www.theXplan.net OLTRE LA VERITA' UFFICIALE

Non vi chiediamo di credere, ma di riflettere

ANNO XV


VALMALENCO FILES
NEOBATRI E LA VALMALENCO
31.05.2018
TXP 3.0
E' online la nuova versione del sito ufficiale del Gruppo The X-Plan, con un nuovo layout e box tematici per una lettura più immediata ed efficace. Ogni articolo presenta una foto di anteprima e una descrizione testuale. Rimangono i colori ufficiali del Gruppo e il Pianeta X, che dal 2003 ci accompagna nel nostro lavoro di ricerca. Buona navigazione.

La Commissione



X-ZONE/X-phenomena
X-ZONE/X-phenomena

IL GIGANTE DI KANDAHAR

E la razza perduta dei Nephilim

La Commissione
I TESTIMONI

Steven Quayle, nel suo popolarissimo programma radiofonico “Coast to Coast” ha parlato per primo di un evento che ancora oggi e’ tenuto segreto dal governo Americano: nel 2002 una Task Force USA si trovava in una zona deserta dell’Afghanistan alla ricerca di una squadra che era scomparsa poco tempo prima. Nel percorrere un tratto montuoso i soldati si sarebbero trovati di fronte all’ingresso di una caverna. Sul terreno vi erano i resti di equipaggiamento militare USA completamente distrutto. Nell’ispezionare la caverna la Special Force sarebbe stata attaccata da un gigante alto almeno 4 metri con capelli lunghi e rossi, 6 dita alle mani e ai piedi, e una doppia fila di denti. Il gigante, secondo le testimonianze raccolte da Quayle, avrebbe ucciso un soldato trafiggendono con una lancia prima che il resto della squadra riuscisse ad ucciderlo, sparandogli al volto per ben trenta secondi.
A quel punto il cadavere del gigante sarebbe stato imballato e trasportato via elicottero in una localita’ Top Secret degli USA per essere studiato.
Sulla base di questa notizia L.A. Marzulli e’ riuscito recentemente a intervistare uno dei membri della squadra speciale che era presente all’uccisione di quello che e’ stato soprannominato dai militari il Gigante di Kandahar.
Il soldato racconta che la sua squadra, nell’ispezionare una caverna, aveva circondato un umanoide gigantesco che possedeva una folta barba rossa e lunghi capelli dello stesso colore. Nella grotta vi erano resti di scheletri umani che portano a pensare che il gigante fosse cannibale.
Uno dei soldati fu infilzato dall’arma che il gigante impugnava, un lungo giavellotto o lancia, nel corso della sparatoria durata 30 secondi (tanto ci e’ voluto per riuscire a uccidere l’essere).
Secondo il testimone il governo USA non ha divulgato questo fatto e non ha nessuna intenzione di farlo in quanto “i giganti non combaciano con il modo con cui spieghiamo il nostro mondo”.
Sembra che il peso stimato del gigante sia stato di circa 500 Kg. La stima e’ stata compiuta dalla squadra di trasporto che ha pilotato il C-130 dall’area di recupero agli Stati Uniti. Il testimone ricorda del commento di uno dei piloti sul “terribile odore di muschio e di sporco” che emanava il corpo, come “un uomo che non si e’ fatto una doccia per 10 anni” (Il testimone ha raccontato a Marzulli che l’odore era piu’ intenso di quello di una puzzola e piu’ simile a quello di una pila di cadaveri in decomposizione). Oltre alla lancia, l’abbigliamento del gigante era costituito da tela o pelle di animale a protezione dei piedi, come una specie di mocassini.
Abbiamo reperito e ascoltato l’intervista integrale. Il testimone parla in dettaglio dell’incontro con questo essere enorme in una zona desertica nei pressi di Kandahar, Afghanistan. Marzulli, che non nomina mai il nome del testimone ma lo chiama “The Shooter” (“Quello che ha sparato” per via del suo coinvolgimento attivo nell’uccisione del gigante) afferma di aver intervistato il militare tre volte al telefono e in tempi diversi per controllare che nel racconto non vi fossero incongruenze o lapsus che dimostravano la non veridicita’ della storia; e alla fine di essersi convinto ad incontrarlo personalmente in una localita’ segreta. In un’altra occasione il reporter investigativo ha scoperto che l’autista che lo stava portando a una conferenza era anch’egli un ex-militare che aveva servito in Afghanistan pochi anni dopo l’evento ed era perfettamente a conoscenza del fatto. Nel documentario “Watchers X” il ragazzo (“Mr.D”) racconta:

Quando rientravamo alla base sentivamo i colleghi parlare di un’unita’ che aveva trovato e ucciso una persona in una grotta o all’ingresso di essa. All’inizio non ho pensato a niente, ma poi ho sentito che le dimensioni di questa persona erano tre volte quella di un essere umano adulto, e che possedeva piu’ dita alle mani e ai piedi rispetto a un uomo normale; che aveva capelli rossi e che un’unita’ speciale lo stava cercando...

Marzulli prosegue mostrando una punta di ferro del peso di circa 6 Kg e che, se attaccata a un palo a formare una lancia, sarebbe difficile da manovrare per un uomo di media statura. La punta fu trovata in Michigan e donata ad un capo indiano della riserva; ma e’ la stessa punta che “The Shooters” afferma aver visto nelle mani del Gigante di Kandahar durante il combattimento, la stessa con la quale il suo collega fu ucciso.
Nel video “The Shooter” e’ chiamato “Mr. K” e viene indicato come un lavoratore generico. Egli conferma che nel 2002 si trovava in Afghanistan. La sua unita’ era stata chiamata per una missione di recupero di un’altra pattuglia che era scomparsa in un’area remota del paese (tanto remota che, egli dice, vi sono dovuti arrivare via aria su un volo di circa 4 Km). Cosi’ l’unita’ viene sganciata sulla cresta di una mesa che formava uno dei check-points (punti di ritrovo) dove l’altra pattuglia avrebbe dovuto comunicare la posizione. Gia’ prima della partenza i soldati si erano chiesti quello che poteva essere successo ai loro colleghi. Si era ipotizzata un’imboscata ma la cosa suonava strana in quanto in caso di imboscata c’e’ sempre il tempo di inviare una richiesta di aiuto alla base. In questo caso non era arrivata nessuna chiamata, nessun segnale. Quindi l’unita’ di recupero e’ alla ricerca di qualche traccia e, nel discendere un tratto montuoso scoprono un sentiero, che seguono. Dopo una curva si trovano di fronte all’apertura di una grotta, il cui ingresso e’ circondato da rocce, che e’ un’altra stranezza, dice “Mr. K.” (ma senza darne ragione). Tra le rocce egli nota un certo numero di ossa frantumate la cui identificazione, data la distanza dal punto di osservazione, non era possibile. Ma quello che ha visto tra le ossa erano pezzi di strumentazione radio in dotazione all’esercito USA. Il primo pensiero e’ tornato all’ipotesi dell’imboscata, forse l’attacco di qualche animale, poteva essere qualunque cosa.
Di fronte all’entrata della grotta vi era abbastanza spazio per muoversi, anche se il dislivello tra la spianata e l’ingresso era praticamente un muro di roccia verticale.
Mentre i ragazzi della Task Force si disponevano in posizione anti-agguato una figura e’ balzata fuori dalla caverna ad una velocita’ che ha preso i militari di sorpresa: un essere umano di almeno tre metri e mezzo, piu’ probabilmente quattro:

Era un mostro – afferma “Mr. K” – barba rossa, con i capelli lunghi fin oltre le spalle e di un rosso scarlatto e Dan [uno dei soldati n.d.a.] gli corre incontro e inizia a sparare e allora noi tutti torniamo di colpo alla realta’ perche’ quella scena era davvero surreale

