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Non vi chiediamo di credere, ma di riflettere

ANNO XV


31.05.2018
TXP 3.0
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La Commissione



INDAGINI/Nel Mondo

IL LINGUAGGIO ALIENO E LA SCIENZA DEL MULTIVERSO

La Commissione
LINGUAGGIO ALIENO E SPIRITUALITA’

E’ la spiritualita’ un attributo e un’esperienza unicamente umana? Se esseri intelligenti e non umani esistono, possiedono la capacita’ di credere in un essere superiore? Possiedono, essi, un’anima?
Una delle grandi religioni del mondo si e’ espressa piu’ volte sull’argomento, per bocca del Rev. Jose’ Gabriel Funes, Capo-Astronomo del Vaticano. Egli ha detto che

“non vi e’ conflitto tra il credere in Dio e credere in esseri intelligenti non-umani, conosciuti anche come Alieni”

Funes va oltre e spiega che vi potrebbero essere creature intelligenti che non sono state soggette alla separazione da Dio come descritto nella Genesi, e che quindi potrebbero avere ancora il pieno e diretto contatto con il Creatore.
Mentre il concetto dell’esistenza di esseri non umani dotati di intelligenza e’ da sempre molto usato, sia nel campo scientifico che in quello letterario (la fantascienza e la narrativa in particolare) e cinematografico, non vi sono cosi’ tanti riferimenti diretti alla spiritualita’, alla fede, o alla religione Aliena. Molti riferimenti indiretti invece compaiono di volta in volta nella storia, attraverso resoconti di esploratori, miti e leggende, e strani avvistamenti.
Un primo esempio e’ dato dal diario dell’Ammiraglio Richard Byrd, che il 19 Febbraio 1947 si trovava a sorvolare il Circolo Polare Artico in ricognizione, insieme a suo co-pilota. A un certo punto il velivolo incontro’ una forte turbolenza che interruppe il contatto radio con il campo base. Quando gli strumenti tornarono a funzionare, Byrd e il suo compagno si trovarono a sorvolare una valle coperta di vegetazione che non poteva esistere! Essi videro addirittura dei Mammoth pascolare tranquillamente sulla pianura. E, in lontananza, i contorni di una citta’. Di fronte agli occhi attoniti dei due uomini, alcuni velivoli discoidali si avvicinarono all’aereo e ne presero il controllo a distanza.
Una voce attraverso la radio di bordo gli diede il benvenuto comunicando l’imminente atterraggio.
L’aereo viene fatto scendere sulla sua verticale come preso in un ascensore invisibile e, poi, l’Ammiraglio Byrd viene condotto al cospetto del Maestro, un essere radiante di luce e che trasmette delle sensazioni piacevoli di pace e di tranquillita’. Il Maestro avverte Byrd contro l’uso incontrollato della tecnologia, in particolare di quella nucleare (in seguito alla devastazione di Hiroshima e Nagasaki) e lo invita a portare questo messaggio ai suoi superiori una volta rientrato negli Stati Uniti:

“C’e’una grande tempesta che si sta raccogliendo sul tuo mondo, figlio mio, una furia nera che non si esaurira’ nel giro di pochi anni. Non avete risposte nelle vostre braccia, ne’ salvezza nella vostra scienza. Essa puo’ infuriare fino a distruggere l’ultimo fiore della vostra cultura, fino a precipitare il mondo nel caos. La guerra recente e’ stato solo il preludio...forse, dopo che la
tempesta sara’ passata, i sopravvissuti impareranno la futilita’ della guerra, e la cultura e la scienza rinasceranno nuovamente”


