www.theXplan.net OLTRE LA VERITA' UFFICIALE

Non vi chiediamo di credere, ma di riflettere

ANNO XV


VALMALENCO FILES
CHI CI STAVA GUARDANDO?
31.05.2018
TXP 3.0
E' online la nuova versione del sito ufficiale del Gruppo The X-Plan, con un nuovo layout e box tematici per una lettura più immediata ed efficace. Ogni articolo presenta una foto di anteprima e una descrizione testuale. Rimangono i colori ufficiali del Gruppo e il Pianeta X, che dal 2003 ci accompagna nel nostro lavoro di ricerca. Buona navigazione.

La Commissione



I VOSTRI ARTICOLI

NEFERTITI (II)

Parte Seconda

Jimmy Dunn
Fonte: Sol Galli

La scomparsa di Nefertiti

Verso la fine del regno di Akhenaten, Nefertiti scomparve dalle cronache egiziane. Per un certo numero di anni, gli studiosi hanno pensato che lei avesse perduto le grazie del re, ma questo in realtà fu un errore di identità. Era infatti il nome di Kiya, e le sue immagini, che furono rimosse dai monumenti, e sostituiti con quelli di Meryetaten, una delle figlie di Akhenaten. E' stato ipotizzato - sebbene non ci siano prove certe a sostegno di questo - che il dodicesimo anno del regno di Akhenaten, e dopo aver dato al re un figlio e forse anche una figlia di più, Kiya divenne troppo "scomoda" per Nefertiti, e questo causò la sua rovina.


E' possibile che la scomparsa di Nefertiti anni dopo quella di Kiya, semplicemente è coincisa con la sua morte (all'età di trent'anni circa), sebbene la questione sia ancora controversa. Non può essere una semplice coincidenza che, poco dopo la scomparsa di Nefertiti dalle cronache archeologiche, Akhenaten prese una co-regnante con la quale divise il trono d'Egitto.
La nuova compagna ha dato il via ad una serie di speculazioni e discussioni, ed ha prodotto un ampio raggio di teorie. Una di queste porta avanti l'idea che la co-regnante altri non fosse che Nefertiti stessa in una nuova veste, come femmina-Re, seguendo l'esperienza di donne quali Sobkneferu e Hatshepsut. Un'altra teoria è quella secondo la quale vi fossero in realtà due co-regnanti: un figlio maschio chiamato Smenkhkare, e Nefertiti sotto il nome di Neferneferuaten, entrambi con un pre-nome, Ankhkheperure.
Indubitabilmente, come il marito che era originariamente chiamato Amenhotep, anche Nefertiti prese il nuovo nome, Neferneferuaten, in onore di Aten (Neferneferuaten può essere tradotto come "l'Aten è raggiante di splendore [perché] il bello è venuto" oppure "Il Perfetto della perfezione di Aten").
In realtà lei può aver cambiato il proprio nome addirittura prima di suo marito, ma che questo significhi che Nefertiti servì anche come co-regnante è controverso.
Alcuni studiosi sono considerevolmente determinati sul fatto che Nefertiti assunse il ruolo di co-regnante, e inoltre ricoprì la carica di re per breve tempo dopo la morte di Akhenaten.
Uno dei fautori di questa teoria è Jacobus Van Dijk, responsabile dell'Amarna section dell'Oxford History of Ancient Egypt. Egli crede che Nefertiti in effetti divenne co-regnante assieme al marito, e che il suo ruolo di regina-consorte fu preso dalla sua figlia maggiore, Meryetaten (Meritaten). Se questo è vero, allora Nefertiti può aver anche fissato la sua residenza a Tebe, come evidenziato da un graffito risalente all'anno tre del regno di Neferneferuaten, e che menziona una "Mansione di Ankhkheperure". Se è così, ci potrebbe essere stato un tentativo di riconciliazione con gli antichi culti.
Van Dijk ha inoltre suggerito che Smenkhkare potrebbe essere stata Nefertiti stessa, con il ruolo del marito deceduto, e con sua figlia attiva nel ruolo cerimoniale di "Grande Moglie Reale".
Comunque, altri studiosi sono egualmente fermi nel confutare sia la tesi del "regno di Nefertiti" dopo la morte del marito, che quella del co-regno. Nel suo libro Akhenaten: Re d'Egitto, Cyril Aldred riporta un oggetto funerario chiamato Shawabti. Su di esso vi è scritto:

"L'Erede, alto e potente nel palazzo, fidata [del Re dell'Alto e Basso Egitto (Neferkheperure, Wa'enre), il figlio di Re (Akhenaten) Grande nella] sua vita, la Moglie Capo del Re (Neferneferuaten - Nefertiti), vivente nei secoli dei secoli".

