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ANNO XV


31.05.2018
TXP 3.0
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La Commissione



INDAGINI/In Italia

IL GRANDE SEGRETO DEI TEMPLARI

La Commissione

I CAVALIERI DEL TEMPIO

[Dalle Cronache dell'Arcadia]:

“Anno del Signore 1111. Le strade di Gerusalemme sono deserte, la polvere copre gran parte delle mura bianche della città come un velo sottile, non riesce a nascondere le numerose chiazze rossastre incrostate nella pietra. Enormi crepe si diramano come serpenti lungo i blocchi che compongono la cinta muraria. Nel silenzio più assoluto, solo il vento osa disturbare l'immobile staticità della scena, facendo sventolare i vessilli crociati posti sulle terrazze di alabastro dei palazzi più alti.Sulla piazza principale, un mendicante scivola furtivo in un vicolo laterale, mentre due donne presso il pozzo alzano il capo e si precipitano in casa, abbandonando sul terreno le brocche colme d'acqua... Passi regolari, sicuri, solenni. Nove cavalieri sfilano lungo la via principale della Città Santa, diretti al Palazzo Reale. Nessuna guardia ha osato fermarli alla Porta Orientale. Nessun soldato si è avvicinato per interrogarli. Le else delle spade riflettono la luce del sole e si specchiano sugli elmi di ferro tenuti sotto braccio. Il Palazzo Reale giganteggia davanti a loro; il pesante portone di quercia e bronzo si apre senza un suono, ma l'eco degli stivalli di cuoio sul pavimento a scacchi sembra annunciare l'imminente apocalisse. Re Baldovino II, sovrano di Gerusalemme, siede stancamente sul trono, al centro di un ampio salone quadrato, dove grandi pilastri sorreggono un ampio soffitto a cupola. I nove cavalieri si dispongono lentamente in semicerchio davanti al Re, che li osserva come ipnotizzato dall'aura che sembra avvolgere gli stranieri. Poi, uno di essi si fa avanti, fissa i suoi occhi scuri in quelli del sovrano, sfila la spada dalla custodia. In quell'istante Gerusalemme trema. Ma il cavaliere non è giunto dall'Occidente per uccidere. Egli si inginocchia e depone la sua spada ai piedi del Re...”

Così possiamo immaginare l'arrivo di Hugues de Payen e dei suoi cavalieri a Gerusalemme. La loro missione iniziale, quella di proteggere i pellegrini Cristiani in visita verso la Terra Santa, trasformò i “Poveri Cavalieri di Cristo” - i nove cavalieri – in un ordine di monaci-guerrieri che andava  rafforzandosi di anno in anno. Quando i loro alloggi vennero trasferiti sulla spianata del Tempio di Gerusalemme, tra la Moschea della Roccia e la Moschea di Al-Aqsa, i Cavalieri di Cristo divennero “Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme”, poi conosciuti semplicemente come Cavalieri Templari.

La loro fama di invincibili guerrieri attraversò l'Asia Minore e raggiunse l'Europa. In Francia, l'Ordine venne riconosciuto ufficialmente e da quel momento le ricchezze da loro accumulate diventano incalcolabili. Potere, terre, eserciti, i Cavalieri Templari sfidavano da soli i più potenti regni dell'Europa medievale.

L'Ordine perseguiva tuttavia anche un'altra missione, esoterica, occulta, legata principalmente al Tempio di Salomone. Nei suoi sotterranei, infatti, i nove cavalieri avrebbero rinvenuto documenti antichissimi risalenti addirittura a Mosè. Tali documenti sarebbero stati trasferiti in Europa e starebbero alla base delle costruzioni di templi e cattedrali.

Su una tavoletta di rame i cavalieri avrebbero inoltre trovato le indicazioni per raggiungere i tesori nascosti in varie parti del mondo al tempo della guerra tra Ebrei e Romani.

Il percorso seguito dai Templari, la loro improvvisa ascesa e la persecuzione feroce che il Papa e il Re di Francia scatenarono contro di essi, rimangono sospese tra l'enigma storico e la leggenda.

La storia dei Templari non è solo la storia degli ultimi Crociati, e nemmeno la vicenda di un ordine monastico deciso ad accumulare terre e denaro. L'Ordine affonda le sue radici nell'essenza stessa della storia dell'Uomo, nel Sepher Bereshit che Mosè compilò grazie alla conoscenza esoterica appresa in Egitto. 

I Templari rappresentano, con la loro stessa esistenza, simboli primigeni come quelli che legano la Materia allo Spirito, e che opportunamente combinati producono la risultante alchemica della Conoscenza, il fine ultimo dei profeti e degli Illuminati.

Come per tutti i grandi enigmi, per comprendere i Templari è necessario possedere una chiave, un codice, un particolare tipo di linguaggio che sia in grado di svelare l'Arcano degli Arcani: la Chiave di Hiram, il Segreto di Salomone o l'Aleph Cosmico?

Solo il simbolo può aiutarci in questa difficile ricerca del simbolo, e del suo prodromo di base, l'archetipo.

Partendo dalla Croce Templare (primo simbolo dell'Ordine), non possiamo non collegare i quattro lati della croce ai quattro elementi primari dell'acqua, terra, aria, e fuoco, e della sua quint'essenza (centro) allo spirito. Associare la croce alla vita attraverso uno dei simboli più antichi dell'Uomo è entrare nella sostanza del mistero dei Templari. Riuscire a penetrare l'essenza in un percorso retrogrado che rimuova tutti i veli che il tempo e l'uomo hanno posto a protezione del Segreto dei Segreti.