L’Ammiraglio incontro’ nuovamente il suo co-pilota ed entrambi vennero scortati fuori dalla citta’ e fino al loro aereo. Esso venne fatto decollare sulla verticale nuovamente e solo all’altezza di 2700 piedi, i controlli tornarono in mano ai due uomini. Non e’ chiaro dal diaro di Byrd il passaggio dalla valle fertile alla distesa di ghiaccio che egli afferma vedere nuovamente dopo circa 5 minuti di volo.
L’esperienza di Byrd apre diversi scenari su cosa realmente l’ammiraglio Americano abbia vissuto: si e’ parlato molto della teoria della Terra Cava, che vuole l’interno del nostro pianeta essere cavo e ospitare un mondo con addirittura un Sole centrale; ma possiamo parlare anche di salto dimensionale, di dimensione parallela, di mondo virtuale o di una breccia nella “Matrice”...tutti argomenti che affronteremo nella seconda parte di questo articolo.
Un secondo esempio e’ il recente film di Cameron AVATAR, che ha avuto un successo globale piu’ per le novita’ introdotte con la Computer Grafica che per l’originalita’ della storia. In Avatar, tuttavia, gli Alieni del pianeta Pandora sono caratterizzati da un forte elemento spirituale che li connette profondamente alla natura e al loro pianeta. Interessante il modo con cui essi stabiliscono questa connessione, attraverso i capelli annodati in una lunga treccia.
Strani avvistamenti che riportano alle visioni mistiche degli Angeli e’ l’incontro con il Mothman, o Uomo Falena, una creatura che si dice comparire nei luoghi dove si dovranno abbattere immani catastrofi. Molti testimoni hanno raccontato che la creatura non parla, ma trasmette delle sensazioni molto forti che entrano nel piu’ profondo dell’anima. Non si e’ certi della natura di questo essere, sia esso frutto di una mutazione, o una creatura Aliena, o un messaggero divino, ma anche qui siamo di fronte a un caso molto piu’ “spirituale” che fisico. L’Uomo Falena e’ apparso per lo piu’ negli stati dell’Ohio e del West Virginia (a Poin Pleasant esiste addirittura una scultura in acciaio che lo ritrae) dlla fine degli anni ’50 fino alla seconda meta’ degli anni ’60 e poi, dopo la demolizione del Silver Bridge (che collasso’ uccidendo 46 persone) nessuno lo vide piu’.
Un punto di vista interessante che abbiamo a livello inconscio con riguardo alla spiritualita’ aliena e’ che, guardando ad essi come ad esseri provenienti dallo Spazio, cioe’ dal luogo dove, in qualche piega del Tempo, dimora il Creatore o l’Origine di Tutto, tendiamo a credere che l’Alieno sia molto piu’ vicino ad esso, e non abbia perduto quella connessione diretta che noi, mortali “caduti” sulla Terra, abbiamo lasciato e che forse non recupereremo mai. Da qui la convinzione e la speranza che l’Alieno scenda sulla Terra come messaggero divino per riportare l’uomo vicino a Dio o per purificare il Mondo da tutti i mali.
Nel corso delle nostre ricerche anni fa abbiamo collaborato per qualche tempo con un chimico che effettuava anche esperimenti di ipnosi regressiva su presunti addotti. Quello che e’ emerso da anni di ricerca che il Professore ha condotto, e’ una teoria che apparentemente si discosta dalla “spiritualita’” Aliena ma che vogliamo citare per dare una diversa prospettiva sull’argomento. Secondo il professore, che si allinea ad altri psicologi e ipnologi Americani, gli Alieni come vengono “visti” o come emergono dal subconscio dei presunti rapiti, sono quasi sempre i “Grigi”, cioe’ esseri non piu’ alti di un metro e mezzo, di pelle grigio scuro o chiara, macrocefali, con quattro dita e pollice opponibile, grandi occhi neri privi di palpebre. Questo tipo di creature non mostrerebbe alcun tipo di emozione e sarebbe in grado di comunicare telepaticamente con il soggetto addotto.
Secondo ricercatori che appartengono a questa scuola di pensiero, lo scopo principale dei rapimenti sarebbe quello di effettuare esperimenti genetici di ibridazione, che mirano allo sviluppo di una razza umano-aliena che permetta la loro sopravvivenza della loro razza.
La difficolta’ principale rimane la replicazione o il trasferimento dell’anima, che non sarebbe ancora possibile nemmeno con la tecnologia avanzata di cui dispongono tali creature.
In questo caso abbiamo quindi una teoria che determina l’assoluta assenza di emozioni e di spiritualita’ nell’Alieno, ma la consapevolezza che esso ha dell’unicita’ dell’uomo, cioe’ che egli possiede l’anima. E sarebbe questo l’obiettivo finale delle razze che prelevano soggetti umani, svelare il segreto dell’anima e appropriarsene.
I testimoni di avvistamenti di esseri non umani hanno parlato d’altra parte anche di creature di luce o angeliche che si sono messe in contatto con loro descrivendo dettagliatamente il loro mondo, il loro universo e le loro credenze spirituali. Si potrebbe quindi dedurre che, tra le varie tipologie Aliene che visitano il nostro Pianeta piu’ o meno “fisicamente”, vi sono altrettante caratteristiche spirituali che li accompagnano.
Vi sono alcune opinioni che vale la pena di sottolineare, per dare una prospettiva trasversale di studiosi e ricercatori del campo.
Il Dr. Jacques Vallee parla di Ufo e di Alieni come di livelli di coscienza non ancora riconosciuti.
Secondo il suo pensiero, non si tratta di semplici astronavi che visitano la Terra, perche’ sarebbe una spiegazione troppo semplicistica. Vi sarebbe invece un parallelismo tra Ufo e Demoni, entrambi capaci di fabbricare immagini che condizionano la nostra percezione della realta’ e, in ultimo, il nostro sistema di credenze. Non si puo’ negare che nel corso della storia dei contatti e dei rapimenti, il concetto dell’uomo sia stato rivisto e il processo cui andiamo incontro e’, certamente, quello di una nuova prospettiva della vita extraterrestre e dei poteri ESP.
Un esempio di tale parallelismo e’ dato dalle Abductions o rapimenti Alieni, durante i quali gli addotti sono sottoposti ad avanzati test medici che sfociano, secondo le testimonianze, in veri e propri abusi sessuali e manipolazioni genetiche. Queste esperienze ricordano molto da vicino le storie medievali di incontri con Demoni.
Ma, continua Vallee, c’e’ qualcosa che non torna se pensiamo all’enorme e avanzata tecnologia che gli Alieni dovrebbero possedere.
Inoltre, i modelli che gli addotti vivono durante l’esperienza delle Abductions sono molto simili se non identici in principio alle cerimonie di iniziazione rituale che sono proprie delle culture e delle tradizioni occulte di ogni civilta’.
Un altro parere e’ quello di Lynn E. Catoe, secondo la quale una grande parte del materiale disponibile sugli Ufo e’ collegata alla metafisica e al misticismo. Molti fenomeni Ufo sono strettamente collegati alla possessione demoniaca e ai fenomeni ESP.
Il Dr. Pierre Guerin si associa a questa idea quando parla di “comportamento degli Ufo molto piu’ vicino alla Magia che alla Fisica. Ufonauti moderni e demoni antichi seguono lo stesso modello comportamentale.
La nostra opinione e’ che possono essere vere entrambe le cose: Fisica e Metafisica della Magia sono entrambi dei forti strumenti di manipolazione della materia e della coscienza, e quindi e’ assolutamente probabile che esseri dotati di tecnologia e di intelligenza avanzate possano padroneggiare entrambe.
Come scrivono i sociologi Stupple e McNeece,