Da questo momento in poi e’ solo l’addestramento dei militari a salvarli e i ricordi sono dati dalla pura adrenalina: mentre Dan continua a correre incontro al gigante un altro soldato apre il fuoco e “The Shooter” lo imita.
Dalla ricostruzione video il gigante balza sulla spianata e infilza Dan con la sua lancia/giavellotto, tenendolo cosi’ a mezz’aria mentre la punta dell’arma lo trapassa da parte a parte. E intanto continua ad avanzare verso il resto della squadra. Senza un ragione logica ogni soldato ha lo stesso pensiero in mente: gridano a vicenda per incoraggiarsi “Sparagli al volto! Sparagli al volto!”. Le armi in dotazione all’unita’ erano M-4 Submachine Gun (mitragliatore), Recon Carbine .308/7.62 (fucile da cecchino) e Barrett .50 BMG (fucile semiautomatico). Il racconto dilata il lasso temporale di tutto l’avvenimento ma, puntualizza il testimone, tutto e’ durato 30 secondi. 30 secondi comunque sono tanti per uccidere quell’essere che, nonostante colpito da molteplici proiettili, continuava a combattere.
Marzulli ospita anche la versione di George Noory (conduttore del programma radiofonico “Coast to Coast AM” che ricorda la relazione del pilota dell’USAF che ha guidato il C-130 in America con il cadavere del gigante:

L’essere pesa 1,100 pounds (498 Kg) ed e’ alto dai 10 ai 15 piedi (3-4 metri) ed era stato ucciso da colpi di arma da fuoco, sembra, in una caverna in Afghanistan, ma prima di essere ucciso si era lanciato addosso ai nostri uomini e potrebbe anche avere ucciso qualcuno. Era una storia molto, molto bizzarra, sembra di ascoltare la storia dei Nephilim della Bibbia...e bisogna assumere che il gigante non deve essere solo, non puo’ essere il solo essere che vive su questo pianeta, ce ne devono essere altri da qualche parte. Forse aveva una compagna, forse dei bambini, chi puo’ saperlo? E’ stata una sfortuna che [il gigante] ha attaccato i nostri soldati invece che avere un comportamento pacifico. Ma immagino che una tale reazione avesse avuto a che fare con la territorialita’...

Noory, nel suo programma, chiede al pilota di quanti uomini era composta la sua squadra di trasporto nel C-130 e il pilota rispone “sei uomini” e, quando ha potuto vedere il cadavere della creatura, il cui visto era distrutto dai proiettili, ha notato le sei dita alle mani del gigante, un’altezza di 4 metri e un peso di 500 Kg (senza pallet e imbracature per il trasporto).
Continua la testimonianza di “Mr.K”: quando tutto era finito e il gigante giaceva a terra privo di vita, anche il loro compagno, Dan, era gia’ morto. Perche’ era dovuto succedere? Si sono chiesti i soldati.
Prima di lasciare il posto era gia’ stato attivato il “9 line”, cioe’ la richiesta di evacuazione e di assistenza medica, ma all’improvviso il segnale inviato cambia codice perche’ arriva un elicottero perche’ il punto di conttatto era una spianata circondata da un precipizio, e l’elicottero sale su dal precipizio [non arriva dal cielo n.d.a.] e scarica delle reti da trasporto. All’unita’ viene ordinato di assicurare il gigante all’interno delle reti. Poi arriva un altro elicottero, molto piu’ grande del primo e che era in grado di superare le montagne di quella zona (gli elicotteri Chinook avevano abbastanza potenza solo per elevarsi fino a una media altitudine). Era praticamente impossibile muovere il gigante dal terreno, era troppo grande ed

emanava un odore peggiore di quello di una puzzola, come di un cadavere che era rimasto all’aperto da un po’...

