inspira ed espira. Brava, cosi'. Il mio dito diventa sempre piu' grande, copre tutta la tua visuale. Ok, devi assolutamente dimenticare quello che c'e' al di la' del mio dito. Concentrati bene soltanto sul movimento della mia mano. E sulla mia voce. Perche' io ti guidero' in un viaggio molto breve, piano piano i tuoi occhi si fanno pesanti mentre tu segui il mio dito. Rilassati, le palpebre si fanno pesanti, rilassati, non c'e' nessuno intorno a te, ci siamo solo io e te e il movimento della mia mano. Le palpebre si devono far pesanti, piano piano non c'e' fretta, segui il mio dito, rilassati.
Concentrati solo sulla respirazione, continua a seguire il mio dito anche a palpebre spente. Adesso la mia voce ti guida continua a rilassarti, brava, cosi', esatto. Immagina il movimento del mio dito che si sta muovendo: destra, sinistra, destra, sinistra, destra, sinistra, ancora, rilassati. Adesso contero' fino a dieci, molto lentamente e al numero 10 tu sarai completamente rilassata, molto tranquilla, non esiste niente intorno a te se seguirai soltanto la mia voce. Contiamo insieme 1, e ti rilassi. 2, e sei sempre piu' leggera e rilassata. 3, ti senti molto tranquilla. 4, sei felice, positiva, c'e' solo gioia intorno a te. 5...6, sei sempre piu' in profondita' dentro te stessa, stai scendendo sempre piu' in un grande oceano....7 sei molto leggera, quasi galleggiante vai piano piano piano sempre verso il fondo. 8, lo stai quasi raggiungendo e li' e' la calma totale, dove sentirai soltanto la mia voce che ti guidera'. 9, ecco ci sei quasi. 10. hai raggiunto il fondo. sei rilassata, sei calma, adesso risponderai alle mie domande in modo molto tranquillo, sereno, continua a respirare, leggera e rilassata.
Rossana mi senti? Dove ti trovi? Ok, respira, tranquilla.
Sei pesante, perche' sei pesante Rossana? Bene. Riesci a capire dove ti trovi?
Allora adesso come un sasso resta ancorata al terreno e cerca di guardarti intorno. Un sasso a occhi dovunque, allora prova ad aprirli tutti, gli occhi della mente. Cerca di capire dove ti trovi. Con calma, senza fretta. Tranquilla. Rossana, tranquilla
Rossana: Manca l'aria (respiro affannoso e velocizzato
D: No, non ti manca l'aria Rossana, ascolta la mia voce. Respira, l'aria e' tutta intorno a te perche' c'e' la mia voce che ti guida
Rossana: sono chiusa
D: No, dove sei chiusa? Dove sei chiusa, Rossana
Rossana: Mi si sta addormentando tutta la parte destra
D: Inspira ed espira, no, Inspira ed espira, piu' a lungo
Rossana: tutta questa parte destra non la sento piu'
D: Sei ancora un sasso?
Rossana: No
D: Ok, descrivi cosa ti senti adesso
Rossana: La testa, tutta la parte destra
D: Provi dolore?
Rossana: Sono chiusa, sono imbottigliata, dentro una cassa, dentro qualcosa, fa male
D: Casa o cassa?
Rossana: Cassa.
D: Dov'e' la cassa? Riesci a capire dove sei?
Rossana: Tutta questa parte, tutta scossa, tutta una cosa strana, non solo questa.
D: Ma vedi che sei comunque soltanto in una condizione di estremo rilassamento, quindi sai che non sta succedendo. Cerca soltanto di sentire ma non e' reale, stai tranquilla. Sei in una cassa, quindi sei ferita nella parte destra? Rossana
Rossana: Non lo so che sono, voglio uscire.
D: allora adesso...allora adesso io conto a ritroso da 10 a 1. Rossana, inspira ed espira. E al numero
Rossana: Mi ha fatto male qua, sicuro.
D: Va bene
Rossana: Una lancia
D: Una lancia che ti ha colpito alla spalla
Rossana: si
D: Quindi sei morta, sepolta, o sei soltanto ferita?
Rossana: sto morendo
D: Ok comincio a contare. Tu calma e rilassa, al numero 1 uscirai e aprirai gli occhi. Quindi 10, 9 calma rilassati e respira, 8, questo dolore se ne sta andando man mano che io conto 7, 6, Rossana, calma, 5, rilassati, rilassati, 4, 3, sei in una condizione di estremo rilassamento, dimentica questo dolore non e' il tuo, non e' il tuo. Rossana 3, stai uscendo da questa condizione, 2, calma, 1, adesso apri gli occhi, rilassati, rilassati, piano piano, apri gli occhi, apri gli occhi, segui il dito, segui il dito, apri gli occhi, apri gli occhi. ok, calma calma, inspira e respira, inspira e respira, segui il dito brava, bravissima cosi', calma, calma, ok. Non senti dolore, non e' mai successo. Ok. Ovvio. Ovvio., Tranquilla, non c'e' nessuna lancia, ok?
Rossana: ho freddo
D: ok

