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31.05.2018
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La Commissione



RUBRICHE/Eventi

L'ENIGMA DEI CERCHI NEL GRANO - PARTE I

La Commissione
INTRODUZIONE AL FENOMENO

I Crop Circles (letteralmente 'cerchi nel grano') sono enormi disegni generati dalla piegatura del grano al suolo, e visibili nella loro completezza esclusivamente dall'alto.
In tempi moderni hanno fatto la loro prima apparizione negli anni '70 (ma sembra che in realtà il fenomeno sia presente da secoli sul nostro pianeta) sui campi di cereali inglesi, nelle zone confinanti con importanti siti megalitici quali Stonehenge (famosa per il circolo di pietre), Silbury Hill (dove è presente una piramide-tumulo preistorica), Avebury.


A partire dagli anni '90 il fenomeno si ripete ciclicamente per cinque mesi l'anno, quando il grano è maturo. Dal 1991 si può parlare non più di semplici cerchi, ma di pittogrammi o 'agroglifi', cioè simboli complessi, le cui caratteristiche (dimensioni, perfezione nelle simmetrie, codici geometrici) associate ai numerosi dati scientifici fino ad oggi raccolti, convalidano l'idea che si sia di fronte ad una realtà non umana.
 
     

Nel folklore scandinavo si parla degli Alvringar o Cerchi degli Elfi. Al loro passaggio “appiattiscono l’erba come un pavimento”, indicazione che il magico popolo lì vi aveva danzato. Questa descrizione ci viene dal Lago Tisaren, “sulle rive…dove la foresta incontra il lago” (aneddoto del 1926, Hellstrom).
Ma la prima traccia “storica” del fenomeno dei Crop Circles risalirebbe al XVII secolo (1678): “The Mowing-Devil” (Il Diavolo Mietitore), un pamphlet raffigurante uno strano essere che forma dei cerchi su un campo di granoturco.

                                                   

Eltjo H. Haselhoff, autore di un’approfondita analisi sui Crop Circles, sostiene nel suo ultimo libro che questo sia il primo cerchio nel grano che la storia conservi. Vi è però un’altra tesi che interpreta il pamphlet come un’allegoria piuttosto che la descrizione di un Crop (analisi CICAP).
La vicenda è quella di un fattore che, di fronte al prezzo oneroso richiesto dal suo contadino per mietere un campo di grano, giurò che il lavoro lo avrebbe fatto fare, piuttosto, al Diavolo.
Quella notte il campo di avena si mostrò come in preda alle fiamme, ma il mattino dopo apparve completamente mietuto “dal Diavolo o da qualche altro spirito infernale”, cosa che nessuno essere umano avrebbe mai potuto fare.
L’introduzione del Pamphlet prosegue inoltre: “...si parla di come l’avena giace sul campo, e il padrone non abbia il potere (o il controllo) di portarla via”

Su questa prima “traccia” le interpretazioni più rilevanti sono state

1) Crop Circle: una creatura non-umana impegnata nella formazione del primo Crop Circle “ufficiale”.
Questa impostazione tuttavia cozza con alcune incongruenze. In primo luogo nel testo originale non si parla di “piegatura” (folding) del grano ma di “mietitura” (mowing); e la piegatura degli steli di grano è elemento essenziale per individuare la presenza di un Crop Circle.
In secondo luogo il campo osservato (dai testimoni) come in preda alle fiamme contrasta con la creazione dei Crop Circle, che a parte alcune luci nel cielo, non sembrano possedere un particolare elemento di riconoscimento della loro attività.
(Quest’ultimo argomento sostenuto dal CICAP tuttavia non sembra essere decisivo, in quanto non possiamo escludere a priori che non vi fossero meccanismi di formazione di un cerchio causate, o causanti, un fenomeno simile a fiamme – nella descrizione non si parla di fuoco nel campo, ma si paragona al fuoco quello che gli osservatori vedevano)
La terza incongruenza che viene evidenziata è il contesto materiale in cui la raffigurazione è inserita, e cioè il pamphlet. Giungiamo così alla seconda interpretazione:

2) Allegoria: i Pamphlets sono delle brevi pubblicazioni a sfondo satirico o polemico e vennero utilizzate per la prima volta nel XIV sec. per differenziarle dai libri, più corposi e pluritematici.
Il Pamphlet invece era rigorosamente monotematico e trattava sempre di argomenti a sfondo propagandistico e/o polemico.
Da questo punto di vista possiamo rilevare nel racconto del fattore e del contadino l’eterna contrapposizione ricco-povero. In questo caso il fatto che il Diavolo miete il grano al posto del contadino, e quindi a vantaggio del fattore, potrebbe connotarsi di un carattere intimidatorio nei confronti del popolo, che dava continuamente segnali di insofferenza per le condizioni a cui erano sottoposti dai proprietari terrieri.
Proseguendo nell’analisi simbolica, se guardiamo alla forma che la creatura nera disegna falciando il grano, vediamo che più che un cerchio, si tratta di cerchi concentrici sempre più piccoli. La figura esoterica più vicina a questo è la Spirale, simbolo antichissimo che rappresenta l’esistenza dell’uomo e il suo percorso, che gira in se stesso fino a tornare alla fonte universale. Simboleggia lo spirito e l’evoluzione dell’anima.

