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ANNO XV


31.05.2018
TXP 3.0
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La Commissione



RUBRICHE/Recensioni

LE CONFESSIONI DI UN ILLUMINATO VOL.1

Leo Lyon Zagami
Fonte: Uno Editori
Il titolo del libro – il primo di una trilogia – mi ha stupito.
Non tanto per il significato dei termini in sé, quanto per le implicazioni che le parole “confessioni” e “illuminato” contengono. Per chi ha una conoscenza superficiale dell’argomento, storicamente una persona “Illuminata”, sia essa appartenente a una setta esoterica, religiosa, o politica, si eleva per definizione a un livello superiore alla grande massa, relegata, come naturale conseguenza al rango di “ignorante” (poiché ignora la “luce” della conoscenza di cui l’“illuminato” è intriso).
Va da se che un soggetto che ha raggiunto un tale grado di elevazione non debba rendere conto che ai suoi pari per ogni azione, condizione, e confessione di cui senta la necessità.
Da qui è partito il mio stupore: un “illuminato” che si “confessa” di fronte a noi massa “ignorante”. Tale pensiero ha subito prodotto in me altre domande, e cioè qual è il motivo, la ratio di queste “confessioni”: istruire la massa, denunciare i pari “illuminati”, trasmettere un codice, commercializzare un prodotto? E qui mi fermo perché la lista delle possibilità minacciava di essere noiosamente lunga.
Ho deciso quindi di aprire la mente prima di aprire il libro, a ogni possibilità e prospettiva alla quale il testo mi avrebbe portato. Tenendo bene a mente, tuttavia, la contraddizione intrinseca nel titolo.
Lo stesso Editore, al termine della Prefazione, avverte il lettore della molteplicità di livelli attraverso i quali il libro può essere letto e compreso, a riprova del fatto che una lettura lineare di argomenti esoterici è un po’ come voler scavare la pietra a mani nude.
Il Prologo si apre con un’illustrazione che mostra il tracciamento del 1° grado della Massoneria (anche se a pag. 15 si indicano Figg. 1 e 2, ma la Fig. 1 è mancante), che non è tuttavia descritto nei suoi significati esoterici, preferendo alla simbologia la fenomenologia tout court delle Società Segrete. Infatti, la prima “confessione” è la Teoria e Tipologia delle Società Segrete, documento rarissimo che espone la struttura e le funzioni generali degli Ordini che nel corso dei secoli hanno intessuto trame socio-politico-economiche ignorate dalla grande massa.
Non manca una critica ai “…diversi teorici della cospirazione” (pag.21) che, secondo l’autore, hanno sì esposto argomenti occulti al grande pubblico, ma peccherebbero di chiarezza o conoscenza nella materia. Occorre distinguere tuttavia tra soggetto e oggetto della “confusione”:  se è vero, infatti, che vi sono ricercatori e teorici che scrivono senza verificare le fonti o senza possedere una padronanza simbolica adeguata, va detto che l’oggetto della ricerca, cioè il programma segreto di controllo del Pianeta, è di per sé volutamente labirintico e ingannevole, corollario delle organizzazioni segrete “a scatola cinese” dove solo i costruttori possiedono la chiave per aprire e riconoscere le varie combinazioni. Di conseguenza non si può attendere di giungere ai vertici della struttura prima di divulgarne le macchinazioni, occorre avere coraggio di esplorare il labirinto (che non è necessariamente, o solo, terreno) anche senza il proverbiale Filo di Arianna; agli occhi di “attende”, tutti e nessuno potrebbero possederlo.
A pag. 29 leggiamo di Comunisti e Cattolici che sarebbero riuniti sotto il cappello degli Illuminati; ma non è una novità, se pensiamo che il Concilio Vaticano II ha segnato l’esecuzione di un patto segreto tra Vaticano, Russia (Comunista) e Massoneria per il controllo sulla religione Cattolica (o meglio, sui milioni di fedeli che la seguono credendo di seguire la parola di Cristo).
Il box di pag. 31 accenna all’ormai “icona” del controllo mentale, il progetto MKUltra. La giornalista Enrica Perucchietti scrive che “i documenti della CIA sul progetto MKUltra furono resi pubblici, sfuggiti per errore alla loro distruzione…”; ripenso alle migliaia di documenti che nel corso dei secoli, dal Medioevo ad oggi, sono stati “resi pubblici”, “sfuggiti per errore”, “casualmente”, o “per sbaglio”, documenti che, nel momento in cui vengono resi noti, sono utili soltanto a livello archivistico ma quasi mai pratico. Nessun ricercatore degno di questo nome può continuare a credere che organizzazioni governative, paragovernative più o meno segrete, ecc possano avere “sviste” del genere. Per la struttura, il condizionamento e i modi con cui tali entità operano, le probabilità della “svista genuina” sono vicine allo zero. Quindi, nel dare informazioni di questo tipo, occorre quanto meno trasmettere alle persone il valore dubbio che tali “documenti riservati” possono avere, perché altrimenti tanto vale credere ciecamente al FOIA, che “delegittima” i governi di ogni loro politica di segretezza.