dice “Mr.K” e, quando l’elicottero con il suo carico ha preso quota trascinando la rete con un gancio, il segnale inviato al comando era quello di una “grande, potenziale creatura umana”.
Quali le sue sensazioni dopo quel drammatico incontro? Rabbia, naturalmente, per compagno ucciso, ma non solo. Nel loro rapporto post-evento ai soldati viene ordinato di mentire, di “aggiustare” la versione dei fatti secondo quanto suggerito dai superiori.
Marzulli chiede nuovamente di descrivere le caratteristiche fisiche del gigante: Mr. K conferma che esso aveva sei dita alle mani e sei dita ai piedi e che le unghie erano strane perche’ presentavano delle escrescenze come funghi e avevano gli orli irregolari.
La Special Force viene caricata sull’elicottero piu’ piccolo e i due mezzi rientrano alla base per il debriefing. Durante il debriefing ai soldati viene fatto firmare un foglio nel quale essi dovevano impegnarsi a non rivelare nulla di quanto era accaduto, oltre che a riscrivere completamente il rapporto di fatto falsificando gli eventi.
Il motivo per cui “The Shooter” ha deciso di rompere il silenzio (non senza esitazione) e’ perche’ egli crede che la gente abbia il diritto di sapere quello che accade sul nostro pianeta.
Per quanto fantastica questa storia possa sembrare, la testimonianza combacia con quella presentata da Quayle qualche anno fa.
Marzulli chiede anche a “Mr. D”, l’ex “Special Op” (soldato delle forze speciali n.d.a.) che aveva sentito della storia del Gigante di Kandahar quando era in Afghanistan, sei egli creda che il popolo Americano, e la gente in generale, debba avere il diritto di sapere se vi sono esseri diversi dall’uomo che vivono sulla Terra.
La risposta di “Mr. D” e’ certa: “la mia idea e’ che se le cose vanno esattamente come dice la Bibbia, loro non lo vogliono. Se le cose vanno contro l’evoluzionismo di Darwin, non se ne deve parlare. L’ex militare ripete che la vicenda del Gigante di Kandahar era una storia che si conosceva tra i militari e si dava per certa come realmente accaduta. Quando “Mr.D” e’ rientrato negli USA dopo il suo servizio in Afghanistan e ha incontrato altri militari che erano stati in servizio altrove. Tuttavia se io accennavo al Gigante di Kandahar, tutti ne avevano sentito parlare.

All’inizio pensi: deve trattarsi di uno scherzo, di una bufala. Ma quando le cose cominciano a prendere una certa piega, quando continui a sentire la storia, ti rendi conto che non e’ uno scherzo. Loro [i superiori?] ci continuavano a dire di tenere le armi puntate verso l’alto; normalmente questo significa due [colpi] al corpo e uno alla testa. Ma ci veniva detto di puntarle sempre alla testa di un uomo e poi un po’ piu’ in alto. E noi ci chiedevamo perche’ volete che spariamo al di sopra della testa di un uomo?

Marzulli chiede conferma della data in cui e’ avvenuto lo scontro con il gigante: 2002. “Mr. D” era in servizio in Afghanistan in 2005. Se uno deve creare una burla per qualche non meglio identificato motivo, perche’ creare un gigante che nella descrizione riflette quella biblica dei Nephilim, cioe’ proprio quello che il governo USA vuole evitare di arrivare alla conoscenza della popolazione?
“Mr. D” conferma che una messa in scena di questo tipo non avrebbe senso. Durante il suo servizio attivo in Afghanistan egli ha visto diverse cose che non e’ mai riuscito a spiegare, come luci nel cielo durante scontri a fuoco, Orbs o sfere luminose delle dimensioni di palline da tennis che nel cielo emettevano strani suoni. L’uomo ha avuto esperienze simili anche in Iraq (nella zona di Hadifah Dam), di servizio alle prigioni al di sotto della diga. Egli racconta di prigionieri che urlavano e di una terribile sensazione che si avvertiva in quel luogo, per poi piu’ tardi leggere nella Bibbia che un angelo era stato rinchiuso in quello stesso luogo (Hadifah Dam e’ sul fiume Eufrate). Specificamente nel Libro dell’Apocalisse (9:14-15) si legge:

E diceva al sesto angelo che aveva la tromba:
'Sciogli i quattro angeli incatenati sul gran fiume Eufrate'.
Furono sciolti i quattro angeli pronti per l’ora, il giorno, il mese,
e l’anno per sterminare un terzo dell’umanita’


