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31.05.2018
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La Commissione



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'VERITA' O MENZOGNA...SUL PIANETA X' - 2° Convegno Nexus, Abano Terme (PD) 26-27 / 10 / 2002

Introduzione

La Commissione

Adriano Forgione, direttore della popolare rivista Hera, ha parlato nel suo intervento, del 'Pianeta X', iniziando, com'era prevedibile, dagli studi di Zecharia Sitchin, lo studioso che ha portato a conoscenza del mondo le incredibili rivelazioni dei sumeri.

"...ora quindi parlerei del Pianeta X...Pianeta X che...non mi vede d'accordo con le affermazioni di Zecharia Sitchin...Sapete tutti che Zecharia Sitchin ha iniziato a divulgare da trent'anni circa, la realtà secondo i suoi studi, basati sulle tavolette cuneiformi sumere e...l'esistenza di un dodicesimo pianeta che ospiterebbe una civiltà evoluta, gli Anunnaki...
[Sitchin] Fece un intervista alla mia rivista, Hera, ma anche per confrontare alcune ipotesi perchè, ripeto, io non ero del tutto d'accordo su alcune affermazioni fatte dallo studioso, che ha comunque il grande merito di aver 'rotto il ghiaccio' e di aver portato all'attenzione del pubblico l'esistenza della granse conoscenza del cosmo dei sumeri.
Lui chiaramente non accettò le mie conclusioni...si tratta dello scambio di due punti di vista diversi; io non presento nessuna verità come lo stesso Sitchin, ma presentiamo delle ipotesi su cui lavorare
..."

Forgione intrattiene la platea con una serie di interessanti diapositive di bassorilievi, statue, sigilli e dischi solari delle civiltà antiche (soprattutto sumera). Per ogni diapositiva il relatore tenta di dimostrare come una medesima raffigurazione possa essere soggetta a più di una interpretazione, rendendo così perlomeno opinabili le conclusioni di Sitchin riguardo, soprattutto, all'esistenza di una civiltà sul dodicesimo pianeta:

(NOTA: mancando delle diapositive effettivamente presentate da Adriano Forgione alla conferenza, riportiamo qui le foto che più si avvicinano alla documentazione portata dal direttore di Hera. Nella scelta ci siamo basati sulla descrizione dei nostri inviati alla conferenza, e sui riferimenti dello stesso Forgione nella sua relazione. Per eventuali imprecisioni o discrasie che dovessero presentarsi nelle immagini, saremmo lieti di ricevere indicazioni o materiale, onde poter inserire o sostituire le foto con altre corrette. Ci scusiamo in anticipo.)

La linea seguita da Adriano Forgione è quella simbolica. Egli sottolinea come tutte le interpretazioni date da Zecharia Sitchin ai sigilli sumeri e alle tavolette cuneiformi non sono assolutamente definitive ed uniche, ma possono e devono essere riviste in chiave, appunto, simbolica: riconducendo le raffigurazioni contenute nei sigilli sumeri al solo significato dei numeri, a quello archetipico della discesa del mondo spirituale nel mondo materiale (nel caso della divinità), all' immagine dominante della divinità femminile, collegato all'eros del serpente, fino ad arrivare all'universale movimento del Sole che scompare nelle acque per ritornare al mattino (quest'ultimo concetto, nel tentativo di fornire una spiegazione alternativa al 'mito' di Oannes), il direttore di Hera svuota di fatto di ogni contenuto le conclusioni di Sitchin, ponendo l'imperativo categorico 'scegli!'. Se si vuole interpretare la storia come raccontata dai sumeri, occorre porsi o sul piano ipotetico-storicistico (Sitchin) o su quello archetipico-simbolico (Forgione). Un bivio che, a nostro avviso, non produce alcuno sviluppo sulla strada verso la conoscenza, semmai crea molta più confusione. Il significato simbolico dei numeri, l'immagine-simbolo della femminilità (Luna-acqua-terra-madre-utero-dea) che unita al sesso maschile (Sole-fuoco-fallo-dio) forma l'essere perfetto, l'androgino (a cui le stesse divinità tendono), cioè la coppia che unita produce il 'terzo', ultimo vertice della trinità, che è perfezione (questa in sostanza è la teoria-base di Forgione); sono concetti così antichi ed universali che probabilmente sono stati anche all'origine della creazione dell'Universo (vedi la nostra ipotesi nella sez. Nibiru, par. 'Documenti Antichi'); concezioni così antiche che non è possibile pensare che non fossero conosciute dai popoli del mondo antico.
Con questo vogliamo dire che tutti i sigilli reinterpretati da Forgione in ottica simbolica non servono in alcun modo a confutare la tesi di Sitchin riguardo alla 'genesi' della Terra; se si guardano le iscrizioni sumere, i loro racconti della creazione, e gli stessi sigilli dove sono contenute tutte le immagini più importanti della loro cultura; se si guardano in ottica simbolica, il risultato non può essere migliore delle interpretazioni di Sitchin, perchè si tornerebbe al punto di partenza, cioè alla consapevolezza che gli antichi popoli erano in possesso della conoscenza del numero, dei simboli, dei significati archetipici; consapevolezza che ad oggi non direbbe niente di nuovo. Se si segue la linea tracciata in trent'anni di studi da Zecharia Sitchin, non si può nemmeno in questo caso parlare di verità assolute. No. Però le conclusioni che si potrebbero trarre porterebbero, a nostro avviso, più lontano. Alla consapevolezza che gli antichi popoli avevano ricevuto insegnamenti e cultura (e forse anche la stessa vita) grazie all'opera di 'visitatori' provenienti da un altro pianeta (o comunque, da una civiltà sconosciuta). Arrivati a questo punto siamo, tuttavia, ancora fermi sul medesimo piano d'indagine. Possediamo due linee di ricerca, due punti di vista diversi, apparentemente incompatibili (l'uno prettamente simbolico-spirituale, l'altro più materiale). In che modo si deve procedere per avanzare di più verso la conoscenza? (perchè è questo a cui ogni studioso deve tendere): applichiamo ancora una volta il sistema coppia=trino=perfezione, cioè, proviamo ad unire i due concetti. Il simbolico (che, dobbiamo essere convinti, era largamente usato nell'antichità, molto più di oggi) con il materiale, la cronaca (di cui oggi siamo 'troppo' padroni), ed otterremo un nuovo punto di vista, dove concetti così distanti trovano invece un punto in comune. La conclusione? Una nuova, diversa : la consapevolezza che gli antichi popoli conoscevano il significato dei simboli (in tutto il mondo antico, a livello planetario), e lo conoscevano a tal punto da utilizzarlo per descrivere fatti ed eventi per loro inesplicabili, e di cui erano testimoni oculari, o dei quali ricevevano notizia dagli 'dei', dei che, a differenza di oggi, comunicavano e vivevano in mezzo a loro. Ci siamo spostati su un altro piano d'indagine.

E' una conclusione azzardata? Può darsi, ma siamo sicuri di non essere i primi, nè gli ultimi a formularla. In fondo, per chi vuole veramente giungere alla conoscenza, nessun punto di vista deve mai essere tralasciato. Soprattutto, si dovrebbe evitare di dividersi laddove, invece, è possibile trovare punti in comune per orientare le proprie risorse.

09/03/2016 18:03:13

http://www.thexplan.net/article/23/VERITA-O-MENZOGNA-SUL-PIANETA-X-2-Convegno-Nexus-Abano-Terme-(PD)-26-27-10-2002/It
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