La mia opinione è che, e la Teoria e Tipologia delle Società Segrete lo mostra molto chiaramente (pagg.44-45), le società segrete (o a scopo segreto) che siano “troppo” segrete rischiano di scomparire. Per sopravvivere e mantenere il grado di credibilità raggiunto agli occhi della pubblica opinione, occorre creare dei diversivi, le “sviste”, appunto.
Ogni documento classificato come “segreto” e “sfuggito per errore” al controllo di segretezza, è, a mio parere, divenuto obsoleto per i piani dell’organizzazione, oppure innocuo.
Sempre restando all’interno della Teoria e Tipologia delle Società Segrete, a pag. 59 l’autore si domanda se sia probabile che una società-quadro stabilisca una relazione spontanea con un’associazione superiore, relazione che favorisce un legame diretto tra la prima e la società base. E’ difficile dare una risposta se non si è Illuminati, ma da quanto traspare dalla letteratura “profana” in materia, sembrerebbe che il termine probabilità (o casualità) non possa applicarsi al contesto esoterico delle Società Segrete, anzi ne rappresenterebbe una contraddizione evidente. Ogni dinamica all’interno delle strutture segrete è attentamente misurata, vagliata, e scrupolosamente eseguita, nel pieno spirito Luciferino che “illumina” le tenebre del caos e del caso.
Il Capitolo 2 è focalizzato sulla Magia Sessuale di una certa frangia della Massoneria e, soprattutto,  sulla genesi dell’O.T.O.
Quando si parla di Libertinismo, non poteva mancare (sic) un riferimento al “gossip in chiave massonica” dei nostri ex-vertici politici (pag. 86), una curiosa commistione simbolica che la dice lunga sulle basi socio-politiche su chi oggi poggia l’Italia.
Le vicende dell’O.T.O. e le sue ingerenze in Ordini più tradizionali come i Rosa+Croce e la Massoneria sono certamente interessanti, l’autore non risparmia numerosi riferimenti bibliografici che rappresentano un’ottima guida di approfondimento per ogni ricercatore.
A pag. 97 c’e’ la “rivelazione” su Marco Pasi come principale attore dell’O.T.O. Italiano; peccato però che tale informazione si riferisca a un evento passato e che, quindi, può essere utile per gli archivi ma non per gettare una luce diretta sulle dinamiche attuali e future di questa organizzazione, mentre mi sarebbe piaciuto poter leggere “rivelazioni” riferite a un evento in itinere.
Altra importante traduzione è l’Eucarestia secondo Saint-Marq, che getta una luce diversa sul vero significato della Transustanziazione e dell’Ostia nelle cerimonie Cattoliche.
Curioso notare che, a pag. 76, è pubblicata copia del conferimento all’autore del potere di creare una loggia a Londra. Il documento però contiene un errore ortografico, dove la parola Sovereign (Sovrano) diventa Soveraign (sotto la firma tuttavia il termine è riportato grammaticalmente corretto).
Ancora, a pag. 143, l’autore pubblica il suo diploma dell’VIII grado O.T.O., in cui campeggia un secondo errore piuttosto evidente di ortografia: la frase “Bestowed upon him by his Angles and spiritual guardians” contiene la parola inglese angles che significa “angoli”, ma che a tutta logica sarebbe dovuta essere angels (Angeli) che si accompagnano ai guardiani spirituali (spiritual guardians).
Strano ma vero, anche nelle più “illuminate” delle Organizzazioni vi possono essere delle “sviste”!
Nel Capitolo 3, dedicato all’infiltrazione dell’O.T.O. nella Massoneria, l’autore confida alcuni accadimenti personali piuttosto drammatici che si è trovato a vivere in Norvegia e in Italia, dove è stato a più riprese prelevato e rinchiuso in ospedali psichiatrici con accuse d’instabilità mentale. I “trattamenti psichiatrici” (o “torture”, come le definisce Zagami) sono avvenuti tra il 2003 e il 2006, quando è iniziata la sua ribellione al sistema degli Illuminati, mentre l’esperienza ospedaliera forzata in Italia è avvenuta nel 2009.