“Lo studio del fenomeno Ufo mostra ripetutamente che esso e’ parte di un piu’ ampio e occulto mondo sociale”

Sempre piu’ ricercatori nel campo dell’Ufologia sostengono che per comprendere il fenomeno si devono possedere necessarie conoscenze di Metafisica e di Esoterismo. Quelle che si credevano essere all’inizio semplici macchine volanti – i dischi – si sono rivelati essere qualcosa di piu’ complesso. Allo stesso modo delle creature che di tanto in tanto vengono avvistate o che entrano in contatto con l’uomo, esse si comportano secondo modelli che per secoli sono stati descritti nei volumi di Angelologia e di Demonologia. Ma qual e’ il punto in comune tra angeli (o demoni) e Alieni? Una coscienza spirituale che non e’ mai mutata, che sembra derivare dalla stessa fonte. E’ pero’ cambiata la nostra percezione di essi, man mano che la tecnologia ha permesso nuovi sviluppi e nuovi modelli sociali; visto che viviamo in un sistema soggettivo, dove niente esisterebbe senza passare attraverso i nostri sensi, anche gli Alieni sono filtrati attraverso la nostra percezione. Che poi tale percezione sia “guidata” o sia naturale, e’ questa una questione che andrebbe approfondita. Ma di fatto Tecnologia e Metafisica mostrano necessariamente caratteristiche di compatibilita’ e sembrano rappresentare l’unica via per una comprensione totale della nostra esistenza, come vedremo ora.
LA SCIENZA DEL MULTIVERSO

