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ANNO XV


VALMALENCO FILES
NEOBATRI E LA VALMALENCO
31.05.2018
TXP 3.0
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La Commissione



X-ZONE/X-phenomena

LA TRIADE ERMETICA I

Cagliostro

La Commissione
SOLIDO SALNITRO

Il Conte Cagliostro nasce come Giuseppe Balsamo forse il 2 Giugno 1743 a Palermo, anche se le sue origini sono avvolte nel mistero. Goethe, nel suo Italian Journey (Viaggio Italiano) afferma che l’identita’ di Cagliostro con Giuseppe Balsamo sarebbe stata accertata da un avvocato di Palermo che, su richiesta ufficiale, invio’ il dossier in Francia. Goethe incontro’ l’avvocato nel 1787 e vide i documenti. Da essi risulta che il bisnonno di Balsamo ebbe due figlie: Maria, che sposo’ Giuseppe Bracconieri; e Vincenza, che sposo’ Giuseppe Cagliostro. Maria e Giuseppe Bracconieri, a loro volta, ebbero tre figli: Matteo, Antonia e Felicita’. Quest’ultima sposo’ Pietro Balsamo (figlio di un libraio, Antonino Balsamo, che aveva dichiarato bancarotta prima della sua morte). Il figlio di Felicita’ e Pietro Balsamo era, appunto, Giuseppe, chiamato cosi’ in onore di suo zio e di cui in seguito prese anche il cognome. Felicita’ Balsamo era ancora viva quando Goethe visito’ l’Italia; lo scrittore tedesco incontro’ personalmente sia lei che la figlia.
Lo stesso Cagliostro ebbe a dire, durante il processo per “lo scandalo della collana di diamanti”, che egli era nato da cristiani di nobili origini ma che era stato abbandonato orfano sull’isola di Malta (ma altre fonti fanno nascere Cagliostro ad Albergheria, il vecchio quartiere ebraico di Palermo). Egli affermo’ di aver viaggiato, da bambino, a Medina, Mecca e Cairo e di essere, stato, una volta tornato a Malta, ammesso nell’Ordine Sovrano Militare dei Cavalieri di Malta con i quali avrebbe studiato Alchimia, Qabbalah e Magia.
A dispetto delle precarie condizioni finanziarie della famiglia, il nonno e i suoi zii imposero a Giuseppe una solida educazione, prima attraverso un tutore e poi come novizio nell’Ordine Cattolico di San Giovanni di Dio, dal quale in seguito verra’ espulso.
Perse il padre in tenera eta’ e la madre, impossibilitata a mantenerlo, lo mando’ a vivere con lo zio. Ma Cagliostro fuggi’ quasi subito, venne ripreso e mandato in un monastero, da dove riusci’ nuovamente a fuggire. Alla fine venne letteralmente rinchiuso in un monastero benedettino dove scopri’ di avere un talento per la medicina e la chimica. Nonostante fosse un bravo studente, Cagliostro cercava sempre di guardare al di la’ delle informazioni di base che gli venivano trasmesse. Dopo diversi anni passati nel monastero, egli scappo’ per unirsi ad una banda di vagabondi che commettevano ogni sorta di crimini, dal furto all’omicidio.
Cagliostro fu praticamente sempre catturato dalla polizia per via del suo coinvolgimento con la banda, ma e’ solo grazie all’opera di suo zio che non venne mai incarcerato. All’eta’ di diciassette anni, assieme alle azioni compiute assieme ai vagabondi, Cagliostro aveva sviluppato un grande interesse per l’Alchimia. Nel 1764 l’orafo Vincenzo Marano giunse a Palermo e venne in contatto con Cagliostro (allora ventenne): avendo conosciuto molti alchimisti che si dicevano capaci di tramutare i metalli in oro, Marano arrivo’ a sostenere che il giovane fosse il solo in grado di farlo.
Approfittando della fiducia che Marano gli concedeva, Cagliostro gli chiese settanta once d’oro (una somma che oggi equivarrebbe a piu’ di 20,000 euro) per condurre cerimonie magiche, con la promessa di condurre l’orafo in un luogo, fuori citta’, dove era stato nascosto un grande tesoro (presumibilmente sul Monte Pellegrino) diversi secoli prima. Il tesoro era naturalmente sorvegliato da creature magiche e, per questo, la conoscenza di Cagliostro dell’occulto sarebbe stata essenziale per difendersi da attacchi magici.
Marano esito’ ma alla fine diede l’oro a Cagliostro e, quella stessa notte a mezzanotte, venne condotto nei campi fuori Palermo.
Invece del tesoro Marano trovo’ alcuni briganti (pagati da Cagliostro) che lo aggredirono lasciandolo a terra pesto e sanguinante ma con la convinzione che ad attacarlo fossero stati i Djinn a guardia del tesoro. Quando, il giorno seguente, l’orafo ando’ alla casa di Balsamo in via Perciata, scopri’ che il giovane aveva lasciato la citta’. Cagliostro infatti aveva lasciato Palermo con l’oro di Marano insieme a due complici e si era rifugiato a Messina. Da li’ comincio’ una serie di viaggi che lo portarono a Malta (1765-66), dove divenne un ausiliario dello SMOM (Ordine Sovrano Militare di Malta) e un abile farmacista.

