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ANNO XV


VALMALENCO FILES
NEOBATRI E LA VALMALENCO
31.05.2018
TXP 3.0
E' online la nuova versione del sito ufficiale del Gruppo The X-Plan, con un nuovo layout e box tematici per una lettura più immediata ed efficace. Ogni articolo presenta una foto di anteprima e una descrizione testuale. Rimangono i colori ufficiali del Gruppo e il Pianeta X, che dal 2003 ci accompagna nel nostro lavoro di ricerca. Buona navigazione.

La Commissione



X-ZONE/X-plan

PROGETTO SERPO #2.0

Post #2 - Parte Prima

La Commissione
Fonte: Serpo.org
Anno: 2005

Fonte: Anonimo

[TXP- Anonimo risponde al commento di Paul McGovern che abbiamo pubblicato sull’articolo precedente]
“...Paul e’ in errore. C’erano due femmine nel team, una dottoressa e una linguista [TXP – A questo proposito e’ interessante notare la trama del film Arrival uscito recentemente nelle sale, dove una linguista accompagnata da un collega e da militari visita un’astronave aliena che staziona sul suolo Americano e cerca di comprendere il linguaggio usato dalla creature aliene che sono al suo interno]
C’era un periodo di oscurita’ [su Serpo], ma non oscurita’ totale. Il pianeta degli Eben e’ situato all’interno del sistema solare di Zeta Reticuli (sistema binario di magnitudo 5 simile al nostro sole e posta nel settore vicino all Grande Nuvola di Magellano). Il pianeta ha due soli ma il loro angolo di incidenza e’ stretto cosi’ da permettere un po’ di oscurita’ in base dove uno si trova.
[TXP – Bill Moore ha pubblicato sul suo “Focus” Magazine del 1991 il seguente report che viene inserito nel Post #2 di Serpo riguardo al sistema di Zeta Reticuli. Si tratta di un’intervista condotta da un giornalista a “FALCON”, nome in codice di Rick Doty, un ex membro dei servizi di Intelligence USA. Riportiamo integralmente il testo]:

Giornalista: “E da quale pianeta arrivano gli “alieni” EBENS?
FALCON: “Dal gruppo stellare Zeta Reticuli...(ci sono) due soli insieme”
D: "Ed e’ questa la fonte primaria dei visitatori alieni qui?"
R: "Per quello che ne so io, si"
D: "Quanto ci vuole per viaggiare verso Zeta Reticuli?"
R: "Loro possono farlo…in 91 giorni circa"
D: "Quanto e’ grande il loro pianeta?"
R: "Il pianeta degli EBENS e’ simile alla Terra, ma l’aria e’ piu’ rarefatta e contiene quantita’ maggiori di Argon ed Elio. Lla temperatura media e’ anche leggermente piu’ fresca specialmente nelle zone settentrionali. A loro piacciono le nostre regioni montuose dove l’aria e’ piu’ leggera e le temperature piu’ fresche. Non possono sopportare l’eccessivo calore”
[TXP – Abbiamo una forte discrepanza con le rivelazioni di Anonimo sul tema temperature, visto che secondo quanto pubblicato da Ryan e Martinez gli EBEN vivrebbero prevalentemente sulla parte piu’ calda di Serpo, mentre le aree settentrionali sarebbero scarsamente popolate]
D: "Possiamo passare a descrivere le caratteristiche e le condizioni fisiche degli alieni?"
R: "Sono creature alte tra i 3'4" e i 3'8" [100-115 cm]. I loro occhi sono molto larghi come quelli di un insetto e con una coppia di differenti palpebre interne. La loro struttura cutanea e’ estremamente…elestica e resistente, forse resa piu’ dura a causa dei loro soli”