CONCLUSIONI

Il caso in questione non e' di semplice lettura. Accanto a fenomeni che abbiamo osservato per via diretta (le continue interferenze radio, le voci di bambine, il rilevamento EFM nella stanza di Salvatore Damiani, i cuori) o indiretta (il comportamento anomalo del termometro e le fotografie di cuori, impronte di mani di bambini sui vetri) vi sono le energie dei componenti il nucleo familiare: tre donne con un'elevata “carica” artistica ed emozionale, che hanno certamente avuto delle forti esperienze all'interno della casa e al di fuori di essa. Non solo, ma quello che inizialmente pensavamo fosse l'indagine di possibili “presenze” all'interno dell'edificio, si e' rivelato essere una complessa rete di “contatti” che Rossana e Chiara intratterrebbero con vari trapassati “nobili”, da Plinio a Rectina, Dante, Leopardi solo per citare quelli di cui siamo venuti a conoscenza. E' proprio questo particolare che aggiunge complessita' al fenomeno.
Se infatti le manifestazioni domestiche sembrano ruotare attorno alla 'presenza' di Salvatore Damiani – collegato invariabilmente all'apparizione dei cuori – i fenomeni che “seguono” Rossana e Chiara al di fuori di hanno certamente una natura diversa. Le nostre due indagini non hanno fornito dati oggettivi sufficienti a stabilire un nesso tra manifestazione e proiezione, ma un qualche tipo di collegamento e' presente. A nostro avviso, esso puo' essere ricondotto a due origini:

A] Fenomeni MP: quando la manifestazione ha origini esterne a chi la percepisce e il soggetto che osserva registra il fenomeno attraverso i propri sensi. In questo caso possiamo parlare di manifestazioni del mondo spirituale o super sensibile. L'osservatore e' il catalizzatore dell'evento manifestato ma non l'autore della manifestazione. Si tratterebbe del classico caso di “contatto spiritico” dove l'essenza (energia) di un trapassato e' rimasta legata al luogo doveva aveva vissuto momenti particolarmente forti in vita, e riesce a manifestarsi nuovamente nello stesso posto in vari modi. Solitamente l'apparizione in senso stretto non interagisce con l'osservatore ma ripete semplicemente alcuni gesti o azioni in maniera continua, come la pellicola di un film. In certi casi invece la presenza comunica e qui siamo ad un livello piu' avanzato di manifestazione spiritica, dove l'essenza del trapassato sembra conservare una coscienza o comunque la capacita' di trasmettere e ricevere messaggi.

B] Fenomeni PM: qui si entra nel campo delle forme-pensiero. La manifestazione ha origine all'interno della persona, che per particolari doti medianiche, forte stress emotivo, o per un'intensa carica energetica riesce a proiettare nella realta' oggettiva pensieri e immagini. Quindi la proiezione energetica si manifesta all'esterno in forme specifiche.
La cultura occidentale non e' molto affine alle forme-pensiero (anche se Platone in qualche modo le aveva suggerite), ma nella cultura Tibetana esse sono considerate parte integrante della realta'. Testi quali A Treatise on Cosmic Fire, A Treatise on White Magic, Esoteric Healing, The Rays and The Initiations, ad esempio, ne parlano in modo molto preciso:

“L'uomo costruisce forme-pensiero in ogni circostanza, e segue inconsciamente lo stesso metodo che l'Ego segue nel costruire i suoi corpi, o del Logos che costruisce il suo sistema...Un uomo parla, e ne risultano molti mantra diversificati. L'energia cosi' generata rende attive una moltitudine di piccole vite, le quali concorrono a creare una forma per il suo pensiero...in questa fase l'uomo pone in essere queste vibrazioni mantriche inconsciamente, ignorando le leggi del suono e i loro effetti...piu' tardi egli parlera' di meno, conoscera' di piu', e costruira' forme piu' precise, che produrranno effetti potenti nei livelli fisici.”

“Una forma-pensiero e' il risultato di due tipi di energie:
Quella che emana inizialmente dall'Ego su livelli astratti.
Quella originata in senso secondario dall'uomo sul piano fisico per mezzo del cervello.”

“Ogni attivita' e' il risultato di:
a. Forme-pensiero costruite consciamente o inconsciamente.
b. Forme-pensiero auto-attivate o che siano effetto di forme-pensiero di altri.
c. Reazione a propri impulsi interiori, o a impulsi di altri e, quindi, a un gruppo di forme-pensiero.”

“Una forma-pensiero puo' anche agire come un agente tossico e avvelenare tutte le sorgenti di vita. Un violento dispiacere, una forte preoccupazione, gelosia, ansia costante, l'attesa per qualcosa o qualcuno possono agire potentemente come un irritante, o avvelenare l'intera vita...la sua visione diviene distorta, la sua natura corrosa e ogni relazione impedita da pensieri insistenti e distruttivi...”


Questo per indicare quanto potenti le proiezioni mentali ed emozionali possono essere se inserite in un determinato contesto “catalizzante”. Noi crediamo che Casa Damiani possegga entrambe le fattispecie, ma su quale delle due debba pendere la bilancia d'intensita' e' difficile stabilirlo, necessitando un monitoraggio piu' costante e duraturo rispetto a quello eseguito da noi.
Certamente la frequenza di certi fenomeni visivi e tangibili, assieme al profilo psico-emozionale degli abitanti della casa farebbe pensare che Rossana e Chiara e (in misura minore Serena) siano in grado di proiettare la loro sfera emozionale nella realta' fisica in modo piuttosto intenso.
Personalmente non abbiamo avuto una prova incontrovertibile della presenza di Salvatore Damiani, tuttavia rimangono fatti anomali cui non siamo stati in grado di fornire una spiegazione scientifica e razionale definitiva.
Come spesso succede, il campo del paranormale esula per definizione dai rigori delle certezze obiettive. Anche questa indagine ci lascia con molte incognite, assieme alla sensazione che un velo molto sottile separa il mondo del conoscibile da quello dell'invisibile.

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