Scrive l’autore (pag. 170): “…Farmi passare per pazzo era il modo migliore per eliminarmi dalla scena e rovinare la mia reputazione e la mia credibilità, cosa che gli riuscì quasi se non fosse per la grande forza mentale che mi anima…”.
E’ sicuramente così, anche perché esistono effettivamente dei sistemi che la nostra mente sviluppa per resistere (fino a un certo grado) alle pressioni esterne (farmaci, brainwashing, torture psicologiche, ecc). Tuttavia il mio dubbio riguarda la capacità dell’autore di ponderazione e obiettività di fronte a fatti, che possono aver lasciato un profondo risentimento nel suo animo. Risentimento che potrebbe essere cresciuto con la sottrazione del figlio (pag. 172) e con l’espulsione dalla Gran Loggia d’Inghilterra (pag. 183). Questo dubbio “obiettivo” mi ha portato alla lettura delle note 42 e 43 (pag. 189) dove il G.O.I. (Grande Oriente d’Italia), diviene un’entita’ positiva e “vicina alla verità “ rispetto alla UGLE (Gran Loggia Unita d’Inghilterra), i cui esponenti sono bollati come “Servi dell’Elite Reale”.   
A pag. 192 è pubblicata la risposta di Greg Stewart alle denunce dell’autore sull’infiltrazione dell’O.T.O. all’interno della Massoneria. Personalmente concordo con Stewart sulla prospettiva dei rituali O.T.O. come protesi verso un risveglio e una rinascita, piuttosto che sulla retroattività di redenzione e perdono. Ciò detto, si potrebbe discutere sui metodi usati dall’O.T.O. e dagli altri Ordini più tradizionali per raggiungere un tale obiettivo, ma certamente ogni pratica esoterica (o exo-eterica) dovrebbe necessariamente, per dirsi tale, produrre una tensione positiva e mai retrograda.
Il capitolo termina con il documento Simbolismo della Massoneria nella Messa Gnostica di Frater S/N/B, mentre il Capitolo 4 tratta del Priorato di Sion.
A pag. 213 si parla dei gruppi militari segreti Stay Behind (con nota n. 43 inesistente, oppure riferita erroneamente a quella di pag. 189 poiché tratta di altro argomento), la cui definizione troviamo a pag. 214 alla nota n. 47.
Il Capitolo 5 entra nel vivo della questione “Illuminati” con il Bohemian Grove, gruppo potentissimo di San Francisco all’interno del quale i grandi della Finanza, Politica, Media, e Militari si riunirebbero in un campo estivo per pianificare le sorti del mondo.
Considero il documento di pag. 238 e segg. molto interessante, forse una delle due parti più interessanti dell’intera pubblicazione. Si tratta di una conversazione/intervista dell’autore con John Compact, illustre esponente del Bohemian Grove che “si confessa” su vari temi legati a questo segretissimo gruppo di potenti.
Sulle considerazioni dell’autore (pagg. 245-246), e in particolare sulla sua interpretazione delle foto pubblicate, non riesco a vedere con la sua “chiarezza” che il soggetto legato alla tavola (Fig. 68) e quello impiccato (Fig. 69) siano reali esseri umani e non manichini. Sulla presenza dei poliziotti poi, innanzitutto sono più d’uno (Fig. 68, sulla destra, in primo piano, e sullo sfondo. Ne conto almeno cinque), e poi tutti i presenti sono mascherati, quindi sulla sola base della foto pubblicata è oggettivamente difficile affermare che un essere umano vero sia legato a una tavola sotto gli occhi indifferenti di un vero poliziotto. E, come nel caso di Fig. 69, se si sia fotografato un vero linciaggio.
Le conclusioni dell’autore sul Bohemian Grove (pag. 247) mi sono parse un po’ confuse e generiche, tanto che, non prendendo una posizione netta, egli rimanda ogni approfondimento al report di un giornalista del periodico Spy che si è introdotto “segretamente” nel Bohemian Grove e ne ha annotati i rituali.
Le pagg. 251 e segg. sono dedicate a un’intervista esclusiva a un Gran Maestro Templare, e a pag. 257 è menzionato per la prima volta l’Opus Dei, ordine molto vicino alla Chiesa Cattolica e al Vaticano. L’Opus Dei è nominato solo in questa pagina riguardo alla sua “contrapposizione” con i Gesuiti. Data l’estensione e l’importanza di questo Ordine all’interno del network delle Società Segrete, mi sarei aspettato un maggiore approfondimento, che spero avvenga nei prossimi due volumi della trilogia.