3) La terza interpretazione, infine, è quella numerologica fornita da Peter Stregl, un appassionato dei Crop Circles che, analizzando la data di pubblicazione del Pamphlet, è arrivato alla seguente conclusione: se si tratta di un Crop Circle, il messaggio è quello della vita organica. Egli ha posto la seguente equivalenza:
1678 (anno di uscita del documento) = H C N O (elementi della tavola periodica cui corrispondono i numeri a sinistra).
Idrogeno, Carbonio, Azoto e Ossigeno sono gli elementi necessari alla formazione della vita sulla terra.

Nel 1966 a Tully (Australia), George Pedley fu testimone del decollo di un oggetto volante “...grande, grigio, a forma di disco, convesso ai poli, che girò su se stesso prima di sparire a incredibile velocità in direzione sud, descrivendo un angolo di 45°...” (Pedley).
Quando l’uomo si avvicinò all’area, scoprì che, dove prima era posto l’oggetto, ora c’era una grande forma circolare priva di canne (la zona in questione era una laguna), all’interno della quale l’acqua ruotava lentamente.

          
Poche ore dopo, quando Pedley tornò sul posto, l’area circolare si era riempita di una massa galleggiante di cannine verdi, distribuite in un modulo radiale in senso orario. Le dimensioni del cerchio erano di poco più di 9 metri di diametro.
Il padrone della proprietà, Albert Pennisi, nei giorni seguenti rivelò ai giornalisti di aver sognato per una settimana intera che un Ufo era atterrato sui suoi campi.
Questa vicenda, che ebbe molto clamore, sembra essere stata la molla che spinse due pensionati inglesi, negli anni ’70, a emulare il “mistero”: Doug Bower e Dave Chorley entrarono nottetempo in un campo vicino Winchester e, muniti di barra d’acciaio a “L”, realizzarono il primo cerchio.
I due continuarono a fare cerchi anche le estati seguenti, fino a quando, nel 1980, le loro “creazioni” attirarono l’interesse di esperti d’ufologia.
Il fenomeno si allargò a tal punto in Inghilterra (nel 1990 si era arrivati a quasi 700) che si parlò della burla più colossale mai organizzata.
Tuttavia molti studiosi continuarono a prendere sul serio le apparizioni sui campi di grano, che ogni estate si formavano in una notte, tentando di individuare, tra tante mistificazioni, degli elementi che difficilmente potevano essere collegati all’attività dell’uomo.
I simboli e le forme nel frattempo si andavano evolvendo, mutando da semplici cerchi a vere e proprie icone esoteriche, come il fiore della vita, l’albero della vita, il DNA umano, numeri sacri, ecc ecc.
Crop Circles sono apparsi in ogni parte del mondo (USA, ex-URSS, Giappone, Italia) anche se la maggior concentrazione di essi continua a registrarsi in Gran Bretagna.
Alcuni Crop Circle, di dimensioni enormi (fino 25 m di diametro) e di bellezza sublime, difficilmente possono essere assegnati all’attività artigianale dei circlemakers. Il fenomeno è tuttora discusso da praticamente tutti i settori della scienza e le teorie scientifiche e esoteriche non mancano.
Quello che manca è, per ora, il senso del messaggio di cui i Crop Circles sono portatori.
SIMBOLOGIA

L'origine del fenomeno, esogena all'uomo, attestato dai numerosi scienziati che negli anni si sono avvicinati allo studio dei Crop Circles, mette in luce la sostanza del mistero: qual è il messaggio contenuto in questi simboli?
La presenza di uno o più messaggi è palese quando si associano le simbologie dei cerchi alle forme geometriche di carattere esoterico, collegate ai numeri appartenenti alla geometria sacra, utilizzati dagli Egizi per la costruzione delle piramidi; dagli Ebrei per la realizzazione del Tempio di Salomone; dai Templari che, di ritorno dalla Terra Santa innalzarono le cattedrali gotiche, ultimi capolavori di Paleoingegneria.
Nonostante i dubbi e le incertezze derivanti dalla complessità del fenomeno Crop Circles, si può evidenziare un punto di contatto tra le varie interpretazioni che vengono date, ed è quello del simbolo. Secondo la tradizione Iniziatica il simbolo, come linguaggio silenzioso, inizia ad apparire nel momento in cui forze opposte entrano in tensione, e che l'intelligenza dell'uomo non riesce a risolvere. Il simbolo rappresenta una realtà oggettiva che si manifesta a livello subcosciente; è una chiave che ha il potere di modificare e influenzare l'energia dell'intero pianeta, per portarlo da un piano dimensionale ad un altro.
Tra i Crop Circle più famosi, per i quali si è cercato di individuare la simbologia e il significato, si possono citare:

1) Alton Barnes – Giugno 1996 – “DNA”

                                

Riguardo a questo Crop Circle, apparso a Alton Barnes nel 1996 (UK), studiosi come l’olandese Robert Boerman sostengono che la formazione indichi la doppia elica del DNA umano.
Notiamo infatti che l’andamento serpentiforme delle due linee si intreccia a formare un’elica. La differenza è che non si tratta di eliche ad andamento“speculare” ma parallele e equidistanti.
Secondo Boerman il messaggio è semplice: il segreto della creazione dell’Universo è nel nostro DNA.
Ma perché le eliche sono poste in modo così diverso? La risposta starebbe proprio nel metodo di formazione dei Cerchi: non spezzando ma piegando le spighe, modificandone cioè la struttura interna, il DNA. Questo significa che a determinate frequenze vibrazionali, la struttura genetica, e quindi molecolare, di un corpo può essere modificata.
Quest’ultimo punto è sostenuto da Fosar e Bludorf, che si rifanno agli studi di biologi russi sulle proprietà “sonore” del nostro DNA.
D’altra parte altri scienziati (Jeremy Narby – teoria del DNA raziocinante) hanno sostenuto l’importanza di studiare a fondo il DNA, visto che attualmente il codice genetico del genoma (complesso delle informazioni genetiche di un organismo) umano è costituito solo dal 3% del totale del DNA.
La funzione del restante 97% è ignota ed è denominata “DNA di scarto”.

2) Barbury Castle – Maggio 1997 – “ALBERO DELLA VITA”

                           

Questo Crop Circle riproduce esattamente l’albero della vita della Cabala ebraica. Questo simbolo è menzionato più volte nell’Antico e Nuovo Testamento, dalla Genesi al vangelo di Giovanni. Chiunque dovesse mangiare dall’albero, dice la Bibbia, otterrà la vita eterna. L’Albero della Vita deriva da un’antica tradizione ebraica denominata Cabala, la filosofia misterica e segreta dei rabbini, basata sull’interpretazione mistica delle Sacre Scritture.
Secondo la dottrina esoterica di Schurè sarebbe stato Mosè stesso a volere la nascita di tale insegnamento, che si tramandava oralmente di profeta in profeta. La Cabala è un sistema antichissimo che risale addirittura al tempo degli Egizi e dei Sumeri.
L’Albero della Vita (o Albero Sefirotico) è composto di 10 sfere (Sefira) e 22 linee che si intrecciano. Dal punto di vista esoterico questo simbolo complesso rappresenterebbe la natura delle Forze della Creazione, a tutti i livelli, dal microscopico al macroscopico.
Gli studiosi che hanno analizzato questa formazione sostengono che vi sono alte probabilità che la mano creatrice non sia “umana”. Il tipo di cereale nel quale il simbolo è stato formato, infatti, possiede delle caratteristiche particolari: è molto duro e, se piegato per più di 45°, si spezza.
Se insomma siamo di fronte a un autentico Crop Circle, quale può essere il messaggio che ci viene comunicato?
Forse che una lettura più accurata dei testi sacri può fornirci determinate informazioni? O il segno che ci può davvero essere la possibilità concreta della vita eterna? O forse, da un punto di vista spirituale, che l’uomo possiede già la sua immortalità, cioè l’anima?

3) Silbury Hill – Giugno 1999 – “DISCO SOLARE ALATO”

L’ultimo Cerchio che andiamo a esaminare è questo, apparso a Silbury Hill nel giugno 1999. Il simbolo che più si avvicina a questa formazione è il Disco Solare Alato, raffigurazione egizia del Sole, personificato nel dio Horus mentre combatte con il malvagio Seth. Secondo la tradizione egizia il dio Thoth usò la sua magia per trasformare Horus in un disco solare dalle splendide ali spiegate. Al suo fianco marciavano le divinità femminili Nekhbet e Uazet in forma di serpenti “Uraeus” (simbolo reale egizio anch’esso – iniziazione e saggezza occulta, circonda il disco di Horus ed è ornamento del copricapo di Osiride).
In questo caso si dovrebbe pensare ad una connessione con la civiltà egizia; ma anche qui è difficile rimanere ancorati ad un solo specifico significato, in quanto il sole è un simbolo universale per tutte le civiltà del mondo antico, e ad oggi non c’è nessuna prova decisiva che dimostri che il simbolo rappresenti realmente (o esclusivamente) il Disco Solare Alato.

09/03/2016 18:22:30

http://www.thexplan.net/article/34/LENIGMA-DEI-CERCHI-NEL-GRANO-PARTE-I/It
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