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ANNO XV


VALMALENCO FILES
NEOBATRI E LA VALMALENCO
31.05.2018
TXP 3.0
E' online la nuova versione del sito ufficiale del Gruppo The X-Plan, con un nuovo layout e box tematici per una lettura più immediata ed efficace. Ogni articolo presenta una foto di anteprima e una descrizione testuale. Rimangono i colori ufficiali del Gruppo e il Pianeta X, che dal 2003 ci accompagna nel nostro lavoro di ricerca. Buona navigazione.

La Commissione



INDAGINI/In Italia

SULLA VIA DEI NEGROMANTI: IL MONTE VETTORE

La Commissione

ITINERARIO

Per Castelluccio di Norcia (PG): da Ascoli Piceno (Abruzzo) ss 4 'Salaria' fino a Trisungo (29 Km), deviare a destra e salire fino a Forca di Presta, direzione Castelluccio (50 Km); da Macerata (Marche) dopo Sforzacosta prendere la ss 77 fino al bivio per Visso (45 Km), quindi la ss 209 fino a Visso, proseguire per Forca di Gualdo (83 Km), scendere a Castelluccio (87,5 Km); da Perugia (Umbria) ss 75 fino a Foligno (36 Km), poi ss 77 fino al bivio per Visso (82 Km), quindi la ss 209 fino a Visso, infine proseguire per Forca di Gualdo fino a Castelluccio (124 Km ca.).

Forca di Presta-Rifugio Zilioli: sentieri 1 e 1A. Da Forca di Presta (1536 m) per la cresta sud e la Sella delle Ciaule. Dislivello 940 m, pendenza media 40% ca., durata 2/2.30 h fino al rifugio (2240 m ca.). 40 min/1 h per la cima del Monte Vettore (2476 m).

Rifugio Zilioli-Lago di Pilato: sentieri 1 e 3 da Forca di Presta (1536 m) per la cresta sud e la Sella delle Ciaule. Dislivello 1004 m, pendenza media 40-45% ca., durata 2/2.30 h. Dallo Zilioli (2240 m ca.) discesa fino al Lago (1949 m). Attenzione alla zona delle roccette, che circonda la depressione del lago. Terreno friabile e ghiaioso (passaggi di roccia di I grado).

LE ESPLORAZIONI STORICHE

3-4 Marzo 1876 – Damiano Marinelli arriva sui Sibillini a 33 anni nella stagione invernale, ingaggia due guide e infila due prime: Monte Vettore (allora chiamato Monte Pretara o Petrara) e Cima del Redentore (allora chiamata Monte Vettore).

29 Agosto 1879 – Lucia Rossi Scotti si unisce a un gruppo di nobili e professionisti perugini (tra cui il Prof. Bellucci che sara' in seguiro Direttore dell'Osservatorio di Perugia e presidente della sezione CAI della stessa citta').

1889 – Giambattista Miliani percorre tutte le principali cime dei Sibillini incluso il Vettore

1892 – Garroni, Gavini e Gualerzi ascendono il Vettore

1901 – Savio Carlo e Cao-Mastio compiono la salita del Monte Vettore (Cima del Redentore) e Monte Petrara (Monte Vettore)

1906 – Contessa Grace di Campello della Spina e marito salgono sul Vettore

CRONACA DI VIAGGIO

Presso il rifugio ANA (Associazione Nazionale Alpini) è possibile parcheggiare le auto. Il rifugio offre anche un punto di ristoro, oltre che una fonte naturale di acqua sorgente. L'ascesa sul sentiero 1A presenta livelli di difficoltà irregolari. Il primo tratto è piuttosto ripido, e in alcuni punti il sentiero è poco visibile; vi sono peraltro varie biforcazioni, che però poi si ricongiungono sempre nella giusta direzione. Questa prima parte necessita di circa 40 min/1h di buona marcia, dopodichè si arriva ad una zona meno rocciosa e più collinosa, con dune di altezza media ricoperte d'erba. Vi sono numerosi punti per una sosta medio-lunga. In questo punto attenzione però alla nebbia, che scende a forte velocità e rende la visibilità ridottissima.

