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ANNO XV


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NEOBATRI E LA VALMALENCO
31.05.2018
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La Commissione



RUBRICHE/Ghost Hunting

GHOST FILE STANN2015 - LA MANO MORTA: UN MESSAGGIO DAL PURGATORIO? (01/11/2015)

La Commissione

PREMESSA

In numerosi siti internet Italiani (di divulgazione generale ma anche di settore) abbiamo letto ripetitivamente le frasi seguenti:

"Nel monastero di Sant’Anna, a Foligno (Pg), si odono ancora i lamenti di suor Teresa Margherita Gesta, morta tra quelle mura il 4 novembre 1859. Lo spirito della donna abiterebbe ancora la stessa stanza che occupò in vita, malgrado sia trascorso più di un secolo dalla sua morte"

"Nel monastero di Sant’Anna, a Foligno (Pg), si odono ancora i lamenti di suor Teresa Margherita Gesta, morta tra quelle mura il 4 novembre 1895. Lo spirito della donna abiterebbe ancora la stessa stanza che occupò in vita, malgrado sia trascorso più di un secolo dalla sua morte"

"Nel Monastero di Sant’Anna, a Foligno (Perugia), si odono ancora i lamenti di suor Teresa Margherita Gesta, morta tra quelle mura il 4 novembre 1895. Il suo spirito albergherebbe ancora nella stessa stanza che occupò in vita, malgrado sia trascorso più di un secolo dalla sua morte"

A parte la discordanza sull'anno della morte della suora (secondo l'Enciclopedia di Parapsicologia "l'uomo e l'ignoto", l'anno sarebbe il 4 Novembre 1853) su cui torneremo successivamente in questo articolo, quello che ci ha colpito e' stata la mancanza di dati e informazioni rilevanti che potessero supportare tale "notizia".

Abbiamo cosi' deciso di investigare personalmente. Dopo tre mesi e mezzo, pubblichiamo i risultati della nostra ricerca.

BACKGROUND - SUOR TERESA MARGHERITA GESTA

La fonte dalla quale siamo partiti e' "Apparizioni straordinarie delle anime del Purgatorio" di Don Marcello Stanzione e "L'uomo e l'ignoto", enciclopedia di parapsicologia e dell'ignoto in 5 volumi edita da Armenia.
Dal primo documento impariamo che Teresa Gesta (battezzata Maria) nacque in Corsica il 15 Marzo 1797, ricevette un'educazione cattolica e fu protagonista di un episodio che acquistera' in seguito un enorme significato simbolico: da ragazza, un giorno, una lisca di pesce le entro' sotto l'unghia del pollice destro. Il dolore fu tremendo e persistette per un anno intero, senza poter piu' usare la mano destra. Teresa dovette quindi imparare ad usare la sinistra anche per scrivere e cucire.

La sua intenzione di entrare in convento maturo' negli anni giovanili anche quando, per accontentare i parenti, si fidanzo'.
In seguito Teresa di ammalo' di cancro al petto e i medici dichiararono la malattia inguaribile. Dopo terapie lunghe ed inutili si penso' di trapiantarle, come ultima speranza, la pelle sana di un'altra persona.
Teresa tuttavia non si abbandono' alla disperazione e si affido' alla Santa Vergine con devozione e preghiera, pronunciando il seguente voto:

Oh Maria, Santa Madre, se tu mi liberi da questo grave male, ti prometto di lasciare il mondo e di consacrarmi in un convento a tuo figlio Gesù

Dopo di che si addormento'. Al risveglio ella si trovo' completamente guarita dalla malattia e, senza esitare, si accinse a mettere in atto la sua promessa solenne.
Teresa conosceva i conti Filippo e Stefano Barnabo' di Foligno, i quali erano stati banditi dalla Corsica da Napoleone I perche' non avevano voluto prestargli giuramento di fedelta', e ando' da loro per un consiglio: le fu proposto il convento delle suore terziarie francescane di S. Anna a Foligno.
Cosi', il 24 Ottobre 1825 la giovane entro' nel convento come postulante; il 22 Febbraio 1826 indosso' l'abito dell'Ordine come novizia, mentre il 28 Febbraio 1827 divenne suora effettiva.