IL SEGRETO DI RE SALOMONE

[Dalle Cronache dell'Arcadia]: 

Il ministro del Re si allontanava con passo veloce, ansioso com'era di tornare alle confortevoli e familiari camere del Palazzo. Le mura del Tempio si stagliavano imperiose contro il cielo plumbeo, le sette arcate frontali simili a enormi fauci pronte a chiudersi. La polvere del deserto non si arrestava di fronte alle spesse mura di Gerusalemme, anzi, il vento e la sabbia erano i più fedeli visitatori sul Monte Moriah.
I nove uomini attesero di essere soli prima di spingere il pesante portone del luogo sacro ed entrare. L'interno della moschea era fresco. I cavalieri si tolsero la polvere dalla tunica bianca e, in silenzio, si diressero verso il centro. La serie di colonne che sorreggevano la cupola faceva pensare a un'armata di immortali posti a guardia del Grande Segreto.
Colui che guidava il gruppo volse lo sguardo in alto, quasi a voler abbracciare in un solo istante le intricate combinazioni di numeri e figure geometriche che fluttuavano, invisibili, nell'aria. Poi concentrò la sua attenzione sul pavimento colorato. Mosse un passo verso Est. Poi un altro. E un altro. Tre, sette, tre.

Si trovò a fissare una delle colonne del tempio. Il cavaliere non esitò, poggiò la mano guantata sul simbolo che ben conosceva e il suo sguardo impassibile si illuminò quando l'ingranaggio si mise in funzione...
 

Hugues de Payen e i suoi otto compagni non giunsero a Gerusalemme per caso né, tantomeno, si presentarono dinnanzi a Re Baldovino II quali ingenui e devoti seguaci del Santo Sepolcro. Essi avevano una missione precisa, affidata loro dall'Ordine di Sion (in seguito conosciuto come Priorato di Sion), un ordine segreto antichissimo e considerato da molti come la “mente” dei Templari.

Si trattava di una missione di importanza capitale, destinata a cambiare le sorti del mondo attraverso l'acquisizione di un potere immenso. La ricerca del Segreto dei Segreti era tramandata di generazione in generazione da parte dei seguaci di scuole misteriche e di avventurieri solitari sin dai tempi di Re Salomone.

Il leggendario sovrano, che si dice fondò il Tempio di Gerusalemme attorno alla Roccia Sacra (sulla quale Abramo, messo alla prova da Dio, era stato sul punto di sacrificare i suoi figli Ismaele e Isacco) con l'aiuto di angeli e demoni, invocando energie sconosciute a protezione perpetua del Sancta Sanctorum.  La stessa Regina di Saba, maga dai grandi poteri, partì dalle sue terre lontane per rendere omaggio a Salomone, considerato uno dei più grandi alchimisti del mondo antico.

Il Priorato di Sion utilizzava i Templari già prima del loro riconoscimento ufficiale, per l'esecuzione materiale di compiti amministrativi e militari.

Quando i nove cavalieri entrarono in Gerusalemme e ottennero gli alloggi nella Moschea di Al-Aqsa, sapevano già cosa cercare, e dove.

Il fatto stesso della loro incredibile ascesa dimostra il successo dell'impresa: penetrando nei sotterranei della moschea, trovarono nella zona delle “Stalle di Salomone” la rete di cunicoli del Tempio originario, antico di millenni. Lì raccolsero delle pergamene e altri documenti. Tra di essi, secondo quanto affermato nei controversi Rotoli di Qumran, ve ne sarebbe stato uno eccezionale, il Rotolo di Rame inciso circa trent'anni dopo la morte di Cristo, contenente le indicazioni di sessantuno luoghi dove, al tempo della guerra tra Ebrei e Romani, sarebbero stati nascosti altrettanti tesori.

Il contenuto delle altre pergamene doveva riguardare elementi di geometria sacra, l'utilizzo di nodi energetici della griglia terrestre (le “ley lines”), la storia di civiltà scomparse e altri segreti che non sarebbero mai dovuti essere rivelati al di fuori dell'Ordine.

L'immensa conoscenza che i Templari acquisirono in Medio Oriente proveniva quasi esclusivamente dalla missione sotterranea dei nove cavalieri, e le costruzioni gotiche in Europa, la cui posizione e struttura geometrica è ancora oggi fonte di meraviglia, sono la prova del valore di quei documenti antichi.

Nel 1867 ingegneri britannici esaminarono gli scavi compiuti dai Templari a Gerusalemme e affermarono che l'Ordine doveva conoscere con esattezza l'ubicazione del passaggio sotterraneo. Passaggio che non è mai stato trovato anche perchè risulta praticamente impossibile individuare la posizione esatta delle originarie fondamenta del Tempio di Salomone.

In Occidente i Templari hanno lasciato qua e là degli indizi importanti. Nel Regno Unito, in Italia e in Francia vi sono iscrizioni, sculture, dipinti, e costruzioni architettoniche che nascondono numerosi simboli. Su una colonna della Cattedrale di Chartre, ad esempio, è scolpita la mitica Arca dell'Alleanza mentre viene trasportata su un veicolo munito di ruote. Un indizio sulla reale missione dei Templari? Un simbolo del potere immortale dell'Ordine? Qual era, infine, il Segreto dei Segreti che avrebbe reso il suo scopritore dominatore del Mondo?