Sulla destra la cresta del monte scende a picco sulla vallata, perciò è consigliabile non allontanarsi troppo dal sentiero in tali condizioni atmosferiche. Per i successivi 50 min il terreno rimane erboso, e il sentiero attraversa una sorta di pianura inframontana, che rende più agevole la marcia. La parte più difficile è l'ultimo tratto, che si percorre in 1h 30min. circa: il sentiero si restringe e in molti casi costeggia la parete a picco; nei pressi del rifugio Zilioli la pendenza aumenta considerevolmente, tanto che nell'ultimissima parte del percorso è necessario, a volte, salire a quattro mani. Il rifugio si presenta come una baracca piuttosto accogliente e asciutta. Le panche poste all'interno possono ospitare tre adulti distesi, e circa una decina seduti. La vista dal rifugio spazia su tutta la valle sottostante, e consente la vista di paesi, boschi, strade, e uno scorcio di Pian Grande; nei pressi dello Zilioli non è segnata alcuna fonte, però poco prima del tratto di sentiero ripido (dove ci si deve aiutare con le mani) vi sono un paio di fonti: occorre abbandonare il sentiero, scendere lungo la costa del monte (la pendenza è notevole) e cercare. Nei pressi di una delle fonti c'è una casetta dell'elettricità.


Dal rifugio Zilioli si diramano tre sentieri principali: ad Ovest si sale verso la Cima del Redentore (è un sentiero molto stretto), a Nord-Ovest si scende verso il Lago di Pilato, passando sotto il Pizzo del Diavolo (nei pressi del lago si trova una grotta, chiamata convenzionalmente grotta-rifugio, che può ospitare fino ad otto adulti. Vista l'umidità elevata all'interno, è consigliabile munirsi di teli impermeabili in caso di pernottamento); a Nord, esattamente alle spalle dello Zilioli, si trova il sentiero che conduce alla cima del Monte Vettore. la salita non presenta apparentemente difficoltà di sorta, ma il ghiaccio rimane per buona parte dell'anno soprattutto a quell'altitudine, perciò si può rischiare di scivolare, o di uscire dal sentiero.
La zona, soprattutto dal rifugio Zilioli in poi, è battuta da frequenti temporali, che arrivano senza preavviso, e possono essere molto violenti, spesso accompagnati da fulmini. Consigliamo, in quei casi, di cercare immediatamente riparo, e di scendere un po' di altitudine. Non restare sulle cime, nè piantare tende con punte di metallo. E' preferibile addossarsi alla parete di roccia, o sfruttare le depressioni naturali del terreno (questo, naturalmente, in caso che ci si trovi lontano dallo Zilioli).


Durante la notte è possibile ammirare un ampia parte di cielo, e l'assenza di luci a terra permette una altissima visibilità di stelle e pianeti.
Visto i frequenti sbalzi di temperatura, i repentini passaggi atmosferici e cambiamenti climatici, occorre un equipaggiamento molto vario, dal maglione pesante alla T-shirt. Fondamentale occhiali da sole, crema solare, cuffia di lana, cappello e un fazzolettone. La protezione della pelle, degli occhi e del collo è condizione indispensabile per poter apprezzare in tutta sicurezza l'ascesa del Vettore.

LEGGENDE

La Via dei Negromanti

La catena dei Sibillini fin da tempi antichissimi è luogo magico, misterioso, considerato meta di pellegrinaggi diabolici e di incontri blasfemi tra stregoni e demoni, ricettacolo di creature a metà tra il diabolico e il mitologico. Molti nomi di luoghi sembrano confermare queste leggende: Grotta del Diavolo, Passo del Diavolo, Fossa dell'Inferno, Gola dell'Infernaccio, Lago di Pilato, Grotta delle Fate o Grotta della Sibilla.
Nel 1420 Antoine De La Salle raccolse una leggenda (già nota almeno un secolo prima) trasposta in via romanzata (
Guerin Meschino del poeta Andrea de Barberino) secondo la quale una grotta sul monte Sibilla sarebbe l'ingresso del regno di una Dea dell'amore.
Negromanti, maghi e demoni avrebbero dimorato il Monte [Sibilla] e la grotta, ma nelle vicinanze esiste un luogo non meno cupo ed enigmatico: il Lago di Pilato, ai piedi del Pizzo del Diavolo, sovrastato dalla cima appuntita del Monte Vettore. Tra i contadini si pensava ancora, negli anni sessanta del Novecento, che venti e tempeste erano scatenati dal passaggio di maghi e streghe.