Le suore che furono presenti alla cerimonia della vestizione raccontarono che Teresa Gesta rimase per un certo tempo rapita da una profonda estasi, e che in convento era un esempio per tutta la comunita' religiosa.
Fu sempre molto scrupolosa e severa nell'osservanza delle regole dell'Ordine e usava vestirsi in modo semplicissimo anche quando fu nominata Badessa.
Teresa distribui' la sua biancheria alle sorelle e si servi' di quella scartata dalle altre.

Nei 33 anni che passo' in convento ricopri' tutte le cariche ma senza mai modificare il suo sistema di vita fino a quando, il 4 Novembre 1853 (cosi' riporta il testo) perse conoscenza in seguito a un colpo apoplettico mentre stava scrivendo una lettera al fratello Giovanni.
Non riprese piu' conoscenza e mori' alle 4 del mattino.

Nella seconda fonte troviamo riportate le dichiarazioni della Madre Badessa dell'epoca, Maria Vittoria Costante Vichi, come trascritte dall'avvocato Zingaropoli nel 1910, su quello che accadde pochi giorni dopo la morte di Teresa Gesta. Le riportiamo integralmente:

 “Il giorno 5 le furono fatti i solenni funerali, e il giorno 6, dovendola tumulare, si pensava di collocarla in luogo separato; ma poi si convenne di farle la cassa di legno ( cosa che non si era mai praticata ) e tumularla nel sepolcro comune delle monache. Intanto il confessore della comunità, Padre Lorenzo di Solero Alessandrino M.O., scritte alcune cose di lei, mise lo scritto in una piccola boccia di vetro, ponendola al fianco della defunta entro la cassa suddetta, e pronunciò queste parole alla presenza di molte monache:” Io non ho voluto dir nulla dei doni di cui essa è stata favorita da Dio, perché, se vorrà qualche cosa si farà sentire da sé “. Ciò detto si chiuse la cassa e si calò nel sepolcro.
Trascorsi appena tre giorni dalla sua morte, una voce lugubre e lamentevole incominciò a quando a quando a udirsi nella camera, o poco lungi, ove morì; al che però non si dava alcun peso, mentre si giudicava alterazione di fantasia di monache timide e paurose, finchè il giorno 16 del sopradetto mese di novembre, alle ore 10 antimeridiane, la religiosa corale, Suor Anna Felice Menghini di Montefalco ( monaca fra tutte la più coraggiosa ) recatasi pel disimpegno del proprio ufficio nel camerone delle biancherie, nel salire le scale sentì un lamento affannoso e le sembrò subito di riconoscervi la voce dell’estinta sua compagna d’ufficio Suor Teresa Margherita. Ma, lusingando sé stessa col dire:” Sarà qualche gatto rinchiuso nei credenzoni “, proseguì innanzi coraggiosa e recossi direttamente ad aprirne uno; ma, nulla scorgendovi, tosto il rinchiuse. In questo il lamento si fece nuovamente sentire. Apre allora un secondo credenzone, ma nulla vedendo neppure in questo, lo rinchiuse come il primo, e il lamento si fa sentire altra volta. Fattasi ad aprire il terzo, senza nulla vedere, sente una terza volta il lamento. Allora la religiosa intimorita gridò:” Gesù e Maria, e che cosa è mai? “. Non aveva terminato queste parole, che la voce lugubre della defunta con affannoso sospiro esclamò:” Oh! Dio, che peno tanto! “. Suor Anna Felice in ciò udire, tremò e impallidì, perché riconobbe chiaramente la voce dell’estinta Suor Teresa Margherita. Tuttavia, fattasi animo, le rispose:” E perché? “. E la defunta:” Per la povertà “. "E come, soggiunse l’altra, voi che eravate tanto povera? “. “ Non per me – ripigliò la defunta – ma per le monache!... Se basta uno, perché due o tre? E bada a te! “. E in ciò dire, si riempì il camerone di denso fumo, e l’ombra della defunta da un credenzine si diresse alla volta delle scale, sempre discorrendo, ma senza che nulla si comprendesse dall’intimorita Anna Felice. Giunta alla porta, con voce alta disse:” Questa è una misericordia: Io non ci torno più, e per segno di ciò…”. E qui diede un colpo alla porta ben marcato e distinto, e tosto il fumo si dissipò e il camerone riacquistò la primiera sua luce
“.