I TEMPLARI E LA RICERCA DEL GRAAL

[Dalle Cronache dell'Arcadia]:

I quattro cavalieri si passarono l'otre d'acqua per alleviare l'arsura che tormentava i loro corpi. Il terreno arido rifletteva i raggi del sole e rendeva l'aria un prisma incandescente. Le bianche tuniche crociate erano impastate di polvere e sudore; i cavalli, legati poco lontano, nitrivano irrequieti. L'attesa presso le rovine della città morta durava già da qualche giorno e la tensione era divenuta insopportabile.
Il vecchio era l'unico del gruppo a rimanere calmo e lucido, le sue parole confortavano i compagni più giovani e il suo sguardo severo troncava sul nascere ogni protesta.
D'un tratto il vecchio guerriero si fece più attento. Con gli occhi fissi verso l'orizzonte, sollevò lentamente una mano a schermarsi il volto. Erano apparse delle ombre al margine del deserto, si stavano avvicinando. Parevano uscire dalla terra stessa, confuse con i vapori dell'aria.

Un miraggio, sussurrò un Fratello. Il vecchio sorrise. Venivano da Ovest. Venivano dal mare.
Giunti nei pressi della città morta, otto stranieri si fermarono. Ognuno di loro indossava una rozza tonaca di lino con un ampio cappuccio che ne occultava il volto. I Templari uscirono allo scoperto, le mani strette attorno all'elsa delle spade. Il vecchio parlò, chiedendo un segno.

Uno degli incappucciati scesce dal cammello e pronunciò la frase
Non Nobis, Domine, Non Nobis Sed Nomini Tuo da Gloriam.
Il templare abbracciò il fratello cataro, mentre i compagni di questo si tolsero i cappucci rivelando il volto di sette donne.

Senza altri indugi i due gruppi si mossero in direzione delle montagne. A poche miglia di distanza, all'interno di una lunga spaccatura rocciosa, si apriva l'ingresso di una grande caverna. Senza una parola, il cataro tolse da una sacca un involto di velluto rosso. Lo fissò a lungo, poi annuì, rivolto al vecchio templare. I due monaci smontarono dalle cavalcature e fecero per entrare nella grotta, quando una figura scura, ammantata di nere stoffe e armata di una lunga spada ricurva, apparve sulla soglia.
Un istante dopo, i tre uomini erano scomparsi nelle viscere della montagna...”

L'Ordine Templare riuscì in pochi decenni ad accumulare ingenti ricchezze e ad espandere la propria influenza su tutto il continente Europeo.

I suoi Gran Maestri erano rispettati quali uomini coraggiosi, saggi e illuminati. La loro conoscenza esoterica sui misteri della natura era pari alla loro abilità con la spada e alla loro fede nella Regola. Molti Templari erano semplici “Soldati di Cristo”, ma i vertici dell'Ordine possedevano una conoscenza segreta tramandata probabilmente dal misterioso Priorato di Sion, ordine misterico antichissimo che giocò un ruolo fondamentale per l'ingresso di Hugues de Payen nel Tempio di Gerusalemme.

I rotoli riportati alla luce dopo oltre mille anni di oblio vennero presumibilmente trasferiti in Francia, dove Bernardo di Chiaravalle (appoggiato dal Priorato di Sion) stava già preparando il terreno per il consolidamento dell'Ordine Templare in patria.

Lì, nei territori dei Catari, i preziosissimi documenti sarebbero stati conservati e custoditi assieme ad altre reliquie della Cristianità: su tutte, il mitico “Santo Graal”, la coppa che Cristo avrebbe utilizzato nell'ultima cena e nella quale Giuseppe di Arimatea avrebbe raccolto le ultime gocce di sangue del Figlio di Dio.

Secondo alcuni ricercatori (Baigent, Leigh, Lincoln) il Santo Graal non sarebbe un oggetto materiale ma un concetto, quello del Sang Real o della discendenza diretta di Gesù. Questi, secondo tale teoria, non sarebbe infatti morto sulla croce ma sarebbe fuggito in Francia insieme a Maria Maddalena e con essa avrebbe avuto diversi figli, i primi della dinastia reale dei Merovingi.

Depositario del Grande Segreto (materiale o concettuale) sarebbe stato il Priorato di Sion, mentre l'Ordine Templare venne creato per custodire nel Tempio la verità sulla “morte” di Gesù Cristo.

In seguito, quando gli Arabi conquistarono Gerusalemme (23 Agosto 1244) i Templari superstiti dovettero fuggire verso Ovest, verso la costa.

Secondo il Prof. Umberto Cardini, già alcuni anni prima (1226) il Concilio dei Catari di Pieusse aveva autorizzato il prelevamento della “Reliquia di Giuseppe”, che sarebbe dovuta partire per la Terra Santa e lasciata in custodia ai Templari. Così, nei pressi di Acri, avvenne l'incontro tra Catari e Templari i quali, aiutati dalla setta degli Hashashin (Assassini) nascosero l'oggetto prezioso in una caverna protetta e affidarono il segreto del meccanismo di apertura a sette donne, ciascuna delle quali ricevette un medaglione.

La tesi che il Graal fosse già in possesso dei Catari è di Otto Rahn, mentre il ritrovamento di tre lettere (databili 1245, 1256, e 1270) ha portato il Prof. Cardini a teorizzare un collegamento tra Catari, Templari, e Assassini. La verità sul Santo Graal rappresenta tutt'ora una sfida affascinante per gli studiosi, e la sua interminabile ricerca simboleggia la ricerca ultima verso la conoscenza.