Scrive Paolucci nel suo libro “La Sibilla Appenninica”:

...Le piu' antiche testimonianze relative al nostro monte risalgono al 1300...Esse riguardano il Lago di Pilato...dove la fama delle acque incantate e popolate dai demoni in forma di pesci, richiama l'attenzione dei negromanti che affluiscono a consacrare i libri di magia come al luogo piu' adatto dove gli spiriti evocati sono pronti ad obbedire a chi dia loro in cambio la propria anima...

Proprio sul Lago di Pilato, secondo la leggenda, i demoni che lo infestano richiederebbero ogni anno un sacrificio umano.
Antoine de la Sale testimonia di una forte reazione della gente del luogo contro i negromanti e di un atteggiamento sospettoso nei confronti degli stranieri visitatori; sembra infatti che due uomini vennero catturati nei pressi del lago e uccisi barbaramente: un prete trascinato a Norcia e li' arso sul rogo, e il suo compagno fatto a pezzi sul posto e gettato nelle acque del lago.
Sempre La Sale raccoglie le testimonianze locali, le quali asserivano che la pratiche negromantiche avevano come conseguenza lo scatenarsi di terribili tempeste.

Al contrario nel XVI secolo Benvenuto Cellini, nella sua autobiografia, racconta di un negromante che gli avrebbe raccomandato il Lago di Norcia come il luogo piu' adatto a consacrare i libri al demonio, e che i residenti erano ben disposti a collaborare in questa pratica. Questa apparente contraddizione tra le due fonti, spiega Marina Montesano nel suo “...Sacro alle Nursine Grotte”, potrebbe essere dovuto a interessi economici da parte dei locali.
In quei secoli il lago veniva alternativamente chiamato “di Pilato” o “della Sibilla”.
Nel primo caso il nome, così suggestivo, riporta alla memoria i tempi in cui Roma era la capitale del Mondo Antico; infatti è proprio così lontana la genesi etimologica dello specchio d'acqua: tra gli abitanti di Norcia si tramanda una tradizione, ispirata dal celebre racconto di Antoine de la Sale, secondo la quale l'Imperatore Tito Vespasiano, dopo aver incendiato Gerusalemme, avrebbe convocato Pilato, ormai vecchio, accusandolo di non aver impedito trentasette anni prima la crocifissione di Cristo Redentore, al tempo in cui era Procuratore di Giudea. Per questo Pilato venne condannato a morte, ma gli venne concesso un ultimo desiderio.
Il vecchio romano chiese che il suo corpo fosse deposto su un carro trainato da quattro bufali e abbandonato al destino. Gli fu concesso quanto richiesto, ma l'Imperatore, incuriosito dalla singolarità della richiesta, incaricò alcuni soldati di seguire il carro. Gli animali vagarono fino alle montagne di Norcia, e giunti sulla riva del piccolo lago, tra i monti, vi si gettarono trascinando il carro e il cadavere nelle gelide acque, arrossandole. Da quel giorno, in certi periodi dell'anno, i pastori che guidano il gregge attraverso i picchi dei Sibillini, sussurrano che il Lago di Pilato si tinga ancora di rosso.
L'associazione del lago con il nome della Sibilla potrebbe essere legato ai poteri profetici che il luogo conferiva a maghi e stregoni.
E' sempre Benvenuto Cellini a confermare che l'alchimia praticata sui Sibillini e nei pressi del lago aveva come scopo finale quello di evocare demoni che potessero indicare i tesori nascosti sotto terra.
Oltre a Cellini vanno riportate le testimonianze del frate dell'Osservanza francescana Bernardino Benavoglia parla di “uomini diabolici” che costruiscono “altari con tre cerchi” , e “ponendosi con un'offerta nel terzo cerchio”, evocano il demonio leggendo i suoi nomi da un libro.
Nicolo' Peranzoni conferma la pratica scrivendo di “due cerchi incisi sulle pietre vicino all'argine del lago con alcuni caratteri”, mentre Francesco Panfilo parla della presenza di un cerchio all'interno del quale “si pronuncia Tau, Erux e un diverso carattere, che indicano i nomi sacri del sommo Dio”. Naturalmente, per il principio dell'inversione dei simboli usato in Magia Nera, il “Sommo Dio” e' rappresentato dal demonio piu' potente, forse lo stesso Lucifero.
Enea Silvio Piccolomini, il futuro Papa Pio II e intimo amico del Voivoda Vlad II Tepes (meglio noto come Dracula), racconta di aver sentito di un convegno di streghe, demoni e ombre notturne, nonche' di evocazioni di spiriti che avrebbero insegnato le arti magiche. Maria Montesano non da' molto credito a questa testimonianza in quanto la presenza femminile sul lago non viene confermata da nessun documento; noi invece, conoscendo l'interesse del Piccolomini per le pratiche esoteriche e per l'occulto, crediamo che le storie della presenza di streghe oltre che di negromanti sui Sibillini sia assolutamente probabile se si pensa che il “Lago della Sibilla” doveva essere stato consacrato all'energia ctonia della profetessa nelle leggende pagane prima della sua commistione con la leggenda di “Pilato” e del suo carro di buoi.
Andiamo oltre, ipotizzando che alcune pratiche di “consacrazione” e “evocazione” potevano dare gli effetti piu' evidenti proprio grazie alla presenza di una o piu' donne.
Sotto questa luce le “storie” sentite dal Piccolomini potrebbero essere collegate alle “fate” o “ancelle della Sibilla” che usavano scendere a Foce (villaggio posto tra il lago e la grotta) per danzare con i ragazzi del posto.