Aldred afferma che questo Shawabti, secondo l'iscrizione suddetta, possa soltanto appartenere a Nefertiti e non, come altri studiosi argomentano, può essere una donazione di lei al sepolcro di Akhenaten. Presumibilmente questo oggetto fu fatto dopo la morte della regina, visto che era costume all'epoca realizzare oggetti di questo tipo durante il processo di imbalsamazione.
Aldred inoltre dichiara che era costume nelle benedizioni funerarie ortodosse seguire il nome del deceduto con maet kheru (giustificato). Akhenaten rifiutò tale pratica come parte della sua nuova religione, ma anche così, due dei suoi Shawabti vennero tuttavia incisi con frasi dopo la sua morte. Comunque, anche se la frase ritorna a favore immediatamente dopo la morte di Akhenaten, esso è assente nello Shawabti di Nefertiti, comprovandone la morte, avvenuta durante il suo regno.
Lo studioso nota che lo Shawabti rappresenta lei come regine regnante, e non come co-regnante in veste maschile. Sebbene la singola prova sembra in qualche modo vaga, egli crede che Nefertiti morì durante l'anno quattordici del regno di Akhenaten.
Se Aldred è nel giusto, la sua datazione è probabilmente corretta. Nefertiti è ritratta su un numero di reperti, inclusi quelli del sepolcro della sua seconda figlia, che si è creduto essere deceduta durante l'anno tredici del regno di Akhenaten. Comunque, quello è l'ultima cosa che vediamo della regina. E' anche nello stesso periodo di tempo (anno quattordici) che le liste per la spedizione del vino dalla proprietà di Nefertiti cessarono, e anche per questo Aldred presume che Nefertiti deve essere morta in un periodo molto vicino al quattordicesimo anno del regno di Akhenaten.

Una controversia recente

Nefertiti è forse meglio ricordata per il busto dipinto che la ritrae. Molti considerano l'oggetto una delle più grandi opere d'arte del mondo antico. A volte conosciuto come il busto di Berlino, fu trovato nel laboratorio del famoso scultore Tutmose. Il busto descrive Nefertiti con labba piene abbellite da un rosso corposo. Sebbene l'intarsio di cristallo sia andato perduto dal suo occhio sinistro, entrambe le palpebre e le sopracciglia sono evidenziate in nero.
Il collo, graziosamente slanciato, bilancia l'alta corona dalla cima piatta, che adorna la testa levigata. I colori vibranti del suo collare e della corona contrastano con l'ocra della pelle liscia. Mentre tutto è scolpito alla perfezione, l'unico difetto sta nell'orecchio sinistro, spezzato. Proprio per il fatto che questo importante reperto scultoreo è ancora intatto, non ci si può meravilgiare se Nefertiti rimane "La donna più bella del mondo".


Comunque, il busto gioca un ruolo in una recente controversia. Per più di otto decadi, la bellezza serena della Regina Nefertiti è stata oggetto della più celebrata esibizione al Museo Egizio di Berlino, attirando migliaia di visitatori e resistendo ad ogni intento di rimpatrio.
Ma un'opera d'arte concettuale riguardante il busto di calcare vecchio di 3.300 anni, e il corpo scarsamente vestito di una donna ha provocato un oltraggio nella sua terra, e l'accusa che Nefertiti non è più a lungo al sicuro in Germania.
L'opera è stata ideata da un duo ungherese chiamato Little Warsaw, e riguarda l'apposizione della testa di Nefertiti su una statua di bronzo che ne è priva; la donna indossa soltanto una toga attillata e trasparente.
Questo ha reso furiosi alcuni ufficiali egiziani per molte ragioni. Su tutte, deve essere ricordato che l'Egitto è una società molto conservatrice, e l'apposizione della testa di Nefertiti su una statua quasi nuda è stato visto come un affronto alla sensibilità egiziana. Comunque, è stato anche puntualizzato da alcuni egittologi egiziani che una tale mostra potrebbe danneggiare il busto.
La controversia avrà probabilmente vita breve, dato che la mostra apparentemente è durata poche ore, e questo ha mitigato fortemente ogni tensione.


Una recente e più pesante controversia su Nefertiti è la possibile scoperta della sua mummua, o almeno la nuva identificazione di una precedentemente conosciuta mummia.
Subito dopo l'incidente che ha coinvolto il busto di Nefertiti, Joanne Fletcher, una nota esperta di mummificazione della University of York (UK), ha annunciato che lei e il suo team possono aver identificato la mummia della regina. Nel 1898 l'egittologo francese Victor Loret ha condotto alcuni scavi nella tomba di Amenhotep II presso la necropoli di Tebe, e pervenne ad una singolare scoperta. Questa fu la prima tomba mai aperta nella quale il faraone era ancora nelle sue condizioni originali, e inoltre, undici altre mummie furono scoperte in camere sigillate all'interno della tomba. Tutte meno che tre di queste - a causa del critico stato di conservazione - furono trasferite la Museo di Antichità Egiziane del Cairo.