La Teoria Generale della Relativita’ nacque quando Einstein si chiese qual era il meccanismo della gravita’, dato che la fisica Newtoniana spiegava come essa funzionava, ma non perche’. Le equazioni di Einstein spiegavano che gli oggetti con massa curvavano lo Spazio-Tempo, mentre altri oggetti “invecchiano” piu’ lentamente tanto piu’ velocemente procedono. Secondo la teoria, questo dovrebbe essere vero anche per la distanza (corpi lanciati ad una velocita’ prossima a quella della luce si accorciano). Tuttavia l’introduzione della Meccanica Quantistica (e in particolare del principio di indeterminazione di Heisenberg, Il principio che rende ragione dell'impossibilità mediante osservazione di determinare la posizione e quantità di moto di una particella elementare contemporaneamente, in quanto l'una esclude l'altra e noi, nell'osservare, restiamo totalmente estranei al mondo subatomico. Il mondo subatomico è come un mondo "a sé", una "regione cosmica" con leggi proprie che include molteplici sistemi fisici, in cui noi non possiamo entrare coi nostri strumenti per coglierne interamente la natura) mostra che lo spazio non si comporta in modo uniforme con le piccole grandezze (dal livello di particelle verso l’infinitesimamente piccolo). La stessa definizione di vuoto cambia con l’introduzione della Meccanica dei Quanti.
Newton pensava che il vuoto fosse un ambiente privo di qualsiasi cosa. Con la Meccanica Quantistica una totale assenza di materia e’ impossibile. Il vuoto viene interpretato con il binomio onda-particella. Il vuoto è pensato come un equilibrio dinamico di particelle di materia e di antimateria in continuo annichilimento.
Alcuni pensano che mantenedo Relativita’ e Meccanica Quantistica separate il problema del conflitto di leggi non sussiste. Brian Greene (Professore di Fisica alla Columbia University, New York) afferma invece che, per capire l’universo (che era in origine molto piccolo e con una massa enorme) e i buchi neri, il problema e’ molto serio. Attualmente la matematica produce valori dell’infinito quando entrambe le teorie sono usate. Il collasso dell’indeterminazione non e’ ancora compreso anche se si sono fatte varie ipotesi (Universi paralleli, il futuro che influenza il passato, il collasso della funzione d’onda).
Ci sono stelle che possiedono massa sufficiente per collassare su se stesse, formando buchi neri.
All’interno di questi buchi neri vi e’ un punto chiamato “singolarita’”, dove ogni legge fisica potrebbe cessare di esistere. In quel punto la curvatura dello Spazio-Tempo diviene infinitamente larga, e la scienza moderna non e’ in grado di predirre quello che potrebbe accadere.
La Teoria della Relativita’ di Einstein non arriva a determinare gli effetti della singolarita’ su un oggetto. Da questa incertezza sono nate diverse teorie, che ipotizzano l’esistenza di tunnel spazio-temporali che sarebbero scorciatoie su altri punti dell’Universo, o su altri Universi.
Si e’ parlato dell’utilizzo dei buchi neri per implementare viaggi interstellari ma ovviamente vi sono delle problematiche non ancora risolte, come ad esempio l’enorme pressione della forza gravitazionale che schiaccerebbe ogni tipo di oggetto che si trovasse a transitare nelle vicinanze.
Vi sono altre teorie che sono state accettate da fisici e astronomi contemporanei, come ad esempio la teoria che dice, data l’incertezza della singolarita’, che al di la’ di essa vi potrebbe essere un nuovo insieme di leggi fisiche (ad esempio assenza o variazione di una delle forze che governano il nostro universo: elettromagnetismo, gravita’, forze nucleari). Se cio’ dovesse essere vero, tecnicamente ci si troverebbe di fronte a un altro universo.
Queste sono le basi per la Teoria del Multiverso o Teoria-M; essa e’ una teoria recentemente accettata e seriamente studiata, la quale descrive la continua formazione dell’universo attraverso il collasso di stelle giganti e la formazione di buchi neri. Con essi si formerebbe una nuova singolarita’ e, quindi, un nuovo possibile Universo.
Sir Martin Reese, astronomo della Corona Britannica, ha spiegato che il nostro universo potrebbe essere solo un elemento – un atomo – in un insieme infinito. Ogni universo inizia con il suo Big Bang, acquista un proprio carattere (cioe’ un insieme di leggi) mentre si raffredda, e traccia il suo particolare ciclo cosmico.
Questa spiegazione mette il nostro Universo, nella prospettiva del Multiverso, in uno spettro molto ridotto, ma allo stesso tempo apre a nuove prospettive sul concetto di Universi multipli e Universi paralleli.
David Deutsch, fisico a Oxford, nel suo libro “The Fabric of Reality” descrive la possibilita’ di interagire con universi paralleli. Deutsch suggerisce che attraverso un universo parallelo un computer sarebbe in grado di trovare un suo ‘doppio’ posizionato in un altro universo, e collaborare con esso scambiando informazioni e allargando la conoscenza. Questo e’ un altro ramo della teoria del Multiverso che e’ stato accettato e che si sta tutt’ora esaminando.
La Teoria del Multiverso in se’, indipendentemente dagli Universi Paralleli, presenta svariate implicazioni. La piu’ importante e’ il processo unico e complesso che ha portato alla creazione del nostro Universo e la facilita’ con cui esso sarebbe potuto essere diverso.
La teoria implica anche che, su possibili milioni di miliardi di universi, il nostro e’ cosi’ speciale da aver permesso lo sviluppo della vita.
Se anche una sola legge fisica che governa il nostro Universo fosse diversa, ad esempio,
probabilmente non saremmo in grado di apprezzare le bellezza del mondo che ammiriamo ogni giorno. Questo ci porta alla domanda piu’ importante: se ogni universo nasce da un altro universo, dove e’ cominciato tutto?
E’ questo il punto dove scienza e spiritualita’ forzatamente vanno a convergere, e anche un punto piuttosto imbarazzante per entrambe le branche del sapere. Tutt’ora alcuni fisici sostengono che secondo il modello scientifico attuale non c’e’ spazio per la concezione di un Creatore; ma diventa sempre piu’ difficile non ammettere, con un tale sistema di leggi e principi che permettono la vita nel nostro universo, la possibilita’ dell’esistenza di una Fonte (o di un Creatore) dietro a tutto questo.
Quindi la Teoria del Multiverso, detta anche Metaverso o Meta-Universo, e’ l’insieme ipotetico di multipli possibili universi (incluso quello in cui viviamo) che comprende tutto cio’ che esiste (Spazio, Tempo, Materia, Energia, leggi fisiche e costanti matematiche).
La parola Multiverso fu coniata nel 1895 da William James (filosofo e psicologo Americano), e all’interno del Multiverso possono esistere universi detti “paralleli”.
Vi sono diverse ipotesi di Multiverso, ognuna delle quali definisce una propria struttura generale, natura dei singoli universi, e le relazioni tra di essi.
Multiversi sono stati ipotizzati in Cosmologia, Fisica, Astronomia, Religione, Filosofia, Psicologia, Letteratura.
In fisica vi e’ la Classificazione di Max Tegmark (cosmologo) che ha fornito una taxonomia di universi oltre quelli osservabili. I livelli di Tegmark sono organizzati in modo che i livelli successivi comprendono e si espandono rispetto ai livelli precedenti:

Livello I – Oltre il nostro orizzone cosmologico
Questo livello, composto di infiniti universi, conterrebbe dei Volumi di Hubble (cioe’ regione dell’universo che circonda un osservatore, oltre il quale gli oggetti recedono a una velocita’ superiore a quella della luce a causa dell’espansione dell’universo) che realizzano le condizioni iniziali del sistema.
Tali volumi avrebbero tutti le stesse leggi fisiche e le stesse costanti. La distribuzione della materia differisce invece all’interno di ogni volume di Hubble. Ma siccome vi sono infiniti di essi, molto oltre il nostro orizzonte cosmologico, vi saranno certamente volumi con simili, e infine identiche, configurazioni.
Tegmark ha calcolato una stima della distanza del nostro volume di Hubble con quello piu’ vicino e ‘simile’, basandosi sull’assunto che i volumi di Hubble possiedono una distribuzione uniforme. In realta’ ogni distribuzione potrebbe essere vera, il che significa che il nostro particolare volume di Hubble potrebbe anche essere unico.

Livello II – Universi con costanti fisiche differenti
Questo livello e’ raffigurato come un insieme di dischi sovrapposti. Ogni disco rappresenta un universo, ciascuno con diverse costanti fisiche rispetto al nostro. Nella Teoria dell’Inflazione Caotica il Multiverso nel suo insieme e’ in continua espansione, ma alcune regioni di spazio si fermano e formano delle bolle o sacche. Queste bolle sarebbero Multiversi embrionali del livello I. Bolle differenti possono maturare delle esperienze diverse che si traducono in proprieta’ differenti e differenti costanti fisiche.

Livello III – Interpretazione dei Multi-Mondi nella Meccanica Quantistica
Questo livello e’ stato postulato da Hugh Everett, il fisico Americano che per primo propose questa ipotesi, ed e’ una delle molte interpretazioni della Meccanica Quantistica associata al Multiverso.
Uno degli aspetti della Meccanica Quantistica e’ che certe osservazioni non possono essere predette in modo assoluto. Esiste invece uno spettro di possibili osservazioni, ognuna con una diversa probabilita’.
Secondo l’interpretazione dei Multi-Mondi ognuna di queste possibili osservazioni corrisponde a un differente Universo. Se, ad esempio, un dado viene tirato, ognuna delle 6 facce corrisponderebbe a un sistema quantico osservabile; cioe’ sarebbe un “mondo” (in questa interpretazione esiste un solo universo che si scompone in tanti mondi non interagibili tra di loro).

Livello IV – Ultimo Insieme
Anche questo livello appartiene a Tegmark. Tale livello considera ugualmente reali tutti gli universi che possono essere descritti da strutture matematiche differenti. Si escludono pero’ le leggi fisiche di bassa energia che non appartengono al nostro universo osservabile.
Tegmark afferma che la matematica astratta e’ cosi’ generale che ogni termine puramente formale, indipendente da qualsiasi umana terminologia, e’ anche una struttura matematica, un modello. Questo implica che ogni teoria degli universi paralleli puo’ essere descritta al livello IV.