…Le monache in un baleno furono tutte  al Badessato intorno alla Menghini per sentire da lei genuinamente il successo. Questa narrò loro quanto le era occorso; ed esse, in sentire che la defunta aveva detto: Per segno di ciò… e aveva dato un colpo alla porta, dissero subito:” Avrà dunque lasciato un qualche segnale? “. E la Menghini:” Io non lo so, perché spaventata com’ero non ho pensato a guardarvi “. Allora le religiose tutte unite si recarono a visitare la porta e vi trovarono l’impronta della mano di Suor Teresa Margherita, migliore e più perfetta di quella che si farebbe da un perito artefice con una mano di ferro infuocato…”.

La relatrice continua narrando un sogno che fece in quella notte Suor Anna Felice, in cui le apparve la defunta, che ringraziò le proprie consorelle per il benefico effetto delle loro preghiere. Quindi soggiunse:

Tu pensi di cancellare dalla porta l’impronta della mia mano. Non potrai giammai effettuarla neppure con l’aiuto di altri. Quella è una misericordia, un avviso; e senza di essa non sarei stata creduta…“.

Il 23 Novembre la Curia arcivescovile di Foligno istitui' un processo per accertare i fatti; venne riaperto il sepolcro e si colloco' la mano della defunta Teresa Gesta sull'impronta lasciata sulla porta, e alla presenza di testimoni oculari si attesto' che le due combaciavano perfettamente. A questo punto l'impronta venne coperta con un velo, sigillata e la porta rimossa e deposta in un luogo segreto. In seguito la Curia ordino' che l'impronta potesse essere esposta al pubblico, protetta da una cornice e un vetro con tanto di serratura. E' in tali condizioni che noi l'abbiamo trovata.
Conclude il testo dello Zingaropoli:

"La relazione è sottoscritta dalla stessa Madre Badessa Suor Maria Vittoria Costante Vichi, dalle Suore anziane Maria Eletta Bartoccini, Anna Teresa Giovagnoli, Maria Concetta Polcri, Anna Felice Menghini, Maria Maddalena Minelli e dalla Suora Vicaria Maria Angiolina Torelli. Seguono altre testimonianze, in data 2 luglio 1870, del Padre Vincenzo Amoretti dei Predicatori e del Padre Gioacchino Priore Medori Pro-Vicario Generale. Infine, il Padre Giuseppe Sensi, Guardiano dei Minori Osservanti di San Bartolomeo certifica quanto segue, in data 4 aprile 1871:” Che la relazione dell’Abbadessa di Sant’Anna è conforme a quelle testimonianze in essa raccolte, le quali, avuto riguardo agli aggiunti circostanziali anteriori, susseguenti e concomitanti dei tempi, dei luoghi e delle persone, si possano, secondo le regole di sana morale cattolica e della esatta critica, ritenere per non dubbie“.

SOPRALLUOGO

La prima volta che varchiamo l'ingresso del Monastero di S. Anna era un pomeriggio soleggiato del 2015. Troviamo l'ingresso della chiesa di S.Anna aperto e rendiamo omaggio alla figura chiave del Monastero: Beata Angelina da Montegiove, le cui spoglie mortali sono racchiuse all'interno di una riproduzione della suora in cera.
Il nostro tentativo di farci aprire le porte del monastero fallisce in quanto quel giorno le suore "non possono ricevere visite".
Insistiamo ma non riusciamo ad entrare. Ci sono solo giorni particolari (circa uno al mese) in cui e' possibile la visita all'interno del monastero.