Una delle tre mummie che furono lasciate indietro divenne conosciuta dagli egittologi come la "Giovane Signora" e da quel momento essi hanno alternato la teoria che il corpo fosse di Nefertiti oppure della principessa Sitamun, una figlia di Amenhotep III. Fletcher fu condotta alla tomba durante una spedizione nel Giugno del 2002, dopo aver identificato una parrucca nubiana indossata dalle donne reali durante il regno di Akhenaten. La studiosa ha inoltre puntato altri indizi che suggeriscono che questa mummia potrebbe veramente essere Nefertiti: ad esempio i lobi perforati, una moda rara, secondo Fletcher, nell'Antico Egitto; la testa rasata; e la chiara impressione della presenza della banda sopraccigliare che indossavano i reali.

"...Penso che l'alta e attillata corona blue indossata da Nefertiti dovesse aver richiesto la completa rasatura del capo per poter essere indossata al meglio..."

ha detto Joanne Fletcher. Che ha aggiunto:

"...E' un enigma..."

spiegando che nel 1907, quando l'egittologo Grafton Elliot Smith esaminò per primo le tre mummie, riportò che la Giovane Signora era mancante del braccio destro. Di lì a poco egli scoprì comunque l'avambraccio separato, piegato al gomito e con le dita serrate. Fletcher ha detto che la mummia era gravemente deteriorata, che il teschio era perforato da un largo foro, e che il petto era stato asportato. Peggio ancora, il volto, che altirmenti sarebbe rimasto ottimamente preservato, era stato crudelmente mutilato, la bocca e le guance niente più che un fori aperti.
Un esame più approfondito, con l'ausilio di un macchinario digitale Canon a raggi-X, ha rivelato al team di ricerca la presenza di gioielli all'intenro del petto schiacciato della mummia. Essi hanno inoltre notato il braccio sezionato di una donna sotto le fasce rimanenti. Il braccio era piegato al gomito nello stille dei faraoni con le dita ancora agganciate ad uno scettro reale (da tempo scomparso).
Seguendo il servizio di Discovery Channel dell'evento, l'identificazione della mummia della Giovane Signora come Nefertiti ha immediatamente attirato un'audience maggiore e ha fatto apparire titoli in prima pagina in tutto il mondo. Ma gli egittologi non sono così convinti.
Infatti essi sono divisi in due scuole di pensiero: Salima Ikram, autore di The mummy in Ancient Egypt: Equipping the Dead for Eternity, vede l'identificazione come "interessante" e una che causerà senza dubbio una speculazione senza fine.


Altri esprimo dei dubbi che i resti sono quelli della leggendaria regina di bellezza. L'egittologa Susan James, che ha insegnato alla Cambridge University e che ha dedicato molto tempo allo studio delle tre mummie, ha detot a Discovery Channel (che ha finanziato la spedizione):

"...Quello che conosciamo della mummia 61072 indicherebbe che essa è una delle giovani femmine della tarda diciottesima dinastia, molto probabilmente un membro della famiglia reale.
In ogni caso, prove fisiche conosciute e pubblicate prima di questa spedizione indicano che la mummia non sia Nefertiti. Senza nessuno studio comparativo del DNA, dichiarazioni di certezza malinconici pensieri
..."

Da parte sua, il segretario generale del Supremo Consiglio delle Antichità (SCA) Zahi Hawass rifiuta totalmente l'idea, e la descrive come "pura invenzione". Egli accusa Fletcher di scarsa esperienza, come "un nuovo ricevente PhD", e che le teorie dell'egittologa non sono basate su fatti nè su solide prove, ma "solo su somiglianzae facciali tra la mummia e il busto di Nefertiti, e su rappresentazioni artistiche del periodo Amarna nel quale la regina visse".
Hawass asserisce inoltre che le somiglianze fisiche non sono rilevanti, "perché tutte le statue dell'età Amarna hanno le stesse caratteristiche. L'arte Amarna era idealistica, non realistica" ha detto, puntualizzando che nel Museo Egizio vi erano cinque delle sei mummie con le stesse caratteristiche.
Mamdouh El-Damati. direttore del Museo, ha aggiunto che questa teoria non è nuova, essendo la seconda volta che si afferma di aver scopert la mummia di Nefertiti tra quel gruppo di mummie.
Questa controversia turbina intorno a Nefertiti come ha sempre fatto, e come probabilmente continuerà a fare. Forse un giorno potremo conoscere di più su questa intrigante regina, ma fino a quel momento, possiamo soltanto ideare ipotesi circa la sua vita, così come sui suoi resti.

Fonti:

Sol Galli

17/03/2016 12:25:47

http://www.thexplan.net/article/116/NEFERTITI(II)/It
ARTICOLI CORRELATI
SACRO FEMMINILE IN UMBRIA
(RUBRICHE / EVENTI)
PROGETTO SERPO #23.0
(X-ZONE / X-PLAN)
'VERITA' O MENZOGNA...SUL PIANETA X' - 2° Convegno Nexus, Abano Terme (PD) 26-27 / 10 / 2002
(RUBRICHE / EVENTI)
Commenti
Nome
E-Mail
Testo