[TXP – Fine estratto]
L’estratto dall’intervista di cui sopra e’ del Marzo 1984 e, ancora, Febbraio 1987.
Prove raccolte dalla testimonianza del rapimento di Betty e Barney Hill e dalle fonti di Intelligence del tipo di quelle esposte da “Falcon” hanno suggerito che la provenienza di almeno una delle razze di “visitatori” alieni sia il sistema di Zeta Reticuli, formato da una coppia di stelle gemelle (due stelle che viaggiano insieme nella stessa direzione e alla stessa velocita’ costituendo un sistema binario) situate a una distanza di 39.4-39.4 anni luce.
La principale fonte di informazione riguardo a queste due stelle e’ lo studio condotto nel 1987 presso l’ European Southern Observatory a La Silla (Chile) da L.DaSilva (Brasile) e R.Foy (Francia) e pubblicato su Astronomy and Astrophysics con il titolo “Zeta 1 and Zeta 2 Reticuli: A Puzzling Solar-Type Twin System”.
Le due stelle, Zeta 1 e Zeta 2, si trovano nella costellazione meridionale del Reticulum (Rete) e non sono quindi mai visibili dalla maggior parte dell’emisfero settentrionale. Sono entrambe classificate come stelle antiche la cui origine e’ stimata tra i 6 e gli 8 miliardi di anni. Vi sono indicazioni concrete che entrambe abbiano avuto un’origine comune e che siano parte di un vecchio gruppo (cluster) di stelle in movimento relativamente vicino e che era stato all’inizio individuato nel 1958 come il gruppo Zeta Hercules. Zeta 1 Reticuli e’ separato da Zeta 2 Reticuli da almeno 367 miliardi di miglia (circa 100 volte la distanza Sole-Plutone). Essi potrebbero in realta’ essere ancora piu’ distanti ma gli studi effettuati sino ad oggi suggeriscono che il loro sia un movimento spaziale parallelo e, quindi, fisicamente associato. Tale sistema binaro dovrebbe impiegare almeno 100,000 anni per eseguire l’orbita completa attorno al proprio centro di gravita’.

Il nostro Sole ha un’eta stimata di soli 5 miliardi di anni ed e’ spettroscopicamente classificata come stella G-0 (nana giallo-arancio). Zeta 1 e Zeta 2 sono classificate rispettivamente come G-2 e G-3 con luminosita’ “L” di 0.8 e 1.02 (il nostro Sole ha una L = 1.0). Questo significa che queste stelle gemelle sono simili al Sole e potrebbero essere inserite in un sistema molto simile al nostro.
Nel loro documento molto tecnico, Da Silva e Foy offrono due conclusioni piuttosto importanti sue queste stelle, che contraddicono radicalmente i dati precedentemente calcolati:
1. Non sono deficienti di metalli
2. Non rappresentano un sistema binario vicino (o doppio)
Le prime osservazioni, pubblicate da Bonneau et al, 1980, avevano infatti identificato Zeta 2 come un sistema binario molto vicino, ma lo stesso Bonneau (con Foy) nel 1986 ammise l’errore di calcolo.

L’aspetto oscuro di queste stelle “vicine” (solo un decimo di anno luce tra loro) sta nella scoperta di gravita’ ed emissioni di ultravioletto in misura piu’ alta di quanto ci si aspettava, se comparate al normale contenuto metallico. L’eccesso ultravioletto e di dati cinematici (movimento e orbita) indicano che queste due stelle appartengono alla vecchia popolazione II di stelle; ma l’elevata gravita’ apparente sembra piu’ tipica di un oggetto non evoluto e a minimo contenuto metallico.
Da Silva e Foy hanno pertanto dovuto cercare da altre parti per spiegare il paradosso gravitazionale di Zeta 1 e Zeta 2. La risposta venne con la scoperta di sovrabbondanza di Elio (il doppio rispetto al nostro Sole) nelle fotosfere stellari. Questi dati, inseriti nei calcoli del sistema binario, non solo hanno spiegato l’elevata gravita’ ma anche l’eccesso di output ultravioletto rispetto ad una luminosita’ relativamente bassa. Un altro effetto dell’abbondanza di Elio sarebbe quello di rallentare il processo di evoluzione stellare su tutta la sequenza principale. Infine occorre notare che Zeta 1 era una delle prime stelle che fu usata come analogia solare dagli astronomi.
Tutte queste osservazioni possono sostanziare l’ipotesi della possibilita’ che Zeta 1 e/o Zeta 2 posseggano pianeti con un’avanzata vita intelligente?


05/03/2017 19:41:13

http://www.thexplan.net/article/218/PROGETTO-SERPO-2.0/It
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