PRIMA VISITA - ALL'INTERNO DEL MONASTERO DI S.ANNA O DELLE CONTESSE

Riproviamo nel giorno che ci era stato indicato e questa volta una suora ci viene ad aprire. Dopo una breve presentazione veniamo guidati attraverso tutte le stanze del convento, alcune delle quali precluse ai turisti: ammiriamo le magnifiche pitture trecentesche del "chiostro verde" con alcune immagini rarissime dei vangeli (come la presentazione di Maria nel tempio o la circoncisione di Gesu'),

i santi del chiostro centrale (tra cui spiccano le stimmate di San Francesco dipinte in modo "insolito"), i sotterranei con l'antica strada ora chiusa e inglobata nel monastero (strada dove in passato ha visto arrivare un Papa e trascinare un vescovo a morte), la prima cassa di legno che ospito' la Beata Angelina, l'oratorio della stessa (che rappresenta il sancta sanctorum del monastero e la sua parte piu' antica); il refettorio con l'illustrazione dell'ultima cena che nasconde un significato preciso che le sorelle ricordano ad ogni pasto; il coro, che ospIto' la famosissima tela di S.Anna di Raffaello, che fu trafugata da Napoleone nel 1797 ("casualmente" lo stesso anno in cui nasceva in Corsica Suor Teresa Gesta) e che ora e' esposta ai Musei Vaticani; l'Albero della Vita o il "testamento della Beata Angelina" come ci viene rivelato dalla nostra guida, che porta con se il messaggio segreto della santa.

 Anche se il messaggio e' stato rivelato, la figura dell'Albero con le due serie di patriarchi biblici ai lati e' ancora oggi oggetto di studio nella sua complessa rete di significati, che abbraccia non solo la cronologia biblica ma anche le corrispondenze con le Sephira della Cabala.
Veniamo condotti, attraverso le celle delle suore (evento molto raro nella storia del monastero) a visitare la cella originaria della Beata Angelina (che ospita due delle sue costole come reliquie sante) fino a giungere all'ala moderna del Monastero che funge da luogo di accoglienza per turisti e pellegrini. E' in questa parte moderna che, ci dice la sorella, Suor Teresa Margherita Gesta impresse l'impronta della sua mano sulla porta. Quale? Impossibile da stabilire dopo i lavori di restauro che seguirono al terremoto del 1996-1997. Quello che e' certo e' che la stanza in cui ci troviamo, una sala comune con diversi letti, e' la parte del monastero dove Suor Teresa lascio' il suo messaggio dall' aldila'. Ci guardiamo intorno e chiediamo se dal giorno dell'apparizione sono accaduti altri fatti anomali (lamenti, grida, apparizioni di fumi o nebbie, cambiamenti di temperatura improvvisi, ecc) ma la suora ci risponde con un sorriso e un cenno di diniego. Avremmo approfondito la questione nel corso della seconda e ultima visita.

SECONDA VISITA - L'IMPRONTA DI FUOCO DELLA "MANO MORTA"

Torniamo circa un mese dopo e veniamo accolti dalla stessa sorella che ormai ci conosce bene e veniamo condotti immediatamente in una parte del monastero che non avevamo visitato ancora. Si tratta di una piccola stanza con un armadietto appoggiato al muro. La suora lo apre e vediamo l'impronta di fuoco, cioe' l'impronta di una piccola mano impressa sul legno. Intorno all'impronta vi sono i sigilli di ceralacca rossa della curia e, come riportato dall'avvocato Zingaropoli, la reliquia e' protetta da un vetro trasparente chiuso da una serratura.

A questo punto la sorella ci racconta la storia di Suor Teresa Gesta e come essa torno' dal Purgatorio per lasciare una testimonianza concreta delle sue pene. Ecco la trascrizione come l'abbiamo registrata dalla sua viva voce:

"...Questa donna [Suor Teresa Gesta n.d.r.] era cosi' generosa che...non ci pensava due volte se la vedeva raffreddata, prendeva i suoi fazzoletti e glieli dava. Paolo dice che la carita' copre tutto ma...c'era l'obbedienza...Quando muore la suora, la citta' di Foligno dice 'a S.Anna e' morta la santa!'...la suora che entrera' al posto di Margherita Gesta, una settimana dopo mentre stava riordinando le cose...vede la stanza riempirsi di fumo e...[una voce] 'pregate, pregate perche' sto soffrendo le pene del Purgatorio'...allora va dalla Badessa e racconta...e [le suore] vanno su. Quando vanno su e aprono la porta vedono la mano. Allora cosa fanno?...chiamano il vescovo della citta' e...mettono i sigilli...una settimana dopo le suore cominciano a pregare e celebrano l'eucarestia per...liberare...la settimana dopo all'alba le campane suonano a festa senza nessuna [azione umana]...e infatti il popolo chiede 'che e' successo a S.Anna?'...Il messaggio e' questo...che a un certo punto ci dobbiamo purificare, noi saremo chiamati alla vita eterna, questo c'e'. Il Purgatorio esiste. Sara' fuoco o non sara' fuoco...ma non sono fantasie..."