FLUIDO MERCURIO

All’inizio del 1768 Cagliostro era a Roma dove divenne segretario del Cardinal Orsini, ma il lavoro lo annoiava e presto egli prese a condurre una doppia vita: segretario e venditore di amuleti magici, bassorilievi dipinti (per farli somigliare a quadri) e altre cianfrusaglie. Dei molti siciliani espatriati ed ex-carcerati con cui entro’ in contatto in quel periodo, uno di essi gli presento’ una ragazza di diciassette anni, Lorenza Seraphina Feliciani (1751-1794), conosciuta come Serafina, che Cagliostro sposo’ proprio in quell’anno.
La novella coppia si trasferi’ con la famiglia di lei nel vicolo delle Cripte adiacente alla strada dei Pellegrini, ma il linguaggio scurrile di Cagliostro e la sua insistenza nell’incoraggiare Serafina a mostrare il suo corpo entro’ presto in contrasto con le profonde tradizioni religiose dei Feliciani. Questo degenero’ in un’accesa discussione e, infine, nella decisione di Cagliostro e Serafina di trasferirsi altrove (ma alcune fonti suggeriscono che il vero motivo fosse quello di sfuggire all’Inquisizione romana che aveva cominciato a sospettare Cagliostro di eresia).
I due passarono alcuni anni in Spagna, per poi tornare a Palermo. Qui Marano lo riconobbe e lo fece arrestare. Cagliostro venne salvato da un nobile e poi, dopo aver ingannato un alchimista depredandolo di centomila corone (l’equivalente di circa un milione e mezzo di euro di oggi), lui e la moglie cambiarono nuovamente citta’.
Nel 1768 il Conte ritorno’ a Napoli dove entro’ nuovamente in contatto con uno dei criminali responsabili dell’aggressione a Marano. I due uomini decisero di aprire un Casino per derubare clienti facoltosi, ma le autorita’ napoletane scoprirono il loro piano quasi subito e gli intimarono di lasciare la citta’.
Nel frattempo Cagliostro aveva conosciuto Agliata, falsario e imbroglione, che gli propose di insegnargli come falsificare lettere, diplomi e molti altri documenti; in cambio, pero’, Cagliostro doveva permettergli di avere incontri sessuali con Serafina. Cagliostro acconsenti’.
Successivamente egli porto’ la moglie a Londra dove sembra avvenne il celebre incontro con il Conte di Saint Germain, che lo avrebbbe iniziato ai riti della Massoneria Egizia e gli avrebbe rivelato la ricetta per gli elisir della giovinezza e dell’immortalita’.
Da Londra la coppia si sposto’ poi a Courland (Russia), Polonia, Germania e Francia. La fama di Cagliostro crebbe a tal punto da essere raccomandato a Benjamin Franklin come medico di fiducia durante il soggiorno dell’americano a Parigi.
Il 12 Aprile 1776 Cagliostro divenne Massone nella loggia Esperance No. 289 di Gerrard Street, quartiere Soho di Londra. Nel Dicembre del 1777 lui e Serafina lasciarono Londra e, nel 1779, erano a Mitau in Russia. Poi seguirono Strasburgo (Settembre 1780) e Lione (Ottobre 1784). Il 24 Dicembre 1784 Cagliostro fondo’ la loggia madre La Sagesse Triomphante basata sul rito della Massoneria Egizia a Lione, per poi proseguire con l’apertura di logge dello stesso rito in Germania, Russia e Francia. A Gennaio del 1785 Cagliostro ando’ a Parigi in risposta all’invito del Cardinale Rohan. Re Louis XV si era interessato a Cagliostro gia’ dal 1772 quando l’alchimista vendeva medicine, elisir, e teneva sedute spiritiche e lo aveva invitato a Versailles a tenere cene di magia per intrattenere la corte.
Durante i suoi viaggi in Egitto, Grecia, Persia, Rodi, India e Etiopia Cagliostro studio’ l’occulto e l’Alchimia basandosi sulle fonti reperite in quei paesi.