Un Multiverso di tipo differente e’ stato ipotizzato all’interno dell’estensione multidimensionale della Teoria delle Stringhe, e chiamata Teoria delle Membrane o Teoria M.
In questa teoria il nostro come altri universi sono il frutto di collisioni tra p-Brane in uno spazio con 11-26 dimensioni. Le Brane sono da intendersi come un estensione del concetto matematico di moto di un punto materiale ad un corpo con dimensioni diverse. Ogni p-Brana ha una linea di Universo in p+1 dimensioni che si propaga attraverso lo Spazio-Tempo.
(0-Brana = punto materiale; 1-Brana = stringa; 2+ Brane = Membrana).
Ogni universo prende la forma di una D-Brana (classe di oggetti estesi su cui sono collocate le stringhe aperte (o p-Brane).
(D-0 = punto; D1-Brana = D-Stringa o linea; D2-Brana = piano; D25-Brana = possibile spazio previsto dalla Teoria delle Stringhe).
Gli oggetti in ogni universo sono essenzialmente confinati all’interno delle D-Brane di riferimento, e tuttavia sarebbero in grado di interagire con altri universi attraverso la gravita’, una forza che non e’ limitata alle D-Brane.
Questa caratteristica non e’ presente nel ‘Multiverso Quantico’ ma entrambi i concetti possono operare allo stesso tempo.
Le dimensioni nascoste descritte dalla Teoria delle Stringhe possono essere reali, ma la domanda e’: quanto sforzo dobbiamo mettere nell’esplorare il non-osservabile, discostandoci dalla tradizionale esplorazione della realta’ fattuale?
La Fisica Fondamentale tende a comprendere Spazio, Tempo, Materia, ed Energia. Essa e’ arrivata ad includere la Cosmologia, lo studio delle origini e della struttura dell’universo. Questi elementi, combinati insieme, hanno portato ad uno sviluppo nella concezione dell’universo, ma allo stesso tempo hanno aperto a nuovi campi di ricerca – ad esempio quella delle parti di realta’ potenzialmente non-osservabili ma che di fatto ci dicono quello che possiamo osservare e testare.
La Teoria delle Stringhe contiene questi elementi; i fisici hanno lottato per anni nel tentativo di descrivere la ‘Gravita’ Quantistica’, un sodalizio tra la Relativita’ Einsteiniana della curvatura dello Spazio-Tempo, e il micromondo discontinuo della Fisica dei Quanti.
In breve, la Teoria delle Stringhe trasforma le particelle (punti per il modello classico) in filamenti denominati “stringhe” – annodati o sfusi – che vibrano in modo diverso formando differenti particelle. Le stringhe non possono essere osservate direttamente, nemmeno con gli acceleratori di particelle. La Meccanica Quantistica descrive ogni forza come trasmessa da Particelle (Fotone per l’Elettromagnetismo, Gravitone per la Gravita’, Gluone per la Forza Nucleare forte e le particelle W+, W- e Z per la Forza Nucleare debole).
Tale teoria rimane al momento la maggior candidata a unificare tutte le forze, intendendole come parti di un’unica forza fondamentale. La cosa che rimane difficile da spiegare e’ il perche’ la gravita’ sia molto piu’ debole rispetto alle altre forze.
Quando si capi’ che la matematica della Teoria delle Stringhe funzionava solo in un sistema a piu’ di 3 dimensioni, se ne dovette appurare il fallimento per il nostro Universo a 3 dimensioni; questo porto’ i teoristi delle Stringhe ad ipotizzare l’esistenza di extra dimensioni non osservabili in quanto estremamente “arriciate”; ne aggiunsero inizialmente 7 che sono nascoste ai nostri occhi e, poi, nel 1995, un’ottava. Tale struttura a 11 dimensioni di spazio rende la Teoria delle Stringhe valida e funzionabile.
Il modello classico della fisica delle particelle osserva tutti i tipi di materia conosciuti. Per combinare la teoria con la sperimentazione gli scienziati necessitano di 20 numeri diversi, o “costanti di natura”, che devono essere misurate. I fisici capirono che questi numeri dovevano essere specificamente sintonizzati. Basterebbe una sola modifica (una frazione di numero) per cambiare tutto il corso dell’evoluzione cosmica in modo cosi’ drastico che l’uomo potrebbe non essere mai apparso nell’universo. La nostra esistenza dipende quindi dall’armonizzazione di queste costanti.
La reazione fu che molti scienziati presero ad esplorare la cosmologia del Multiverso, cioe’ un ‘Universo di Universi’; ciascuno di questi universi possiede il proprio set di leggi fisiche. Tale teoria all’inizio venne accolta con molti dubbi, poi a poco a poco accrebbe l’interesse degli scienziati soprattutto come risposta al dilemma del Modello classico e delle 20 costanti di natura.
In un ‘Universo di Universi’ il valore delle costanti che vediamo nel cosmo diventano una semplice casualita’, e quindi non piu’ spiegabili attraverso la fisica fondamentale ma attraverso “statistiche degli Universi”. Nessuna interconnessione tra le costanti sarebbe piu’ necessaria in un sistema dove tali valori sono quelli che in media possono trovarsi in altri universi del Multiverso.
Il problema di fondo in ogni caso e’ che non vi e’ evidenza sperimentale che le dimensioni nascoste e gli universi alternativi esistano.
Vi e’ tuttavia – e ve ne sara’ sempre di piu’ – molto di Metafisica nelle nuove teorie che la scienza sta esplorando; metafisica che si manifesta come un cambio di prospettiva nella percezione che abbiamo del cosmo, perche’ se si accetta l’idea che il nostro universo e’ uno di un multiplo di Universi, l’unicita’ della nostra posizione perde il suo valore assoluto fino a nullificarsi. E’, questa, una strada che possiamo permetterci di percorrere prima ancora di essere riusciti a spiegare il sistema in cui viviamo?
La Teoria-M introduce l’idea che alcune configurazioni di stringhe possono dar loro una forma a “fiocco” o membrana (denominata Brana). Si e’ giunti all’idea che il nostro universo potrebbe essere inserito in una Brana all’interno di una serie di Brane. Questo potrebbe spiegare perche’ la gravita’ e’ piu’ debole rispetto alle altre forze: essa e’ associata alle stringhe sfuse, e quindi e’ ipotizzabile che possa subire ‘perdite’ e scivoli via dalla nostra Brana per finire in una adiacente (magari un universo parallelo). Sembra che questo possa essere testato in sede sperimentale, anche se con grandi difficolta’.
La nostra attuale conoscenza tecnica non permette di provare la Teoria delle Stringhe. Essa dovra’ ancora spiegare, tra le altre cose, se lo Spazio/Tempo erano pre-esistenti alla nascita degli Universi e la forma delle extra dimensioni. E’ possibile infatti che tale forma possa influenzare la fisica in un dato universo, e che tutte queste permutazioni esistano nel Multiverso con regole proprie.