E' a questo punto che facciamo la domanda chiara, esplicita e diretta alla sorella:

"Ma e' vero che ci sono stati, in seguito, altri episodi riferiti alla mano o alla suora [Teresa Gesta n.d.r.]?"

La risposta della suora e' immediata:

"No. [Al suono delle campane n.d.r.] la stanza si riempie di luce...e finisce... "

Torniamo per la seconda volta nella stanza dove piu' di un secolo prima e' avvenuta l'incredibile manifestazione di Suor Teresa Gesta. La stanza ora e' un camerone moderno con bagno adibito ai turisti e pellegrini in visita a Foligno. Il numero della stanza e' il 910 per gli amanti della numerologia, e ipotizziamo i due o tre posti dove si sarebbe potuta trovare la porta nella meta' del 1800.
Avvertiamo una gran pace e tranquillita' nella stanza, come in tutto il monastero, e siamo certi che lo scopo dell'apparizione si sia concluso in quel preciso momento storico, e che una sua ripetizione non abbia alcun senso.

ANALISI DELL'IMMAGINE - LA "MANO MORTA"

Pubblichiamo per la prima volta in rete l' "Impronta di Fuoco" di Suor Teresa Margherita Gesta o, nel gergo delle sorelle del Monastero di S.Anna, la "Mano Morta". Infatti sembra che l'unica immagine dell'impronta sia stata pubblicata nel libro "Luce e Ombra" (1910) dell'avvocato Zingaropoli. E' difficile spiegare il motivo per cui questo incredibile evento sia passato sotto silenzio per piu' di un secolo, ma la difficolta' nel penetrare all'interno della storia "segreta" del Monastero e la naturale riservatezza delle monache possono essere due validi motivi a dissuadere la maggior parte dei curiosi.

E' sempre l'enciclopedia di parapsicologia che ci informa che sul libro dell'avvocato e' stata pubblicata la "fototipia" della mano, che:

"...appare distintamente impressa nel legno, con la caratteristica saliente delle falangI estreme di ogni dito rimaste profondamente incavate nel legno bruciato dal contatto della mano del fantasma; particolare quest'ultimo che assume notevole importanza dal punto di vista probativo, in quanto non si sarebbe potuto ottenere un risultato simile applicando sul legno della porta una mano di ferro arroventata, con palma aperta. In altri termini, si sarebbe richiesto che la presupposta mano di ferro fosse poggiata con le cinque falangi estreme delle dita in attitudine ripiegata; ed ove ciò fosse, allora non si sarebbe ottenuta l’impronta intera delle dita e della mano..."

Avendo potuto osservare la mano da vicino possiamo confermare la descrizione fatta dallo Zingaropoli, e cioe' la presenza delle "depressioni" in corrispondenza delle punte delle cinque dita, come se una forza incredibilmente potente avesse agito sul legno premendolo e modificandone la struttura ma senza spezzarlo.
Qui siamo di fronte non soltanto ad un evento paranormale "bidimensionale" come ne sono apparsi a decine nel corso della storia dello spiritismo di mezzo mondo, ma al caso (molto piu' raro) di un segno tridimensionale lasciato da una forza ultraterrena.
Infine non possiamo fare a meno di osservare il perfetto stato di conservazione della "mano morta" che, a distanza di piu' di centosessant'anni sembra essersi appena formata. La macchia bianca al di sotto del palmo della mano e' la traccia del tentativo fatto di cancellare l'impronta, tentativo ripetuto con risultati negativi e che furono gia' profetizzati dalla voce di Suor Gesta quando disse alla consorella testimone dell'apparizione:

Tu pensi di cancellare dalla porta l’impronta della mia mano. Non potrai giammai effettuarla neppure con l’aiuto di altri. Quella è una misericordia, un avviso; e senza di essa non sarei stata creduta…

Un foglietto manoscritto posto al di sotto della cornice recita queste parole:

"Suor Teresa Margherita Gesta, nata in Bastia di Corsica il 15 Marzo del 1797, vestita dell'abito religioso in questo monastero di S. Anna il 22 Febbraio del 1826 e morta il 4 Novembre del 1859.
Dodici giorni dopo la sua morte apparve a una consorella e in testimonianza veridica di sua apparizione e delle pene che soffriva nel Purgatorio, le lascio' su questa porta l'impronta della sua mano destra
"

Grazie a questo documento possiamo finalmente fugare ogni dubbio sulla data reale della morte di Suor Teresa Gesta, avvenuta il 4 Novembre 1859.

