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ANNO XV


31.05.2018
TXP 3.0
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La Commissione



X-ZONE/X-plan

PROGETTO SERPO #6.1

Post #6 - Parte Seconda

La Commissione
Fonte: Serpo.org
Anno: 2005

Fonte: Anomimo

“…I nostri ragazzi videro il dolore negli occhi degli EBEN durante la morte dei loro compagni. Piu’ tardi, dopo l’ultimo periodo di lavoro alla fine della giornata, gli EBEN fecero un “funerale”, o almeno questo e’ quanto il nostro Team concluse. I corpi dei deceduti vennero avvolti in un lenzuolo bianco. Diversi tipi di liquidi vennero versati sopra di essi. Molti EBEN si misero in cerchio e cantarono.
I suoni divennero quasi nauseanti per i nostri. La cerimonia duro’ per un lungo tempo. Alla fine, i corpi vennero posti in container di metallo e seppelliti in una zona remota lontano dalla comunita’. Dopo la sepoltura, gli EBEN tennero una festa. Grandi tavolate piene di cibo furono portate e tutti mangiarono, danzarono e giocarono. Questo accadde ogni volta che uno o piu’ EBEN morivano.
La tipica famiglia EBEN viveva una vita semplice. Le loro case erano costruite con argilla, un materiale simile al legno, e metallo. Le case sembravano tutte uguali, qualcosa di simile alle case del Sud-Ovest fatte di mattoncini. L’interno delle case consisteva in 4 stanze. Una stanza da letto dove gli EBEN dormivano insieme su tappetini; una cucina, un soggiorno (l’ambiente piu’ grande) e una piccola stanza da bagno.
Questo sollevo’ un quesito interessante da parte del nostro Team: gli EBEN non avevano bisogni fisiologici di espellere i rifiuti corporei come noi. Essi avevano dei piccoli punti di raccolta nelle case per tali rifiuti, ma il sistema digestivo degli EBEN era estremamente efficiente nell’assorbimento del cibo. I loro rifiuti corporei consistevano in una ridotta materia di scarto, simile alle feci di gatto.
I nostri ragazzi non videro mai un EBEN urinare. D’altra parte, i rifiuti organici degli umani consistevano in un’abbondante quantita’ di escrementi e urina. Gli EBEN dovettero scavare grandi spazi per contenere i rifiuti dei 12 membri del Team e si adoperarono per soddisfare questa esigenza.

Il cibo, come ho accennato precedentemente, era un problema. I nostri consumarono cibo in scatola di tipo militare per la maggior parte del tempo, ma alla fine dovettero passare al cibo degli EBEN. Questo consisteva in una varieta’ di prodotti. Gli EBEN coltivavano vegetali, simili alle patate ma con un sapore diverso. C’erano lattuga, pomodori, rape e questi erano gli unici che somigliavano ai nostri, ma vi erano altre varieta’ che gli EBEN coltivavano; una pianta era formata da cose rotonde con lunghi viticci. Gli EBEN cuocevano i viticci e mangiavano la parte rotonda cruda.
Gli EBEN avevano un liquido biancastro che all’inizio si penso’ fosse un tipo di latte. Ma dopo averlo assaggiato, i nostri capirono che si trattava di una cosa completamente diversa, sia per sapore che per contenuto.  Il liquido proveniva da un piccolo albero situato nella parte settentrionale del pianeta. Gli EBEN mungevano l’albero per estrarne il liquido. Sembrava che berlo fosse per loro un atto piacevole, ma il nostro Team non si abituo’ mai al sapore di quella bevanda.
Gli EBEN cucinavano il cibo, dallo stufato - che era piuttosto insipido per il nostro senso del gusto, e i membri del Team usavano grandi quantita’ di sale e pepe – a un tipo di pane. Questo era azzimo e con un sapore abbastanza buono, ma se ingerito causava stitichezza allo stomaco umano. Si doveva bere una grande quantita’ d’acqua per digerirlo.
Un cibo che piaceva sia agli EBEN che ai membri del Team era la frutta. Gli EBEN mangiavano una grande quantita’ di frutta. Questa era dolce anche se di forma diversa da ogni tipo di frutta che conoscevamo. Alcuni frutti avevano il sapore del melone, altri sapevano di mela.

Un altro problema era l’acqua. L’acqua su Serpo conteneva un certo numero di composti chimici sconosciuti che il nostro Team rilevo’. Quindi si dovette sempre bollire l’acqua prima di berla. Quando gli EBEN se ne resero conto, costruirono un impianto per il trattamento dell’acqua appositamente per i nostri ragazzi.

Nel rapporto finale, scritto dal comandante (Colonnello), si legge che durante il periodo dello scambio (l’autore del rapporto era stato cauto nel non usare periodi di tempo esatti), il Team fu capace di comunicare con gli EBEN per circa il 50% delle volte. Vi furono cose che non riuscimmo mai a comunicare.

Il nostro Team si era portato dietro attrezzatura per giocare a Softball come attivita’ sportiva. Gli EBEN osservavano il gioco e ridevano (la risata degli EBEN era come un grido molto acuto). Successivamente essi impararono a giocare ma non si abituarono mai a prendere la palla prima che questa toccasse terra.

I nostri giocarono anche a Touch Footbal. Anche in questo caso, gli EBEN osservarono il gioco molto attentamente e poi lo imitarono. Ma, come nel caso del Softball, non capirono mai che si doveva prendere la palla prima che questa cadesse a terra!

Anche se i nostri rispettarono sempre la privacy degli EBEN, fu permesso loro di osservare le nascite. Essi, durante i loro giri nella comunita’, riuscirono anche a vedere gli EBEN nel momento della loro attivita’ sessuale. Maschi e femmine possedevano organi sessuali simili ai nostri e facevano sesso. La frequenza di tale attivita’ non fu annotata come frequente secondo i canoni della nostra societa’. Si credeva che essi praticavano il sesso sia come atto di piacere che a scopo riproduttivo...”

[CONTINUA]
30/04/2017 18:04:32

http://www.thexplan.net/article/229/PROGETTOSERPO-6.1/It
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