CODICI TEMPLARI A RENNES-LE-CHATEAU

[Dalle Cronache dell'Arcadia]:

“La collina appoggiava i suoi dolci declivi sulla silenziosa campagna Francese. Il cielo rischiarava a Oriente, fugando a poco a poco il velo della notte dalle cime degli alberi. I Cavalieri stavano immobili a osservare l’orizzonte. I primi raggi di sole si posarono velocemente sul metallo delle armature e sul lino delle tuniche bianche, sulle barbe brune e sulle else ingioiellate delle spade. Le croci rosse sembrarono sanguinare alla luce del nuovo giorno, quando uno degli uomini si voltò e si avvicinò a una grande quercia, alla cui base giaceva una lastra di pietra aperta. A un cenno dell’uomo, un secondo Cavaliere si fece avanti, portando una scatola d’oro. La scatola fu deposta a terra, la lastra chiusa, e si cominciò a incidere nella pietra…”.

Il mistero di Rennes-le-Chateu ruota intorno al parroco Padre Berenger Sauniere, un personaggio controverso che nei primi racconti che lo riguardavano (anni ’50) appariva come un uomo lascivio che “preferiva le donne e il vino alla cura delle anime”.
Sembra che alla fine del XIX Sec. Sauniere, durante i lavori di restauro della Chiesa di Maria Maddalena, avesse rinvenuto parte del tesoro che Blanche de Castile aveva raccolto in nome della Corona di Francia per pagare il riscatto di Saint Louis, prigioniero degli infedeli. I pezzi d’oro in eccedenza sarebbero stati da lei nascosti al di sotto della chiesa.
Questo spiegherebbe sia l’ossessione con la quale Sauniere proseguì negli scavi (abbandonando la restaurazione della chiesa temporaneamente) sia le immense risorse economiche cui sembrò avere accesso quando riprese i lavori di ristrutturazione.

Oltre all’uomo, Rennes-le-Chateau sembra nascondere codici esoterici di alto valore simbolico: dalla figura diabolica che sorregge l’acqua santiera all’iscrizione quantomeno bizzarra (“Questo è un luogo Terribile”) poste all’entrata della chiesa; dalle iscrizioni sulle lapidi al dipinto di Poussin (“Et In Arcadia Ego” E.I.A.E.) a quelle fatte incidere dallo stesso Sauniere sul Priorato di Sion; fino alle geometrie, allineamenti, e angoli particolari intessuti nella planimetria del villaggio.

I Cavalieri Templari sono stati associati al mistero di Rennes-le-Chateau sin dal principio, specialmente riguardo al sospetto che essi possano aver nascosto parte dei loro tesori nella regione, incluso quello che riportarono alla luce dal Tempio di Salomone a Gerusalemme. Vi sono molte leggende locali che parlano dell’Arca dell’Alleanza, del corpo di Gesù’ e del Sacro Graal come oggetti che sarebbero stati sepolti nell’area del misterioso villaggio francese.
E’ un fatto dimostrato da più parti la presenza dei Templari nella regione. Nel XII sec. Bernarus Sismondi de Albezuno, Signore si Bezu, e due fratelli appartenenti alla casata dei Reddas entrarono nell’Ordine. D’altra parte, Il Chateau de Blanchefort è stato più volte indicato come una comanderia templare, mentre i Blanchefort di Rennes erano imparentati con la famiglia del sesto Gran Maestro dei Cavalieri Templari. Tra i vari racconti sorti intorno al collegamento Templari-Rennes, vi sarebbe quello secondo il quale Bertrand de Blanchefort avrebbe chiesto ai Templari di aiutarlo a sfruttare una miniera d’oro situata nei pressi del suo castello nel 1130.

La presenza dei Templari nell’area sembra comunque evidente. Essi erano profondamente posizionati nella regione sia in termini di terre sia d’influenza. I siti Templari più vicini a Rennes-le-Chateau erano La Croix Rouge (La Croce Rossa, emblema dei Templari) e Les Murs du Temple (Le mura del Tempio). I membri dell’Ordine erano certamente a conoscenza del tesoro dell’Arcadia e si pensa che dopo la loro epurazione nel 1307 e conseguente fuga in Scozia, parte del tesoro abbia lasciato l’Europa con loro, fino a giungere oltreoceano nella misteriosa Oak Island (Isola della Quercia).
Vi sono molte teorie in circolazione che parlano dei Cavalieri Templari come dei custodi di un segreto che potrebbe cambiare l’intero corso della storia. Essi avrebbero mantenuto tale segreto per tutto il corso della loro esistenza e di generazione in generazione potrebbe essere tuttora in possesso degli autentici discendenti dell’Ordine.
Considerato il coinvolgimento dei Templari non solo nell’area di Rennes-le-Chateau, ma prima di tutto nel Tempio di Salomone, non sorprende che essi, una volta entrati in possesso del “segreto” lo abbiamo mantenuto assolutamente protetto per le implicazioni estreme che la sua divulgazione avrebbe certamente causato.
Il Tesoro dell’Arcadia, un mistero che circonda il villaggio francese grazie soprattutto all’enigmatica opera di Poussin, si dice sia formato da tavolette di smeraldo contenenti delle iscrizioni in un linguaggio sconosciuto simile a quello della pietra trovata nel Pozzo delle Monete.