FUMI DI ZOLFO

Per molti anni Cagliostro fu favorito presso la corte di Francia, ma nel 1785 il suo destino cambio’ completamente in seguito al suo coinvolgimento nello scandalo della Collana di Diamanti, uno degli eventi piu’ importanti che scatenarono la Rivoluzione Francese del 1789. A causa di tale scandalo, Cagliostro venne imprigionato nella Bastiglia per sei mesi e poi rilasciato per mancanza di prove. In ogni caso venne espulso per sempre dalla Francia.
L’affare della Collana di Diamanti coinvolse Marie Antoinette (Regina di Francia) e il Principe Louis de Rohan. Nel 1772 Louis XV di Francia decise di donare a Madame du Barry, della quale si era infatuato, una collana di diamanti del valore di due milioni di livree (l’equivalente di circa quindici milioni di Euro di oggi); commissiono’ il lavoro ai gioiellieti parigini Boehmer e Bassenge. Gli artigiani impiegarono diversi anni e una grande quantita’ di denaro per mettere insieme i vari elementi, specialmente i diamanti adatti allo scopo. Durante questo tempo, tuttavia, Louis XV mori’ di Vaiolo e Madame du Barry venne espulsa da corte dal nipote e successore del re.
La collana consisteva in una serie di diamanti arrangiati in un elaborato disegno a decorazioni, ciondoli e fiocchi. I gioiellieri speravano che il gioiello potesse essere acquistato dalla nuova Regina di Francia, Marie Antoinette. Infatti, nel 1778, il re Louis XVI lo offri’ a sua moglie come regalo, ma lei lo rifiuto’ dicendo (sencondo Jeanne-Louise-Henriette Campan) che il denaro dovesse essere meglio speso per equipaggiare un esercito. Altri invece sostennero che Marie Antoinette era a conoscenza della storia del gioiello e non avrebbe mai indossato qualcosa che era stato progettato per un’altra donna, specialmente di una cortigiana che lei personalmente non gradiva. Una terza versione suggerisce che fu proprio il Re a cambiare idea all’ultimo istante.
Dopo aver tentato, invano, di piazzare la collana fuori della Francia, i gioiellieri tentarono di venderlo nuovamente a Marie Antoinette dopo la nascita di Louis Joseph il Delfino di Francia (1781), ma incontrarono un nuovo rifiuto.
Non e’ mai stato chiarito il motivo dell’arresto di Cagliostro per il coinvolgimento nello scandalo del collare di diamanti, ma sembra che si sia tentato di togliere di mezzo un personaggio scomodo che era accusato di essere un Massone, un occultista e un eretico (titoli che constrastavano con due editti papali dell’epoca). Ma, soprattutto, l’arresto di Cagliostro doveva servire a rinforzare la propaganda che erano i Massoni i responsabili della Rivoluzione Francese, uno schema parte di una cospirazione ancora piu’ grande che mirava a far cadere i monarchi di tutta Europa.
Il 27 Dicembre 1789 Cagliostro si trovava a Roma dove venne arrestato e imprigionato a Castel Sant’Angelo con l’accusa di essere un Massone. L’iniziale condanna a morte venne mutata in carcere a vita dal Papa. Cagliostro tento’ di fuggire ma venne preso e trasferito alla Fortezza di San Leo dove mori’ poco dopo (26 Agosto 1795).
La figura di Cagliostro e’ una delle piu’ controverse della storia dell’Alchimia. Da molti considerato un ciarlatano, egli tuttavia possedeva un carisma e una conoscenze tali da riuscire a influenzare molti personaggi importanti ed eruditi del tempo, a riprova del fatto che il Conte doveva essere un uomo dalle doti non comuni. Basti pensare che la notizia della sua morte non fu immediatamente creduta, e solo un rapporto ufficiale della commissione istituita da Napoleone allo scopo fece accettare alla gente il fatto che Cagliostro fosse effettivamente deceduto.
14/06/2018 17:56:26

http://www.thexplan.net/article/370/LA-TRIADE-ERMETICA-I/It
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