A pag. 259 il Terzo paragrafo (passo) del Capitolo 5 introduce la materia Ufo. La seconda parte che considero in assoluto la più intrigante del volume inizia a pag. 260, con la conversazione con Jean-Pierre Giudicelli sulla relazione tra entità aliene e l’Elite della Massoneria (il Collegio Invisibile della Tradizione Rosacroce).
Dalle parole di Giudicelli traspare il suo radicale disinteresse per le vicende “umane” (pagg. 262, 264, 265) ma, allo stesso tempo, egli afferma che “L’intera Galassia è completamente controllata…siamo sotto controllo, costantemente monitorati perché, per il momento, non siamo dei buoni candidati per la Confederazione Intergalattica” (pag. 261) e che gli Extraterrestri “ci guardano per avere informazioni” (pag. 263). Sembra quasi che Giudicelli si consideri superiore non solo agli umani, ma anche alle razze aliene che, invece, ci monitorano costantemente e osservano il nostro sistema evolutivo per raccogliere informazioni. Ma se siamo tutti controllati (Giudicelli compreso), reputo di estrema importanza interessarci alle vicende umane, che anzi devono interessare soprattutto e prima di tutto gli umani, per evitare di rimanere marionette nelle mani di sconosciuti o occulti poteri extraterrestri (siano essi positivi o negativi) per amore di un nostro proprio e indipendente percorso evolutivo.
Arriviamo al Capitolo 6, dove si descrivono le vicende delle prime spie professioniste dei tempi moderni: John Dee e Francis Bacon. Sul simbolo che usava Dee per trasmettere i suoi messaggi, il famoso “007” (che in seguito fu ripreso da Fleming per creare James Bond), guardando l’illustrazione di pag. 268 (Fig. 82) mi sento di affermare che i tre simboli non siano propriamente numeri o, almeno, non solo numeri, ma piuttosto simboli legati ad altri significati, come l’osservazione, la protezione, la conoscenza (gli occhi di un gufo, tanto per fare un esempio).
L’excursus sullo spionaggio storico arriva fino ai tempi moderni e finisce con un “articolo illuminante” (pagg. 309 e segg.) scritto da un giornalista, amico dell’autore, che (scrive Zagami) “parla dettagliatamente delle mie ‘ospedalizzazioni psichiatriche forzate’ a Oslo”. La lettura dell’interessante articolo mi ha lasciato perplesso solo su un punto: Zagami rientra in Norvegia nel 2006 nonostante i ripetuti abusi e ricoveri subiti tra il 2003 e il 2006. Perché? Perché rischiare di cadere nuovamente nelle mani dei suoi aguzzini, che hanno dimostrato di non tenere in alcuna considerazione i suoi diritti civili? Non solo, ma secondo il giornalista, Zagami era “incapace di parlare la lingua e senza connessioni adeguate”.
Il Capitolo 7 affronta nuovamente il tema Ufologico e si sofferma sulla natura degli esseri extraterrestri e sul loro ruolo sulla Terra. Alle pagg. 328-329 l’articolo dal titolo Il Sistema Solare è Pieno di Pericoli è un breve estratto dal libro The Miracle of 2012 della Principessa Giapponese Kaoru Nakamaru. L’estratto parla dei pericoli, che la Terra correrebbe, di essere colpita dalle migliaia di corpi celesti in transito nel Sistema Solare. Il tema – sempre attuale – descritto dalla Principessa Nakamaru mi ha portato ad una considerazione: se, come dice Giudicelli, il Sistema Solare è monitorato costantemente dalla Confederazione Intergalattica e se, da anni ormai, è sviluppata sulla Terra la tecnologia H.A.A.R.P. per controllare (e veicolare) gli eventi atmosferici – e l’incidente di Fukushima avrebbe relazioni molti strette con tale tecnologia – non è forse ragionevole pensare che una simile tecnologia sia in possesso della Confederazione per “controllare” fenomeni astronomici come la rotta di meteoriti e comete?
Se poi tale tecnologia possa venire usata o meno in virtù del rispetto degli equilibri dinamici dell’Universo è altra questione, ma io sono convinto che, fino a quando la Terra e l’Uomo rappresentano un interesse primario delle Intelligenze che ci osservano, impedire che la Terra venga distrutta da collisioni con meteoriti o asteroidi non dovrebbe essere difficile. Quindi, piuttosto che descrivere Armageddon e Catastrofi planetarie, sarebbe auspicabile educare il grande pubblico all’accettazione (consapevolezza), con positività, di eventi che appartengono all’evoluzione cosmica del nostro Pianeta, senza alimentare catastrofismi e drammi di comodo, campo in cui molti autori – letterari e televisivi – purtroppo continuano a operare.