LA SINDONE “TEMPLARE”

La questione dell’autenticità’ o meno della Sacra Sindone continua a produrre innumerevoli dibattiti, ad esempio, sull’affidabilità’ dell’analisi al Carbonio-14, così come sulla dinamica che ha permesso all’immagine del volto di rimanere impressa sulla stoffa per così tanto tempo.
Vi sono delle teorie che connettono questa reliquia con i Cavalieri Templari, teorie che comunque non gettano alcuna luce definitiva sul mistero del volto sul lino.
La prima teoria supporta l’autenticità’ della Sindone, e si riferisce all’Anno 1204, quando i Crociati saccheggiarono Costantinopoli. Tra di essi vi erano numerosi Cavalieri Templari che, secondo alcuni studiosi, avrebbero sottratto la Sindone alla città Turca. L’autore Ian Wilson nel suo libro “The Shroud of Turin: Burial Cloth of Jesus?” [La Sindone di Torino: la Veste Funebre di Gesù’? N.d.A.] afferma che il volto che i Templari erano accusati di adorare altri non era che il volto di Cristo. Wilson scrive che quando il telo è piegato mostra il volto di Cristo e veniva chiamato “Mandylion”. A supporto di tale teoria vi sarebbe un pannello dipinto a Templecombe (Inghilterra), che mostra un volto con barba molto simile, sul Mandylion.
I ricercatori Christopher Knight e Robert Lomas hanno condotto una ricerca estensiva in ambito Templare e Massonico con i due volumi “The Hiram Key” [La Chiave di Hiram N.d.A.] e “The Second Messiah” [Il Secondo Messia N.d.A.]. Essi tuttavia descrivono la teoria del Mandylion in modo diverso, teorizzando che l’immagine della Sacra Sindone mostri in realtà il volto dell’ultimo Gran Maestro Templare Jacques De Molay, che fu torturato alcuni mesi prima della sua esecuzione nel 1307. L’immagine sul telo certamente coincide con la descrizione che viene data di De Molay come mostrato in alcuni intagli Medioevali: naso aquilino, capelli lunghi fino alle spalle e divisi al centro, barba lunga con biforcazione alla base, e l’altezza (si diceva che De Molay fosse piuttosto alto).
Molti hanno criticato tale teoria sulla base del fatto che la Regola dell’Ordine proibiva ai Templari di far crescere i capelli. La spiegazione regge fino a un certo punto, visto che De Molay passò sette anni in prigione e sembra improbabile che in quel tempo gli fosse concesso il lusso della cura della persona.
Knight e Lomas continuano dicendo che il telo figurava nei rituali Templari di risurrezione simbolica e che il corpo torturato di De Molay fu avvolto in un sudario, che i Templari conservarono dopo la morte del Gran Maestro. I ricercatori sostengono che sangue e acido lattico del corpo di De Molay si sarebbero mescolati al franchincenso (usato per sbiancare il panno) così da imprimere l’immagine del volto sul tessuto.
Quando la Sindone fu esposta per la prima volta nel 1357 (50 anni dopo la distruzione dell’Ordine) dalla famiglia di Goffredo De Charney (anch’egli bruciato sul rogo insieme a De Molay) le persone che videro il telo riconobbero in esso l’immagine di Cristo.
Gli autori teorizzano che Jacques De Molay potesse essere stato torturato in una maniera molto simile al Cristo per una sorta di macabra provocazione. A quel punto, allora, le ferite inferte al vecchio Templare erano le stesse di quelle di Gesù’ sulla Croce.
Oggi si crede comunemente (attraverso la datazione del Carbonio), che la Sindone risalga al tardo XIII sec. e non alla possibile data della crocifissione di Cristo. E’ interessante notare come la Chiesa rese noti i risultati dell’analisi al Carbonio-14 il 13 ottobre 1989, cioè lo stesso giorno dell’arresto dei Templari da parte della Chiesa e della monarchia.
Indipendentemente dalla veridicità della teoria di Wilson rispetto a quella di Knight e Lomas, è evidente che la Sacra Sindone ha trovato il suo posto stabile all’interno della storia Templare.
Lynn Picknet e Clive Prince, autori del libro “Turin Shroud: In Whose Image?” [Sacra Sindone: A Immagine di Chi? N.d.A.] presentano una teoria diversa. Gli autori, già conosciuti per aver pubblicato “The Templar Revelation” [La Rivelazione Templare N.d.A.], affermano che Leonardo Da Vinci avrebbe inventato una primissima tecnica fotografica e, con essa, creato l’immagine della Sindone di Torino.
Sulla connessione tra Templari e Sacra Sindone si è espresso anche il Vaticano con un annuncio pubblico che sembra far luce sul mistero degli “anni mancanti” della reliquia.
I ricercatori Vaticani hanno affermato che i Cavalieri Templari avrebbero nascosto, custodito e venerato la Sindone per più di 100 anni dopo la fine delle Crociate.
Barbara Frale, una ricercatrice negli Archivi Segreti Vaticani, ha detto che la Sindone era scomparsa durante il sacco di Costantinopoli del 1204 durante la IV Crociata, per poi riapparire solo nel XIV sec.
In un articolo pubblicato dall’Osservatore Romano, la Frale scrive del ritrovamento di un documento nel quale Arnaut Sabbatier, un giovane Francese entrato nell’Ordine nel 1287, testimoniò come parte della sua iniziazione fosse avvenuta in un “luogo segreto il cui accesso era permesso solo ai fratelli del Tempio”. Lì gli sarebbe stato mostrato un lungo tessuto di lino sul quale era impressa la figura di un uomo, che doveva essere venerato baciandolo per tre volte ai suoi piedi