Il Sentiero delle Fate

Una delle leggende piu' suggestive legate al Monte Vettore e' la creazione del sentiero bianco che dalla cima del monte scende in direzione di Foce.
Sembra che diversi secoli fa (visto che ne parla anche De La Sale), si diceva che in alcune notti le fate uscivano dal regno della Maga Alcina (Sibilla) e scendevano fino a Foce a danzare con i ragazzi del villaggio. Le fate erano bellissime dalla vita in su, ma avevano piedi caprini e questo permetteva di riconoscerle con facilita'.
Potevano danzare tutta la notte ma prima dell'Alba dovevano fare ritorno nel regno sotterraneo; fu cosi' che una notte esse, cosi' prese dal'ebbrezza della musica, non si accorsero del sorgere del sole e, quando i primi raggi colpirono le cime dei monti, spaventate si diedero a una pazza corsa verso l'ingresso del loro regno. Il sentiero delle fate creato dai loro piedi caprini sarebbe il risultato della folle corsa.
Come e' noto, parte se non tutto il Folklore locale non e' altro che un “velo di Maia” gettato su una realta' che non doveva essere rivelata; pertanto anche in quest'ottica si puo' vedere la “danza” delle fate come un sabba o un rituale magico di evocazione, dando cosi' maggiore consistenza alla presenza di “streghe” o “fate” intorno al Lago di Pilato.

Il "mistero" dell'Osservatorio mai realizzato

Il Prof. Bellucci, Direttore dell'Osservatorio di Perugia e presidente della sezione CAI perugina, scrisse tra il 1886 e il 1888 una serie di articoli sulla rivista CAI a proposito del progetto di costruzione di un Osservatorio che, salendo alla Cima del Redentore dal Casale Ghezzi, si sarebbe dovuto realizzare un capanno-osservatorio lungo il sentiero che porta sul lato destro della cresta (parete Ovest).

Dalle parole del Prof. Bellucci pubblicate su CAI n.2 1888:

"...Nel versante occidentale, ad un'altezza di metri 2,300 sul mare, esiste un altopiano di sufficiente estensione, su cui va ad erigersi un edificio a scopo di studio, per osservazioni meteorologiche e sismiche...l'Osservatorio di Monte Vettore e' il terzo osservatorio che per cura dell'Ufficio Centrale di Metereologia residente in Roma e per interessamento del suo Direttore, il Prof. Tacchini va a stabilirsi sulle vette dei piu' alti Appennini...L'Osservatorio consistera' in un edifizio incassato in parte nella roccia...una via sotterranea mettera' in comunicazione l'edificio suddetto con una torretta che sara' costruita proprio sulla cresta del monte a 2,350 metri di altezza...