L’UNIVERSO POTREBBE ESSERE UNA MATRICE DI REALTA’ VIRTUALE

Paul Davies (Professore di Filosofia Naturale presso l’Australian Center of Astrobiology della Macquarie University) scrive che la Teoria del Multiverso ha generato un’altra teoria, e cioe’ che il nostro universo e’ una simulazione. Alcuni scienziati concordano con l’idea che la nostra realta’ potrebbe essere solo una proiezione della nostra immaginazione (ma non e’ certo un’idea nuova, basti pensare al mito della caverna di Platone).
I fisici quantistici hanno poi rivelato un mondo da “Alice nel Paese delle Meraviglie” di incertezze atomiche, dove le particelle possono essere onde e gli oggetti solidi dissolversi in moduli eterici di energia quantica.
I cosmologi si sono associati a tale interpretazione, ipotizzando l’universo come una gigantesca simulazione. Tutto e’ nato dalla domanda: perche’ il nostro universo favorisce la vita? Le leggi della materia sembrano esistere proprio per rendere possibile la nostra esistenza.
Ad esempio il Carbonio non e’ nato dal Big Bang ma in seno a stelle giganti che, esplose, lo hanno lanciato in tutto l’universo. Il processo che lo genera e’ dato da una delicatissima reazione nucleare; se le forze che legano i nuclei atomici insieme fossero solo un po’ piu’ deboli o un po’ piu’ forti la reazione non funzionerebbe in modo appropriato e la vita potrebbe non essere mai apparsa.
La Teoria degli Universi Multipli o del Multiverso stabilisce che quello che noi chiamiamo “universo” e’ un frammento infinitesimale di un sistema molto piu’ grande ed elaborato nel quale la nostra regione cosmica, per quanto vasta, rappresenta una singola bolla di spazio nel mezzo di un infinito numero di bolle, o sacche, di universi.
La cosa si fa molto interessante quando la Teoria-M viene associata all’idea delle particelle subatomiche. Ci sono prove sempre piu’ evidenti che trasformano le leggi del nostro universo da assolute a “localizzate”, valide cioe’ nella nostra porzione di spazio, ma non necessariamente altrettanto valide altrove.
Dato il numero infinito di sacche d’universo, vi devono essere almeno altre che possiedono le condizioni della vita come noi la conosciamo, e che addirittura ospitano civilta’ molto avanzate.
Talmente avanzate da essere in grado di creare un computer che generi una coscienza artificiale (uno studio molto attuale anche qui sulla Terra). Il passo dalla creazione di un super-computer alla simulazione di un intero mondo virtuale non e’ molto grande. Il film “The Matrix” ha lanciato questo concetto a livello globale.
Sir Martin Reese ha scritto che

“Noi potremmo essere una simulazione, creazione di un qualche super-computer supremo”

In questo caso ci troveremmo immersi nella ‘Matrice’ piuttosto che nella realta’ fisica. Quindi, se esistesse una civilta’ con l’abilita’ di simulare la realta’, gli universi ‘virtuali’ che essi potrebbero creare andrebbero a sostituire e superare il numero di universi reali. La realta’ virtuale e’ molto piu’ economica della realta’ fisica.
Ma noi, proiezioni virtuali in un mondo virtuale, non potremmo mai vedere la differenza.
O si?
Se, ipotizzano alcuni, vi sono delle falle nel tessuto della matrice virtuale, un’attenta osservazione potrebbe riuscire a percepire oltre ad essa.
Un esempio e’ dato da John Webb, il quale ha analizzato la luce dei Quasar lontani e ha scoperto che 6 miliardi di anni fa e’ accaduta una cosa molto strana, lo scompenso di un minuto nel tracciato della velocita’ della luce. Potrebbe essere, questo, il segno di un malfunzionamento del mega-simulatore?
PRINCIPIO ANTROPICO E TEORIA-M

Il concetto dell’esistenza di altri universi e’ stato proposto, sul piano metafisico, per spiegare perche’ il nostro universo sembra essere adatto a una vita cosciente come la nostra.
Se vi fossero un gran numero (possibilmente infinito) di leggi fisiche differenti (e di costanti fondamentali) in altrettanti universi, alcuni di essi avrebbero leggi che permettono l’esistenza di stelle, pianeti, e vita. Si dovrebbe concludere che noi esisteremmo in maniera consapevole solo in quegli universi sintonizzati per la nostra vita. Quindi, anche se vi fosse la probabilita’ che vita possa esistere in altri universi, tale probabilita’ non implica necessariamente un’intelligenza suprema che sta dietro alla spiegazione della vita.