LA CADUTA DEI TEMPLARI

L’enorme benessere e l’influenza che l’Ordine dei Cavalieri del Tempio aveva acquisito nel corso degli anni fu uno dei motivi che portarono all’opposizione feroce della Chiesa e dei Monarchi Europei. Filippo il Bello, Re di Francia, era uno dei molti nobili che si era profondamente indebitato con i Templari e, in gioventu’, aveva tentato di entrare nell’Ordine ma era stato respinto. Di conseguenza egli aveva piu’ di un motivo di risentimento e attendeva solo l’occasione buona per distruggere i Templari e appropriarsi delle loro ricchezze.
Per la Chiesa Romana, i Templari rappresentavano la minaccia peggiore, in quanto essi si permettevano di pregare direttamente con Dio senza usare la Chiesa come intermediario.
I Templari furono accusati da Re Filippo e dal Papa di crimini atroci come negare Cristo, omicidi rituali, e l’adorazione di Baphomet, demone dalla testa caprina. Sotto tortura, molti Templari ammisero tale pratica, sebbene essi apparissero confusi quando si trattava di rispondere se la testa del demone era custodita in uno scranno d’argento o d’oro, e se esso aveva la barba o ne era privo.
L’adorazione di un teschio o di una testa barbuta e’ piu’ probabilmente una distorsione operata dall’Inquisizione della pratica medievale di adorare immagini di Cristo e reliquie o teschi di santi.
Ad esempio, Giovanni Battista e’ ritratto spesso come una testa insanguinata portata su di un vassoio.
Nella realta’ i Templari credevano nella Gnosi, e cioe’ che una particella della Mente Divina era presente nella testa di ogni persona. Tale teoria affermava che sia con la ragione che con la fede ogni individuo puo’ arrivare alla saggezza definitiva; e che, chiunque cerca, indipendentemente dalla religione professata, condivide il credo in una singola Intelligenza creativa, l’Architetto dell’Universo: “Cio’ che E’, che Era, e che Sara’”.
I Templari non adoravano un teschio, ma la Luce Divina che e’ presente in ognuno di noi.
Il giorno fatale, Venerdi’ 13 Ottobre 1307 Jacques de Molay, Gran Maestro Templare, e sessanta dei suoi cavalieri vennero imprigionati a Parigi. Migliaia di altri Templari furono arrestati simultaneamente in tutta l’Europa, e solo pochi riuscirono a scappare. Le loro proprieta’ vennero confiscate per ordine di Filippo IV e Papa Clemente V. Sebbene questa doveva essere un’operazione lampo, l’immenso Tesoro Templare che Filippo cercava non fu trovato. Tutti i documenti, tesori spirituali e scritti, compresa la flotta Templare ancorata nel porto de La Rochelle, scomparvero.
Molti Cavalieri Templari furono bruciati vivi dopo innumerevoli torture che li avevano costretti ad ammettere ogni sorta di crimini ed eresie. L’Inquisizione della Chiesa Romana aveva perfezionato la propria spaventosa e maligna arte della tortura durante la campagna contro i Catari. Naturalmente le vittime torturate erano disposte ad ammettere qualunque cosa pur di far cessare il supplizio. E, tuttavia sul rogo, molti Cavalieri ritrattarono le loro confessioni.
Nove milioni di persone furono vittime dell’Inquisizione e perdettero la vita in modi orrendi. La Chiesa Cristiana Medievale era la più intollerante e repressiva autorità mai vista in Europa. Molti veri mistici furono perseguitati e scomunicati, dato che il loro essere personalmente in contatto con Dio indicava che l’affermazione della Chiesa quale unico mediatore tra Dio e il popolo, era una menzogna.
Organizzazioni spirituali, eredi dei Cavalieri Templari, dovettero agire in segreto per salvaguardare la loro esistenza.
Nel 1312 il Papa ufficialmente sciolse l’Ordine dei Cavalieri Templari. Nel 1314, dopo che Jacques de Molay fu bruciato vivo, sembrava che i Templari avessero cessato di esistere.
Invece, l’Ordine sopravvisse in altri Paesi e sotto diversi nomi: in Portogallo esso venne chiamato l’Ordine di Cristo. Vasco Da Gama ne era membro e Cristoforo Colombo era sposato con la figlia di un Templare, il che gli premise di entrare in contatto con le carte navali e i diari di bordo dei Templari. Infatti Colombo attraversò l’Atlantico con una bandiera che mostrava la croce a otto punte della Fratellanza. In Germania, i Templari si unirono agli Ospitalieri o ai Cavalieri Teutonici.
La Scozia, a quell tempo in guerra contro l’Inghilterra, era l’unica nazione dove l’editto papale che annullava l’Ordine dei Templari non era stato pubblicato. Il Papa aveva sostenuto Re Edoardo di Inghilterra nella sua pretesa sulla corona di Scozia, scomunicando l’intera nazione per non aver accettato Edoardo come proprio Re. Di conseguenza molti Cavalieri Templari d’Inghilterra e d’Europa si rifugiarono in Scozia e combatterono fianco a fianco con Robert the Bruce, il Re Scozzese, nella battaglia di Bannockburn (1314). I 100.000 soldati Britannici, perfettamente addestrati, pur fronteggiati da soli 8000 Scozzesi e qualche centinaio di Templari, dovettero ritirarsi di fronte al valore militare e spirituale di questi ultimi. Con loro combattevano anche Henry St. Clair, Barone di Rosslyn, e i suoi due figli.
Hugues de Payens, uno dei fondatori originali dei Cavalieri Templari, si era sposato con una St. Clair/Sinclair. Quindi c’era sempre stata una connessione tra i Templari e i Sinclair di Rosslyn, un luogo che si presume essere la culla ancestrale dei Cavalieri del Tempio. Sempre a Rosslyn furono poste le basi per la nascita di altri due gruppi Gnostici, la Frammassoneria e i Rosa+Croce.