Curiosamente, negli opuscoli del monastero non si fa cenno alla "mano morta", e neppure la monumentale opera di Anna Clotilde Filannino, un libro di 400 pagine interamente dedicato al Monastero di S. Anna e che spazia dalla pittura all'architettura, alla storia, ai documenti e ai restauri, non menziona minimamente il fatto ne' tantomeno pubblica l'immagine della mano lasciata dal fantasma di Teresa Gesta. Ci chiediamo il perche', data l'importanza dell'evento e del messaggio lasciato con l'impronta di fuoco.

UN MESSAGGIO DAL PURGATORIO?

Vi sono delle sincronicita' concernenti la vita di Suor Teresa Margherita Gesta che non sono mai state evidenziate e che qui elenchiamo, a dimostrazione del fatto che niente accade per caso ma tutto nel corso di una vita acquista senso preciso per chi sa leggerne i simboli:

  • Suor Teresa Gesta nasce nello stesso anno in cui Napoleone sottraeva al Monastero di S.Anna la sua opera piu' prezionsa: "S.Anna" di Raffaello (1797), annuncio di un destino che si sarebbe legato indissolubilmente al Monastero di Foligno
  • Suor Teresa Gesta ha un incidente alla mano destra che le impedisce di usarla e per questo dovra' imparare a scrivere con la sinistra. In occasione del suo "ritorno" dal Purgatorio, tuttavia, l'impronta lasciata sulla porta e' della sua mano destra.

Nella simbolica "sostituzione" della tela di S.Anna con la "tela" (intesa come nascita) di Teresa Gesta (battezzata, ricordiamolo, con il nome Maria) vediamo anche un disegno preciso nell'assegnare una nuova "anima" al Monastero delle Contesse; mentre
possiamo senz'altro osservare come nella vita di Suor Teresa Gesta la mano, o meglio, l'atto manuale del fare, del donare, ma anche del "fermare" (nel senso di affermare con forza) sia stato il segno dominante nella sua vita sin da subito.
Ci fermiamo qui, anche se la simbologia della relazione tra Teresa Gesta e il Monastero, ma piu' che altro tra la sua spiritualita' e l'osservanza delle regole di condotta delle suore, potrebbe continuare per molte pagine ancora.

Concludiamo l'articolo con una testimonianza diretta a corollario di quanto raccolto sopra: la suora che nel corso delle due visite ci ha accompagnato lungo i corridoi del monastero, nei sotterranei e persino nelle stanze private delle sorelle (un avvenimento piu' unico che raro per detta della stessa suora e come e' facilmente intuibile), ci ha lasciato con un forte messaggio che nel Monastero ancora si trasmette alle novizie, per non dimenticare quel fenomeno unico che, forse, eguaglia addirittura la fama della Beata Angelina da Montegiove:

"Il Purgatorio esiste. E se si vogliono salvare le anime che li' vi sono intrappolate, non e' con azioni materiali ma con una profonda e continua preghiera per innalzarle verso la pace del Paradiso".

L'apparizione di suor Teresa Gesta alla consorella e' quindi da inserirsi nel contesto del messaggio lasciato alle suore, da esse raccolto e puntualmente eseguito, ragione per cui una ripetizione del fenomeno ai giorni nostri, seppur suggestiva per i "sensazionalisti", non puo' avere alcun fondamento.

X--- GHOST FILE STANN2015: CHIUSO ---X

11/03/2016 17:13:48

http://www.thexplan.net/article/69/GHOST-FILE-STANN2015-LA-MANO-MORTA-UN-MESSAGGIO-DAL-PURGATORIO-(01-11-2015)/It
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