Sembra che i soldati rinchiusi nelle prigioni di Hadifah Dam erano terrorizzati a morte, urlando di “sentirli”. Persino le guardie tiravano a sorte per scegliere chi di loro doveva entrare a prenderli. Nessuno voleva scendere la’ sotto.
Tornando all’Afghanistan, “Mr. D” prosegue dicendo che voci sull’esistenza di giganti arrivava anche dalla popolazione locale, che ne parlava come di mostri cannibali che vivevano nelle caverne. I soldati comparavano quelle storie al loro “Bigfoot” Americano.
Vi sono quindi tre testimoni diversi, apparentemente non collegati tra di loro (il testimone sentito da Quayle e i due sentiti da Marzulli) che parlano dello stesso evento: il Gigante di Kandahar sarebbe un fatto realmente accaduto. “Mr. D” non aveva idea che “The Shooter” sarebbe stato intervistato. La cosa piu’ interessante su questo secondo testimone e’ il tipo di addestramento che gli era stato impartito nel caso di un combattimento all’interno delle caverne: i’informazione di partenza era che i ribelli Afghani si rifugiavano nelle caverne e che, nel caso di uno scontro a fuoco all’interno di esse, essi dovevano puntare l’arma al di sopra della testa di un uomo adulto (o meglio, il primo colpo all’altezza della testa, e i successivi piu’ in alto).
Ma chi erano (o sono) i Nephilim?
I NEPHILIM E LE PROVE STORICHE

Llandudno (Galles del Nord) e’ un villaggio costiero che ospita un’antica miniera di rame. L’area e’ posta a 220 metri sopra il livello del Mare d’Irlanda ed e’ conosciuta come la localita’ del Great Orme Copper Mine. In questa miniera sono stati rinvenuti piu’ di 2,500 martelli databili all’Eta’ del Bronzo (3,500 anni fa). Si crede che le gallerie delle miniere siano lunghe diversi chilometri anche se finora ne sono stati esplorati solo sei. Si sa con certezza che vi sono nove livelli sotterranei e piu’ di 1,700 tonnellate di rame sono state asportate, un risultato incredibile se si pensa che la societa’ di allora non aveva strumenti potenti, almeno non come quelli che possediamo oggi.
La piu’ grande mazza oggi in uso pesa circa 9 Kg anche se vengono usati piu’ comunemente quelle da 4.5 Kg. Adesso immaginiamo di ingrandire la mazza da 9 Kg del 300% e otteniamo uno strumento dal peso di 27 Kg, che per essere adoperato deve avere un manico di quasi 3 metri e una testa di metallo grande quanto un blocco di cemento. Un tale strumento (ma anche uno piu’ grande del peso di 30 Kg) e’ stato rinvenuto alla Miniera di Orme dagli archeologi.
Facendo le dovute proporzioni, un uomo in grado anche solo di sollevare una mazza di quelle dimensioni (per non parlare usarla) avrebbe dovuto misurare dai 4 ai 5 metri di altezza (o 3 volte l’altezza di un uomo adulto di oggi).
La Bibbia, nel libro della Genesi, parla di una razza di giganti che a quel tempo esisteva sulla Terra. Non e’ chiara la loro provenienza, forse i “figli degli Angeli caduti e delle femmine dell’uomo”, i Nephilim?
Nei bassorilievi Sumeri (ma anche Egizi) vi sono notevoli evidenze di esseri umani dalle proporzioni enormi che interagiscono con uomini piu’ piccoli. Vi sono delle differenze tra le due razze, visto che il gigante Sumero possiede sei dita. Per controllare le due dita addizionali il cervello dovrebbe avere una struttura diversa, piu’ grande o piu’ complessa. E le proporzioni starebbero ad indicare che la razza di giganti doveva avere una notevole intelligenza.
Le stesse strutture megalitiche sparse un po’ in tutto il mondo, dal Sud America (Peru) all’Egitto, al Medio Oriente (Baalbek), alle Isole Britanniche (Le Orcadi), all’Oceano Pacifico (Isola di Pasqua) sarebbero un indizio a sostegno della tesi che una razza di giganti sia effettivamente esistita sulla superficie terrestre nel remoto passato.