I TEMPLARI E LA FRAMMASSONERIA

Abbiamo terminato il precedente paragrafo con il mistero – tutt’ora insoluto – della Cappella di Rosslyn a Roslin, vicino Edimburgo. Questo piccolo edificio, se ha rappresentato il punto di arrivo della lunga storia dei Templari, ha segnato allo stesso tempo l’inizio per un'altra organizzazione che nei secoli si sarebbe poi distinta per l’enorme potere e ramificazione della sua struttura: parliamo della Frammassoneria che, spiega Rober Lomas, uno dei più accreditati studiosi della materia, sarebbe nata con l’edificazione di Rosslyn.Vi sono tre importanti prove da considerare a supporto della teoria di Lomas. Il primo riguarda il legame che Rosslyn ha creato con il Tempio Ebraico tra Cavalieri Templari e Frammassoni; il secondo è che il piano terra di Rosslyn ricalca il tempio di Erode, mentre il piano superiore è la replica esatta dell’architettura Erodiana di Gerusalemme; il terzo punto, infine, è prettamente massonico: Rosslyn contiene il più antico documento che mostra una cerimonia moderna del Primo Grado (massonico), condotta da un Cavaliere Templare. La pianta di Rosslyn, i cui lavori iniziarono nel 1440, è una copia del piano terra del Terzo Tempio, costruito a Gerusalemme da Erode e distrutto nel I Sec. dai Romani.
Tutte le incisioni e i bassorilievi di Rosslyn erano dapprima intagliati nel legno e presentati al Maestro dei Lavori per un’ispezione prima di procedere all’incisione su pietra. Quindi nessuna immagine era lasciata al caso, ma volutamente inserita.
Sulla cornice inferiore della finestra posta all’angolo Sud-Occidentale della cappella, vi è un incisione (datata 1440-50) che sembra descrivere un Primo Grado della Massoneria.
John Hammill, il bibliotecario della Gran Loggia Unita di Inghilterra, ha suggerita che l’incisione che collega Templari a Frammassoneria potrebbe trattarsi di una semplice coincidenza. La figura mostra un uomo in ginocchio tra due colonne. Egli è bendato e porta una corda legata al collo. I suoi piedi sono in una strana e innaturale posizione, e la sua mano sinistra stringe una Bibbia. L’altro capo della corda è tenuto da un uomo che indossa il mantello di un Templare. Chi è ammesso all’interno della loggia, viene definito Candidato. Uomini e donne possono essere ammessi, ma in logge separate. Il Candidato è vestito in una maniera molto strana, e sarà completamente accolto solo quando propriamente vestito per la cerimonia. Il modo di vestire consiste in un rozzo abito bianco arrotolato in più punti per mostrare determinate parti del corpo. Il candidato è bendato e porta una corda legata al collo. La statua a Rosslyn mostra una serie di elementi che oggi sono considerati essere massonici.

Il problema per John Hamill è che la statua fu incise cinquecentocinquanta anni fa, e duecentosettanta anni prima della nascita “ufficiale” della Massoneria in Inghilterra.
La domanda che molti Massoni Inglesi si posero, quando Lomas scoprì questa connessione, fu: come è possibile che la Frammassoneria nacque in un posto sperduto come la Scozia?
La domanda rimane aperta, ma vale la pena considerare tutti i punti in comune che esistono tra la figura incisa a Rosslyn e la moderna cerimonia Massonica del Primo Grado:

1.      L’uomo è bendato, caratteristica insolita nelle statue medievali, visto che solo la statua della Giustizia veniva rappresentata bendata. Non vi sono altre raffigurazioni del genere a Rosslyn

2.      L’uomo è in ginocchio. Questa postura è piuttosto comune nelle incisioni medievali, e Rosslyn presenta svariati altri esempi del genere

3.      L’uomo stringe una Bibbia nella mano sinistra. Vi sono altre incisioni che mostrano figure con in mano libri o pergamene all’interno di Rosslyn

4.      L’uomo ha una corda al collo. Vi sono alcune figure dell’epoca che mostrano una corda legata al collo; a Rosslyn, solo un’altra statua è rappresentata con una corda al collo. Il nodo scorsoio in questo caso è stretto nella classica posa dell’impiccato: si tratta dell’Angelo Shemhazai, i cui peccati causarono la collera di Dio e il conseguente Diluvio

5.      L’uomo ha i piedi in una posizione ancora oggi utilizzata dai candidati massonici. Si tratta di una posa molto particolare che non viene ripetuta in nessun altra raffigurazione a Rosslyn

6.      La cerimonia si svolge tra due pilastri come avviene nelle logge Massoniche. Vi sono molte colonne e pilastri all’interno della Cappella

       7. La corda è tenuta da un uomo chiaramente vestito come un Templare. Vi sono molte immagini e   simboli Templari a Rosslyn