...Nel decorso anno 1887 furono iniziati i lavori sotto la direzione del sig. Ing. Lauro Larenti di Norcia, autore del progetto dell'edificio...L'Osservatorio del Monte Vettore vien costruito a cura ed in gran parte a spese dell'Ufficio Centrale di Meteorologia, il quale ha deliberato di concorrervi per tre quarti della somma necessaria ed ha incaricato lo scrivente, come Direttore dell'Osservatorio di Perugia, della esecuzione dell'opera.
Per la somma rimanente si provvedera' con sussidi tra i quali annoverarsi, come gia' deliberati, quelli dell'Amministrazione Provinciale dell'Umbria (L.1,500), della Sede Centrale del C.A.I. (L.400), della Sezione di Perugia del C.A.I. (L.150)...


In effetti i lavori iniziarono nel 1887 e dovevano concludersi nel 1889.
Invece i lavori sono stati interrotti subito dopo l'apertura del sentiero e non se n'e' mai saputo piu' niente.
Un tale silenzio e' strano, soprattutto dopo che Bellucci avere piu' volte dichiarato che il finanziamento era gia' assegnato. Unica memoria del fatto e' il toponimo dell'antecima
che ancora oggi e' Cima dell'Osservatorio.

Globi Luminosi

Un altro fenomeno misterioso sono i globi luminosi che dopo i temporali vengono avvistati nei pressi della cima del Vettore. Sembrano globi carichi di elettricità, che galleggiano nell'aria a pochi metri dal suolo, e sono molto simili alle più famose e altrettanto inspiegabili 'Luci di Hessdalen' dei Paesi Scandinavi.

UFO Crash sul Vettore?

Nel 1996 si è verificato un discusso e controverso 'Ufo-crash' sempre sulla cima del Monte Vettore. Hanno riportato la notizia sia il Resto del Carlino che il Corriere Adriatico (dicembre 1996). I quotidiani titolavano 'Allarme Ufo, arrivano anche i pompieri in elicottero da Pescara' e 'Una palla di fuoco sul Vettore'.
Dal 
Resto del Carlino:

"...Molte persone giurano di aver visto piombare dal cielo una grossa palla di fuoco e abbattersi contro una parete innevata del Monte Vettore. Subito hanno pensato a un Ufo, oppure a un aereo...i montanari che hanno visto con i loro occhi la 'palla' sono pronti a giurare che si trattava di un vero e proprio Ufo..."

Sul posto si recano i mezzi di soccorso di Alta montagna, dai Vigili del Fuoco alla Forestale ai Carabinieri, ma sul posto non vengono ritrovati resti di velivoli nè oggetti anomali. Solo, più in basso rispetto alla cima, si notano le tracce di una recente valanga di fondo.
In definitiva le ipotesi che sono sembrate più logiche sono state quella dell'illusione ottica e del lancio di un raggio di segnalazione, ma la vicenda lascia tutt'ora un alone di dubbio e mistero.

LINKS UTILI

http://www.parks.it/parco.nazionale.monti.sibillini/index.html [sito ufficiale del Parco Nazionale dei Sibillini]
http://www.sibillini.org/it/go.php?x=4item1 [i Sibillini in dettaglio]

-sulle leggende dei Sibillini

http://www.regione.umbria.it/cridea/ambiente@scuola/suo_spel/montagna/sibilli3.htm
http://www.sibillini.net/news/voci%20dal%20parco/_07_05.html

-sugli itinerari

http://www.tradizioni.it/percorsi/percorso15.htm

-sulle infrastrutture e istituzioni pubbliche (comunità montana, ANA, ristoranti, locande, carabinieri)

http://www.incastro.marche.it/incastro/arquata/turismo.STM

17/03/2016 16:03:01

http://www.thexplan.net/article/165/SULLAVIADEINEGROMANTI-ILMONTEVETTORE/It
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