L’America del Nord ha una particolarita’ per quanto riguarda le culture della preistoria, l’elemento che viene definito UPT o Unique Physical Types (Tipi fisici unici): si tratta di scheletri di giganteschi umanoidi con cranio iper esteso, dentatura extra (doppia o tripla fila di denti) e che sono solitamente rinvenuti nei tumuli funerari e nei cimiteri ad esse associati di Adena-Hopewell, culture arcaiche e complessi rituali del sud-est.
E’ oggi comune, per i ricercatori di storia alternativa, narrare di come questi esseri furno scoperti in massa tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. Storici, antiquari e archeologi ne hanno registrato i dati un po’ dovunque negli Stati Uniti, anche se la piu’ larga concentrazione di questi UPT e’ stata localizzata nei tumuli della valle del fiume Ohio e lungo il Mississippi. Molti i casi comprovati da registrazioni d’epoca (tutt’ora consultabili nelle case comunali di contee e citta’, nonche’ riportati su numerosi scritti esterni e interni allo Smithsonian Institute:
Maggio 1841 – Franklin (Kentucky), tra gli scheletri esumati dal terreno di una fattoria uno era di dimensioni straordinarie (almeno il doppio di un uomo adulto)
Contea di Jo Daviess (Illinois), una serie di tumuli funerari viene aperta dopo anni e gli scavatori hanno trovato un pozzo al centro che doveva essere stato scavato circa settanta centimetri al di sotto della superficie originale. Le ossa trovate in quel pozzo appartenevano ad una razza di statura gigantesca. Lo scheletro era stato sepolto seduto con le gambe stese verso il centro.
Kanawha Valley (West Virginia), viene rinvenuto lo scheletro di un uomo alto almeno due metri e mezzo.

Dopo che governo USA prese il controllo dell’archeologia Americana nel 1900, il mondo accademico traccio’ una linea politica di totale negazione dell’esistenza di tali anomalie, politica che sembra essere in voga ancora oggi, come l’episodio del Gigante di Kandahar dimostra.

La razza dei giganti, o Nephilim, e’ per prima menzionata nella Genesi. Infatti l’etimologia della parola “Nephilim” viene definita “Giganti” ma, secondo altre intepretazioni, avrebbe invece il significato di “coloro che sono caduti”. Le piu’ antiche versioni della Bibbia interpretano la parola come “Giganti”. La natura dei Nephilim e’ complicata dall’ambigua definizione che ne da’ il libro della Genesi (6:4). E in effetti vi sono due diverse interpretazioni sull’origine dei Nephilim:

1) Essi sarebbero la discendenza di Seth. Nei Rotoli di Qumran il frammento 4Q417 contiene la piu’ antica frase conosciuta di “bambini di Seth”, affermando che Dio li ha condannati per la loro ribellione. Altri antichi riferimenti sulla discendenza di Seth che si sarebbe ribellata a Dio e unita con le “figlie di Caino” si trovano negli scritti del Rabbino Shimon bar Yochai, di Augusto di Hippo, di Giulio l’Africano e nelle lettere attribuite a San Clemente. Anche la moderna Bibbia Ortodossa di Amharic l’Etiope presenta la stessa interpretazione.

2) Essi rappresenterebbero la discendenza degli angeli: un certo numero di antichi documenti si riferiscono ai Nephilim come ai “Figli del Cielo” o angeli. I Rotoli del Mar Morto, il Libro di Enoch, nei manoscritti di Ge’ez, e nella moderna edizione del Vecchio Testamento Pseudopigrafo. Alcuni apologi cristiani come Tertulliano e Lattanzio avevano la stessa opinione, e cioe’ che si trattava di esseri angelici che si sarebbero uniti agli esseri umani. Da qui la lettera della Genesi che descrive i figli di Dio (di natura divina, maschi) con le figlie degli Uomini (di genere femminile e natura umana). Da un tale accostamento sembra evidente che i Figli di Dio fossero intesi come esseri soprannaturali.
30/05/2018 23:12:56

http://www.thexplan.net/ArticoloTxp.aspx?idArt=366&title=IL-GIGANTE-DI-KANDAHAR&ln=it
ARTICOLI CORRELATI
PROGETTO SERPO #9.0
(X-ZONE / X-PLAN)
PROGETTO SERPO #26.1
(X-ZONE / X-PLAN)
PROGETTO SERPO #26.8
(X-ZONE / X-PLAN)
Commenti
Nome
E-Mail
Testo