La fig. 97 di pag. 336 mostra una copia di informazioni “riservate” che sarebbero state de-classificate e “rese pubbliche” nel 2011 (per fatti risalenti al 1947!) dove si descrivono gli Ufo come esseri extradimensionali. Sul “rilascio di informazioni riservate” mi sono già soffermato e non voglio ripetermi.
A pag. 343 l’autore si espone con un passaggio che condivido: “Il moderno mito degli Ufo nasconde tutte queste realtà con l’aiuto dei soliti manipolatori che vogliono nascondere la verità al genere umano in modo da poter continuare a controllarlo…”.
Pur non conoscendo i “soliti manipolatori”, condivido però il fatto che l’Ufo sia divenuto un mito, e che il suo contenitore – l’Ufologia – abbia fallito sia come disciplina scientifica sia come metodo d’indagine. Resta tuttavia un contenitore ben chiuso, che “copre” tutta una serie di elementi che andrebbero invece separati e analizzati per quello che sono realmente, fino al punto di rottura, dove per comprendere il fenomeno Ufo dovrà essere cancellato il concetto stesso di Ufo e frammentarlo nelle sue componenti fenomenologiche (Storica, Religiosa, Sociologica, Psicologica, Scientifica, Esoterica, ecc). Il concetto odierno di Ufo è semplicistico, fuorviante e inutile all’indagine, come dimostrano il piu’ di mezzo secolo passato a commentare le stesse, identiche immagini e dinamiche, mentre dietro (o dentro) al contenitore, altri e più complessi fenomeni si sono evoluti e continuano ad evolvere.  A mio parere l’Ufologia è finita con l’avvento della tecnologia di massa e internet.
Sul fenomeno dei Rapimenti Alieni (o Abductions) l’autore fa diversi riferimenti a studi sull’ipnosi, soffermandosi sul lavoro del Professor Corrado Malanga al quale - seppur definendolo “un modesto professore dell’Università’ di Pisa” (pag. 350) - dedica ben 10 pagine del libro.
L’ultimo capitolo riguarda il 33° grado e il Neotemplarismo, due concetti interessanti sia in ottica esoterica sia in ottica sociologica. A pag. 364 l’autore scrive: “questa fase storica – che potrebbe prendere il via, secondo le istruzioni segrete del 32° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato, dopo il segnale di un 5° colpo di cannone che sancirà la nascita del Regno del Santo Impero – è vicino”. Il 4° colpo di cannone è stato la nascita dell’Era Atomica “secondo gli insegnamenti ufficiali del Rito”. Quale potrà essere il prossimo passo? Forse la rivelazione dell’esistenza di vita intelligente e superiore nel (o collegata al) nostro Universo?
Come un naturale processo alchemico in cui, dall’Atomo (Era Atomica), si sprigiona Energia per una nuova Creazione (Era Exoterica), per adesso un concetto che appartiene alla Fantascienza.
Vorrei concludere con un commento sul “Metapolitico” della Nuova Destra di pag. 402. Da questo manifesto traspare la convinzione che la Metapolitica possa divenire non-infiltrabile e non-manipolabile da forze esterne, in quanto non esisterebbe come organizzazione per se,  ma piuttosto come gruppi diffusi multi-localizzati. Io resto dell’idea che niente possa essere completamente isolata e che la cosa più saggia, anche in ottica Metapolitica, debba essere quella di prevedere la possibilità di infiltrazioni, per usarle come motore energetico a vantaggio dei proprio obiettivi.

A margine di questa mia recensione vorrei segnalare un video che mi è stato indicato, co-incidentalmente,  durante la lettura delle Confessioni di un Illuminato. Si tratta di un confronto/dialogo avvenuto in Giappone tra l’autore del libro e Benjamin Fulford, rappresentante dell’Ordine del Dragone Bianco (Ordine che si propone di eliminare alla radice ogni sistema di stampo “Illuminato” che ha manipolato le società del Pianeta fino ad oggi). Il video, presentato nelle versioni Inglese e Spagnolo, è molto interessante per il contenuto dialettico ma, soprattutto, per chi conosce la PNL e sa “leggere” al di là delle parole. Il video mi ha dato un’idea precisa di come le due parti si pongono di fronte al futuro scenario del Mondo.
http://www.bibliotecapleyades.net/sociopolitica/sociopol_fulford19.htm
07/03/2016 15:05:49

http://www.thexplan.net/article/18/LE-CONFESSIONI-DI-UN-ILLUMINATO-VOL.1/It
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