Calcolando le possibilità che questi sette elementi si siano combinati per caso, Lomas afferma che vi sarebbero 8 possibilita’ su 1000 che sosterrebbero la tesi della coincidenza, dando quindi per scontata la certezza che Sir Willian St.Clair/Sinclair, il fondatore di Rosslyn, avesse stretti contatti con i Frammassoni già nel 1440, e che questa connessione coinvolgeva i Templari.
Alla luce di questa teoria, ripercorriamo la cronologia di eventi riguardanti la Frammassoneria, e le sue connessioni con Rosslyn e i Templari:

1440: I Massoni (Mastri Muratori) diedero la loro parola d’onore a William di conservare i segreti dei Templari che sarebbero stati sepolti al di sotto della futura Cappella di Rosslyn
1483: Il borgo di Aberdeen è menzionato in una disputa riguardante sei ”masownys of the lurge” (Masons of the Lodge n.d.r., cioè Massoni della Loggia). La Massoneria inizia ad allargarsi per mezzo delle logge, che iniziano i candidati con la “Parola Massonica”
1599: Il più antico verbale di Loggia sopravvissuto (Edimburgo)
1601: James VI viene nominato Massone presso la Loggia di Scoon e Perth
1602: William Schaw organizza il moderno sistema di logge in Scozia, secondo le istruzioni di James VI. Nello stesso anno le logge di Scozia confermano William St.Clair di Roslin come erede Gran Maestro Massone di Scozia
1603: James VI porta la Frammassoneria in Inghilterra, dove diviene James I di Bretagna
1641: Sir Robert Moray diviene il primo Massone nominato sul suolo Inglese
1715: Prima rivolta Giacobita, le logge cominciano a dissociarsi dalle loro radici Scozzesi
1717: Formazione della Gran Loggia di Londra e diniego dell’eredità giacobita
1725: Prima Gran Loggia Nazionale formata in Irlanda
1736: Formazione della Gran Loggia di Scozia formata come contromisura all’espansionismo di Londra.
          Nello stesso anno, William St.Clair di Roslin viene nominato Primo Gran Maestro Massone di         Scozia e abbandona i suoi diritti ereditari in favore di ufficiali eletti

IL SIMBOLISMO TEMPLARE

Gli Ordini Militari hanno da sempre dato enorme importanza al simbolismo e ai simboli. Nel Medioevo i Cavalieri Templari utilizzavano i simboli per identificare la propria appartenenza e per esprimere un segnale forte di appartenenza non solo militare, ma anche spirituale, alle regole e ai principi che essi difendevano (ricordiamo che i Templari erano un ordine di monaci-guerrieri). Tali simboli comparivano sugli abiti, sugli scudi, sull’elsa delle spade e sulle insegne in battaglia o sulle torri dei castelli, nelle tombe e nei documenti ufficiali.
Vi
è ancora molta confusione riguardo ai simboli che i Templari effettivamente usavano. Quando si parla di simboli Templari, si deve distinguere tra i simboli usati dall’Ordine dei Cavalieri Templari come mezzo per identificare se stessi e le loro proprietà, e i simboli usati dai Templari per altre ragioni. Quest’ultima categoria include simboli che erano comuni nel Medioevo e che venivano usati anche dai Templari. Qui di seguito viene riportato un elenco sintetico dei simboli Templari appartenenti alla prima categoria:

La Bandiera di Beauseant

La bandiera Bianca e nera, che forse simboleggiava il Bene e il Male, era uno dei simboli più importanti del singolo Cavaliere. Secondo lo statuto dell’Ordine, i Cavalieri dovevano sempre conoscere la posizione della bandiera sul campo di battaglia. Qualora si fosse stati costretti a dividersi o disperdersi, il punto di riunificazione doveva essere sotto la bandiera di Beauseant. Se questa non era visibile, i Templari dovevano ripiegare sotto l’insegna degli Ospitalieri o, in mancanza, uno degli altri stendardi Cristiani presenti in battaglia.

Due Cavalieri su un solo cavallo

È una delle più famose immagini Templari: due Cavalieri in sella a un solo cavallo. Il significato era legato al voto di povertà che i novizi dovevano pronunciare prima di entrare a far parte dell’Ordine.

La Croce Templare

Simboleggiava il martirio, ed era cucita sulla tunica bianca di ogni Cavaliere. Tale croce non va confusa con la croce bianca degli Ospitalieri (che, in seguito, adottarono la croce rossa), e da quella nera dell’Ordine Teutonico. Inizialmente non vi era una preferenza di colore per l’utilizzo della croce, ma con Eugenio III (1145-1153) si stabilî che i Templari indossassero la croce rossa come segno del martirio.

Riguardo alla forma, la più comune era sicuramente quella a due linee rette incrociate, che identificava al meglio il modo di vivere semplice e spartano dei monaci-guerrieri.
Successivamente la forma cambio’ e divenne quella che ad oggi e’ identificata propriamente come Croce Templare.

La Cupola del Tempio

Presente in molti sigilli Templari, il reale significato del simbolo della cupola è tutt’ora controverso. Per alcuni, starebbe ad indicare la cupola del Tempio di Gerusalemme; per altri, la Chiesa del Santo Sepolcro; oppure, semplicemente la rappresentazione dell’originale Tempio di Salomone.  

10/08/2016 15:34:58

http://www.thexplan.net/article/195/IL-GRANDE-SEGRETO-DEI-TEMPLARI/It
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