METAFISICA E TEORIA-M

La Metafisica intende il concetto di multiverso come una serie di universi che possiedono al loro interno copie di se stessi in diversi sistemi dello Spazio-Tempo, e che quindi oggetti identici possono esistere nei diversi mondi possibili.
David Lewis nella sua teoria della controparte afferma che tali oggetti dovrebbero in ogni caso essere visti come simili e non come identici.

RELIGIONE E TEORIA-M

In molte religioni e tradizioni spirituali vi e’ la concezione di un universo multistrato, o di mondi diversi (Maya, Egizi, Celti, Babilonesi, Cinesi).
Nella religione Hindu il concetto di multipli universi e’ menzionato varie volte nella letteratura dei Purana, come ad esempio nel Bhagavata, dove si parla di ‘infiniti universi’, ciascuno contenuto in una conchiglia o guscio i quali sono attratti dalla Ruota del Tempo a vagare dentro di noi...
Nel Corano, vi sono sette versi che specificano l’esistenza di 7 paradisi. Uno dei versi dice che ogni paradiso o cielo ha il suo proprio ordine (possibile riferimento a leggi di natura). Un altro verso menziona 7 paradisi e 7 terre simili.
Nella complessa visione teologica islamica, vi e’ l’atomismo che parla dell’esistenza di uno spazio vacante all’interno del quale gli atomi si muovono, combinandosi e separandosi. E Dio ha il potere di riempire il vuoto con un infinito numero di universi.

CRITICHE ALLA TEORIA-M

Le critiche piu’ forti che vengono mosse alle teorie del Multiverso sono che molte di esse peccano di testabilita’ empirica, e che quindi senza una prova fisica tangibile rimangono non-falsificabili (in termini strettamente Popperiani), sono cioe’ al di fuori dell’indagine scientifica che puo’ confermare o screditare.
La ragione di tale mancanza e’ che gli altri universi possono esistere in diverse aree dello Spazio-Tempo e quindi non possono essere osservati dal nostro piano di realta’.
Un tentativo di osservazione indiretta sarebbe possibile grazie al sistema ipotetico-deduttivo che e’ il fondamento della scienza moderna. Questa ammette che una teoria possa descrivere entita’ non osservabili direttamente, se queste aiutano a spiegare risultati osservabili, sia attraverso predizioni (di eventi futuri) che retrodeduzioni (di osservazioni gia’ note).

CONCLUSIONI

Abbiamo visto come in questo periodo storico dello sviluppo scientifico, si renda necessario guardare all’Universo come ad un sistema dotato di caratteristiche “metafisiche” come la Coscienza o la Spiritualita’. Non e’ un azzardo poter dire che, per comprendere la vita e le sue regole, scienze come la Fisica e la Biologia devono aprirsi alla consapevolezza che la conoscenza deve essere trasversale, abbracciare cioe’ molte piu’ materie di quelle esclusivamente matematiche.
Siamo inseriti in un sistema, l’Universo, molto complesso e troppo vasto per essere compreso interamente. La possibilita’ che esistano, nel nostro o in altri punti dello spazio, esseri intelligenti che siano in grado di osservarci, e’ molto concreta. Che alcuni di questi esseri visitino la Terra o vi risiedano gia’ e’, ancora, una possibilita’ molto vicina alla certezza, come alcuni governi hanno recentemente ammesso (Governo Canadese, Messicano, Brasiliano, Britannico).
Ora, il passo successivo e’ riuscire a capire il ruolo di queste intelligenze nella nostra vita. Quanto essi riescono effettivamente a influenzare l’esistenza dell’uomo? E come si porrebbe la nostra coscienza spirituale di fronte a quella di esseri che hanno avuto un’evoluzione completamente diversa dalla nostra?
Il “Linguaggio Alieno”, cosi’ come lo abbiamo definito in questa sede, e’ qualcosa di piu’ di un semplice mezzo di comunicazione essendo, di fatto, un insieme complesso e variegato di influenze e infiltrazioni ad ogni livello della nostra societa’, cultura e visione del mondo. Il Linguaggio Alieno, fino a quando l’argomento non sara’ portato esplicitamente all’attenzione di tutti, rimarra’ un qualcosa di criptico e incomprensibile, perche’ nascosto come le dimensioni extra nella Teoria M. Ma allo stesso modo, non meno capace di influenzare il comportamento della realta’ fattuale, della nostra vita di tutti i giorni.
Cosi’ come Gravita’, Elettromagnetismo, e Forze Nucleari risentono della presenza di costanti nascoste, allo stesso modo la Politica, l’Economia, e la Religione sono profondamente orientati da variabili che non siamo in grado di osservare. E’ un sillogismo che ci porta alla considerazione/provocazione con cui vorremmo concludere il presente studio e cioe’: Sara’ la scienza del Multiverso compresa solo quando si potra’ avere piena coscienza del Linguaggio Alieno?
18/12/2016 13:03:47

http://www.thexplan.net/article/205/ILLINGUAGGIOALIENOELASCIENZADELMULTIVERSO/It
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